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Regioni.it

n. 3236 - lunedì 25 settembre 2017

Sommario
- Elezioni in Germania: Toti, Maroni, Zaia, De Luca e Serracchiani
- Sanità: serve un intervento urgente sulla questione "medici specializzandi"
- Sanità: Lorenzin su commissariamento e sicurezza
- Agricoltura: proposte su assicurazioni contro avversità atmosferiche
- Il testo della nota di aggiornamento al Def
- Conferenza Stato-Regioni e Conferenza Unificata: il calendario
- Comune di Sappada, dal Veneto al Friuli: passa il ddl in Senato

Documento della Conferenza delle Regioni del 21 settembre

+T -T
Agricoltura: proposte su assicurazioni contro avversità atmosferiche

Contributo per l’indagine conoscitiva della commissione della Camera

(Regioni.it 3236 - 25/09/2017) Nella Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 21 settembre è stato approvato un contributo per l’indagine conoscitiva sulle assicurazioni contro le avversità atmosferiche in agricoltura. Il testo è stato poi lasciato agli atti ed illustrato dall’assessore della Regione Lazio Carlo Hausmann nel corso di un’audizione che si è tenuta lo stesso 21 settembre presso la commissione agricoltura della Camera (cfr. Regioni.it n.3234) Si riportano di seguito alcune parti del documento: quella relativa all’analisi delle criticità e quella dedicata alle possibili soluzioni.
Il documento integrale è stato comunque pubblicato nella sezione “Conferenze” del portale www.regioni.it.
Contributo delle Regioni e delle Province autonome all’indagine conoscitiva sulle assicurazioni contro le avversità atmosferiche in agricoltura avviata dalla commissione Agricoltura della Camera dei Deputati
[---] ANALISI DELLE CRITICITA’:
a) Le aziende beneficiarie, per procedere alla stipula dell’assicurazione, devono innanzitutto recarsi dal CAA per la compilazione informatica, su portale SIAN, del PAI. In tale documento bisogna indicare, tra l’altro, la resa media produttiva, per zona e per singola coltura, riferita agli ultimi cinque anni. Tale adempimento comporta utilizzo di tempo da parte dell’assicurando ed un costo relativo alla prestazione del CAA. L’indicazione poi di una resa produttiva non sempre conforme a quella reale della medesima azienda; l’incertezza dei dati che emergono nel PAI con valori che in più di un caso, e specialmente per l’aspetto legato alle RESE produttive, hanno messo in difficoltà il produttore che intendeva assicurarsi; la richiesta, da parte della normativa nazionale, di incombenze non sempre chiare e soprattutto farraginose, ( vedasi ad esempio la sottoscrizione di documentazioni quali la "manifestazione di interesse", il reperimento di documentazione comprovante le rese assicurate negli anni precedenti, etc.) inducono gli assicuranti a recarsi liberamente dalle compagnie assicurative per stipulare polizze con un costo minore sia per quanto riferito al compenso CAA, sia per quanto riferito al premio, essendo il pagamento immediato e non trasferito ad un momento successivo. Si stima che in tale ultima evenienza il premio di polizza si abbatta di una percentuale non inferiore al 30%.
b) La riduzione dell’aliquota contributiva dall’80 al 65%, di fatto ha aumentato i costi che gli agricoltori devono sopportare. Tali costi si aggiungono a quelli come indicati al punto precedente.
c) Le polizze assicurative agevolate devono essere sottoscritte con l’indicazione di diverse combinazioni di rischio. Tale obbligo esula dalla volontà dell’assicurando che non sempre è interessato ad assicurare troppe avversità rispetto a quelle che sono le necessità, anche economiche, della propria azienda agricola.
d) La drastica riduzione del volume assicurato, pone i Consorzi nella condizione di marginalità rispetto al mercato assicurativo e contestualmente in una perdente posizione nei confronti delle agenzie assicurative.
e) Il ritardo nel pagamento dei contributi da parte di AGEA, è in fase di erogazione il contribuito relativo all’anno 2015, è un altro elemento di disaffezione verso il sistema delle assicurazioni agevolate.
f) Da sempre si sostiene l’indifferibilità di propagandare i benefici dell’associazionismo in tutte le fasi delle attività agricole. Ma non trattasi di effettuare una promozione televisiva di tali benefici bensì di dimostrare con i fatti l’utilità e l’indispensabilità di tale scelta.
Sebbene le criticità sopra descritte rappresentino un ostacolo per gli agricoltori ad un utilizzo più frequente e deciso degli strumenti assicurativi, non tutti sono avvertiti come fattori limitanti, ovvero, non tutti hanno un egual peso nella decisione di stipulare o meno una polizza assicurativa. Di seguito si riporta nella tabella, il peso che gli agricoltori in genere considerano più grave, tra le criticità elencate.

