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Regioni.it

n. 3235 - venerdì 22 settembre 2017

Sommario
- Istat: conti economici nazionali
- Saitta: detenuti abbiano un proprio medico di famiglia
- Crisi Catalogna: Pittella, Kompatscher, Pigliaru, Zaia e Maroni
- Beni culturali: "Piano grandi progetti", soddisfazione dalle Regioni
- "Cantiere Calabria": tre giorni su prospettive e scenari della Regione
- Femminicidio: impegni e proposte contro la violenza di genere
- Conferenza nazionale sulla famiglia: il 28 e 29 settembre a Roma

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"Cantiere Calabria": tre giorni su prospettive e scenari della Regione

Dal 14 al 16 settembre con gli interventi di Oliverio, Martina, De Vincenti e Minniti

(Regioni.it 3235 - 22/09/2017) Dal 14 settembre al 16 si è tenuto l'evento "Cantiere Calabria". Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Regione, Mario Oliverio, e sono interventuti il ministro Maurizio Martina, il Ministro Claudio De Vincenti e il ministro Marco Minniti.
L’iniziativa voluta dal Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, si è aperta nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria, con i saluti del Magnifico Rettore Gino Mirocle Crisci, del Sindaco del Comune di Rende, Marcello Manna, e del Presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto.
Nelle diverse sessioni sono stati affrontati ed approfonditi i temi più importanti che riguardano lo sviluppo della regione. E proprio in un’ aula affollata  (con diversi esponenti politici, rappresentanti di organizzazioni sociali, giovaniil Rettore dell’Unical ha portato il primo saluto. “Sono lieto -ha detto Crisci - di questa iniziativa e del fatto che la Regione abbia scelto di farla qui. Si tratta di giornata in cui si parla di prospettive per la nostra regione. Sono contento perché vuol dire che, finalmente, si sono stabiliti dei rapporti corretti e sinergici tra il sistema universitario calabrese e la Regione. Auguro che il lavoro sia proficuo e sono sicuro che lo sarà”. Subito dopo è stato proiettato in filmato illustrativo sull’Università della Calabria. Il saluto della città di Rende è stato portato dal Sindaco Marcello Manna il quale si è detto soddisfatto dell’iniziativa anche per la “ricaduta che avrà, per il territorio,  con l’apertura di alcuni cantieri. Ben venga l’opera della metropolitana leggera che dovrà essere progettata, pensando ad un collegamento futuro con l’aeroporto e l’Università di Catanzaro. Penso alla prossima realizzazione della cittadella dello sport”. Concludendo, Manna ha auspicato che con l’aiuto di questo governo regionale l’intero territorio possa continuare a risollevarsi.
Prima dell’intervista del Presidente Oliverio, ha preso la parola il Presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto. “Ha fatto bene Oliverio – ha detto – ad aver realizzato questo evento, perché la Calabria è un autentico cantiere. Abbiamo realizzato anche noi molte cose nella prima parte della nostra legislatura. A questo punto Irto ha ricordato le leggi sui Trasporti, sui Rifiuti. Ha ricordato la legge Urbanistica, con consumo zero di suolo. “Si tratta di riforme  importantissime anche per il futuro”. Concludendo il suo intervento, Irto si è augurato che in questi prossimi anni si possa lavorare per far sì che prima della “fine della legislatura si possa fare in modo che i miei coetanei non siano più costretti a partire per cercare un lavoro”.
Una lunga intervista al Presidente della Regione, Mario Oliverio, ha permesso di entrare nel vivo di  "Cantiere Calabria"
Ad intervistare il Presidente i giornalisti Paolo Pollichieni, Direttore del Corriere della Calabria, e Carlo Macrì del Corriere della Sera. Al termine,  sollecitato dalle puntuali domande, un bilancio sulla strada già percorsa e lo sguardo concreto sulle prospettive per il futuro, per la crescita e lo sviluppo della Calabria. " Abbiamo ritenuto a metà legislatura di organizzare questa manifestazione - l’esordio di Oliverio - per fare un punto su quanto fatto. E’ un momento di messa a punto, una verifica, utile per il rilancio.  Abbiamo alle spalle una programmazione solida - ha precisato -  ora  entriamo nel vivo  dei cantieri. La missione che ci chiama ad combattere i problemi di questa regione,  ha in sé che questi, per la loro complessità, per la loro gravità,  non possono essere affrontati da un uomo solo al comando , ma con un concorso largo di energie , con l'apporto delle forze  sociali, della rete degli amministratori, delle forze scientifiche. In questo, la scelta dell'università quale  luogo per il nostro confronto. Le università-  ha aggiunto Oliverio- occupano un posto di primaria importanza per la Regione. Ad esse sono state destinate notevoli risorse, per una serie di azioni, a  partire dal garantire il diritto allo studio dei nostri giovani. "
Argomento che ha aperto il confronto, la  sanità: " La sanità - ha detto il presidente della Regione -  è l'unico settore, grande servizio,  che è stato sottratto ai poteri della Regione, nel 2010, affidato ai commissari. Non si valutò, allora, che con quella scelta sarebbero scattati vincoli: blocco  del turnover;  settori  depauperati di professionalità;  depotenziamento dei servizi  territoriali,  con situazione esplosiva negli ospedali;  pressione fiscale al massimo. Un processo che si è tradotto in un aggravamento della situazione; il commissario avrebbe dovuto avviare un processo di riordino e di riqualificazione ma ha badato all'aspetto della politica di bilancio, ha operato  tagli lineari ed il bilancio oggi ci dice che la  situazione si è aggravata, come noto anche in relazione al ricorso dei calabresi alle cure fuori regione, alla netta perdita di fiducia. A fronte di tutto ciò mi sono battuto e mi batto per un superamento della situazione, per invertire il trend  attuale;  spero che ciò possa accadere,  nell'interesse unico della nostra regione. Nel settore si richiede una politica coraggiosa, investimenti, responsabilità: nostro intendimento  è togliere la Calabria dalla situazione in cui è”  ha ripreso il Presidente Oliverio che ha ricostruito, tra l'altro,  la  complessa vicenda, negli anni,  dei tre nuovi ospedali,  Sibari, Vibo, Gioia Tauro, opere essenziali che sono state  sbloccate dal governo regionale.
