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n. 3247 - mercoledì 11 ottobre 2017

Sommario

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Bruxelles: da Regioni monito all'Ue, bisogna "prendersi cura" dei cittadini

Le dichiarazioni di Marini, di Laura Frattura, Pigliaru, Spano, Rossi, Iacop, De Vincenti e Kompatscher

(Regioni.it 3247 - 11/10/2017) “Le città e le regioni di tutta l’Europa, le realtà più vicine ai cittadini ed ai loro problemi ed ai loro bisogni, sono stati in questi anni di grave crisi economica i luoghi dove ci si è maggiormente preoccupati della loro condizione di difficoltà. E nella nostra lingua preoccuparsi vuol dire ‘prendersi cura’… Ebbene, ora l’Europa deve assolutamente sapersi prendere cura dei cittadini, mettendo in campo politiche ed azioni che siano utili per migliorare la loro attuale condizione”. E’ quanto affermato dalla Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso del suo intervento pronunciato a Bruxelles, in occasione della seduta inaugurale della sessione ordinaria del Comitato delle regioni europee – per il quale ricopre il ruolo di Presidente del Gruppo del Partito socialista europeo -, dedicata al tema “Lo stato dell’Unione: il punto di vista delle regioni e delle città”. Seduta aperta dai discorsi del presidente del CDR, Karl-Heinz Lambertz, e di Donald Tusk, Presidente del Consiglio dei ministri d’Europa. Nella sua risposta al discorso di Tusk, la presidente Marini ha ricordato che “negli ultimi anni in Europa si è verificata una crescita disomogenea, con aree che hanno sofferto particolarmente per gli effetti della crisi economica. In queste aree abbiamo visto crescere in maniera considerevole coloro che sono stati definiti ‘i perdenti della globalizzazione’. E appunto le città e le regioni hanno potuto cogliere meglio questa realtà. Ecco perché riteniamo fondamentale proprio il ruolo delle città e delle regioni – ha aggiunto - affinché si possa invertire questa tendenza, e dare un maggiore protagonismo a quel livello istituzionale e di governo più vicino ai cittadini”.    Per la presidente Marini solo se l’Europa “saprà farsi carico della dimensione sociale della crisi, potrà avere una prospettiva. Come rappresentanti delle comunità locali di tutta l’Europa intendiamo dare il nostro contributo alla costruzione di questo nuovo ‘pilastro sociale’ che dovrà aggiornare la politica di coesione, indirizzandola il più possibile verso obiettivi di crescita, sviluppo, innovazione ed occupazione. Ed è solo in questo modo che potremo far ritornare la fiducia dei cittadini – ha concluso Marini - non solo verso l’Europa, ma verso le istituzioni più in generale”.
“Oggi più che mai i nostri cittadini chiedono una Europa che assicuri loro, e soprattutto ai loro figli, il futuro. Chiedono, dunque, che l’Europa si confermi come quello ‘spazio di democrazia’ dove è stato possibile assicurare per decenni pace e sicurezza. Ed è proprio il tema della sicurezza per i cittadini, dentro e fuori dal nostro continente, quello sul quale c’è una importante attesa”, ha aggiunto la presidente della Regione Umbria. Nel suo intervento, la presidente Marini ha quindi ricordato come l’Europa debba continuare a garantire questi livelli di democrazia e di partecipazione, “anche in funzione di altri diritti, come quello della mobilità, dell’inclusività, del diritto all’istruzione”.    Marini ha voluto però dedicare una parte significativa del suo intervento alla questione che ha definito “la terza sfida che ha l’Europa di fronte a sé: ridare ai cittadini quella fiducia che hanno perso nel credere in una Europa capace di migliorare la loro condizione di vita. Per anni abbiamo vissuto l’Europa in questi termini, ma da tempo non è più così. Ecco – ha detto -, dobbiamo assolutamente dar vita al ‘terzo pilastro’ della nostra istituzione: quello delle politiche sociali, dall’inclusione al lavoro. Se riusciremo a vincere questa sfida, ad offrire concretamente ai nostri concittadini una opportunità per migliorare la propria condizione, certamente essi torneranno ad aver fiducia. In questo modo potremo anche superare e sconfiggere i tanti populismi che si stanno diffondendo. E, soprattutto – ha concluso Marini -, tutti torneremo a credere nel sogno europeo”.
