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n. 3237 - martedì 26 settembre 2017

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Inquinamento da Pfas: Zaia scrive a Gentiloni

Chiesto lo stato di emergenza

(Regioni.it 3237 - 26/09/2017) La regione Veneto si è posta l’obiettivo di combattere l’inquinamento dovuto alle sostanze inquinanti Pfas, richiamando l’attenzione nazionale.
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha chiesto per lettera al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e ai ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell'Ambiente, Gianluca Galletti, la dichiarazione dello Stato di Emergenza per l'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche Pfas.
L’obiettivo è quello di arrivare ad una "gestione della situazione in forma commissariale", che lascerebbe più libertà d'azione sul territorio.
Zaia chiede inoltre “la riduzione dei limiti a livello nazionale”. La decisione di chiedere lo Stato di Emergenza deriva dal fatto che "la situazione che si è delineata dai dati recentemente acquisiti, può essere affrontata solo con mezzi e poteri straordinari”.
Il Veneto quindi ribadisce la richiesta di “riduzione dei limiti a livello nazionale, e ha chiesto lo sblocco dei fondi statali (80 milioni) necessari alla realizzazione di nuovi acquedotti che permettano di portare acqua di buona qualità nelle zone colpite”.
Comunque la regione Veneto ha assunto la decisione, “in totale autonomia, di ridurre i limiti di presenza dei Pfas nelle acque potabili del Veneto”.
Nella lettera Zaia fa riferimento al “Documento di Sintesi Settembre 2016 – Giugno/Settembre 2017” sulla “Contaminazione da Sostanze Perfluoro Alchiliche”, dal quale risulta di tutta evidenza “che la situazione che si è delineata dai dati recentemente acquisiti, può essere affrontata solo con mezzi e poteri straordinari”.
Il Ministero della salute ha richiamato l’attenzione sul DM del 14 giugno scorso, che recepisce la Direttiva europea 1787 del 2015. 
Il Decreto – spiega sempre il Ministero della Salute - introduce l’attuazione dei Piani di sicurezza sull’intero sistema idro-potabile e rappresenta la più innovativa metodologia di prevenzione e controllo degli inquinanti potenzialmente presenti nei sistemi idropotabili, elaborata e promossa dall’OMS (Water Safety Plant).
L’ipotesi, esclusa solo al momento, di estendere valori di parametro dei PFAS su tutto il territorio nazionale – spiega sempre il Ministero della Salute - è stata motivata dal fatto che “allo stato delle conoscenze si riscontrano solo sporadici ritrovamenti di PFAS dovuti a fenomeni d’inquinamento del territorio italiano puntuali e localizzati,  dove oltre il 90% dei campioni analizzati hanno concentrazione molto bassa,  inferiore a 50 ng/L., mentre l’inquinamento della falda veneta è un fenomeno diffuso su ampie aree della Regione stessa e rappresenta un episodio di inquinamento completo di una falda su un territorio ben preciso e identificato grazie, appunto, alla collaborazione prestata dal Ministero della Salute e dall’ISS”.


[Veneto] PFAS: IL 19 SETTEMBRE CON SUA LETTERA PRESIDENTE VENETO HA CHIESTO A GENTILONI LO STATO DI EMERGENZA CON POTERI COMMISSARIALI.


( Giuseppe Schifini / 26.09.17 )
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