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Regioni.it

n. 3233 - mercoledì 20 settembre 2017

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 21 settembre
- Regioni transfrontaliere: Commissione Ue istituisce rete di esperti
- Ocse e Istat: Pil in crescita nel 2017
- 40° Cia: il ruolo delle rappresentanze in agricoltura
- Conferenza Unificata il 21 settembre
- Conferenza Stato-Regioni il 21 settembre
- 21 settembre: Giornata Mondiale dell'Alzheimer

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21 settembre: Giornata Mondiale dell'Alzheimer

Alcune iniziative delle Regioni

(Regioni.it 3233 - 20/09/2017) La vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale, il 20 settembre, alla vigilia della XXIV Giornata mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Alzheimer’s Disease International, ha presentato a Genova, insieme ad Alisa, i primi due Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) attivati dalla ASL3 presso gli ospedali Galliera (con sede periferica in via Assarotti) e Padre Antero Micone di Sestri Ponente (con sedi periferiche distrettuali ad Arenzano, Genova-Fiumara e al Gallino di Pontedecimo). Entro la fine dell’anno sarà attivato il terzo centro nel levante cittadino presso l’Ospedale Policlinico San Martino mentre entro il 2018 le altre ASL attiveranno i propri Cdcd con le relative sedi periferiche. 
“La nostra regione è la più vecchia d’Italia e d’Europa, con il 28% di anziani sopra i 65 anni (la media italiana è del 21,7%). Per questo - ha spiegato la Viale - a fronte di una maggiore incidenza di patologie legate all’invecchiamento, nel Piano regionale demenze varato nel gennaio scorso abbiamo previsto, in collaborazione con la rete dell’associazionismo, la riorganizzazione della rete clinico-assistenziale per le demenze e l’attivazione di Centri specializzati e multidisciplinari: grazie a percorsi omogenei per l’individuazione della patologia, gli specialisti sono in grado di garantire la diagnosi, la presa in carico tempestiva e la continuità assistenziale. Inoltre, per primi in Italia abbiamo esplicitamente previsto la figura del coordinatore assistenziale con funzioni di ‘case manager’, fondamentale riferimento non solo per il paziente ma anche per i suoi familiari dalla diagnosi e in ogni stadio della malattia”.
I Cdcd, che sostituiranno le attuali Unità di Valutazione Alzheimer (U.V.A.), collaborano in stretto rapporto con i distretti sociosanitari, erogano in via esclusiva i farmaci specifici per le patologie trattate, garantendo competenze specifiche e orari di apertura adeguati alla richiesta del territorio: vi opera un’equipe multidisciplinare composta da un neurologo, un geriatra, uno psichiatra, uno psicologo specializzato con competenze neuropsicologiche, oltre a un operatore delle professioni sanitarie con funzione di case manager. Ogni Cdcd ha sedi distaccate, per garantire la capillarità dei servizi ai cittadini. “Questo percorso – aggiunge la vicepresidente Viale - è perfettamente in linea con il Piano sociosanitario triennale approvato dalla Giunta e di cui l’integrazione tra ospedale e territorio è un tassello essenziale, con l’implementazione dell’attività ambulatoriale e territoriale e la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi per fare in modo che le prestazioni possano essere il più possibile erogate a domicilio, spingendo verso una sanità a chilometro zero che metta al centro la persona”.
Nell’ottica di una sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio e di un potenziamento dell’assistenza domiciliare in un welfare di comunità, Regione Liguria, tramite Alisa, promuove anche il progetto pilota a livello nazionale delle Comunità amiche delle persone affette da demenze (Dementia Community Friendly), riconosciute dalla Federazione Alzheimer Italia: in Liguria ha aderito per primo il comune di Recco che proprio oggi riceve l’importante riconoscimento. Già avviato l’iter anche da parte del comune di Imperia. Le due amministrazioni si sono impegnate, con apposite delibere, a promuovere un processo di cambiamento sociale finalizzato a sconfiggere il pregiudizio e creare comunità consapevoli e capaci di relazionarsi con le persone affette da demenza e con le loro famiglie, facendoli sentire parte integrante della comunità stessa.