Il Presidente del Molise Paolo di Laura Frattura è stato eletto il 10 ottobre a Bruxelles nuovo presidente del Gruppo interregionale Adriatico-Ionico del Comitato delle Regioni. Frattura prende il posto del greco Apostolos Katsifaras. Dopo l'elezione e il passaggio di consegne il presidente ha tenuto un breve discorso di saluto e ha poi presieduto i lavori del Gruppo. “Abbiamo la Presidenza del Gruppo interregionale Adriatico-Ionico del Comitato delle Regioni, una grande opportunità per il nostro Molise che così assume un nuovo ruolo chiave nello scenario internazionale”, così il presidente Paolo di Laura Frattura annuncia e commenta la sua elezione a presidente del Gruppo. “Il Gruppo interregionale – spiega –, è l’articolazione del Comitato delle Regioni deputata alle politiche europee rivolte all'area adriatico-ionica. Tra gli impegni principali, infatti, l’attuazione della Eusair, la Strategia dell'Unione Europea per la Regione Adriatico-Ionica”.
Nello specifico, il Gruppo interregionale rappresenta le Regioni e le Città in seno al Governing Board della Eusair e dialoga direttamente con la Commissione europea, il Parlamento europeo e i Governi per la predisposizione di programmi, pareri e piani operativi dei territori coinvolti. “Ringrazio tutti i componenti del Comitato delle Regioni, membri del Gruppo interregionale, per la fiducia accordatami: in questa elezione riconosciamo l’attestato che premia il lavoro svolto sui diversi tavoli e con diversi ruoli dalla Regione Molise negli ultimi dieci anni ed è la dimostrazione di come anche una piccola Regione può ritagliarsi un importante spazio nello scenario internazionale”, le dichiarazioni di Paolo Frattura a Bruxelles in apertura dei lavori che ha presidiato subito dopo l’elezione. “Convoglieremo – ha proseguito –, tutte le nostre energie affinché le azioni di coordinamento tra Istituzioni europee, nazionali e locali si trasformino in proposte progettuali tangibili, innovative e sostenibili per lo sviluppo dell’area in questione. Lo faremo seguendo le indicazioni già tracciate da chi mi ha preceduto in questo incarico, il presidente Apostolos Katsifaras cui va il nostro riconoscimento per l’impegno profuso”.
“Le politiche regionali e locali sono uno straordinario catalogo di buone pratiche. Se il Comitato delle Regioni è un luogo privilegiato per lo scambio e il confronto, gli Open Days offrono le migliori opportunità di condivisione delle esperienze più interessanti”. Così il presidente Francesco Pigliaru commenta la partecipazione della Regione Sardegna alle giornate che il Comitato di Bruxelles dedica questa settimana all’approfondimento delle buone pratiche regionali e locali attraverso incontri, seminari, workshop e conferenze.
“Molto spesso un territorio si trova davanti problemi che altri hanno già affrontato e risolto: conoscere il modo in cui lo hanno fatto vuol dire avere a disposizione soluzioni già sperimentate, significa non solo sapere cosa fare, ma anche cosa non fare. Da parte nostra, abbiamo scelto di concentrarci su ambiente e cooperazione internazionale, temi su cui la Sardegna è in prima linea - conclude il presidente Pigliaru -, con particolare attenzione alle funzioni di coordinamento applicate a differenti temi e livelli.”
Di sostenibilità ha parlato l’assessora Donatella Spano, che ha partecipato ai lavori sul Patto dei Sindaci organizzati dalla Commissione ENVE, di cui Francesco Pigliaru ha tenuto la presidenza negli ultimi due anni e mezzo. Donatella Spano ha ripercorso alcune delle scelte politiche della Giunta, dai finanziamenti per le misure di adattamento e mitigazione nella lotta ai cambiamenti climatici agli investimenti nella mobilità elettrica, dal Piano rifiuti alle azioni di educazione ambientale, sino al rapporto con le Amministrazioni locali, “che manteniamo stretto e costante non solo per quanto riguarda l’indirizzo delle risorse, ma anche per lavorare sempre di più sulla sensibilizzazione. Il Patto dei Sindaci, che coordiniamo, è uno strumento prezioso per il dialogo interno tra i differenti livelli di governance, per spingere le amministrazioni dei territori a interagire tra loro, a fare rete. Ancora - ha proseguito - il nostro ruolo di Coordinatori della Commissione Ambiente in Conferenza Regioni ci attribuisce responsabilità nazionali, sia in termini di proposta di un modello che di collaborazione attiva nelle azioni concrete.” A sottolineare infine l’approccio di lavoro della Regione Sardegna, Donatella Spano ha fatto riferimento al patto di sviluppo comune stretto con Corsica e Baleari, “in ogni passaggio del quale si tiene conto della sostenibilità”.