Tema, ancora, dell’intervista condotta da Pollichieni e Macrì, il porto di Gioia Tauro: " In passato - ha messo in luce il Presidente della Regione - ci sono state  difficoltà determinate dalla mancata utilizzazione delle opportunità che si aprivano. Noi abbiamo  sviluppato un'azione forte, gettando le premesse per un rilancio dell'infrastruttura. Abbiamo sottoscritto con il Governo un Accordo di programma quadro che prevede investimenti importanti su Gioia Tauro. Sul gateway che noi abbiamo realizzato, - ha informato - siamo in dirittura di arrivo;  faremo prossimamente  una manifestazione per inaugurarlo. Anche per il bacino di carenaggio,  abbiamo programmato 40 milioni di  euro, nel Patto per la Calabria, e si realizzerà,  consentendo l’allargamento delle attività del porto e una forte attrattività .  Abbiamo ottenuto dal governo l’istituzione dell'agenzia portuale. Ma la cosa più rilevante che abbiamo conquistato è la ZES, un obiettivo che si agita da venti anni, che si realizzerà , tra le prime due pronte a partire in Italia. Ciò consentirà  di mettere le ali al retroporto, ad uscire  dalla  monofunzione , seppure importantissima  del transhipment,  e aprire una nuova stagione".
Altro argomento sollecitato è stato quello relativo al dissesto idrogeologico:  " Abbiamo recuperato un enorme ritardo perché l'Accordo di Programma Quadro  del novembre 2010 prevedeva 185 interventi per un valore di 220 milioni di euro. Quando siamo arrivati erano stati conclusi solo 5 interventi per un valore di 18 milioni di euro. Ad oggi abbiamo oltre 60 cantieri chiusi, 78 in corso e gli ultimi 48 in via di progettazione avviata. Siamo passati ad una spesa complessiva di 160 milioni euro. Non ci siamo fermati: nel Patto per la Calabria ci sono risorse importanti , oltre 300 milioni di euro per la mitigazione del rischio frane, alluvioni ed erosione costiera. C'è una struttura specifica che sta operando. ”
Nel corso dell’intervista, la discussione è stata orientata su temi quali, fra l’altro, le infrastrutture e la strategia per l’accessibilità alla regione, il turismo,  capitoli  oggetto di sessioni di approfondimento di queste giornate, ed ancora la burocrazia. “La burocrazia - ha rilevato il Presidente della Regione - è uno dei problemi fondamentali del  nostro paese, un problema reale con cui faccio i conti tutti i giorni. Certo, sono opportuni i distinguo. Nella seconda fase della legislatura finisce  il tempo delle giustificazioni; ora  è quello dei cantieri e questi devono essere aperti; se dovessero esserci ostacoli da parte della burocrazia,  si sappia che comunque si andrà diritti.”
“Stiamo smontando la vecchia regione, non per costruire,  a fronte di un altro, un 'pianeta Oliverio',   ma per la Calabria, per liberarla, per spostare risorse verso lo sviluppo, il lavoro, le attività produttive. È un lavoro complicato, che si fa avviando un processo - ha affermato in conclusione Oliverio che ha anche parlato della messa in liquidazione di enti quali  Calabria etica, Field, Calabresi nel mondo, altri ancora (“potrei fare un elenco - ha rimarcato il Presidente della Regione - di mulini di malaffare, sedi di clientele e sottrazione di  risorse all'economia sana e produttiva, messi per questo in liquidazione”) , ed inoltre della riorganizzazione di strutture affidate alla direzione di professionalità di elevata competenza, quali Mariggiò per Calabria Verde, e De Felice per la Sacal.
 “ Abbiamo programmato oltre 9 milioni di risorse, con il ruolo attivo della Regione,  ed avviato cantieri importanti - ha concluso Oliverio- . Il governo è stato per noi un punto di riferimento considerevole; lo sono anche le forze sociali,  con le quali abbiamo alcuni tavoli permanenti ed il cui concorso è fondamentale.  Qui,  c'è l'esempio del verso che seguiamo  per costruire  un'altra fase per questa terra. Ora si apre il secondo tempo, nel quale è necessario accelerare".
Sull’eccellenza dell’agroalimentare si è sviluppato il primo degli appuntamenti tematici di “Cantiere Calabria”, introdotto dal presidente della Regione Mario Oliverio, alla presenza del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. Sono intervenuti all’iniziativa i consiglieri regionali Mauro D’Acri, delegato all’agricoltura, e Giuseppe Giudiceandrea, il presidente di Confagricoltura Nicola Cilento, il segretario generale Fai Cisl Luigi Sbarra, Camillo Nola di Alleanza cooperative dell’agroalimentare, il vicepresidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori (Cia) Dino Scanavino, il deputato Nicodemo Oliverio, il presidente della Confederazione produttori agricoli (Copagri) Francesco Verrascina, Franco Laratta per Ismea.
