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Regioni.it

n. 3234 - giovedì 21 settembre 2017

Sommario
- Partecipate: intesa per razionalizzare, salvaguardando i lavoratori
- Beni culturali: parere positivo sul piano "Grandi progetti" 2019
- Politiche sociali: via libera al riparto del fondo, in arrivo 277 milioni
- Medici specializzandi: Bonaccini, riattivare confronto Governo-Regioni
- Inps: un milione di posti di lavoro nei primi sette mesi del 2017
- Agricoltura: audizione Regioni su assicurazioni contro avversità

+T -T
Inps: un milione di posti di lavoro nei primi sette mesi del 2017

Bce: ampio contributo positivo dato alla ripresa dall'immigrazione

(Regioni.it 3234 - 21/09/2017) Un milione di posti di lavoro nei primi sette mesi dell’anno. Lo rileva l'Inps sottolineando che negli ultimi 12 mesi siamo a +571.000. Nel contempo si evidenzia la grande incidenza dei contratti a tempo determinato (+501.000) rispetto a quelli stabili (+18.000).
Da gennaio a luglio 2017 si registra “un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +1.073.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 e del 2015” nel settore privato. Si aggiunge anche che nell’arco temporale indicato c’è stato “un'ulteriore compressione dell'incidenza” sul totale delle assunzioni, scendendo al 24,2% contro il 38,8% del 2015.
Fra i contratti a tempo determinato si registra poi un forte aumento di quelli a chiamata (+124,7%), dopo il blocco dei voucher.
Oggi la Bce ha alzato le stime del Pil in Italia per quest’anno, confermando la revisione generale al rialzo delle stime sul Pil avvenuta anche da parte di altre fonti economiche. Per la zona euro nel 2017 è previsto un +2,2% dal +1,9%. Inoltre la Bce evidenzia anche “l'ampio contributo positivo” dato alla ripresa dall'immigrazione e il traino alla forza lavoro dato dalle donne. Pertanto “durante la ripresa l'immigrazione ha dato un ampio contributo positivo alla popolazione in età lavorativa, riflettendo l'afflusso di lavoratori dai nuovi stati membri dell'Ue”.
La crisi economica degli ultimi anni è stata la peggiore della Grande Depressione per gli effetti sul lavoro e i consumi. Lo ha sottolineato il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco: “Alle nostre spalle lasciamo i 10 anni peggiori della storia economica del nostro paese in tempo di pace: per la domanda interna e per l'occupazione le conseguenze della doppia recessione che abbiamo attraversato sono state più gravi di quelle della Grande Depressione degli anni trenta del Novecento”. “Nei primi sei mesi dell’anno – afferma Visco – il numero degli occupati è salito di 130.000 unità. La ripresa coinvolge anche i più giovani, particolarmente colpiti dalla lunga recessione. Tra quelli con meno di 30 anni la percentuale di coloro che non hanno un lavoro né sono impegnati in un percorso formativo è diminuita di circa due punti tra il 2014 e il 2016 e ha continuato a ridursi nel 2017. Attualmente si colloca poco al di sopra del 23 per cento, un livello ancora lontano da quelli di gran parte degli altri paesi europei”.



( Giuseppe Schifini / 21.09.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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