L’approfondimento è stato dedicato alla politica degli acquisti pubblici ecologici (green public procurement, GPP) con la relazione di Gianluca Cocco per l’Assessorato dell’Ambiente. “Vuol dire maggiore efficienza e risparmio, significa investire in economie verdi e nella creazione di nuove opportunità di lavoro ‘green’, oltre che dare impulso all’innovazione sia nella progettazione e realizzazione dei beni e servizi che nelle modalità di acquisto.
“L’Euregio? Un modo per cercare di utilizzare al meglio uno strumento che i nostri territori gestiscono da tempo e che si chiama autonomia, ossia autogoverno. Parole che, pronunciate in queste ore in Europa, richiamano situazioni di apprensione ma che per noi sono la vera risposta al bisogno dei territori che rivendicano di potersi esprimere”. Siamo a Bruxelles, nella sede di rappresentanza di Trentino, Alto Adige e Tirolo. A pronunciare queste parole, nel momento in cui gli occhi del mondo sono puntati sulla Catalogna, è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi. Al suo fianco i suoi “colleghi” Arno Kompatscher (Provincia di Bolzano) e Günter Platter (Capitano del Tirolo), ma soprattutto Karl Heinz Lambertz (presidente del Comitato delle Regioni) e Johannes Hahn (commissario europeo all’allargamento e alla politica di vicinato).
L’occasione è offerta dall’evento “Euregio: cooperare per condividere responsabilità in Europa” che ha permesso di accendere nuovamente i riflettori su questo particolarissimo esperimento di diplomazia e cooperazione transfrontaliera che già da diversi anni vede dialogare proficuamente due “lembi” di Italia e Austria un tempo uniti sotto la bandiera dell’impero austroungarico: Trentino Alto Adige Südtirol e Land Tirol. “I nostri tre territori - ha spiegato Ugo Rossi - vengono da una storia comune, da quell’esperimento di piccola Europa che era l’impero austroungarico e, su questa base, abbiamo cercato di sviluppare in questi anni una concreta collaborazione, oltre i confini, pensando soprattutto ai giovani perché è normale che qualsiasi impegno sia proietttato verso il futuro. Ecco, l’Euroregione prima di tutto cerca di offrire ai nostri giovani opportunità, per imparare uni dagli altri anzitutto ma serve anche per costruire quella che pensiamo essere la nuova Europa: l’Europa dei cittadini, delle istituzioni locali, delle regioni, l’Europa dei popoli, che riescono a collaborare anche andando al di là delle pur importanti iniziative delle istituzioni europee”. Rossi ha spiegato che attraverso l’euroregione si sta sperimentando una governance dei territori articolata su più livelli. “Noi stessi dobbiamo imparare a cedere sovranità nei confronti delle istituzioni europee - ha affermato - ma vogliamo anche lanciare un messaggio affinché l’Europa riconosca che, in un mondo sempre più globale, si possono dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini attraverso un ruolo maggiore delle regioni, delle istituzioni e delle autonomie locali”. Qualche esempio? “Abbiamo affrontato assieme un tema delicatissimo come quello dell’immigrazione, superando una situazione difficile che rischiava di farci ripiombare in un passato in cui Italia e Austria erano separate da un confine. Abbiamo cercato di dare per primi il buon esempio, collaborando nella gestione dei flussi, tenendoci informati e soprattutto stimolando il dialogo fra i nostri Stati”. Un altro tema comune è quello dell’ambiente. “Siamo tre territori alpini, e per Alpi intendo un patrimonio non solo per noi che ci viviamo, ma per tutta l’Europa. Ecco perché ci sentiamo in dovere di preservarle, perseguendo modelli di sviluppo sostenibili, a partire dalla mobilità che deve essere rispettosa, il meno impattante possibile”. Dentro questo capitolo si inserisce a pieno titolo il grande progetto del tunnel del Brennero che - è stato ricordato - sarà ultimato nel 2026 e che vede ancora una volta i tre territori Euregio impegnati per adottare le migliori soluzioni tecnico-organizzative e per assicurare anche la realizzazione delle opere necessarie a garantire i collegamenti laterali. “La mobilità è una delle sfide più importanti anche per noi - ha commentato Rossi - per questo è importante che l’Euregio sia stata scelta come capofila proprio per seguire questa tematica all’interno di Eusalp. Ed è altrettanto importante lo sforzo messo in campo per educare alla mobilità sostenibile, un obiettivo cui si ispira la proposta di consentire ai nostri giovani di poter viaggiare sui mezzi pubblici dei tre territori utilizzando ciascuno il proprio abbonamento”. Una Euregio dunque estremamente concreta quella presentata questa sera a Bruxelles, concentrata sui propri progetti ma attenta a quanto sta succedendo attorno e che, pensando alla Catalogna, proprio dal cuore dell’Europa, per voce del presidente di turno Ugo Rossi, fa notare come è ancora possibile “valorizzare l’autonomia dei territori, in una chiave di appartenenza agli Stati nazionali, ma con uno sguardo che sa anche andare oltre”.