“L’agroalimentare è il settore portante dell’economia calabrese”. Così ha esordito il presidente Oliverio dopo aver ringraziato il Ministro Martina “per aver dedicato in questi anni una particolare attenzione e vicinanza alla Calabria”. “Il settore dell’agroalimentare - ha proseguito Oliverio - ha contribuito a fronteggiare la crisi profonda degli ultimi anni. In questi mesi, con la guida del ministro Martina, nel quadro della riqualificazione sul mercato internazionale delle produzioni agroalimentari, abbiamo posto nelle nostre strategie come settore centrale e trainante per l’economia proprio l’agroalimentare e il turismo e, in questo senso abbiamo investito risorse importanti. Non è un caso che abbiamo voluto aprire i lavori di ‘Cantiere Calabria’ proprio parlando di agroalimentare, un settore nel quale abbiamo 3.200 imprese con partita iva, 145 mila inclusi stagionali di cui, secondo i dati ufficiali Inps, 10% a tempo indeterminato. È il comparto che rappresenta il 9% dell’occupazione regionale mentre in Italia raggiunge il 3 e il 4 per cento e a livello comunitario 4,7%. Il valore aggiunto raggiunge il 4,12% del settore agroalimentare a fronte dell’1,96 sul piano nazionale. Ricordo questi dati – ha precisato il Presidente - per evidenziare il peso che questo settore ha nell’economia regionale che ha tenuto malgrado la crisi e malgrado la siccità e gli incendi, e che ha contribuito, con l’aiuto del ministro Martina, appunto, ad una maggiore riqualificazione del settore sui mercati internazionali”. Oliverio ha ricordato anche che nel mese di luglio è stato sottoscritto con il Mise un accordo di programma quadro per i contratti di sviluppo indicando come settori strategici proprio quelli dell’agroalimentare e del turismo. “Stiamo lavorando – ha aggiunto il Presidente - anche con il confronto con le organizzazioni agricole, per definire una strategia sul problema dell’acqua attraverso lo sblocco di alcune grandi opere, il collaudo di alcune dighe. Stiamo ragionando su alcune sistemi per affrontare il problema dei cambiamenti climatici che non riguardano solo un periodo e solo la nostra regione. Per tutto questo è necessario assumere strumenti di prospettiva sia sul versante dell’accumulo della risorsa idrica che su quello della distribuzione. I bandi del Psr - ha rimarcato ancora il Presidente della Regione - sono in fase di espletamento e anche qui abbiamo scelto di privilegiare progetti di imprenditori agricole e coltivatori a titolo principale digitalizzato e dematerializzando tutto il sistema. È di oggi la notizia che è aumentato l’export dell’8.9% e il settore agroalimentare ha la maggiore incidenza. Questo è il segno che la Calabria sta recuperando notevolmente i ritardi accumulati. Naturalmente ci sono ancora una serie di problemi da affrontare che riguardano, ad esempio, le filiere. Su queste vogliamo investire e fare molto di più. L’agricoltura – ha affermato infine Oliverio - cresce se cresce una cultura della legalità, una cultura dei diritti. E il mondo agricolo può dare un grande contributo”.
“Quando si aprono i cantieri bisogna avere a disposizione gli attrezzi – ha esordito D’Acri –. E gli attrezzi del cantiere alimentare sono nel Psr 2014/2020 che ha una dotazione finanziaria di euro 1.103.562.000, sono nel Feamp, nel Pac, nei contratti di filiera e nel programma Mise. I Dati aggiornati al 31 luglio del Psr ci danno un totale di 52 interventi con 26.878 beneficiari”.
Sbarra ha messo in evidenza i segni positivi con il miglioramento del Pil e dei dati sull’occupazione ed ha posto l’accento sulla sicurezza nei cantieri e sul lavoro nero. “Facciamo di più e meglio – ha detto - per spendere le risorse Ue e per cogliere le opportunità legate al territorio anche per fronteggiare lo spopolamento”.
Tutti gli altri intervenuti hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa “Cantiere Calabria” e posto l’accento anche su altre questioni da affrontare come la banda larga, la burocrazia e la mancanza di connessione tra gli uffici, l’innovazione, l’etichettatura, la semplificazione delle domande, il caporalato, la qualità dei prodotti, la legalità e la trasparenza.
Franco Laratta del Consiglio nazionale Ismea ha raccontato l’esperienza di un giovane Calabrese che è rientrato dal Londra, dove lavorava in una grande multinazionale, per coltivare le terre di famiglia. “Oggi – ha detto Laratta – ha raccolto le prime patate prodotte. Noi ci dobbiamo impegnare a far ritornare i nostri giovani ma, soprattutto, ci dobbiamo impegnare per non farli partire”.
“Mi sento molto a a casa”. Così ha esordito il ministro Martina nel concludere la prima delle tavole rotonde previste nella tre giorni di “Cantiere Calabria”. “Mi sento a casa – ha continuato - perché la parola cantiere per un bergamasco è come stare in un salotto. E faccio, quando serve, anche il capo cantiere. Mi sembra molto importante che arrivi dal presidente e dall’Amministrazione regionale che lui presiede un rendiconto sui fatti. Mettere sul tavolo in modo aperto e trasparente quello che è stato fatto, ma anche le difficoltà e gli sforzi compiuti, è un senso, molto apprezzabile, di assunzione di responsabilità. Non ho difficoltà a dire che ci sono ancora molte cose su cui bisogna lavorare come, ad esempio, la velocizzazione nei pagamenti che, con grande fatica e grande serietà stiamo cercando di risolvere. Il lavoro non è concluso. Abbiamo trovato un mostro giuridico con un misto tra pubblico e privato. Ci sono problemi di fondo che stiamo cerando di risolvere con un nuovo impianto legislativo che aiuti a costruire un modello semplice, tenendo anche conto che quando discutiamo di modello agricolo abbiamo sistemi differenti da Regioni a Regioni. Bisogna allora che ci sia una unità di intenti forte per superare questo incrocio di livelli tra organismi di pagamento regionali e nazionale. Bisogna lavorare sul livello di interazione tra Stato e Regioni. Per me – ha sottolineato Martina - è molto importante impegnarsi su tutto il menù che qui è stato rappresentato: etichettatura, filiera. Io ci sto ad arrivare fino in fondo. Senza ulteriori rinvii. Io devo fare di più. Voi dovete organizzarvi meglio. Dovete organizzare meglio il cantiere. Su tutta la partita agrumicola dobbiamo unirci con un’operazione triennale da inserire nella prossima legge bilancio, partendo anche dall’esperienza positiva della premialità dei contratti di filiera del grano. L’incrocio tra neve e siccità è stato incredibile. Non dobbiamo mollare il tema della assicurazioni lavorando anche sul versante dei sistemi idrici. La Calabria può fare la differenza. Tutti i progetti cantierabili - ha detto infine il Ministro Martina - possono entrare nel sistema di investimenti pubblici del Governo puntando su un grande tema da sviluppare: l’accesso al credito e alla terra”.
