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Regioni.it

n. 3229 - giovedì 14 settembre 2017

Sommario
- Chikungunya ed emergenza sangue nel Lazio: si mobilitano le regioni
- Emergenza cinghiali: Regioni chiedono strumenti normativi idonei
- Alluvione Livorno: partita la ricostruzione dei ponti crollati
- Incendi: vigili del fuoco, più di 96.000 impegni
- Femminicidio: le linee strategiche del Piano antiviolenza
- Corte di Giustizia Europea: sentenza su coltivazioni Ogm

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Femminicidio: le linee strategiche del Piano antiviolenza

(Regioni.it 3229 - 14/09/2017) La bozza del nuovo Piano nazionale antiviolenza e la proposta di linee guida per le aziende sanitarie e ospedaliere per il soccorso e l'assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza, sono state illustrate  ilo 7 settembre dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, Maria Elena Boschi, nel corso della riunione congiunta della Cabina di regia interistituzionale e dell'Osservatorio antiviolenza.
Le linee strategiche del nuovo Piano, che avrà durata triennale, sono il frutto - si legge in un comunicato - di un percorso di confronto e riflessione avviato dal mese di febbraio dal Dipartimento pari opportunità con le altre Amministrazioni centrali coinvolte, le Regioni e i Comuni, le associazioni impegnate sul tema della violenza e gli enti pubblici di ricerca.
Per garantire la massima aderenza alla Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia nel giugno del 2013, la bozza del Piano prevede una articolazione strutturata secondo tre linee di intervento. In primo luogo prevenire la violenza (attraverso piani educativi e di comunicazione, oltre che di formazione di operatori del settore pubblico e privato). In secondo luogo proteggere e sostenere le vittime (attraverso le reti territoriali antiviolenza). Infine perseguire e punire (in sinergia con soggetti istituzionali quali il ministero dell'Interno, della Difesa, della Giustizia, il Csm, i tribunali penali, civili e minorili). 
Il documento, riferisce ancora il comunicato delle Pari Opportunità, pone anche una particolare attenzione ai temi della violenza nei luoghi di lavoro, della prole testimone di violenza, degli orfani di femminicidio, della specificità delle donne migranti rispetto alle diverse forme di violenza. Il Piano si completa con la costruzione di un sistema integrato di raccolta dei dati ad opera dell'Istat e con un'analisi valutativa, condotta da Dipartimento pari opportunità con IRPPS-CNR, sugli interventi promossi e finanziati e, soprattutto, sui loro effetti e risultati. Quanto alle Linee guida nazionali, previste dalla legge di Stabilità del 2016 e redatte con il contributo dell'avvocato Lucia Annibali, consulente del Dipartimento per le Pari Opportunità, la proposta di testo delinea un percorso mirato a fornire un intervento adeguato e integrato nella presa in carico delle donne che hanno subito violenza e che si rivolgono a una struttura ospedaliera con Pronto Soccorso.
Le linee guida saranno adottate con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni e Province autonome.
Il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, durante un suo intervento in Consiglio regionale, riunito per una seduta straordinaria sulla violenza di genere, ha detto che  "Il femminicidio è una tragedia sociale, una situazione eccezionale che esige di essere fronteggiata con risorse adeguate. Risorse che sono morali intellettuali, finanziarie. È preciso dovere della politica programmare interventi concreti, mettere in campo strumenti di prevenzione, finanziare azioni di supporto e di sostegno contro questa inaccettabile situazione. I dati più recenti sul fenomeno del femminicidio in Italia provocano sdegno e angoscia- sottolinea Pigliaru-. Stiamo parlando di più di cento donne assassinate nel 2016, di 20 donne assassinate fino a luglio di quest'anno. È un bollettino di una guerra. Una guerra che fa migliaia di vittime, perché dietro ogni donna uccisa non c'è soltanto una vita dissolta, ma altre esistenze spezzate". Per il presidente sardo è fondamentale la prevenzione: "Occorre presidio del territorio, specie nelle realtà più a rischio. Centri anti-violenza e centri d'ascolto per intervenire laddove ancora si può. La Regione ha messo in campo strumenti importanti per far fronte a questa tragedia quasi sempre annunciata, attraverso interventi specifici nelle scuole, nel finanziamento dei centri antiviolenza, nelle politiche attive per il lavoro delle donne e la conciliazione con la famiglia". Pigliaru si è poi soffermato  sull'introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale sarda: "Sono profondamente convinto che la buona politica passi anche da una corretta distribuzione dei seggi a garanzia della parità di genere. L'equilibrio di genere nelle assemblee legislative è un fatto di civiltà e il dibattito avviato da quest'aula e gli impegni assunti in questa legislatura dalle forze politiche e dai vari livelli istituzionali auspico che vengano trasformati al piu' presto in azione concreta". Conclude il presidente della Regione: "Cosi' come alla crisi della democrazia si risponde con piu' democrazia, alla violenza di genere si puo' rispondere in un modo soltanto: incrementando i livelli di partecipazione femminile nel mondo della scuola, del lavoro, dell'impresa e delle istituzioni. Perché non ci può essere alcuna autentica uguaglianza senza la piena condivisione e la compartecipazione piu' estesa e radicale di tutti, uomini e donne, al governo di tutti i settori della società".
Dopo i recenti episodi di stupri e femminicidio è durissima la presa di posizione della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. “Basta mattanza sulle donne: non basta punire i responsabili occorre curare e prevenire”, scrive sul suo profilo facebook . “In questi anni, nella mia spiritualissima e amatissima terra umbra – scrive nel post la presidente, due giovani umbri, nati e cresciuti nelle nostre città hanno massacrato le loro mogli, una addirittura incinta, davanti agli occhi increduli di bambini di 5-6 anni: giovani ‘etnicamente’ umbri responsabili di omicidi violenti efferati verso le proprie giovani mogli; nei giorni scorsi un gruppo di minori residenti in Italia, di origine africana violentano brutalmente una giovane donna polacca massacrandola; nelle ultime ore due turiste americane, giovani ragazze, denunciano due carabinieri, in servizio e in divisa, che le avrebbero (indagine in corso) violentate..... Cosa hanno in comune questi episodi? La violenza è prodotta da uomini, umbri, italiani, africani poco conta... Le vittime sono donne italiane, polacche, americane...
Se non ripartiamo dalle ragioni per cui esiste la violenza di genere non riusciamo ad arginare il fenomeno – prosegue Marini - e  la ragione della violenza sta prima di tutto nell'essere uomini, è l'unico segno che li accomuna e forse da qui bisogna partire per mettere fine a questa mattanza sulle donne. La violenza degli uomini sulle donne va presa come una ‘malattia’ serissima per la quale servono cure....prima ancora – ha concluso - della punizione del reato servono cure per evitare che crescano uomini violenti.....”


( sm / 14.09.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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