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Regioni.it

n. 3262 - lunedì 6 novembre 2017

Sommario
- 5 novembre: elezioni regionali in Sicilia
- Legge di bilancio: il 9 novembre il parere delle Regioni
- Istat, Banca d'Italia: l'economia di regioni ed enti locali
- Scuola: dalla Conferenza Unificata via libera al piano 0-6 anni
- Autonomia regionale: incontro Emilia-Romagna e Lombardia
- Elezioni Sicilia: i commenti dei presidenti delle Regioni
- Manovra: Grieco, preoccupazione sul futuro dei Centri per l'impiego

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Scuola: dalla Conferenza Unificata via libera al piano 0-6 anni

(Regioni.it 3262 - 06/11/2017) Al termine della Conferenza Unificata del 2 novembre la coordinatrice degli assessori regionali all'Istruzione e al lavoro Cristina Grieco ha espresso soddisfazione per il via libera al  "piano 0-6 anni, che è uno dei decreti più importanti collegati alla legge 107 sulla Buona Scuola, abbiamo raggiunto l'intesa sia sul piano vero e proprio, quindi sulle linee guida per l'implementazione dei servizi educativi, che riguarda la gestione e l'edilizia, sia sullo schema di riparto dei fondi. Quindi auspicabilmente il Ministero procederà al riparto dei fondi e potremo mettere in atto sui territori dalla fine di quest'anno all'inizio dell'anno prossimo i primi interventi.  La finalità del Piano è di agire su due fronti: da una parte - ha spiegato - migliorare l'offerta per i servizi educativi per la prima infanzia, quindi 0-3 anni, e dall'altra sostenere le esperienze migliori messe in atto dalle Regioni che hanno investito di più e quindi hanno già raggiunto e superato la quota percentuale di iscritti al nido, secondo quanto previsto dal Trattato di Lisbona. Lo schema di riparto opera proprio a favore di questi due canali, quindi da una parte lo schema 0-6 e potenziali aventi diritto e dall'altra gli iscritti ai servizi 0-3 anni".
Il piano - si legge in una nota del Miur - rappresenta una delle principali novita' della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) che, per la prima volta, ha sancito la nascita di un sistema integrato di istruzione per la fascia 0-6 anni, stanziando risorse specifiche per il potenziamento dei servizi offerti alle famiglie e l'abbassamento dei costi sostenuti dai genitori.
Il Piano prevede l'assegnazione alle Regioni di 209 milioni di euro che vengono erogati dal Miur direttamente ai Comuni beneficiari, in forma singola o associata. Ecco nel dettaglio le risorse per ogni Regione: Abruzzo 3.872.801 euro, Basilicata 1.292.990 euro, Calabria 4.843.465 euro, Campania 13.742.501 euro, Emilia-Romagna 20.308.143 euro, Friuli Venezia Giulia  4.335.400 euro, Lazio 23.544.329 euro, Liguria 4.870.526 euro, Lombardia 40.000.464 euro, Marche 5.318.025 euro, Molise 731.872 euro, Piemonte 15.671.503 euro, Puglia 11.528.712 euro, Sardegna 4.755.962 euro, Sicilia 13.092.402 euro, Toscana 13.838.453 euro, Trento 2.624.457 euro, Bolzano 2.044.783 euro, Umbria 3.814.237 euro, Valle d'Aosta 658.516 euro, Veneto 18.110.459 euro.
Il Piano, di durata triennale, finanziera' interventi in materia di edilizia scolastica, sia con nuove costruzioni che con azioni di ristrutturazione, restauro, riqualificazione, messa insicurezza e risparmio energetico di stabili di proprietà delle amministrazioni locali. Le risorse sosterranno anche parte delle spese di gestione per l'istruzione 0-6 anni, con lo scopo di incrementare i servizi offerti alle famiglie nonche' di ridurre i costi che devono sostenere.
Per l'anno 2017, il Fondo e' ripartito tra le Regioni per il 40% in proporzione alla popolazione di eta' 0-6 anni, in base ai dati Istat; per il 50% in proporzione alla percentuale di iscritti ai servizi educativi al 31 dicembre 2015; per il 10% in proporzione alla popolazione di eta' 3-6 anni, non iscritta alla scuola dell'infanzia statale, in modo da garantire un accesso maggiore.
"Con questo Piano - afferma la ministra Valeria Fedeli - stiamo garantendo alle bambine e ai bambini pari opportunità di educazione, istruzione, cura, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche e culturali. Grazie alla legge 107 i servizi per l'infanzia escono dalla dimensione assistenziale ed entrano a pieno titolo nella sfera educativa. L'obiettivo è lavorare in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte per offrire alle famiglie strutture e servizi ispirati a standard uniformi su tutto il territorio nazionale. L'assegnazione dei 209 milioni è un atto importante al quale dobbiamo fare seguire il
nostro impegno condiviso per accelerare la realizzazione del sistema integrato. Fare crescere bene i piu' piccoli, fornire loro un'educazione e un'istruzione di qualita' e' una sfida che come Paese abbiamo deciso di fronteggiare aderendo all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile".