"Mezzogiorno protagonista, Calabria protagonista. I dati sono positivi, lo dico con chiarezza, dagli indicatori sulla spesa dei programmi comunitari, al Pil e al Patto Calabria abbiamo un cambio di passo sostanziale, non previsioni, ma fatti". Lo ha detto il Ministro Claudio De Vincenti intervenendo al forum "La Calabria protagonista nel Mezzogiorno" durante la tre giorn All'incontro hanno preso parte l'autorità di gestione del Por Calabria, Paolo Praticò, Domenico Arcuri, Aministratore delegato di Invitalia; i deputati calabresi Stefania Covello e Demetrio Battaglia; Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale; Adriano Giannola, Presidente Svimez; Natale Mazzuca, Presidente Unindustria Calabria; i Consiglieri regionali Flora Sculco e Sebastiano Romeo.
"I giovani devono avere speranza" ha aggiunto De Vincenti che ha definito le Zes "uno strumento fondamentale per Gioia Tauro e tutto il Sud in considerazione dei flussi del Mediterraneo. Ma le Zes - ha aggiunto - hanno senso se poste in un centro di aggregazione, svolgendo una funzione di innesto e possibilità di sviluppo. Quindi funziona se la si concentra nel punto giusto, dove svolge una funzione di sistema per tutta la regione". De Vincenti ha affermato anche che il Governo continuerà a sostenere il "capitale giovani. "Nella legge di bilancio - ha aggiunto - daremo continuità a tutte le nostre iniziative rafforzando la dotazione sul credito d'imposta e attraverso la detribuzione dei nuovi assunti".
"La Calabria che cambia si sostanzia nei numeri", ha detto in apertura Donata Marrazzo, giornalista del Sole 24 Ore, che ha coordinato l'incontro. Anche secondo Paolo Praticò, dirigente generale del Por Calabria e Autorità di gestione "l'avanzamento corposo del programma e la spinta sull'innovazione rappresentano per noi segnali di discontinuità col passato. Assistiamo a una ripresa del Pil e delle attività produttive, con una dinamica importante della crescita delle imprese e dei visitatori in Calabria, così come dell'esportazione. Por, fondo coesione, Pac e risorse nazionali danno un volume di investimenti utili alla coesione in Calabria. Con la giunta Oliverio le priorità sono diventate innovazione, competenze, mobilità, lavoro, ambiente e capacità istituzionale. Abbiamo superato le fragilità amministrative: procedure, pianificazione, partecipazione e comunicazione, con una nuova visione manageriale, attraverso digitalizzazione, progetti strategici, piani di azioni e riorganizzazione, favorendo buoni programmi. Massima attenzione inoltre alla trasperenza e soprattutto alla comunicazione. Ma stiamo anche abbattendo l'autoreferenzialità dei programmi stessi. Un nuovo metodo insomma anche nel supportare i Comuni su temi cruciali come depurazione e rifiuti. C'è un'ccelerazione del programma: 50 % progetti sono in cantiere. Abbiamo messo in piedi due bandi su energia da 80 milioni, sull'edilizia scolastica è stata chiusa la graduatoria, e potrei proseguire con l'Housing sociale, i porti, e così via. Le risorse che stavano sui documenti di programmazione ora sono aperti e cantierabili. L'innovazione come driver, infine, un mondo nuovo per il sistema produttivo, per intercettare il futuro e noi stiamo spingendo verso questa direzione. Innovazione e agenda digitale sono al centro di tutto. Abbiamo coinvolto tantissimi operatori e imprese e costruito mdalità nuove di confronto, come le piattaforme tematiche dell'Emilia Romagna, un quadro solido di politche, incentivi alle start up così come gli interventi sul capitale umano a partire dalle università. Insomma tanti strumenti in un quadro unitario. E grazie a questo la partecipazione delle imprese ai bandi è straordinaria, quasi inaspettata. Abbiamo migliorato le procedure di accesso, zero carta, tutta la procedura online. Oggi c'è una facile gestione dei bandi. Certo, non tutto è risolto ma riteniamo che molto è stato fatto".
Secondo il Presidente Oliverio "De Vincenti è ancora qui a dare contributo importante a questa discussione. Ricordo che il Sud per un lungo periodo è stato cancellato dall'agenda del governo e del Paese. Da 20 anni la dicussione si è concentrata su una questione settentrionale, espressa da una caratterizzazione della Lega e del leghismo. Ora invece rgistriamo un'attenzione sui problemi del Sud soltanto da 3 anni. Un'attenzione che si è riverbetrata in un restringemento del gap con il Nord. Ricordo che fino a qualche anno fa persino le risorse programmate per il Sud erano state cancellate. Oggi il Sud riconquista un ruolo da protagonista, si tratta di dati non consolidati, ma sono segni dentro i quali c'è la Calabria. In altre stagioni quando i segni erano positivi la Calabria non c'era, perchè restava sempre un gap di infrastrutture, disoccupazione. Oggi cambia il verso, proprio perchè sono stati avviati programmi e cantieri con una temporalità ferrea. Il valore del tempo è importante, così come la semplificazione amministrativa e l'accelarzione delle pocedure. Noi abbiamo bisogno di questo, così come di mettere in sintonia le istituzioni, tutte. Con un concorso di lavoro e una bussola stiamo passando da una situazione di stagnazione a una situazione di crescita. Io mi spendo per questo, senza risparmio. La burocrazia deve cambierà passo, perchè se ciò non succede - ha concluso Oliverio - non morirà la Calabria, ma una parte della burocrazia regionale".
