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n. 3246 - martedì 10 ottobre 2017

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Crisi Ilva: i commenti di Toti e Rossi

Leo: salvaguardare piena occupazione

(Regioni.it 3246 - 10/10/2017) Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda aggiorna a data da destinarsi il Tavolo sulle acciaierie dell'Ilva, giudicando inadeguata la proposta da parte della proprietà di ristrutturazione dell’azienda e chiedendo quindi il rispetto degli impegni precedentemente presi. Vanno quindi garantiti i livelli retributivi e di inquadramento dei lavoratori, insomma sono da mantenere occupazione e salario.
“Siamo davanti a un grande problema, - afferma Giovanni Toti, presidente della regione Liguria - il tema degli esuberi è un grande problema, perché non tiene conto dell'Accordo di programma. Nessuno ha disdettato quell'accordo. Nella trattativa per l'acquisto di Ilva non è stato tirato in ballo, ma bisogna farlo. Le istituzioni locali chiedono che quell'accordo venga rispettato”.
“Siamo qui a ricordare che Genova – rileva Toti – ha pagato un prezzo per questo stabilimento. L'Accordo prevede doveri e diritti reciproci che devono essere rispettati. Cornigliano è considerato uno stabilimento competitivo. Non si capisce - sottolinea Toti - perché il Governo non abbia chiamato i firmatari di quell'Accordo, non si capisce perché non si è tenuto conto di quell'atto nella gara per assegnare gli stabilimenti. Serve un tavolo a Roma su questo tema per ribadire quali impegni prevede l'Accordo”.
Toti quindi sostiene che “si può correre ai ripari anche se è una trattativa complessa. Le aree Ilva sono per lo più aree pubbliche affidate all'azienda per un lungo periodo. Per questo chiediamo che rispetti gli impegni”.
Anche il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, è preoccupato “per le vicende legate alla siderurgia italiana. Quella di Taranto e anche quella di Piombino. E' una situazione che fa preoccupare. Noi chiediamo che la vicenda di Ilva si risolva tutelando i lavoratori, come anche il governo è impegnato a fare, e che su Piombino bisogna passare un'altra volta dalle parole ai fatti”.
“Altrimenti, - evidenzia Rossi - la preoccupazione per migliaia e migliaia di lavoratori è normale che cresca”.
“La lotta dei lavoratori ci riguarda tutti. – aggiunge Rossi - La protesta dei lavoratori spinge il ministro Calenda a dichiarare irricevibile il piano Mittal che voleva 4000 esuberi e 10000 lavoratori con il jobs act decurtando salario e diritti. Anche a Piombino la questione è ancora aperta e sono necessarie risposte sul futuro che tutelino il lavoro, i diritti e l'ambiente”.
L'assessore al Lavoro della Puglia, Sebastiano Leo, sottolinea come la regione sia “al fianco dei lavoratori, delle loro famiglie e delle rappresentanze sindacali, con l'auspicio di essere ammessi al tavolo Mise sospeso ieri dal Ministro Calenda, insieme con le altre Regioni coinvolte nella vertenza Ilva”.
"Non accetteremo che un solo posto venga perso – afferma Leo - Non consentiremo in alcun modo che la dignità del lavoro sia oltraggiata. Continueremo a chiedere con forza garanzie certe, lo dobbiamo a Taranto e ai pugliesi che hanno pagato fin qui il prezzo della presenza del siderurgico ed ai quali non si può chiedere oggi di fare ulteriori, inammissibili, sacrifici".
"Fin dall'avvio delle procedure di vendita di Ilva - prosegue Leo - avevamo espresso tutte le nostre perplessità sulla scelta della proposta di Am Investco Italy: tanto per il piano industriale presentato, quanto rispetto alle criticità nella bonifica ambientale dell'area, poiché avevamo auspicato che fosse lanciato un piano di decarbonizzazione.
La salvaguardia della piena occupazione nel medio e lungo periodo, in una città che ha bisogno di attenzione e cura come Taranto è un bisogno irrinunciabile”.






( Giuseppe Schifini / 10.10.17 )
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