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Regioni.it

n. 3227 - martedì 12 settembre 2017

Sommario
- Lavoro: Serracchiani, Zingaretti e Bonaccini su dati Istat
- Istruzione: dati Ocse, pochi i laureati ed è bassa la spesa per il settore
- Spesa delle famiglie: in 6 regioni riprendono a crescere i consumi
- Vendemmia: 2017 annata difficile
- Lorenzin: sulle vaccinazioni non c'è alcun caos
- Scuola e vaccinazione obbligatoria: vademecum in ogni regione

+T -T
Istruzione: dati Ocse, pochi i laureati ed è bassa la spesa per il settore

(Regioni.it 3227 - 12/09/2017) In Italia gli adulti laureati sono, in proporzione, meno che negli altri paesi europei (il 18% di laureati, contro il 37% della media Ocse), con una prevalenza maggiore di laureati in discipline umanistiche: il 30% degli adulti italiani con un'istruzione superiore è laureato in queste discipline, la percentuale più alta tra i Paesi Ocse.
L'orientamento dei neolaureati italiani è quindi poco legato ai bisogni emergenti dell'economia: il 39% dei neolaureati di primo livello si è laureato in discipline artistiche/umanistiche, con conseguenze negative per il tasso di occupazione dei laureati, particolarmente tra le donne, più spesso laureate in discipline a basso tasso di occupazione. E' quanto emerge dal rapporto "Education at a Glance 2017 - Uno sguardo sull'educazione" che l'OCSE ha presentato il 12 settembre, in tutto il mondo, offrendo risposte, e numeri per illustrare lo stato dell'educazione nei Paesi membri dell'organizzazione.
Secondo il dossier, l'Italia resta agli ultimi posti per spesa pubblica nell'istruzione (dati 2014): ha speso per l'istruzione il 4% del suo Pil (-7% sul 2010) contro il 5,2% della media Ocse, ha destinato il 7,1% della spesa delle amministrazioni pubbliche al ciclo dell'istruzione (-9% sul 2010) e ha speso in media 9.300 dollari USA per studente contro i 10.800 della media Ocse.In Italia il livello di istruzione della popolazione adulta è più alto nelle regioni del Centro, ma i giovani laureati si concentrano anche nelle regioni più dinamiche del Nord. La Provincia di Trento è la regione con il più alto tasso di istruzione terziaria tra i giovani. Il divario di istruzione tra Centro-Nord e Sud si accentua tra i giovani. Il tasso di istruzione terziaria dei giovani in Veneto è quasi doppio rispetto alla popolazione adulta nel suo insieme.Nel nostro Paese, inoltre, è ancora molto elevata la percentuale di Neet 18-24enni (giovani non impegnati nello studio, nel lavoro né nella formazione: il 26% contro una media Ocse del 14%, peggio dell'Italia c'è solo la Turchia), soprattutto in Campania, Sicilia e Calabria dove più di 1 giovane su 3 è Neet (rispettivamente il 35%, 38% e 38%).Per quanto riguarda l'istruzione tecnica e professionale, la maggior parte dei giovani italiani è iscritta a un percorso di studi a indirizzo tecnico-professionale, un comparto che garantisce buoni tassi di occupazione per i giovani. In generale la partecipazione degli adulti (25-64enni) a percorsi di formazione formale o non formale resta tra le più basse tra i Paesi OCSE: tra gli adulti solo uno su quattro partecipa a dei percorsi di formazione.



( red / 12.09.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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