La demenza, malattia del sistema nervoso centrale che può presentarsi sotto diverse forme (la più conosciuta è l'Alzheimer), è purtroppo oggi in aumento nella popolazione ed è stata definita dall’Organizzazione mondiale della sanità una priorità mondiale di salute pubblica. Si stima che in Italia ci siano oltre un milione di persone affette da demenza: in Liguria le persone prese in carico dal sistema sociosanitario regionale sono oltre 17mila. Gli uomini si ammalano più delle donne e, nel 96% dei casi, le persone colpite hanno più di 65 anni. L’Alzheimer viene definita una malattia cronica, neurodegenerativa e progressiva, che comporta una progressiva perdita delle funzioni cognitive, andando a colpire aree celebrali che controllano la memoria, il pensiero, la parola. Nonostante i numerosi stuti clinici ad oggi in corso, le cause non sono ancora note. Il decorso della malattia è variabile e dipende da diversi fattori, mediamente si attesta sui 10-15 anni.
A livello nazionale su 1000 persone al di sopra dei 65 anni si registrano annualmente 13 nuovi casi di demenza. Attualmente in Alto Adige sono circa 10.000 le persone colpite da questa malattia ed ogni anno si registra circa un migliaio di nuovi casi. Si tratta di una problematica che riguarda circa il 6 - 7% della popolazione altoatesina al di sopra dei 65 anni e che nel complesso coinvolge in maniera diretta o indiretta circa 50mila persone. Anche quest’anno la data del 21 settembre sarà caratterizzata da una serie di iniziative organizzate a livello provinciale per sensibilizzare ed informare la popolazione nei confronti di questa patologia, dei problemi e dei bisogni dei malati di Alzheimer e dei loro familiari. La frequenza della malattia aumenta in maniera esponenziale con l'aumento dell'età della popolazione, ad esempio per quanto riguarda le persone al di sopra degli 85 anni la malattia colpisce circa il 35% della popolazione. L’assessora alla salute ed alle politiche sociali della provincia autonoma di Bolzano, Martha Stocker, ha sottolineato che a livello provinciale vi è un forte impegno per realizzare e consolidare una rete di servizi che coinvolge sia l’ente pubblico che i privati a favore delle persone e delle famiglie colpite da questa problematica. "In questi anni – afferma l’assessora - abbiamo rafforzato la nostra collaborazione con l'Associazione ASAA - Alzheimer Südtirol Alto Adige e per quanto riguarda le nostre strutture sanitarie sono stati sinora realizzati, presso i reparti di geriatria degli ospedali di Bolzano, Merano e Brunico, tre ambulatori di Memory Clinic, dedicati specificatamente alla diagnosi precoce ed all’assistenza dei malati di Alzheimer. Essi rappresentano uno strumento importante in questo settore ed andranno ulteriormente potenziati. Un pensiero ed un ringraziamento particolare va ai familiari, ai medici, agli infermieri, ai terapisti ed agli operatori sociali che svolgono l'impegnativo compito di cura ed assistenza di un malato di Alzheimer a domicilio o in una struttura. Hanno bisogno di molta formazione, empatia e comprensione e mettono a dura prova le proprie capacità psichiche e fisiche".
L’esordio è insidioso e subdolo: piccole dimenticanze e “sbadataggini”, simili, in apparenza, a quelle che possono succedere a chiunque. Poi la situazione peggiora, fino ad arrivare al punto in cui il malato non riesce neppure più a riconoscere i propri familiari, e ha bisogno di aiuto per svolgere le attività quotidiane. Anche le più semplici. In Emilia-Romagna, nel 2016  sono state 12.400 le nuove diagnosi di demenza senile, con una stima complessiva di circa 80mila persone malate. La Giornata mondiale dell’Alzheimer (la forma più frequente di demenza senile), in programma giovedì 21 settembre, è un’occasione per porre all’attenzione di tutti un tema di grande sofferenza e delicatezza, fare il punto sulla rete dei servizi e sugli obiettivi del Progetto regionale demenze. Su tutto il territorio, in questi giorni, sono in corso iniziative e incontri, organizzati dalle Aziende sanitarie con gli enti locali e le associazioni dei familiari. La Regione ha in programma un convegno, il 23 ottobre.
“Oggi si vive di più, ma questo purtroppo non sempre coincide con un effettivo miglioramento della qualità dell’esistenza. Il nostro impegno- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- va proprio in questa direzione: garantire la migliore qualità possibile della vita a chi è più fragile, come le persone affette da demenza senile, e alle rispettive famiglie. L’Emilia-Romagna- aggiunge l’assessore- è una delle pochissime Regioni ad avere uno specifico Progetto demenze già dal 1999. E il nostro impegno da allora si è ulteriormente rafforzato: l’anno scorso, con un’apposita delibera di Giunta, lo abbiamo aggiornato, recependo contestualmente anche il Piano nazionale”.
