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Regioni.it

n. 3252 - mercoledì 18 ottobre 2017

Sommario
- Autonomia Emilia-Romagna: dichiarazione intenti Gentiloni-Bonaccini
- Federalismo: la discussione lungo la via dell'autonomia
- Ocse: Italia paese per vecchi
- D'Alfonso: “norma Abruzzo” in legge di bilancio
- Draghi: con le riforme si è ridotta la disoccupazione in Italia
- 16 "parchi letterari" aperti al pubblico il 22 ottobre

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Federalismo: la discussione lungo la via dell'autonomia

Attivato il percorso dell'Emilia-Romagna. In Lombardia e Veneto si aspetta l'esito dei referendum

(Regioni.it 3252 - 18/10/2017) "Con la dichiarazione di intenti che abbiamo firmato"  Palazzo Chigi il 18 ottobre (vedi notizia precedente) "si avvia formalmente la procedura, attraverso l'attivazione dell'articolo 116 della Costituzione, per la richiesta di maggiore autonomia avanzata dalla regione Emilia Romagna". Cosi' il presidente Stefano Bonaccini, interpellato subito dopo l'intesa sul percorso per l'autonomia regionale. "Con questa dichiarazione di intenti - aggiunge - nelle prossime settimane partiranno i tavoli di confronto coi vari ministeri perché noi abbiamo chiesto maggiore autonomia su alcune competenze specifiche, dai temi del lavoro all'impresa, dall'ambiente ai territori, alla salute". Bonaccini si dice "molto, molto soddisfatto e grato al presidente del Consiglio e al governo perché con l'avvio di questo percorso trova una risposta il mandato che l'assemblea legislativa ha dato a maggioranza, affinché la regione venisse a presentare questa richiesta di autonomia, con il consenso di tutte le parti sociali". La Regione Emilia-Romagna firma l'intesa col governo per ottenere maggiori spazi di autonomia amministrativa.
Interpellato sulla necessità di referendum (strada particata da Lombardia e Veneto) Bonaccini risponde: "A me non interessa aprire polemiche, ognuno ha scelto legittimamente la sua strada. Noi crediamo di aver scelto una strada molto coerente con quello che dice la Costituzione, e seguendo un percorso che oggi trova la conferma. Era giusto il lavoro preparatorio di andare a stabilire prima le competenze sulle quali poi chiedere eventuali maggiori autonomie. E oggi, proprio perché il processo era preparato, il percorso può partire".
La dichiarazione di intenti firmata col premier Paolo Gentiloni "e' per noi motivo di grande orgoglio" e dimostra la "volontà del Governo di prendere sul serio la nostra richiesta, di volerla approfondire con l'obiettivo, più che mai condiviso, di rendere il progetto di maggiore autonomia per l'Emilia-Romagna una reale opportunità di sviluppo e di crescita per la nostra regione e per l'intero paese, nell'ambito dell'unità nazionale e dell'alveo costituzionale, fondamenta che non possono mai essere messe in discussione". Bonaccini. "Credo sia giusto - afferma il presidente dell'Emilia-Romagna - premiare le Regioni virtuose, con i conti in ordine e un alto tasso di efficienza nei servizi forniti, in primo luogo ai cittadini, e le ulteriori competenze che chiediamo ci permetteranno di investire e fare ancora meglio in ambiti come lavoro e formazione, impresa, ricerca e innovazione, tutela della salute, territorio e ambiente". "Dopo il lavoro che abbiamo fatto con le parti sociali, i territori, le universita' e le associazioni al tavolo del patto per il lavoro e con le forze politiche in assemblea legislativa, ora vogliamo fare lo stesso con il Governo, e allo stesso modo vogliamo fare presto e bene". Conclude Bonaccini: "Come gia' successo in altri ambiti potremmo aprire la strada a livello nazionale e farlo, stavolta, su cio' che finora non e' mai stato fatto in Italia: il riconoscimento di maggiore autonomia a una Regione, attraverso la Costituzione".
