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n. 3268 - martedì 14 novembre 2017

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Istat: dati su Pil e prezzi al consumo

Legge di bilancio: Commissione Ue invia nuova lettera all'Italia con richiesta di chiarimenti

(Regioni.it 3268 - 14/11/2017) La Commissione Ue invierà una nuova lettera all'Italia con la richiesta di chiarimenti e impegni in merito alla manovra economica del Governo e prenderà una decisione definitiva sulla legge di bilancio a maggio del 2018. Il vicepresidente della Commissione europea Jyrk Katainen afferma che “tutti possono vedere dai numeri che la situazione in Italia non migliora”.
Katainen quindi aggiunge che “l'unica cosa che posso dire a nome mio è che tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la vera situazione economica in Italia”, ovvero “una deviazione dagli obiettivi di medio termine per quanto riguarda il saldo strutturale”.
Ma i dati che provengono da Istat, Ocse e Fondo monetario internazionale evidenziano l'andamento positivo della nostra economia.
L’Istat conferma che il prodotto interno lordo del nostro Paese è in crescita, mentre i prezzi al consumo restano stabili. I dati del terzo trimestre del 2017 indicano che il Pil è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell'1,8% su base annua. Nelle stime preliminari dell'Istat si spiega che si tratta della tredicesima variazione positiva e che il dato tendenziale è pari al +1,8%. E’ il più alto dal secondo trimestre del 2011, ovvero da oltre sei anni.
Anche il Fondo monetario internazionale rileva la ripresa economica dell’Italia, prevedendo nel 2017 un +1,5% del Pil e nel Regional Economic Outlook per l'Europa evidenzia l'accelerazione del nostro Paese in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell'Eurozona.
Il Pil italiano crescerà dell'1,1% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019, ma il Fmi sottolinea che “la riforma giudiziaria e il controllo della corruzione sono considerate priorità in diversi paesi europei” e “rafforzare gli sforzi anti corruzione è importante. Considera “incoraggiante” la recente accelerazione delle vendite di non performing loan (Npl). E suggerisce a paesi come il nostro, con un debito pubblico alto, di approfittare della ripresa economica europea per ridurlo.
Sempre l’Istat spiega che nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,4% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti, del 2,2% in Francia e dell'1,5% nel Regno Unito.
L’Ocse riscontra che il tasso di disoccupazione nell'area è stabile al 5,7% a settembre, precisando che nell'area c'erano 35,7 milioni di persone disoccupate: 3 mln in più rispetto ad aprile 2008. Nella zona euro la disoccupazione è in calo di 0,1 punto percentuale a 8,9% a settembre. A settembre la disoccupazione giovanile (15-24 anni) nell'area dell'Ocse era stabile all'11,9% mentre nell'area dell'euro era in calo di 0,1 punto percentuale al 18,7%. In Italia, invece, si registra un aumento consistente di 0,6 punti a 35,7% (35,1% ad agosto).
L’Istat ha pubblicato anche i dati relativi all'andamento delle imprese che tornano a cercare personale, con il tasso di posti di lavoro vacanti pari all'1% (lo scorso trimestre la stima era di 0,9%) nel terzo trimestre del 2017, il massimo dal 2010. Si rileva un incremento di 0,1 punti percentuali (dati destagionalizzati) nei settori dell'industria e dei servizi con almeno 10 dipendenti.
Nel mese di ottobre 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dell'1,0% rispetto ad ottobre 2016 (era +1,1% a settembre), confermando la stima preliminare.
Infine l’Istat pubblica anche i dati relativi al consumo. L’inflazione rallenta, tenendo conto del settore energetico e degli alimentari freschi (+0,5% da +0,7% di settembre). Nel contempo "i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, principalmente a causa degli Alimentari non lavorati, aumentano dello 0,7% su base mensile e dell'1,7% su base annua (da +1,1% di settembre)".
I prezzi dei prodotti a più alta frequenza di acquisto sono trainati dagli "Alimentari non lavorati e in misura minore dagli Energetici non regolamentati, salgono dello 0,5% in termini congiunturali e dell'1,7% in termini tendenziali (da +1,3% di settembre)”.
Quindi l'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%, comunque "'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dello 0,9% rispetto ad ottobre 2016”.




( gs / 14.11.17 )
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