Nel 2016 in Emilia-Romagna sono state valutate circa 24.000 persone, ed effettuate 12.400 diagnosi di demenza e 6.000 diagnosi di “Mild Cognitive Impairment” (condizione che può evolvere a demenza). Ogni anno, i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze registrano mediamente contatti con oltre 40.000 persone, tra prime visite e controlli. Tutte le strutture accreditate (sia residenziali che diurne) garantiscono assistenza qualificata per le persone con demenza: a fine 2016, in tutta la regione erano presenti 13 Nuclei residenziali dedicati a questo tipo di patologia (con 187 posti letto complessivi) e 9 Centri diurni (150 posti). Sempre l’anno scorso, è stata garantita l’assistenza farmacologica a 11.200 persone affette da demenza. Per quanto riguarda, invece, le attività psicosociali, sono stati fatti più di 1.000 interventi di stimolazione cognitiva (oltre a quelli svolti nelle strutture residenziali e nei Centri diurni). Sessanta gruppi di sostegno e auto-aiuto, con il coinvolgimento di circa 1.000 familiari, hanno garantito opportunità per la socializzazione e il mantenimento delle capacità residue nei pazienti. Sempre nel 2016, sono state erogate più di 15mila consulenze specialistiche (di tipo psicologico, assistenziale, legale e tecniche per adattamento degli ambienti domestici); 345 i corsi di formazione e informazione per i familiari (5.300 le persone coinvolte). Attivi, in tutta la regione, 50 Caffè Alzheimer. L’anno scorso sono state avviate le prime esperienze di Meeting Center: luoghi di incontro informale tra persone con demenza, i loro familiari ed esperti della malattia. Le attività di sostegno alla famiglia vengono realizzate in collaborazione con i Comuni, i Servizi di assistenza per gli anziani e il contributo delle associazioni.
Il Progetto regionale demenze prevede na sempre più forte integrazione tra servizi e professionisti, per dare più omogeneità agli interventi, in tutta la regione: è, in estrema sintesi, quanto prevede il Progetto regionale demenze, aggiornato nel 2016. Riguarda tutte le persone colpite da demenza (non solo l’Alzheimer) e vede coinvolti diversi soggetti: Ausl, Aziende ospedaliere, Comuni, associazioni dei familiari e del volontariato. L’approccio è globale e integrato. L’obiettivo è garantire la migliore qualità di vita possibile, sia alla persona malata che ai familiari, anche favorendo ulteriormente le diagnosi tempestive. Il ruolo chiave è quello del medico di famiglia, riferimento importante per riconoscere i primi segnali della malattia e intercettare le situazioni a rischio, con una particolare attenzione anche alla comunicazione della diagnosi. Il Progetto stabilisce la composizione minima dell’équipe dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze: medico (geriatra e/o neurologo), infermiere, psicologo, che devono assicurare il collegamento con l’assistente sociale e con la rete distrettuale dei servizi, comprese le associazioni dei familiari. I Centri garantiscono una diagnosi approfondita, interventi farmacologici, consulenze specialistiche e, in collaborazione con enti locali e associazioni, iniziative formative, attività di informazione e socializzazione. Il Progetto dà inoltre grande enfasi agli interventi psico-sociali (non farmacologici) sia per i pazienti che per i familiari o i cargiver (le persone che si prendono cura dei pazienti), e agli interventi “a bassa soglia” nelle fasi iniziali della malattia. Per favorire una maggiore integrazione tra servizi e professionisti, i Centri per i disturbi cognitivi e demenze possono avere sede anche all’interno delle Case della salute, punto di riferimento del territorio per l’accesso alle cure primarie.
Un’occasione per affrontare i temi della demenza dal punto di vista medico (ricerca scientifica e prevenzione), organizzativo (i servizi), degli interventi e delle opportunità psicosociali. È il convegno “Le demenze: fra innovazione e mondo reale, il modello dell’Emilia-Romagna”, in programma lunedì 23 ottobrea Bologna, in viale della Fiera 8, nella Sala 20 maggio 2012 (iscrizioni online all’indirizzo http://www.ausl.pc.it/offerte_formative/iscrizioni_online.asp).
