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Regioni.it

n. 3250 - lunedì 16 ottobre 2017

Sommario
- Legge di Bilancio: via libera dal Consiglio dei Ministri
- Elezioni Austria: dalle istituzioni regionali commenti su vittoria Kurz
- Sicurezza nel lavoro per vigili del fuoco e polizia: parere sul decreto
- Forum "CompraVerde-BuyGreen": premi per le buone pratiche
- Valle d'Aosta: nuova Giunta, Laurent Vièrin è il Presidente
- Laurent Vièrin, presidente Valle d'Aosta: la scheda biografica

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Elezioni Austria: dalle istituzioni regionali commenti su vittoria Kurz

(Regioni.it 3250 - 16/10/2017) A 31 anni con il 31,4% dei voti, l'ex ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, vince le elezioni in Austria e diventa primo ministro. Dovrà però costruire una coalizione per poter governare, in quanto il suo partito non ha la maggioranza per poter governare da solo. In queste elezioni austriache infatti l'estrema destra del Fpoe di Heinz Christian Strache si attesta al secondo posto con il 27,4%, i socialdemocratici finora al governo con il partito popolare di Kurz si fermano al 26,7%.
“Sebastian Kurz non è Viktor Orbàn – afferma Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano - per sua forma mentis personale, resta un democratico liberale”. “Per quanto posso dire - osserva Kompatscher - spero che quello dei migranti non sia il tema che caratterizzerà la campagna elettorale del prossimo anno in Alto Adige. Stiamo cercando di gestire bene la nostra parte, sostenendo il governo centrale nell'azione avviata in Libia. Il fenomeno migratorio non lo regoli litigando o alzando dei muri”. “Non credo che Kurz - aggiunge Kompatscher - abbia interesse a isolare l'Austria dal resto d'Europa o a provocare la reazione degli altri Paesi della Ue come avvenne nel 2000. Ho sempre detto che auspico che in Austria ci sia un governo europeista che continui ad ispirarsi, in linea con quella che è sempre stata la politica estera austriaca, a valori europei e alla collaborazione tra gli stati. Spero sia ancora così”.
Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, sostiene che “gli austriaci danno fiducia al centrodestra del giovane Sebastian Kurz. Un vento nuovo vicino al nostro confine: buon auspicio per quanto accadrà presto in Italia e per un Partito Popolare in grado di proporre ciò che la gente vuole. Questa è la strada giusta”.
Per la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, “toccherà al vincitore Sebastian Kurz, cui auguro buon lavoro, dismettere i toni della campagna elettorale e svolgere un ruolo di mediazione e moderazione, tenendo il suo Paese su un argine europeista”. Serracchiani rileva che “l'avanzata della destra è un fenomeno che riguarda l'Europa nel suo complesso e che in Austria era largamente annunciata già nel 2016 dall'esito del primo turno delle presidenziali. Ma l'Austria è una solida democrazia e un partner strategico: confido che il dialogo resterà vivo e proficuo, a livello bilaterale e nel contesto europeo”.
Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia, spera “quanto sta succedendo in Catalogna e in Austria dia una sveglia all'Europa. E’ una Ue che impone solo vincoli e limiti, che non aiuta davvero il mondo delle imprese. Spero davvero che cambi e si vada verso un'Europa delle Regioni”.
Secondo Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, “in un mondo pieno di incertezze, minacce e contraddizioni, che la crisi ha reso evidenti, persino nei paesi più ricchi, come l'Austria, le paure immaginarie evocate dalla destra estrema e xenofoba possono avere presa sull'elettorato”. Per Rossi bisogna innanzitutto tutelare gli interessi dei ceti popolari, costruire un ordine mondiale basato su un nuovo modello di sviluppo e un'Europa unita e socialista, “capace di creare più benessere per i lavoratori, di contare a livello internazionale e far valere i propri ideali di democrazia, di rispetto dell'individuo e dei diritti umani”. La sinistra – spiega Rossi – “smetta di inseguire la destra, illudendosi di lavorare per il meno peggio, e decida di governare, quando è possibile, realizzando programmi che vanno effettivamente nella direzione sopra indicata. Non sarà facile, ma se non si capisce che viviamo un punto di svolta nella storia del nostro Paese e dell'Europa e che alla sinistra è richiesta una visione del mondo nuova e diversa da quella neoliberista, le sconfitte sono destinate a ripetersi e sempre più prenderanno forma i fantasmi del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura nazionalista”.



( Giuseppe Schifini / 16.10.17 )
Regioni.it

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