Nell'ambito della settimana europea delle Regioni e delle città, in corso di svolgimento a Bruxelles, il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Iacop ha preso parte all'evento sul ruolo delle Regioni e delle città della Regione Alpina-Eusalp come agenti del cambiamento per il futuro. Iacop, che presiede l'intergruppo Macroregione alpina al Comitato delle Regioni, ha messo in evidenza come il Friuli Venezia Giulia abbia colto e supporti pienamente le opportunità offerte dall'approccio macroregionale quale nuova forma di cooperazione intergovernativa volta a far convergere l'interesse comune a più Paesi di affrontare in maniera non solo congiunta, ma anche condivisa, quelle sfide che travalicano per loro natura i confini regionali e nazionali e richiedono risposte e modalità di collaborazione più strutturate e concertate. Eusalp - ha aggiunto Iacop - è nata più di altri approcci macroregionali dal basso, proprio dalle esigenze delle nostre comunità, di quelle comunità della Regione Alpina che per ragioni diverse - la marginalità delle zone montane e periferiche, i processi di sviluppo urbano ed economico - hanno voluto con determinazione dare avvio a un nuovo corso. E mentre è in corso a Bruxelles la settimana europea delle Regioni e delle città, il più grande evento pubblico del suo genere in Europa, con un calendario fitto di appuntamenti che consentono ai rappresentanti istituzionali di confrontarsi su diverse tematiche inerenti lo sviluppo regionale e urbano. Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia che è anche vicepresidente della Commissione Civex al Comitato delle Regioni della Ue, ha incontrato nella sede del Parlamento europeo, assieme a una delegazione italiana del Comitato, il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, con il quale sono stati affrontati i temi della politica di coesione post 2020, che potrà essere sempre più occasione di sviluppo laddove Regioni e città verranno coinvolte nell'elaborazione delle politiche comunitarie. La politica di coesione - ha affermato il ministro - deve continuare a rivolgersi a tutte le Regioni, ma anche il Mezzogiorno dovrà continuare a essere protagonista della politica italiana. Il nostro Paese - ha aggiunto - per mantenere un elevato livello di risorse sta elaborando una posizione che sarà portata alla Conferenza unificata per rivedere alcuni punti tra i quali risorse, cofinanziamento, migranti. Date queste premesse, a giudizio del presidente Iacop è quindi ancora più importante trovare un accordo di squadra per svolgere un'efficace azione politica e di indirizzo. La Settimana europea delle regioni e delle città vede presenti a Bruxelles 6.000 partecipanti e 600 oratori da tutta Europa e non solo, con un programma che si sviluppa nell'arco di quattro giorni e che prevede un centinaio di attività come seminari, dibattiti, mostre ed eventi mirati a creare reti di contatti dedicate allo sviluppo regionale e locale. Il programma viene adattato di anno in anno dagli organizzatori ai temi specifici dell'agenda Ue. Quelli che nei primi anni erano denominati Open Days, dal 2016 sono stati trasformati in questo appuntamento dedicato a Regioni e città perché sono proprio loro a partecipare alla realizzazione della maggior parte delle politiche dell'Ue. Gli enti pubblici subnazionali nell'Unione hanno infatti la responsabilità su un terzo della spesa pubblica (2.100 miliardi di euro all'anno) e su due terzi degli investimenti pubblici (circa 200 miliardi di euro), che spesso devono essere utilizzati in conformità delle disposizioni giuridiche dell'Ue.
