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Regioni.it

n. 3269 - mercoledì 15 novembre 2017

Sommario
- Bonaccini convoca la Conferenza delle Regioni per il 16 novembre
- Turismo: nasce il portale dei "Cammini d'Italia"
- Telecomunicazioni: reti e fibra ottica in Abruzzo e in Toscana
- Ecomondo 2017: best practice delle Regioni per lo sviluppo sostenibile
- Agricoltura: prevenzione diffusione specie esotiche invasive
- Atti della Conferenza Unificata del 9 novembre
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 9 novembre

Franceschini: il 2018 anno del cibo

+T -T
Turismo: nasce il portale dei "Cammini d'Italia"

Frutto del lavoro congiunto di Stato, Regioni, Comuni, Enti locali, pubblico e privato

(Regioni.it 3269 - 15/11/2017) L'Italia sempre più meta di un turismo ''scelto'' e consapevole. Di chi viene ''conoscendo la storia del nostro paese, cercando eccellenze e bellezza''. Anche per difendersi dalle masse ''mordi e fuggi'' che rischiano invece di travolgere città, patrimoni, paesaggi. E allora, dopo il 2016 anno dei Cammini, il 2017 anno dei Borghi e il 2018 anno del Cibo, ''il 2019 sarà l'anno nazionale del turismo lento''. Lo ha annunciato il ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini, presentando un altro tassello del progetto verso un'Italia dei viaggi di qualità: l'Atlante digitale dei cammini, prima mappatura mai realizzata che sul portale www.camminiditalia.it raccoglie percorsi da affrontare a piedi (ma anche in bici, a cavallo), per un'immersione totale in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità. ''E' una scelta strategica da compiere per il futuro - spiega il ministro - Nei prossimi anni il turismo internazionale crescerà enormemente, perché ci sono paesi che per la prima volta stanno immettendo milioni di nuovi viaggiatori nel mondo. E tutti hanno l'Italia tra le mete da sogno. O cerchiamo di governare questa crescita o rischiamo di essere travolti''. A dimostrarlo, anche il fatto ''che prima era solo Venezia'' ad avere problemi di sovraffollamento. ''Oggi a quel tavolo sono sedute 5 città''. Il concetto di turismo lento, invece, porta con se' ''tutta una filosofia e rende bene anche sul piano internazionale, perché tutti hanno capito la differenza tra fast food e slow food. Il 2019 Anno del turismo lento sarà un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti e rilanciarli in chiave sostenibile con esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità agli itinerari culturali, i cammini, le ciclovie, i viaggi a cavallo''. Intanto, sul nuovo portale, si può partire alla scoperta dei 6.600 chilometri e 147 snodi (dove è possibile cambiare tragitto come sulla Metro) mappati. Si va dai percorsi dedicati ai santi, come i cammini francescani, lauretani e benedettini, a quelli sulle orme dei briganti attraverso l'Aspromonte. E poi il cammino di Dante, nei luoghi dove scrisse la Divina Commedia, e il sentiero della Pace che ripercorre le memorie della Grande Guerra. E ancora la via Appia, la Francigena, la via degli Dei, San Vicinio, la via degli Abati e il Sentiero Durer. ''Abbiamo deciso di non fare nulla da soli, ma in collaborazione con le altre istituzioni - spiega il direttore generale del turismo del Mibact, Francesco Palumbo - Per ora i cammini inseriti sono 41, ovvero quelli che rispondevano a 11 requisiti strandard'', dalla messa in sicurezza ai sevizi di ristorazione, raggiungibilità con i trasporti e georeferenzialità. ''Ma il portale è uno strumento dinamico, aperto a incrementazioni future''. ''Un tassello di una strategia - aggiunge il coordinatore Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni e province autonome, Giovanni Lolli - dopo anni di lamenti e chiacchiere, per un diverso approccio al turismo del nostro paese''. Sul portale, online già da oggi in italiano e inglese, anche gallerie multimediali, schede concordate con le Regioni e link alle pagine ufficiali di ogni cammino.
