Regioni.it

n. 3235 - venerdì 22 settembre 2017

Sommario

+T -T
Crisi Catalogna: Pittella, Kompatscher, Pigliaru, Zaia e Maroni

(Regioni.it 3235 - 22/09/2017) In Catalogna è ancora alta la tensione per lo scontro tra il Governo centrale spagnolo e le autorità di Barcellona sul referendum per l'indipendenza.
Il presidente della regione Basilicata, Marcello Pittella, sottolinea che “i venti di guerra che in queste ore spirano sulla Spagna, alla vigilia del preannunciato referendum indipendentista catalano, che rischia di innescare una polveriera potenzialmente devastante e difficilmente gestibile per la tenuta democratica di quel Paese, rappresentano per noi tutti un campanello d'allarme”. Pittella aggiunge che “mai come in questo momento, l'Italia ha bisogno di più unità. Di una visione comune. Di un idem sentire su valori condivisi, per affrontare, partendo da una nuova e più forte solidarietà nazionale, i grandi temi dello sviluppo, in uno scenario europeo e mondiale sempre più complicato e difficile”. Secondo Pittella, "le Regioni devono mettere a valore la propria identità, senza guerre fratricide, in un quadro di collaborazione istituzionale che premi la linea del dialogo e del confronto costruttivo tra Governo centrale e realtà locali. Un esempio è quello che abbiamo fatto con l'accordo sull'acqua sottoscritto lo scorso anno tra Basilicata, Puglia e governo nazionale. Quell'intesa di programma rappresenta un caso virtuoso di solidarietà territoriale che ha trovato nei diversi 'Patti per il Sud' un momento di successiva, ulteriore esaltazione”.
Anche il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, prende posizione sulla situazione politica in Catalogna. Kompatscher sottolinea come la Spagna si sia rifiutata di aprire una trattativa sullo sviluppo dell'autonomia nella regione: "l'autonomia finanziaria catalana - spiega il presidente della Provincia autonoma di Bolzano - esiste solo sulla carta, e il governo centrale, in maniera a mio modo di vedere incomprensibile, non è disposto ad attuare un accordo equilibrato su questo tema". Kompatscher prosegue giudicando "totalmente inaccettabile l'attuale comportamento del governo spagnolo nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni autonome catalane" e paragona l'attuale situazione con quella dell'Alto Adige negli anni '50, "quando l'Italia si rifiutava di concedere l'autonomia che era stata promessa. In Provincia di Bolzano - aggiunge Kompatscher - grazie all'ancoraggio internazionale garantito dall'Accordo di Parigi e dalla funzione di potenza tutrice dell'Austria, si è però riusciti a giungere ad una soluzione soddisfacente grazie a lunghe e difficili trattative. La Catalogna non può contare su questo tipo di tutele, ma ciò non legittima la Spagna ad ignorare le loro richieste: anche in questo caso deve valere il principio del "Pacta sunt servada", ovvero che i patti devono essere rispettati. Il mio augurio e la mia speranza è che questa diatriba tra il governo spagnolo e la minoranza catalana possa essere risolta in maniera positiva”.
Il presidente della regione Sardegna, Francesco Pigliaru, afferma che “quando la forza vince sul dialogo non è mai la strada giusta. Per questo abbiamo espresso direttamente il nostro sostegno alla Generalitat e per questo la Sardegna è vicina al popolo catalano e alle sue istituzioni". “Le notizie che arrivano sono preoccupanti, - rileva Pigliaru - si respira un clima di messa in pericolo delle libertà democratiche", e prosegue che “esistono strumenti istituzionali e organi costituzionali che gli Stati possono utilizzare per far valere le proprie funzioni e competenze".  “Agire con la forza, - ribadisce Pigliaru - negare il diritto dei cittadini di esprimere le proprie opinioni politiche e di proporre riforme sull'autodeterminazione. E’ sempre una lesione grave dei valori e dei principi su cui si fondano le democrazie moderne”.
Per il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, “il referendum per l'autonomia in Veneto e Lombardia è come la piazza di Barcellona. Dovrà essere ascoltato. Noi veneti siamo gente pacifica, abbiamo avuto più di mille anni di Repubblica quasi senza guerre. Siamo mercanti, dialoghiamo". In Spagna “gli indipendentisti hanno già vinto. E la Catalogna è soltanto il primo passo”. Zaia quindi esprime la propria “solidarietà totale al popolo catalano”. E’ un attentato alla democrazia: “Di fronte alla richiesta di un popolo di potersi esprimere, c'e' un governo che decide di rispondere alla democrazia con la dittatura, con arresti, sequestri, perquisizioni e quant'altro”.  Posizione apprezzata da Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia:“Su ciò che sta avvenendo in Catalogna condivido totalmente il pensiero di Luca Zaia: è una pagina fra le peggiori per la democrazia”.



Intervista Zaia al Corriere del Veneto:
Zaia: «Noi come la Catalogna Mi farei anche arrestare»
[il Fatto Quotidiano] Zaia: VENEZIA È COME BARCELLONA: VOTIAMO, DOVRANNO ASCOLTARCI



( red / 22.09.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata


time
0.078s