"Con il via libera in Conferenza Unificata, il Piano di azione nazionale di attuazione del sistema integrato 0-6 anni viene inviato al Consiglio dei Ministri e potrà poi partire concretamente a beneficio delle nuove generazioni e delle famiglie. Il Piano - aggiunge il sottosegretario Vito De Filippo - coinvolgera' attivamente tutti gli attori in campo. La sinergia è decisiva per portare a segno le nostre politiche educative. Il risultato di oggi ci dice che siamo sulla buona strada e che stiamo costruendo insieme, ciascuno per la propria parte, percorsi di crescita eguale su tutto il territorio, a partire dall'infanzia".
Il decreto attuativo della legge 107 approvato ad aprile prevede, inoltre, la costituzione di Poli per l'infanzia per bambine e bambini di eta' fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi, che serviranno a potenziare la ricettivita' dei servizi e sostenere la continuita' del percorso educativo e scolastico: il decreto di riparto dei 150 milioni di euro di risorse Inail per il triennio 2018-2020, che le Regioni potranno utilizzare per la realizzazione di Poli per l'infanzia, è stato firmato a luglio scorso. Viene prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, nell'ottica di garantire una sempre maggiore qualita' del sistema. Per la prima volta sara' istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie. E' prevista una specifica governance del Sistema integrato di educazione e di istruzione. Al ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca spettera' un ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli Enti locali, sulla base del Piano di Azione Nazionale che sara' adottato dal Governo.
"Abbiamo raggiunto un'intesa piena. E' un  grande passo avanti per il sistema scolastico italiano", ha detto  il sottosegretario all'Istruzione Vito De Filippo al termine della  Conferenza Unificata. Si tratta, ha continuato, di  "una straordinaria opportunita' per il futuro di bambini e bambine e  per la prospettiva di rendere uniformi i servizi per l'infanzia e le  materne in tutto il territorio nazionale'".
Soddisfazione per l'approvazione del Piano anche da parte dall'assessora all'Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero.  "Il ministero dell'Istruzione ha accolto gran parte delle richieste avanzate dalle Regioni, in particolare quella di privilegiare, tra i criteri del riparto, le aree ad alta densità di servizi per la prima infanzia. Ora, come previsto dalla piano, la Regione si raccorderà con il ministero per la distribuzione delle risorse ai comuni interessati".
La vice sindaca di Firenze e presidente della commissione istruzione, politiche educative, edilizia scolastica dell'Anci, Cristina Giachi si dice soddisfatta "che il piano per l'infanzia sia stato approvato insieme al decreto di riparto del fondo nazionale per il sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione: tutto cio' consentira' di assegnare 209 milioni di euro direttamente ai Comuni, entro la fine di quest'anno. Ci auguriamo che i Comuni continuino ad essere coinvolti ed ascoltati anche per i futuri riparti che la cabina di regia dovrà definire".  A partire dal 2018, anche le Regioni parteciperanno con un cofinanziamento, pari almeno al 20% per il 2018 e al 30% dal 2019. Giachi ha infine sottolineato la necessita' di garantire ai cittadini soprattutto i servizi per la prima infanzia, coinvolgendo gli attori locali e le Regioni. "Gli enti locali ci sono: se tutti gli attori locali fanno la loro parte e tutte le Regioni decidono di investire in prima persona - perché alcune già lo fanno - credo che possiamo cambiare lo stato dei servizi 0-6 nel nostro paese".
Rette più contenute, maggiore qualità dei servizi. E' la promessa della Regione, alla luce dei 20 milioni di euro in arrivo in Emilia-Romagna dal fondo della riforma Zerosei. Le risorse assegnate all'Emilia-Romagna andranno direttamente nelle casse dei Comuni e loro Unioni e si sommeranno ai contributi che la Regione ogni anno stanzia per la qualificazione dei servizi educativi 0-6 anni. Per l'Emilia Romagna l'iter e' stato seguito da vicino dalla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini. "Non si era mai visto un ammontare cosi' significativo di risorse destinate al sistema dei servizi alla prima infanzia e in generale per il percorso educativo riferito ai bambini da zero a sei anni di eta'", sottolinea Gualmini in una nota. "La promessa - sottolinea - è stata mantenuta anche in modo superiore alle aspettative, per quanto riguarda l'Emilia-Romagna. Oltre 20 milioni per la nostra regione significhera' contenere le rette e addirittura abbassarle, migliorare e intensificare la formazione del personale, riqualificare i servizi. Questi sono i risultati concreti che aspettavamo e che ora spetterà a noi programmare e indirizzare". I fondi, spiega ancora la nota di viale Aldo Moro, saranno in buona parte destinati alla gestione dei servizi educativi per l'infanzia, soprattuto quelli per bambini da zero a tre anni, per rendere possibile un effettivo contenimento delle rette a carico delle famiglie. Nel 2018, anche a fronte di questa nuova linea di finanziamento, la Regione aggiornerà gli indirizzi in materia di servizi educativi, ragionando con gli enti locali e con i diversi protagonisti del sistema integrato.


( red / 06.11.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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