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Regioni.it

n. 3267 - lunedì 13 novembre 2017

Sommario
- Conferenza delle Regioni giovedì 16 novembre
- Bonn: la Conferenza sul clima
- Musei: più 50 milioni di incassi in tre anni
- II settimana della cucina italiana nel mondo
- Musumeci: fondi europei, "concentreremo risorse su pochi settori"
- Export agroalimentare: il 60% da 4 regioni

+T -T
Export agroalimentare: il 60% da 4 regioni

Indagine realizzata da Agrifood Monitor di Nomisma e Crif

(Regioni.it 3267 - 13/11/2017) Presentata un’indagine sull’export agroalimentare realizzata da Agrifood Monitor di Nomisma e CRIF, che rileva una significativa crescita del settore in quest'ultimo anno. Si tratta di un 6% in più rispetto al 2016.
Infatti nel corso del 2017 l'export agroalimentare italiano è già arrivato a quota 40 miliardi di euro e il 60% delle consegne provengono solo da 4 regioni: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.
Gli aumenti stimati da Nomisma Agrifood Monitor in particolare rilevano un +7% di vino e un +9% di formaggi.
Sono soprattutto i Paesi extra-Ue (seppure rappresentino ancora meno del 35% dell'export totale) ad evidenziare i tassi di crescita più elevati. Tra questi Russia e Cina, con aumenti degli acquisti di prodotti agroalimentari italiani oltre il 20%.
Con un valore superiore ai 130 Miliardi di euro, gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari. Al secondo posto figura l’Unione Europea (considerata ancora a 28 membri) con 112 Miliardi, mentre tra i restanti paesi più rilevanti risultano Cina (92 Miliardi di euro di import), Giappone (59 Miliardi) e Canada (32 Miliardi di euro).
Vino, olio d’oliva, formaggi e pasta - prodotti tipici del “Made in Italy” - pesano per circa il 65% sulle esportazioni agroalimentari complessive e contribuiscono “in primis ad una bilancia commerciale positiva che, considerata congiuntamente (Usa+ Canada) presenta un saldo di 3,2 Miliardi di euro”.
Il “Made in Italy” agroalimentare è “al primo posto in termini di reputazione qualitativa presso tutti i consumatori USA, ma al secondo posto nel caso dei canadesi dove svettano invece quelli americani (che rappresentano anche i primi esportatori nel paese)”.
Elevato il tasso di penetrazione dei prodotti italiani, pari a circa l’80% dei consumatori di USA e Canada.
Se Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto hanno il 60% dell'export agroalimentare, il Sud  incide per meno del 20%. Sono differenze che possono anche aumentare, visti i dati del primo semestre 2017. Mentre le regioni del Nord Italia hanno una crescita di oltre il 7% nelle vendite oltre frontiera, quelle del Mezzogiorno finora raggiumngono solo il +2%.
La presenza di imprese più grandi, reti infrastrutturali più sviluppate, produzioni alimentari più "market oriented" sono tra i motivi indicati della maggiore crescita dell'export di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.


( gs / 13.11.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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