Ci sono quelli dedicati ai santi, come i cammini francescani, laureatani e benedettini. Quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l'Aspromonte, e poi il cammino di Dante che attraversa i luoghi dove il sommo poeta visse in esilio e scrisse la Divina Commedia. E ancora, il sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima guerra mondiale, la via Appia, la Francigena, la via degli Dei e il cammino di San Vicinio. Sono in tutto 41 i percorsi e gli itinerari raccolti nel nuovo portale camminiditalia.it, gia' on line e voluto dal ministro dei Beni e delle Attivita' culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
Il sito rappresenta la prima mappatura ufficiale dei cammini d'Italia, un Atlante pensato come una rete di mobilita' slow e come uno strumento per viaggiatori e turisti in cui si potra`scegliere la possibilita` di muoversi lungo l'Italia a piedi, in bicicletta, a cavallo o con altre forme di mobilita` dolce sostenibile, promuovendo una nuova dimensione turistica. "Per molti anni i cammini sono stati trascurati o ignorati dalle istituzioni- ha detto Franceschini presentando il portale oggi a Palazzo Massimo- Credo che chi ha responsabilita' nella gestione della cosa pubblica debba decidere che cosa valorizzare. La scelta strategica e' valorizzare tutta l'italia e accompagnare questo con la scelta di un turismo che arrivi in Italia per cercare l'eccellenza, il contrario di quello mordi e fuggi non educato a rispettare la bellezza e la fragilita' del nostro Paese, che non puo' sopportare qualunque tipo di numero". Il ministro ha poi spiegato che gli anni dedicati ai Cammini (2016), ai Borghi (2017) e al Cibo (2018) "vanno in questa una direzione e adesso la scelta naturale e' proseguire e proclamare il 2019 anno del Turismo lento".
L'idea di realizzare un Atlante dei cammini d'Italia è nata proprio durante il 2016, quando è partito il lavoro congiunto di Stato, Regioni, Comuni, Enti locali, pubblico e privato per valorizzare 6.600 chilometri di cammini naturalistici, religiosi, culturali e spirituali che attraversano l'intero Paese, una fetta d'Italia poco conosciuta, ma fondamentale nell'offerta del turismo lento italiano. Un comitato, composto da ministero, Regioni, Province autonome e Anci ha elaborato i criteri per ammettere nel portale dei Cammini i singoli itinerari proposti dalle Regioni stesse. In tutto 113 le proposte arrivate, 41 quelle selezionate.
"Si tratta di uno strumento dinamico e in costante aggiornamento- ha spiegato il direttore generale Turismo del Mibact, Francesco Palumbo - tra gli undici requisiti necessari per rientrare nell'Atlante sono di particolare importanza la fruibilita' dei percorsi, la segnaletica orizzontale e verticale, la descrizione online della tappa e i servizi di alloggio e ristorazione entro i 5 chilometri dal cammino, oltre alla manutenzione del percorso e la georeferenziazione". Non solo nuovi percorsi che potranno aggiungersi ai 41 cammini gia' raccontati e messi in rete, il portale si potra' integrare anche con una mappature dei Borghi, a cui e' dedicato il 2017.
"E' un tassello molto importante di una strategia attraverso cui stiamo tentando di ricostruire un approccio diverso sul turismo nel nostro Paese- ha aggiunto Giovanni Lolli, coordinatore commissione Turismo e industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province autonome- l'esperienza dei Cammini ha avuto il merito di esaltare lo spirito collaborativi tra il Mibact e le Regioni in un rinnovato clima di confronto e crescita comune".
Anche le Regioni sono mobilitate su questa stessa lunghezza d'onda. Il 16 settembre è tatio infatti presentato  l'atlante dei cammini abruzzesi per riconoscere, valorizzare e promuovere all'interno dell'attività turistica della regione tutti i percorsi naturalistici del territorio. Oltre al mare e alla montagna sta prendendo sempre più piede in Abruzzo il turismo eco-sostenibile. In migliaia da diversi anni scelgono la regione per scoprire usi e costumi degli abruzzesi attraverso i cammini. Dal momento che i percorsi tracciati sono tanti, ma nessuno ha contezza di tipologie, itinerari e peculiarità, il Presidente della Commissione Turismo, del Consiglio regionale Lorenzo Berardinetti, ha presentato un apposito progetto per "il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini abruzzesi". In sostanza il progetto punta ad individuare la modalità per il riconoscimento da parte della Regione dei cammini di interesse regionale ed interregionale e definire la promozione degli stessi disciplinandone la costituzione.