"Prima - ha affermato Adriano Giannola, presidente di Svimez - in Calabria si parlava di cattedrali nel deserto ora ci sono frutti importanti. Una Regione sempre fragile per definizione, poco dinamica per definizione. Oggi nel cantiere si cominciamo a vedere risultati non solo intenzioni. C'è un cambiamento diverso, vero. Assistiamo allo sviluppo del Pil, prima regione nel Sud ad arrestare caduta nel 2014, fino a un incremento di un punto percentuale nel 2016".
Secondo Domenico Arcuri, Ad di Invitalia "cresciamo l'1,5 per cento in più, ma bisogna considerare una cosa: abbiamo vissuto una stagione alle spalle in cui il principale indicatore era il denaro che veniva stanziato, poi, è arrivata una stagione in cui gli indicatori passavano dai denari che venivano spesi, e ora dobbiamo misurarci sui soldi che abbiamo speso utilmente. Una cosa più complicata, perchè ciò accada occorre tenere conto della variabile "tempo", il mondo ormai compete sul tempo. Quanto più basso è il tempo delle amministrazioni per la realizzazione degli obiettivi, più si produce sviluppo, ma fin quando la pubblica amministrazione lievita e non interverrà sul tempo, allungandolo e non riducendolo, faremo fatica a rendere strutturale la crescita. Bisogna dunque smettere di raccontare che produrremo sviluppo e assumere come metodo la fotografia di quello che è già successo. Dobbiamo inoltre lavorare per tutelare il patrimonio culturale di cui il Mezzogiorno è inondato: integrare di più, avere più cura, non semplicemente favorire l'attrattività ma mettere tutto a sistema".
Secondo il deputato Battaglia "il quadro culturale si è rovesciato. La Calabria ha capacità di discussione nel merito delle esigenze vere per completare grandi opere e dare risposte concrete all'esigenza di infrastrutture per lo sviluppo. Tutto quello messo in cantiere ha dato già risposte perchè non era facile modificare quella tendenza che veniva da lontano".
Elio Catania ha sottolineato l'importanza del digitale. "I ritardi si pagano in termini di Pil. Negli ultimi 15 mesi il Paese si è risvegliato. Il Governo ha messo finalmente in agenda l'innovazione digitale, ed è un'ottima notizia, abbiamo capito che è un problema politico e non tecnico, si tratta di un'oppportunità enorme. In Calabria ci sono imprenditori che producono vino e olio e che stanno facendo cose da pazzi in questo campo, tutto questo deve diventare sistemico. Avete la fortuna che Oliverio ha visione e capacità applicativa, le risorse ci sono e vanno focalizzate in progetti a largo impatto, strategici".
Flora Sculco ha invece parlato dei fattori che hanno impedito finora lo sviluppo. "Negli anni scorsi si è alimentata un'erba gramigna e non un'erba buona, la condizione della Calabria si evidenzia nelle cifre e negli indicatori che ci sono stati forniti. Oggi saluto un'iniziativa di grande livello, che suscita interesse e alimenta attese speranze. Il nostro obiettivo ha bisogno di una comune visione tra governo e regione. Io ci credo, dopo la semina, deve esserci la raccolta, una svolta storica, per produrre buona occupazione".
Natale Mazzuca, Presidente Unindustria Calabria ha parlato di Zes come un realtà il cui merito è di Oliverio e del ministro De Vincenti" mentre Stefania Covello ha sottolineato "il confronto proficuo tra le istituzioni, compresa la deputazione calabrese, che ha avuto un ruolo unito, e ha fatto rete e filiera istituzionale con il governo centrale. "In politica non ci sono miracoli - ha detto - però ci sono dati incontrovertibili. Il Pil è in crescita, in positivo da 15 mesi esatti, vuol dire che siamo sulla strada giusta e dobbiamo continuare così".
E’ stato il Ministro dell’Interno Marco Minniti, assieme al Presidente della Regione Mario Oliverio, a concludere, il 15 settembre, all’Unical, i tre giorni di “Cantiere Calabria”. “Sono contento di parlare – ha esordito il Ministro dell’Interno Minniti – con i miei corregionali. E lo sono anche perché, mai come oggi, i destini dell’Italia e della Calabria sono così profondamente intrecciati. La seconda ragione per cui sono contento è che noi calabresi siamo come le minoranze etniche: molto coesi quando siamo fuori e meno coesi quando siamo in Calabria. Perciò, dobbiamo fare uno sforzo e passare dall’identità della minoranza etnica alla volontà di rappresentare un pezzo grande dell’Italia. La Calabria è l’Italia e l’Italia è la Calabria. L’iniziativa di questi tre giorni è molto importante. Ci sono stati i vertici della Regione, della società calabrese, delle grandi aziende italiane, c’è stata una delegazione di Governo molto qualificata. Insomma, la Calabria è stata al centro, per tre giorni, di una discussione che aveva naturalmente, come obiettivo la Calabria. Dalla Calabria guardavamo il resto dell’Italia ma, la cosa più importante era che l’Italia guardava, contemporaneamente, alla Calabria. Dobbiamo sottolineare, però, come ha detto il Presidente, un rapporto speciale tra questa Regione ed il Governo nazionale, incominciato con il Governo Renzi e continuato con Gentiloni. Non è solo un fatto di diplomazia politica”. Il Ministro dell’Interno ha, quindi, fatto riferimento all’attuale situazione di ripresa del Paese per cui tutti i dati sono positivi “non avveniva- ha detto – da moltissimo tempo”. Parlando del rapporto tra la Calabria ed il Governo centrale, Minniti ha fatto riferimento alla storica questione meridionale ed ha affermato che il paradigma secondo cui il Mezzogiorno ha bisogno dell’Italia, si è ormai rovesciato perché, oggi, un’ Italia che cresce non può fare a meno del Mezzogiorno e della Calabria. “Non ci sarà – ha detto – una crescita stabile e strutturata nel nostro Paese se il Mezzogiorno e la Calabria non saranno parte integrante di questa crescita”. Nel corso dell’intervento, Minniti ha sottolineato che l’Italia non può pensare ad una politica mediterranea se non c’è il Mezzogiorno e la Calabria, che ha una collocazione “geopolitica straordinaria. Siamo al centro del Mediterraneo”. A tal proposito, Minniti ha chiesto che nel “Cantiere Calabria” si pensi anche ad una “piccola politica estera della Calabria, utilizzando le risorse che provengono dal sistema universitario”. Secondo Minniti, il destino della Calabria è quello di essere ponte naturale tra l’Europa e l’Africa, che costituirà, nei prossimi quindici anni, la vera questione con la quale dovrà confrontarsi l’intera Europa. “Se