Lo stesso PNSR, tra l’altro, individua alcune attività in termini di assistenza tecnica, supportata da attività regionali di formazione, da indirizzare all’utenza (agricoltori, Organizzazioni professionali agricole, Ordini professionali) affinché possano essere colmati i divari territoriali, oramai impossibili da ignorare, per costruire una reale integrazione fra i diversi strumenti di gestione del rischio (Misure 17.1, 17.2 e 17.3).
Siamo in un momento cruciale e di svolta, in cui le coperture tradizionali (contratti assicurativi sulla produzione) risultano meno incentivanti anche per una progressiva riduzione delle aliquote di contributo ma che, se dovutamente integrate anche con le azioni previste dal PNSR, con gli ultimi orientamenti dell’UE (Regolamento Omnibus, ecc.), possono rappresentare una delle poche strade da seguire per ridurre le perdite di redito agricolo che sempre più marcatamente minacciano la sopravvivenza di numerose aziende agricole.
INDICAZIONE DELLE POSSIBILI SOLUZIONI:
- Elaborazione del PAI ad inizio annata agraria, eliminando la manifestazione di interesse. Il concetto PAI, necessita di essere riformato e semplificato, anche in riferimento alla sua gestione informatizzata. Tuttavia si ritiene che il PAI debba analizzare le colture fino al prodotto e non alle varietà.
- Possibilità per le aziende agricole di indicare, previa dimostrazione, la resa aziendale effettiva, come dichiarata dall’assicurando, che ne assume ogni responsabilità, eliminando l’obbligatorietà di assicurare quella media per zona, al fine di avere maggiore aderenza alla realtà produttiva. Per le porta seme e per le colture a contratto in genere, soprattutto quando sottese a nuovi incroci/varietà, sarebbe opportuno prevedere la possibilità di assicurare quanto definito nel contratto.
- Possibilità, per gli agricoltori che lo volessero, di redigersi il PAI o farlo redigere gratuitamente dal Consorzio di difesa.
- Rendere il tasso assicurativo presente nel certificato assicurativo uguale al "parametro". In tal modo si potrebbe stabilire sin da subito la reale spesa assicurativa a carico dell’azienda, eliminando tutte le clausole di salvaguardia oggi presenti che creano confusione e non permettono di poter ottenere un conteggio preciso del costo di polizza fino a quando non saranno pubblicati i parametri contributivi dell’anno di riferimento.
- Aumento dell’aliquota contributiva a beneficio dell’assicurando.
- Riduzione delle combinazioni di rischio obbligatoriamente assicurabili, a favore della scelta di rischio anche singolo che l’imprenditore decide di sottoscrivere. Relativamente alle assicurazioni multirischio riteniamo che l'obbligo di assicurare tre avversità per la stipula delle polizze rappresenti un inutile appesantimento che comporta un aumento dei costi senza rispondere ad una reale esigenza delle aziende. A tale proposito è assolutamente necessario che il numero minimo di avversità sia ridotto a due. Appare inoltre opportuna una preliminare verifica sui pacchetti che le compagnie assicurative propongono ai beneficiari in modo che i premi siano parametrati quanto più favorevolmente per le aziende, anche in riferimento ai periodi in cui gli eventi hanno maggiore probabilità di verificarsi. Tale ultima proposizione può attuarsi anche con un aumento del contributo pubblico sul pagamento dei premi.
- Sviluppare percorsi di conoscenza degli strumenti assicurativi verso gli agricoltori, promuovendo e sostenendo con differenti intensità di aiuto approcci virtuosi al Sistema (polizze multi e pluri e catastrofali obbligatorie).
- Porre in essere campagne promozionali utili alla scoperta del valore dell’associazionismo in agricoltura e conseguente potenziamento dei Consorzi sia dal punto di vista economico che da quello sociale. Verso i Consorzi di difesa è altrettanto importante strutturare percorsi di sostegno e supporto in particolare per le attività di anticipazione, anche attraverso naturali processi di concentrazione e mutualità nei confronti delle realtà più deboli. Ismea in questo senso potrebbe svolgere un importante ruolo di promoter e nel contempo sviluppare un importante progetto di riassicuratore pubblico.
- Sostenere, parallelamente al sistema assicurativo, l’attivazione dei Fondi di Mutualizzazione coerentemente con la revisione comunitaria della percentuale di perdita della produzione media annua quale limite per il riconoscimento del sostegno.
- Prevedere il pagamento del contributo direttamente al Condifesa (come avveniva in passato) su indicazione/consenso del socio, in modo tale da prevedere un anticipo del contributo spettante da parte del Condifesa al socio.
- Prevedere convenzioni di sincronizzazione dei sistemi informativi degli enti collettivi di difesa (condifesa) con il sistema informativo AGEA al fine di evitare incomprensioni/disallineamenti dei dati che attualmente hanno generato innumerevoli anomalie causa dei ritardi nei pagamenti.
- Prevedere l’adozione di modelli unificati per la stima dei danni (diversificati per prodotto e tipologia di polizza) unitamente all’ istituzione di un corpo peritale unico ed indipendente ossia non legato alla compagnia di assicurazione. A tal fine si ritiene utile che la soglia di rischio assicurabile sia ridotta al 20% (anziché l’attuale 30%) per incentivare l’adesione delle aziende agricole.
- Non da ultimo interessante diviene la possibilità di attuare strumenti perequativi tra regioni in riferimento alla presenza e ripetitività dei rischi in modo da eliminare le diseguaglianze nel costo dei premi tra agricoltori di diversi territori regionali.
Per quanto attiene i fondi di mutualità, previsti a livello a normativo, si ritiene opportuno che vengano definiti i seguenti aspetti:
- i soggetti gestori dei fondi di mutualità (compresi i consorzi di difesa);
- regole per la costituzione dei fondi, compresa anche la forma giuridica che essi devono assumere;
- regole per il loro funzionamento.
In tal modo si aumenterebbe il livello di concorrenza nel mercato delle assicurazioni agevolate, con benefici diretti (sia amministrativi che economici) per le aziende del comparto agricolo.
Roma, 21 settembre 2017

Link al documento integrale:
Documento Approvato - AGRICOLTURA: CONTRIBUTO PER INDAGINE CONOSCITIVA SU ASSICURAZIONI CONTRO AVVERSITÀ ATMOSFERICHE, AVVIATA DALLA COMMISSIONE DELLA CAMERA


( red / 25.09.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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