In Piemonte  invece è stato firmato il protocollo d’intesa per la valorizzazione turistica congiunta del monumento simbolo della regione (capace di attirare ogni anno 100mila visitatori da tutto il mondo): la "Sacra di San Michele" è un bene di grande rilievo, testimonianza dell’eredità storica, architettonica e spirituale del territorio di riferimento e di tutta la regione. L’abbazia, insieme al complesso di beni storico-artistici dell’area circostante, tra cui spicca la Via Francigena della Valle di Susa, costituisce un patrimonio prezioso anche ai fini della valorizzazione turistica. Per questo la Regione Piemonte, l’Ente Sacra di San Michele, l’Unione dei Comuni Montani Val Sangone, l’Unione dei Comuni della Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Chiusa San Michele, Sant’Ambrogio e Valgioie hanno firmato un Protocollo d’intesa per mettere a punto un programma di azioni congiunte per implementare l’offerta turistica delle “Terre di Sacra”. “La Sacra di San Michele è un monumento capace di fare da bene-faro per tutta l’area circostante, ricca di importanti attrattive storiche, culturali e naturalistiche, come testimoniano anche due recenti candidature Unesco della Sacra e della Via Francigena, a cui si aggiunge un importante lavoro che stiamo svolgendo come assessorato sui Cammini – dichiara Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte - Da oggi il nostro impegno sarà quello di costituire un tavolo di lavoro operativo che dia risposte concrete per far crescere il turismo, come d'altronde stiamo già facendo, per esempio chiedendo al Politecnico di fare uno studio di fattibilità per migliorare l'accessibilità alla Sacra".  Il protocollo ha l’obiettivo di sviluppare e promuovere una nuova immagine del territorio e di implementare un’offerta turistica orientata ai settori culturale, spirituale e naturalistico, sulla base delle priorità e degli ambiti di intervento individuati dagli enti firmatari. Per questo è prevista la costituzione di un Tavolo di coordinamento, che avrà il compito di predisporre e attuare il piano di attività; al tavolo potranno partecipare anche soggetti pubblici o privati che, a diverso titolo, operano sul territorio e che siano interessati a condividere progetti coerenti con gli obiettivi del protocollo.  La Sacra di San Michele, la Via Francigena, i Cammini e le altre eccellenze che gravitano intorno a tali beni, attraverso le azioni congiunte che verranno sviluppate, potranno quindi diventare risorse significative per i comuni e le comunità. Per questo dovranno essere individuati dei percorsi di valorizzazione complessiva e iniziative di ampio respiro che coinvolgano tutta l’area interessata, le strutture accessorie, le vie di accesso, i collegamenti e i servizi turistici, d’accoglienza e commerciali.
Importanti novità anche in Calabria . “Il turismo internazionale, le ferie turistiche e la qualità alberghiera” sono i pilastri sui quali – secondo il consigliere regionale Michele Mirabello, che ha coordinato i lavori della tavola rotonda sul turismo nell’ambito di Cantiere Calabria -  si costruisce il movimento turistico. Una ricerca demoscopica che classifica, anche per la realizzazione  del portale ‘TuristCalabria’, la regione, da zero, al settimo posto”. “Una nuova stagione del turismo” - questo il tema della tavola rotonda alla quale, insieme al presidente della Regione Mario Oliverio, sono intervenuti la sottosegretaria ai beni culturali Dorina Bianchi, la dirigente generale del dipartimento regionale turismo e cultura Sonia Tallarico, Salvatore Patamia del Ministero dei beni e attività culturali e del Turismo Calabria, Domenico Bloise del Polo regionale Museale, Giovanni Bastianelli,  presidente ENIT, il consigliere regionale Vincenzo Ciconte, Giovanni Notarianni, vice presidente Federalberghi Calabria, Angela Robbe, presidente Legacoop Calabria, Pasquale Motta di Assotursimo Confesercenti della sibaritide. “I dati positivi di questi ultimi due anni – ha affermato la dirigente Tallarico – testimoniano le capacità attrattive della Calabria: il 2016 ha registrato un più 4,6% sul 2015; le presenze totali nel 2016 raggiungono quasi i 9 milioni. Nei primo otto mesi del 2017 si ha avuto un incremento delle presenze del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. Questa percentuale si traduce  in 380 mila presenze in più. La Calabria è stata scelta non solo per il mare ma anche  per la complessità del patrimonio naturalistico: i parchi, le montagne, i borghi, i siti archeologici, i musei e, soprattutto per la sua enogastronomia. Ma nulla accade per caso – ha precisato Tallarico. Per arrivare a questi risultati la Regione ha partecipato a nuove manifestazioni fieristiche, presentando agli organi