l’Africa sta bene, l’Europa starà bene, se l’Africa sta male, l’Europa starà male”. Perciò il fatto che “Siamo nel mezzo – ha detto – dobbiamo considerarla una risorsa fondamentale”. “Perciò non pensiamo alle nostre piccole cose, dobbiamo pensare in grande. Fino a quando prevarrà l’idea che è più importante guardarsi l’ombelico invece che guardare nell’occhio l’altro, è chiaro che la partita sarà al limite dell’impossibile”. Riferendosi all’intervento del Presidente Oliverio, il Ministro ha affermato che “si tratta di un bilancio della fase di ricostruzione molto attiva perché i dati che ci ha dato Mario sono particolarmente significativi. Da oggi parte la fase della realizzazione che deve tenere insieme “due parole chiave, lavoro e legalità”. Parlando poi del timore che si ha di parlare di “ndrangheta perché significherebbe “indebolire la Calabria”, il Ministro dell’Interno ha ribadito la necessità, invece, che parlarne per poterla “combattere e sconfiggere, è un atto d’amore per la Calabria”. In questo contesto, riferendosi, ai nove miliardi di euro di risorse da investire, Minniti ha detto che rappresentano una sfida straordinaria. Perciò “dobbiamo lavorare, con impegno e passione” perché neanche un euro di quei soldi possa finire in corruzione ed in mafia. Anche in questo, “se la Calabria dimostrerà che si possono spendere i soldi presto e con trasparenza avrà vinto una battaglia nazionale”. Parlando, poi della “macchina”, regionale, tema toccato dal Presidente Oliverio, ha detto che bisogna “cambiarla radicalmente”. Minniti, nel parlare del porto di Gioia Tauro, provocatoriamente, ha detto che non è “un’infrastruttura calabrese ma italiana, europea e mediterranea”, sottolineando, così, la valenza internazionale del porto. Il Ministro dell’Interno, concludendo, ha ribadito che per realizzare certi obiettivi la politica “deve operare senza pensare al consenso. L’obiettivo è quello di pensare ai calabresi, creando lavoro e sviluppo per la Calabria”. Riferendosi ai giovani, Minniti ha sottolineato la necessità che: “dobbiamo cominciare a ragionare dentro il Cantiere Calabria sui “cervelli” dei giovani calabresi, per evitare che vadano via e per creare le condizioni affinché una parte di quelli che se ne sono andati possano tornare”. “Non dobbiamo avere paura – ha concluso – dell’innovazione. Non dobbiamo avere paura di mettere in campo gente che può anche essere migliore di noi”. “Bisogna comprendere – ha concluso - che ormai “le parole si sono logorate. Diamo, leggermente, una prevalenza ai fatti rispetto alle parole”.
Ed è stato il Presidente Mario Oliverio a chiudere la manifestazione con un discorso in cui ha sottolineato l'opportunità della "location": l'università della Calabria. "Abbiamo fatto una scelta: costruire un rapporto con il sistema universitario calabrese che fosse il superamento anche di relazioni distorte tra la politica, le istituzioni ed il sistema universitario. Abbiamo sottoscritto un Protocollo con quest’ultimo, abbiamo destinato 128 milioni di euro per l’alta formazione e per consentire ai nostri giovani ed alle nostre ragazze di poter esercitare il diritto allo studio anche in conseguenza del fatto che i tagli che nel corso di questi anni sono stati inferti al sistema universitario pure in conseguenza della crisi, hanno prodotto in particolare nel sistema universitario meridionale e nelle università calabresi una condizione di difficoltà più accentuata. Abbiamo costruito questo rapporto, destinando risorse importanti, credo per la prima volta nella storia del sistema universitario calabrese, in via prioritaria per consentire ai nostri ragazzi di poter accedere agli studi, perché le graduatorie non si fermassero ad un certo punto. Abbiamo investito in questa direzione, nella qualità degli studi, dell’alta formazione, creando le opportunità perché i nostri giovani possano rimanere qui a far ricerca. Voglio ringraziare i Rettori delle Università calabresi per avere raccolto questa sfida sulla quale andiamo avanti, perché le università calabresi, che non hanno niente da invidiare alle migliori esperienze nazionali ed europee, come di recente evidenziato da istituti specializzati,   sono il primo punto di riferimento per costruire il futuro di questa terra.”
“Questa tre giorni- ha proseguito- non è stata una passerella; c’è stata una partecipazione intensa non solo e non tanto quantitativa ma qualitativa, espressione di competenze, rapporti, un confronto vero. Perché Cantiere Calabria a poco più di metà legislatura - ha spiegato-. Non solo per mettere a punto, per comunicare quello che fin ora abbiamo fatto ed è stato prodotto, ma soprattutto per coinvolgere, partecipare, edificare le condizioni perché quello che abbiamo programmato possa essere realizzato e possa diventare fatti, cantieri per costruire la nuova Calabria. Noi siamo già in corso d’opera in questo impegno; possiamo dirlo perché non presentiamo impegni ma fatti; in alcuni casi cantieri aperti come abbiamo avuto modo di dimostrare in questa tre giorni, in altri cantieri che stanno per aprire, e in altri ancora cantieri che apriranno perché sono in corso d’opera le procedure. Parlo di cantieri infrastrutturali in primo luogo, come si è visto nella affollatissima assemblea sulle infrastrutture. Abbiamo avviato un processo di modernizzazione perché la Calabria possa uscire dalla perifericità, perché l’accessibilità alla nostra terra è la prima condizione per poter uscire da una condizione di isolamento, potere offrire e offrirsi come opportunità per gli investitori, ma anche per coloro i quali hanno la curiosità che li spinge a venire in questa regione. Devo comunicarvi- ha informato il Presidente Oliverio rivolto alla affollatissima sala- che nella tavola rotonda di ieri sul turismo è stato fornito un dato ufficiale: la Calabria quest’anno ha stabilito un record, dagli ultimi vent’anni, per quanto riguarda le presenze turistiche. Si sono registrate oltre 9 milioni di presenze e questo è un dato importante, significativo. Qualcosa sta cambiando, parliamo di segni che cominciano ad essere positivi, così come comincia ad essere positivo, come emerso ieri nella tavola rotonda sulla Calabria e il Mezzogiorno introdotta dal presidente della Svimez Giannola, come dopo anni di segno meno per il Pil, per le esportazioni, per altri fattori dell’economia, incominciano ad affermarsi segni positivi.”
