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Regioni.it

n. 3236 - lunedì 25 settembre 2017

Sommario
- Elezioni in Germania: Toti, Maroni, Zaia, De Luca e Serracchiani
- Sanità: serve un intervento urgente sulla questione "medici specializzandi"
- Sanità: Lorenzin su commissariamento e sicurezza
- Agricoltura: proposte su assicurazioni contro avversità atmosferiche
- Il testo della nota di aggiornamento al Def
- Conferenza Stato-Regioni e Conferenza Unificata: il calendario
- Comune di Sappada, dal Veneto al Friuli: passa il ddl in Senato

+T -T
Elezioni in Germania: Toti, Maroni, Zaia, De Luca e Serracchiani

(Regioni.it 3236 - 25/09/2017) Le elezioni in Germania hanno rappresentato un motivo di riflessione sugli scenari futuri del nostro sistema politico ed elettorale.
I risultati finali delle elezioni fanno arretrare la Cdu-Csu al 33% (-8,5% rispetto alle scorse elezioni); la Spd al 20,5% (-5,2%); la Afd al 12,6% (+7,9%).
“La grande coalizione, in Germania, non ha pagato i principali partiti. – sostiene Giovanni Toti, presidente della regione Liguria - Nonostante un Governo, quello del cancelliere Merkel, che certamente ha lavorato per gli interessi della Germania in Europa (pure troppo), e un'economia in buona salute, gli elettori hanno punito sia i Popolari che i Socialisti. Al contrario hanno premiato quei partiti che meglio hanno saputo esprimere il disagio di un continente, il nostro, in cerca di una nuova identità e di risposte nuove dalla politica.
Le ricette proposte dal partito Alternativa per la Germania non sono in assoluto le più convincenti e la sua corsa in solitaria lo relega al ruolo di testimonianza, ma gli elettori lo hanno comunque premiato, punendo l'incapacità dei grandi partiti di proporre soluzioni nuove, adeguate ai tempi. Con tutte le differenze del caso, certamente una lezione per chi, in Italia, ancora vagheggia grandi coalizioni di governo, impossibili da realizzare per contenuti e numeri. Se i Popolari e la Destra in Germania potessero allearsi sarebbero di gran lunga la prima coalizione del paese, in grado di esprimere un Governo”.
Quindi Toti aggiunge che “quello che a Berlino non è possibile, è invece possibilissimo a Roma. In Italia l'unione tra tutti i partiti del centro-destra è nella storia della nostra democrazia e nella volontà dei nostri elettori. Chi per paura, interesse personale, ideologia, contrasta questa strada rinnega il passato e ipoteca il futuro. Il popolo di centro-destra vuole un'alternativa al Pd e a Grillo, superando gli schemi e le bandiere, un po' sbiadite, delle tradizionali ricette e dei singoli partiti”.
Mentre il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, fa un discorso strettamente legato alle opportunità che si possono presentare per Milano. Un’Angela Merkel più debole potrebbe aiutare la candidatura ad ospitare l'Agenzia Europea del Farmaco a Milano. "Forse – spiega Maroni -. La Merkel aveva un disegno egemonico in Europa, anche per quanto riguarda le agenzie che voleva portare nella sua area di influenza. Può darsi che il suo indebolimento aiuti, ma non mi esprimo”.
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato con una battuta: "Cosa dire... vorremmo andare ad elezioni qui in Italia, sono certo che ci divertiremo”.
Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, sostiene che “la questione migratoria si intreccia ai problemi sociali ed è direttamente legata alla crescita impetuosa della destra. Le forze di governo europee hanno il dovere di cogliere questo segnale e di agire con più energia su entrambi i fronti: rassicurare la popolazione e sostenere le fasce deboli".
“In Italia - prosegue Serracchiani - il Governo Gentiloni, in particolare con Minniti, sta facendo molto: forse bisogna fare di più e bisogna farlo sapere meglio. Qui non si tratta di inseguire la destra, ma di fare il lavoro proprio della sinistra, che è in primo luogo garantire equità e pace sociale.
Anche il presidente della regione Campania , Vincenzo De Luca, rileva che sull'esito delle elezioni in Germania "sicuramente ha avuto un peso rilevantissimo il tema degli immigrati, ma credo abbia pesato anche un immagine di omologazione del ceto politico in relazione a tante situazioni sociali, dal mondo giovanile a quello del lavoro”.
“Socialdemocratici e cristianodemocratici - aggiunge De Luca - sono apparsi la stessa cosa, e in qualche misura espressione di una politica molto stanca, molto ripetitiva, e credo che questo li abbia penalizzati”. Secondo De Luca “probabilmente ha ragione la Spd a dire basta grandi coalizioni, ognuno si presenti con propria identità non annacquata e chieda consenso ai cittadini. Magari perde lo stesso, ma è un altra storia”.




( Giuseppe Schifini / 25.09.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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