La Regione Veneto investe nella rete dei ‘Centri Sollievo’ per affiancare le famiglie che assistono una persona anziana in declino cognitivo. Alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alzheimer la Giunta regionale rifinanzia, su proposta dell’assessore al Sociale, con un milione e messo di euro la rete dei 113 Centri Sollievo attivi nel territorio regionale. Il nuovo finanziamento (in aumento del 20% rispetto al milione e 150 mila euro stanziati lo scorso anno) è dedicato al potenziamento dei servizi esistenti, all’attivazione di ulteriori centri, al coinvolgimento di nuove associazioni di volontariato e all’ampliamento dell’operatività dei centri verso diverse patologie neurodegenerative, dall’Alzheimer al Parkinson. Attualmente, la rette dei 113 centri copre tutte le Ulss del Veneto, coinvolge 153 associazioni, quasi 1200 volontari e assiste circa 900 pazienti. “Le evidenze scientifiche dimostrano che la permanenza della persona anziana in famiglia rallenta i processi involutivi nelle patologie di decadimento cognitivo e degenerative e aiutano a mantenere il più a lungo possibile l’autonomia della persona – premette l’assessore Luca Coletto – per questo la Regione ha deciso di supportare le famiglie ‘sollevandole’ parzialmente del carico assistenziale attraverso i Centri Sollievo. La positiva sperimentazione di questi anni ci ha indotto a potenziare le risorse dedicate a questo servizio innovativo, esempio di vera integrazione sociosanitaria e di una forte collaborazione tra istituzioni e volontariato”. I Centri Sollievi sono sorti in Veneto a partire dal 2003, da esperienze pilota a Riese Pio X e a Vedelago, sino a diventare una rete organizzata nei territori della Marca, poi estesa all’Alto Vicentino e all’Alta Padovana. Attualmente i 113 Centri Sollievo attivi in Veneto garantiscono in media tre aperture settimanali con attività di informazione e socializzazione per i familiari e di riabilitazione per i malati: stimolazione cognitiva, psicomotricità, fisioterapia di gruppo, musicoterapia, arteterapia. Si calcola che in Veneto almeno 4 persone ogni cento ultrasessantacinquenni siano affette da Alzheimer o da demenze senili. “L’obiettivo di questa amministrazione è estendere con capillarità a tutte le Ulss del Veneto i moduli del Sollievo – evidenzia l’assessore – valorizzando le buone prassi nell’assistenza e condividendone i protocolli operativi per uniformare sul territorio regionale servizi articolati che, dal sostegno psicologico ai soggiorni ad alta protezione ai centri diurni, ritardano la progressione del decadimento e prevengono l’istituzionalizzazione della persona anziana e, soprattutto, non lasciano sole le famiglie”.
Anche a Trento sono previste iniziative formative ed eventi per sensibilizzare su questa malattia. Giovedì 21 settembre, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer l’Assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, sarà presente all’incontro informativo “Le modificazioni sensoriali nella malattia di Alzheimer: suggerimenti e cautele nell’entrare in un "Altro” mondo” organizzato dall’Associazione Alzheimer di Trento, uno dei tanti eventi programmati in questo mese per sensibilizzare la cittadinanza su questa malattia, per ridurne lo stigma sociale e per sostenere la famiglia anche nella comunità e nell’ambiente sociale in cui vive.  Grazie al Piano provinciale demenze e alle risorse finanziarie messe in campo, da un paio d’anni l’attenzione su questa delicata tematica è molto forte e coinvolge vari soggetti istituzionali e non. Per il coordinamento di tute le azioni indicate nel Piano è stato istituito un tavolo di monitoraggio con l’obiettivo di mantenere alto l’impegno da parte di tutti, rafforzando la rete a livello territoriale. In questo mese, con la collaborazione di diversi soggetti, primi tra tutti le quattro associazioni Alzheimer locali (Associazione Alzheimer Trento; Associazione Italiana Malattia di Alzheimer Rovereto; Associazione Alzheimer “Rencureme onlus” Moena; Associazione Alzheimer “Accogliamo l’Alzheimer” Pinzolo) sono stati organizzati sul territorio vari eventi: convegni, mostre, film, libri, teatro, test della memoria, corsi di ginnastica mentale, camminate ecc.

[Liguria] XXIV GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER: OPERATIVI I PRIMI DUE CENTRI SPECIALISTICI MULTIDISCIPLINARI, ATTIVATI IN TUTTA LA REGIONE ENTRO IL 2018.


( red / 20.09.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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