“Segno che qualcosa si sta muovendo, nella direzione giusta, che in Calabria non è fermo nulla- ha proseguito il Presidente della Regione- . E’ chiaro che oggi abbiamo la necessità di utilizzare le risorse che abbiamo programmato, consistenti: oltre 9 miliardi di euro tra Por, risorse comunitarie, allocate nel Patto per la Calabria, Pon; programmi settoriali, ancora, come quello delle infrastrutture, un grande programma che permetterà di modernizzare il sistema infrastrutturale. La nuova Ferrovia jonica ha già un cantiere aperto, da Catanzaro Lido sino a Sibari sono state sospese le attività di transito perché ci sono lavori in corso, per realizzare la nuova ferrovia jonica, la metropolitana di superficie in una delle aree della Calabria che nella difficoltà generale della regione ha vissuto per decenni una condizione di più accentuata perifericità, dunque sofferenza.”
“Cantieri aperti, quindi- ha ribadito Oliverio- , un volume di risorse importanti che noi dobbiamo saper utilizzare. Abbiamo programmato con un metodo nuovo, con il concorso delle forze sociali, che ringrazio; un tavolo permanente, con Confindustria, le organizzazioni sindacali, il partenariato, i rappresentanti dell’agricoltura, del commercio, dell’artigianato, perché siamo convinti che una programmazione che non scaturisce dai bisogni del territorio, dalle esperienze reali è una programmazione che cala dall’alto e quindi può correre il rischio di astrarre dalla realtà. Ora questa programmazione entra nel vivo, nel sistema circolatorio dell’economia e della società calabresi. Ed oggi è una messa a punto, dunque, per verificare i cantieri aperti, quelli che si apriranno ma anche e soprattutto per accelerare i processi necessari alla realizzazione degli obiettivi che noi ci siamo posti.”
“ Un grande progetto, questo,- ha ancora spiegato-   che richiede fatica quotidiana, impegno, coinvolgimento, concorso di energie ed anche una nova regione. In questa prima fase della legislatura , abbiamo lavorato per smontare la vecchia regione e grande parte di questo lavoro lo abbiamo già fatto. Vorrei ricordare quanto ho già avuto modo di dire in questa tre giorni: nel pianeta che ha ruotato e ruota ancora in parte intorno alla casa madre che è la Regione, il pianeta degli enti sub regionali, delle società in house, delle fondazioni, delle partecipate, noi abbiamo messo mano. Nessuno si è accorto, anche per un difetto di comunicazione, che è andato avanti un processo, irreversibile. Abbiamo messo in liquidazione mulini come Calabria etica, Calabresi nel mondo, Ardis, Field, quei mulini che hanno macinato risorse, sprecato energie ed alimentato spesso la clientela e il malaffare. Non abbiamo sostituito la targa o il colore alla targa, li abbiamo smontati, messi in liquidazione e questo significa liberare risorse che devono essere utilizzate per lo sviluppo produttivo, per la riqualificazione dei servizi, per sostenere il sistema della formazione. Costruire, cioè, la nuova Calabria. Nulla sarà più come prima dopo questa esperienza di governo.”
“Stiamo lavorando con una bussola- ha indicato inoltre Oliverio-: bisogna determinare riforme strutturali nella vita della Regione, costruire la nuova Regione, fare dunque un’opera complessa, ovvero sostituire alcuni pezzi, buttarne molti, con la macchina in corsa, perché se noi potessimo fermarla per poi riaccenderla dopo il periodo necessario per fare questa operazione sarebbe cosa semplice. Ma non è possibile fare questo perché la macchina pubblica non si può fermare per essere aggiustata e proprio per questo stiamo facendo una operazione in Calabria, un tentativo. Non so se ci riusciremo; io credo di si, sono ottimista. Un tentativo di fronteggiare le emergenze, non farsi da queste risucchiare e di costruire contemporaneamente un processo di crescita e di sviluppo. Spostare risorse cioè dall’economia malata, alimentata nel corso dei decenni che abbiamo alle spalle da risorse pubbliche, verso obiettivi di crescita, di sviluppo, di riqualificazione dei servizi.”
“ A proposito di questi ultimi- ha sottolineato- il Presidente Oliverio- , devo dire che abbiamo avviato concretamente una grande opera. Chi non ricorda, tre anni fa, le città calabresi inondate da montagne di rifiuti; chi non vede oggi che nelle città calabresi è migliorata la condizione di pulizia. Stiamo contemporaneamente costruendo il sistema della raccolta e di smaltimento dei rifiuti, facendo passi in avanti poiché siamo passati dal 18% al 40% per quanto riguarda la differenziata in poco più di due anni, perché abbiamo investito sulla costruzione di una impiantistica moderna che sarà realizzata nei prossimi mesi, perché per alcuni impianti sono state concluse le gare e fatte le aggiudicazioni e per altri sono in corso. Oppure, per quanto riguarda i trasporti, abbiamo definito dopo venti anni un Piano regionale dei Trasporti che è all’avanguardia, approvato senza nessuna osservazione e rapidamente dalla Commissione Europea. Stiamo ancora utilizzando risorse elevate per la modernizzazione del sistema, oltre 240 milioni di euro destinati all’ammodernamento del materiale rotabile, treni moderni, in una regione in cui i treni stessi sono ancora quelli del 1980. Investimenti su obiettivi chiari, precisi come il sostegno alle imprese, attraverso uno sistema che ha spinto e spinge verso l’automatismo e non con la mediazione della politica, come avveniva in passato.”