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio sulle politiche regionali, Gianclaudio Bressa, conferma  che "E' partita la procedura del confronto tra governo e regione Emilia-Romagna come la Costituzione prevede" e quanto al referendum "non è previsto da nessuna procedura per quanto riguarda l'attuazione dell' articolo 116 della Costituzione", "E' stata una scelta di due regioni, ma è fuori da quello che è il percorso naturale e ordinario, come ha confermato anche la sentenza della Corte Costituzionale e del Tar del Veneto, su un ricorso che era stato presentato".
Anche il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti in una nota sottoliena che "L'intesa sancita oggi tra il governo e la Regione Emilia Romagna è la via giusta, indicata dalla Costituzione, per ottenere autonomia. Oggi l'Emilia-Romagna ha punte di eccellenza ed è giusto che possano tradursi in maggiori margini di manovra: in ambiente come su altri argomenti, il Presidente Bonaccini e la sua giunta stanno facendo un ottimo lavoro che può essere valorizzato applicando l'articolo 116 della nostra Carta".
In Lombardia si procede invece sulla strada referendaria e il presidente Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa   ringrazia il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, "per l'impegno che tu e Forza Italia state dimostrando per la riuscita del Referendum. Sai quanto è importante per noi e per la Regione Lombardia. Non e' il Referendum di Maroni, ma il referendum dei cittadini e delle imprese. Non è un Referendum contro la Costituzione o contro qualcuno, ma per dare maggiori competenze alla nostra regione. Questo referendum sta rimettendo al centro l'autonomia nel dibattito del Paese". Rispetto alla possibile affluenza alle urne il presidente Maroni sarebbe "soddisfatto se dovesse andare a votare almeno il 34% dei lombardi, che poi è la quota che si raggiunse nel 2007 in occasione del referendum nazionale proprio su questi temi, almeno un voto in piu' sara' un successo".
"Stiamo cecando di spenderci il piu' possibile per il Si'. Si torna a parlare finalmente di federalismo, che è un tema molto importante, che deve sostituire il centralismo della sinistra", ha setto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi al Piccolo Teatro di Milano, ed anzi  "Vogliamo proporre questo Referendum in tutte le regioni italiane".
Il dibattito "nostrano" varca i confini nazionali e arriva oltreoceano grazie ad un lungo articolo del New York Times, dedicato alle due diverse modalità di procedere verso l'autonomia nel nostro Paese. Il quotidiano statunitense ha scelto di parlarne proprio con due protagonisti: Maroni e Bonaccini.
"Più gente voterà, maggiore potere contrattuale avrò", ha spiegato il presidente lombardo, alla giornalista Elisabetta Povoledo che ha firmato il servizio da Milano. Maroni ha aggiunto che "la fase rivoluzionaria" della Lega secessionista non ha funzionato. E ha tenuto a ribadire la differenza fra i referendum di domenica e quello della Catalogna. "Come i catalani - ha detto - anche noi abbiamo deciso di dare voce al popolo. La differenza è che quello che chiediamo noi è consentito dalla Costituzione italiana".
Il servizio del New York Times evidenzia però come la richiesta di autonomia di Lombardia e Veneto, così come il caso della Scozia e di regioni di altri Paesi, sia il sintomo di qualcosa che potrebbe cambiare l'Europa dal punto di vista politico.
E nel servizio dall'Italia viene anche raccontata la strada alternativa per l'autonomia imboccata dalla Regione Emilia-Romagna che ha chiesto una trattativa diretta col governo senza ricorrere al referendum. "Un referendum - afferma il presidente Stefano Bonaccini - convocato pochi mesi prima delle elezioni - che chiede agli elettori se vogliamo autonomia è come chiedere se vogliamo bene alla loro madre". E per Bonaccini, il voto è anche un "chiaro tentativo" di aumentare i consensi della Lega. 



( sm / 18.10.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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