d’informazione un’offerta turistica diversificata ed integrata di nuovi prodotti turistici esaltando le eccellenze del territorio;  ha organizzato press trip e fam trip in Calabria con operatori dell’Est Europa e della Cina; ha avviato una campagna di comunicazione su importanti testate giornalistiche e presso l’aeroporto di Roma. È  lo strumento più potente per la promozione del territorio è senza dubbio l’audiovisivo che noi stiamo portando avanti attraverso l’attività della Fondazione Film Commission. A Riace è stato girato lo sceneggiato ‘Tutto il mondo è paese’ che andrà in onda sui canali rai nel mese di febbraio, è in lavorazione la serie televisiva ‘Trust’ del regista premio Oscar Danny Boyle che comporta una spesa diretta della produzione sul territorio di 1,5 milioni”.  La dirigente ha poi ricordato l’azione di valorizzazione delle risorse naturali e culturali, partita con l’individuazione delle Ars (Aree di rilevanza strategica), la pubblicazione del bando di circa 12 milioni di euro per la realizzazione di una campagna  di advertising della durata di tre anni e dei bandi per sostener le piccole e  medie imprese per un valore di 18 milioni di euro. Ha anche sottolineato l’importanza della gestione unica dei tre aeroporti e gli investimenti sull’alta velocità e sull’ammodernamento delle linee ferroviarie. “Su questa strada intendiamo continuare – ha rimarcato infine la dirigente Tallarico -, tenendo ben presente l’importanza di una visone complessiva del sistema turismo e mettendo mano, se necessario anche alla normativa che regola il settore”. Bastianelli ha illustrato il sistema Italia e ha detto che “l’Italia è una superpotenza del turismo. Davanti a noi ci sono Stati Uniti  e Cina”. Ha, poi, esaltato gli aspetti da migliorare per essere competitivi. Tra questi: la capacità di rinnovare l’offerta per far ritornare il turista senza trascurare l’aspetto del tempo libero. “Ci sono molti Paesi – ha specificato - che hanno meno attrattive delle nostre ma li valorizzano meglio. Noi li raccontiamo poco, non riusciamo né a venderli né a promuoverli.  L’Italia è la prima destinazione per turisti non europei. È un dato che ci deve dare l’entusiasmo di migliorare. Il 40% dei turisti stranieri che vengono in Italia parlano tedesco. La Calabria è stata molto brava con la Cina. Siamo in grado di verificare le preferenze delle persone che cercano attraverso il web le destinazioni e la Costa degli Dei è in terza posizione mentre il 92% clicca i Bronzi di Riace. Ma la Calabria ha anche natura e paesaggio. Il turista è interessato non solo al mare ma anche a quello che offre il territorio come il cibo, ad esempio, che trasformato in piatto tipico può contribuire a prolungare la stagionalità. La Calabria ha tutto. Perciò penso che il futuro possa essere positivo”. “Quello che mi preme sottolineare - ha esordito Ciconte -  è che dobbiamo puntare su servizi di qualità. Dopo questa tre giorni ripartiremo con maggiore slancio. Sono convinto che se tutti facciamo squadra supereremo le Regioni che stanno facendo meglio di noi”. Patamia, dopo aver evidenziato che la Calabria ha 70 aree archeologiche, circa 40 castelli di cui 15 agibili, centinaia e centinaia di chiese, dove all’interno c’è sempre qualcosa da scoprire e da studiare, ha messo in evidenza l’importanza che tra Stato e Regioni non ci sono più sovrapposizioni di competenze. “Le Regioni – ha spiegato  finanziano i servizi attraverso la valorizzazione e il restauro dei beni culturali. Il problema è che mancano i  collegamenti, siamo cattedrali nel deserto, i nostri musei non dialogano con il territorio. Su questo terreno lavoreremo di più. Intanto con la Regione abbiamo investito, in 4 anni, 80 milioni di euro e, quest’anno, stanno per essere assunti 700 addetti,  tra cui dei comunicatori”. Sull’importanza dell’ospitalità e dell’offerta turistica alberghiera ha posto l’accento Notarianni e anche su alcune criticità: il sistema infrastrutturale,  la mancanza di collegamenti con le località turistiche, le alte tariffe dei voli, superiore di oltre il 30% delle altre regioni, i costi del personale, soprattutto quello stagionale, la formazione del personale. Ha proposto di premiare gli operatori che destagionalizzano,  che registrano maggiore interesse, che offrono pacchetti competitivi. “la Regione – ha concluso - sta mettendo in campo strategie significative. Il cambiamento  è in atto. Stiamo vivendo un momento positivo: l’andamento turistico in Calabria cresce”. “Il Polo museale – ha dichiarato Bloise – ha 18 istituti ubicati in tutte le province calabresi, per gestire questo enorme patrimonio  ci sono 5 direttori d’istituto e 200 unità di personale. È necessario unire le energie, coinvolgendo anche il volontariato e