“Abbiamo realizzato queste condizioni perché c’è stata una interlocuzione positiva con il governo del Paese- ha dichiarato inoltre- . In questi due anni e mezzo la Calabria ha riconquistato credibilità, spazio ai tavoli nazionali ed europei. La stessa Commissione Europea guarda con rispetto e con rispetto valuta la Calabria. Devo ringraziare il Governo Renzi prima e Gentiloni poi, perché c’è questa sintonia, questa comprensione che ci sta dando la forza per andare avanti ed affrontare una situazione non semplice. Abbiamo bisogno che nel cantiere i sindaci e gli amministratori locali si facciano ancor più avanti- ha segnalato Oliverio andando avanti- . Abbiamo bisogno che le forze sociali si mettano in prima linea nel cantiere, perché cambiare la Calabria, far esprimere la positività di questa regione, o meglio, le positività di questa regione che sono tante, enormi, è una sfida gigantesca. È una sfida culturale in primo luogo e quindi è necessario per questo che il campo delle forze sia largo e che cresca questa consapevolezza, ma che soprattutto forze nuove e fresche entrino in gioco. Mi riferisco in particolare modo ai giovani, e noi abbiamo una leva di giovani amministratori, di giovani professionisti, di competenze, a cui dobbiamo prestare più attenzione e offrire più spazi. In questo senso è importante il rapporto con il sistema universitario e anche il sistema università, come detto. La sfida che noi abbiamo davanti è una sfida di questa portata, che non può essere vinta con una delega ad un Presidente della Regione o ad una Giunta Regionale, o ad un Consiglio Regionale. Ma non basta: è necessario aprire una nuova stagione, la stagione oggi della partecipazione può essere sostenuta da contenuti, perché abbiamo definito la ‘cassetta degli attrezzi’; abbiamo programmato e approvato strumenti importanti di programmazione. Siamo la Regione, per afre un esempio, che si è data una legge per quanto riguarda il riordino del territorio e l'uso del territorio che è avanzatissima. Abbiamo scelto consumo di suolo zero, puntando alla riqualificazione. Abbiamo creato grande parte degli strumenti per lavorare in direzione della costruzione del cambiamento in Calabria, di cui sono sicuro, costruendo e tessendo questa terra, senza chiedere a nessuno di rinunciare alle proprie opinioni, alla propria autonomia di giudizio, ma a tutti di avere una bussola che deve essere la Calabria.”
“ Prima di ogni cosa la Calabria; ha affermato Oliverio- , prima delle appartenenze di partito, di organizzazione, di schieramento, deve venire la Calabria. Se tutti noi ci lasceremo guidare da questa bussola, la Calabria uscirà dal pantano nel quale è stata spinta da decenni di assoluta inadeguatezza di governo, da malgoverno in alcune stagioni, da ritardi accumulati nel corso di un lungo periodo, ritardi accentuati nel corso degli ultimi cinque anni che ci hanno preceduto, ma che hanno radici lontane. Se noi saremo animati da questo sforzo, da questa bussola, io credo che con più rapidità, perché il problema è proprio questo, ovvero i tempi entro i quali la Calabria potrà essere aiutata ad uscire dalla difficoltà, realizzeremo obiettivi e risultati importanti.”
“ Permettetemi di dire infine che l'aiuto del governo è stato ed è importante- ha asserito il Presidente Oliverio- ; e nel governo è importante la presenza del Ministro Marco Minniti, un calabrese che ritorna a rappresentare il paese nel governo nazionale, un calabrese che non è lì per occupare una poltrona ma con un ruolo importante, di peso, come abbiamo modo di vedere in questi mesi e in queste settimane. Un calabrese animato da uno spirito nazionale autentico, che non dimentica le sue radici e che non a caso è qui con noi per concludere questa tre giorni di Cantiere Calabria. Abbiamo bisogno di fare avanzare contestualmente in questo cantiere, e in questo lavoro, una cultura della legalità, dell'utilizzo delle risorse in modo trasparente, così come noi stiamo facendo e ci stiamo sforzando di fare. Trasparenza, legalità, come condizione per fare crescere la regione. La regione non cresce se non spende le risorse e non le spende bene. La regione non cresce se spende le risorse per alimentare zone di economia malata e di società malata. La regione cresce se le risorse vengono utilizzate bene e in modo controllato. Questo è il metodo che noi abbiamo assunto. Questo è il metodo che guida la nostra azione di governo, perché anche e soprattutto su questo terreno noi vinciamo o perdiamo la sfida, perché la proiezione di una Calabria malata, di una Calabria distorta, preda delle organizzazioni criminali, è una proiezione che ha determinato un indebolimento e ne ha sfregiato il volto in molte stagioni e per un lungo periodo. Impegnarsi in questo terreno è di fondamentale importanza e la garanzia è doppia. Avere Minniti, impegnato oltre che sulle questioni generali, in questa frontiera, è per noi motivo di garanzia, tranquillità e maggiore fiducia per poter realizzare risultati concreti in questo lavoro e in questa impresa.”
“ Dobbiamo avere fiducia- ha concluso il Presidente Oliverio- . Credo che noi calabresi dobbiamo liberarci da una cultura che è stata alimentata da disfattismo, da negatività, dal vedere sempre la parte vuota del bicchiere. Noi dobbiamo sapere che dipende da noi, e da nessun altro. Si può fare, dicevo qualche tempo fa. Ora posso dire ‘stiamo facendo’. Faremo di più e meglio se saremo insieme. Viva la Calabria.” 


( red / 22.09.17 )
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