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Regioni.it

n. 3262 - lunedì 6 novembre 2017

Sommario
- 5 novembre: elezioni regionali in Sicilia
- Legge di bilancio: il 9 novembre il parere delle Regioni
- Istat, Banca d'Italia: l'economia di regioni ed enti locali
- Scuola: dalla Conferenza Unificata via libera al piano 0-6 anni
- Autonomia regionale: incontro Emilia-Romagna e Lombardia
- Elezioni Sicilia: i commenti dei presidenti delle Regioni
- Manovra: Grieco, preoccupazione sul futuro dei Centri per l'impiego

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Elezioni Sicilia: i commenti dei presidenti delle Regioni

Le dichiarazioni di Emiliano, Rossi, Toti, Oliverio, Serracchiani e Maroni

(Regioni.it 3262 - 06/11/2017) Il "test" dellle elezioni regionali può forse fornire qualche indicazione per le propssime elezioni poltiche, ma rappresenta sicuramente un'occasione per approfondire il dibattito fra le forze politiche e all'interno delle compagini (movimenti e partiti). Lo testimoniano anche i commenti di alcuni presidenti di Regione come Emiliano, Rossi , Toti, Oliverio e Serracchiani.
"I risultati siciliani erano ampiamente prevedibili ma cio' non toglie nulla alla loro drammaticità sia per il centro sinistra che per il Partito Democratico". Così, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, commenta i risultati elettorali della Sicilia. "Non ci sono vincitori nel campo ampio progressista. La Sicilia è sempre stata un problema per il centrosinistra e l'esperienza di Crocetta non credo sia stata sufficiente a superare quelle difficoltà. La lezione è che il Pd non può essere una somma di aree gestite soprattutto per gestire le nostre primarie. Ora si deve prevedere una svolta radicale che non sono le dimissioni di Renzi. Il segretario però non puo' pensare che non sia accaduto nulla". Ripartire dunque dal riportare un centro sinistra tutto unito sembra essere la ricetta di Emiliano: "Il segretario sembra aver percepito tutto questo - continua - e adesso si tratta di portare tutto questo alla costruzione di un grande centro sinistra unito, dai centristi dell'Udc fino a Sinistra Italiana. Mi auguro che il segretario vada fino in fondo per fare tutto questo. Io sono pronto a fare la mia parte non condividendo errori dei quali non sono responsabile e rimanendo fedele al Pd, alle sue regole e al suo popolo. Nel Pd tutti sono utili e nessuno e' indispensabile, questo il segretario lo sa bene e si deve comportare di conseguenza".
Su Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi sottolinea che si registra "in Sicilia un'altra grave sconfitta per il Pd, come accade regolarmente ormai dal 2015 in tutta Italia.  Stupefacente che perdono loro e bastonano noi e Grasso. Cinque anni di guida renziana e di politiche neoliberiste del governo fanno risuscitare Berlusconi e vincere la destra, gonfiano le vele  della protesta grillina e dell'astensione - conclude - Per noi, con  Fava, è solo l'inizio, una partenza a cui guardare con fiducia per un  risultato a due cifre per una sinistra seria, unita e alternativa, nel Paese alle prossime elezioni".
Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, commentando in diretta su Radio 1 Rai le proiezioni dei risultati delle elezioni regionali sostiene che il risultato siciliano dimostra che "L'esperienza del governo nazionale segna il passo: è evidente che oggi centrodestra e Cinque stelle siano i due competitor per i mesi a venire.Spero che la sinistra sia in grado di trovare una sua unità perché resto un bipolarista convinto- prosegue il presidente della Liguria- e, finché i Cinque stelle continuano su questa strada, quello per loro ò ancora un voto congelato alla dialettica democratica di cui il Paese ha bisogno". Sempre riguardo ai pentastellati, aggiunge Toti, "ben venga se si confronteranno con la politica vera che è quella della alleanza, dei programmi condivisi, dell'opposizione dura in grado di confrontarsi. Finché resta la torre eburnea del voto di protesta, il risultato sarà sempre lo stesso".
"Su questo risultato - ha dichiarato alla Dire il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, a Reggio Calabria per una serie di sopralluoghi in alcuni cantieri occorre riflettere, mi auguro che cio' avvenga all'interno del Pd ma anche di tutto il centrosinistra. Abbiamo bisogno di non sottovalutare i segnali che vengono e che sono importanti. La Sicilia è una grande regione e il dato non puo' essere assunto per il resto del Paese però è un segnale che non possiamo sottovalutare".
"Abbiamo bisogno di mettere in campo un progetto inclusivo - ha aggiunto Oliverio - che guardi alla coalizione all'allargamento di questa e che punti ad insediare nella societa' un'iniziativa politica. Sentire, ascoltare quello che si muove nella società, non rimanere indifferenti e costruire iniziative indirizzate che corrispondano ai bisogni della societa'. Fare tutto questo - ha concluso il presidente della Regione Calabria - con una coalizione che sia inclusiva e la piu' larga possibile, evitando beghe e personalismi che non portano da nessuna parte".
Unità come valore aggiunto e strumento essenziale per "convincere il nostro popolo a dare fiducia agli ideali di giustizia ed equita' che sono da sempre le nostre insegne". Cosi' Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, rilancia dopo le elezioni in Sicilia. In particolare, Serracchiani, rimarca che "l'unità è il presupposto imprescindibile per fermare l'avanzata di destre e populismi". Secondo la presidente la storia del centrosinistra insegna che le divisioni vengono patite con sofferenza, "l'unità non si costruisce facendo la somma aritmetica delle liste: va costruita col confronto schietto sui programmi e sulle idee per il futuro mettendo da parte recriminazioni e personalismi". Guardando agli avversari politici, Serracchiani, rimarca che "mentre il centrodestra dimostra di essere abile a giocare con le paure degli italiani e il Movimento 5 stelle si conferma una forza di opposizione inaffidabile come il fuggitivo Di Maio, il centrosinistra deve ricostruire se stesso partendo dai valori e tornando a parlare con gli italiani di un progetto di futuro chiaro e coerente. Il Partito Democratico- conclude Serracchiani- è pronto a fare la sua parte con sincerità e umiltà".
Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti sull'esito del voto nell'isola, sottolinea che "In Sicilia il centrodestra esce bene ma le elezioni si faranno con una legge che non garantisce una maggioranza.  Meglio aver vinto in Sicilia - ha aggiunto - poi il futuro é da costruire. Ora si apre una fase interessante per il regionalismo. Gioved¡ apriamo il tavolo al ministero e mi auguro che anche Musumeci prenda questa occasione per partecipare alla nostra iniziativa per dare attuazione allo statuto speciale che la Sicilia non ha mai attuato".



( red / 06.11.17 )
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