Sempre nell’ambito della Settimana Europea delle Città e delle Regioni, giovedì 12 ottobre 2017, alle ore 9.30, la Regione Piemonte ospita presso la propria sede di Bruxelles l’evento “Le Regioni come motori del cambiamento verso la sostenibilità energetica: processi decisionali basati su condivisione e approcci dal basso". Si tratta di un workshop interattivo sulla sostenibilità energetica basato sul percorso proposto da 3 progetti INTERREG Spazio Alpino: PEACE_Alps, CESBA_Alps e THE4BEES. L’incontro è dedicato al percorso sviluppato e ai risultati ottenuti da questi tre progetti, coordinati da Regione Piemonte e CSI Piemonte e focalizzati sulla sostenibilità energetica con approcci differenti ma complementari. Obiettivo è quello di coinvolgere i partecipanti in una discussione che porti allo sviluppo di collaborazioni che possano essere analizzate e integrate nelle future politiche energetiche sostenibili regionali. L'idea infatti è di supportare le autorità locali per lo sviluppo di azioni concrete, con risultati che già in passato hanno permesso di ottenere significativi riconoscimenti a livello europeo. La Regione Piemonte, in particolare, si è focalizzata sull'efficientamento energetico di edifici e illuminazione pubblica, sull'Energy management, sulla valutazione integrata della sostenibilità a livello territoriale e sul coinvolgimento dei fruitori di energia al fine di incrementare la consapevolezza e agire sui modelli comportamentali. I progetti PEACE_Alps, CESBA_Alps e THE4BEES verranno inoltre presentati nel corso del workshop “Quale sarà il ruolo di regioni e città di EUSALP in qualità di attori per i cambiamenti del futuro?” che si terrà sempre a Bruxelles mercoledì 11 ottobre alle ore 9.00. I due incontri rappresentano quindi una importante vetrina a livello internazionale dell’impegno profuso dai due enti per l’implementazione sul territorio regionale di azioni volte al raggiungimento degli obiettivi europei di sostenibilità energetica.
Una politica alimentare ostenibile che punti su produzione locale e biodiversità. A chiederla a Bruxelles è il presidente della provincia autonoma di Bolzano a sostegno dell'Europa. Intervenendo a due appuntamenti nell'ambito della Settimana europea delle città e delle Regioni, il presidente Arno Kompatscher ha presentato il documento intitolato "Verso una politica alimentare sostenibile dell'UE che porti occupazione e crescita nelle regioni e città d'Europa" che già lo scorso marzo aveva avuto il via libera del Comitato delle Regioni. "Ora attendiamo che la Commissione e il Parlamento europeo creino le condizioni dal punto di vista giuridico e finanziario affinché questa dichiarazione d'intenti possa trovare applicazione concreta", ha annunciato Kompatscher. In sostanza, ha spiegato, il documento punta a "stimolare le filiere alimentari regionali, a incentivare i prodotti tradizionali e l'acquisto da parte degli enti pubblici di prodotti locali a km. zero per scuole, mense e ospedali". Il presidente altoatesino ha sottolineato che "soprattutto nelle zone rurali e periferiche, in maniera particolare quelle di montagna, dobbiamo puntare sul sostegno ad un sistema di piccole aziende agricole, garantendo la tutela delle biodiversità". Un tema da non sottovalutare, secondo Arno Kompatscher, è poi quello dell'accessibilità: "I consumatori, anche quelli con un potere d'acquisto limitato - ha spiegato - devono poter accedere a prodotti freschi e a km. zero, e devono avere la sicurezza che ciò che acquistano rispetti determinati parametri e criteri. Da questo punto di vista, chiediamo all'Europa una maggiore flessibilità nell'applicazione di regole e procedure, in maniera particolare nel sistema delle gare, che possono rischiare di ostacolare questo percorso. Un sistema del genere non solo rafforza le filiere alimentari regionali e i piccoli produttori locali, ma ha effetti positivi sulla salute, in maniera particolare per quanto riguarda la lotta all'obesità".

[Molise] Bruxelles, Frattura eletto presidente del Gruppo interregionale Adriatico Ionico. “Il nostro Molise protagonista in scenario internazionale

[Sardegna] EUROPA. AMBIENTE E COOPERAZIONE I TEMI DELLA SARDEGNA AGLI OPEN DAYS

[Trento] Euregio, un esempio di protagonismo dei territori per un’Europa dei cittadini e delle Regioni

[Trento] Eusalp, Euregio, Regioni: un cammino da fare assieme per affrontare il futuro

[Piemonte] Settimana Europea delle Città e delle Regioni: Piemonte capofila della sostenibilità energetica

[Friuli Venezia Giulia] Bruxelles: intervento Iacop su ruolo Regione Alpina Eusalp
 
[Friuli Venezia Giulia] Bruxelles: Iacop a dibattito Regioni e città nel quadro comunitario

[Friuli Venezia Giulia] Bruxelles: Iacop con ministro De Vincenti su politica di coesione Ue

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[Umbria] aperta a bruxelles settimana europea città e regioni; marini: sfida da vincere è su politiche sociali, dall’inclusione al lavoro
 

[Bolzano] Kompatscher a Bruxelles: gestione del lupo e incontro con Tajani



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( red / 11.10.17 )
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