favorendo la partecipazione dei cittadini”. Pasquale Motta ha confermato il segno più per la presenza di turisti stranieri, ha dato atto della possibilità di comunicare i dati in via telematica ed ha auspicato contributi maggiori in termine di organizzazione dei servizi da parte dei sindaci. Secondo Angela Robbe “abbiamo un territorio ricco di cultura ma distribuita su un territorio vastissimo. Dobbiamo mettere a sistema i parchi, il mare la natura e il patrimonio culturale. Ciò è possibile se riusciamo a sviluppare un’economia di sistema, tutti insieme, operatori istituzioni, amministratori locali e con il coinvolgimento di tutti i cittadini di questa regione che si devono sentire parte di questo sistema. Dobbiamo investire sulle persone oltre che sui beni: i luoghi devono raccontare la comunità. Quello che la Regione ha messo in cantiere ci porta in questa direzione. Siamo seguendo la strada giusta”. Al termine degli interventi dei partecipanti alla tavola rotonda, il presidente Oliverio ha ribadito che il comparto turistico è fondamentale per lo sviluppo della regione. Noi stiamo investendo molto in questo settore e i dati sulle presenze ci danno ragione. C’è un’inversione de trend  che non  è solo frutto della crisi della riva Sud del Mediterraneo,  ma è che  l’Italia ha rimesso in campo un iniziativa capace di attrarre parte di quello domanda e in tutto questo il Meridione recupera moltissimo. Certamente molto è stato fatto, ma tanto ancora bisogna fare. Intanto, abbiamo messo in piedi una strategia che sarà condensata nel Piano del turismo che presenteremo ad ottobre e che coinvolge anche Invitalia. Stiamo investendo sull’accessibilità. Abbiamo incrementato i voli sull’aeroporto di Reggio Calabria e stiamo lavorando per riaprire quello di Crotone. Oltre al bando di 12 milioni di euro già pubblicato stiamo per presentarne un altro dello tesso importo per aprire a rotte su nuove destinazioni. Comunque – ha precisato il presidente - nella presenza internazionale c’è già una componente determinata dalle scelte che abbiamo fatto. Sono state collegate, infatti, molte realtà europee e stiamo lavorando per espanderci anche nei Paesi dell’Est, Russia e Cina, con collegamenti diretti che ci possono consentire di allungare la stagionalità e per estendere la ciartieristica anche nei periodi di bassa stagione. Stiamo investendo molto sui collegamenti interni e la rete ferroviaria sarà connessa anche con gli aeroporti. Il programma lo abbiamo chiaro. Intendiamo destinare le risorse in modo mirato puntando anche sul turismo breve, su quello religioso, su quello legato agli eventi, sul turismo ambientale; vogliamo aiutare gli imprenditori privati ad incentivare i servizi: iniziative che valorizzano un patrimonio vanno intercettate e sostenute”.  Oliverio ha, inoltre, messo in evidenza l’importanza della cura del territorio, della pulizia, della segnaletica e della depurazione. “Su quest’ultimo punto – ha affermato – abbiamo siglato accordi con le Procure, per evitare i sequestri dei depuratori, e trasferito risorse ai Comuni. La proiezione dell’immagine della regione dipende anche da questo. Mettiamo a disposizione risorse anche per migliorare le strutture ricettive perché la domanda turistica spinge sempre più sulla qualità. Non perdiamo di vista neanche l’importanza della formazione del personale, una leva che può far emergere anche il sommerso, il lavoro nero”. “Il primo attrattore turistico ha proseguito il presidente -  è quello dei beni culturali. Stiamo lavorando e investendo sul percorso della Magna Grecia per rendere fruibili i siti e nel mese di agosto con il ministero delle infrastrutture siglato un accordo per investire sulla più grande ciclovia del Mediterraneo, la ciclovia della Magna Grecia, appunto. Tra l’altro sono previsti investimenti per la riqualificazione dei borghi e per renderli fruibili. Questa – ha detto infine Oliverio -  è la strada che abbiamo imboccato. Siamo aperti a suggerimenti e proposte se sono costruttive”. “Quello del turismo – ha detto la sottosegretaria Bianchi nel concludere i lavori -  è il settore che fa parlare della Calabria in maniera positiva. Molte cose sono state fatte, molte risorse allocate. Dobbiamo però pensare al turismo come ad  un’industria. Non dobbiamo improvvisare ma programmare. Il brand  Italia è quello che funziona nel mondo e lo dimostrano i numerosi siti Unesco e i Cammini. Con il ministri Franceschini e Delrio abbiamo firmato un Piano per la mobilità turistica. Il turismo – ha aggiunto - è sostenibilità: deve avere un impatto ridotto sul territorio e migliorare la qualità della vita soprattutto per le persone che ci vivono; è formazione: bisogna aprire a nuove professioni che determinano anche un aumento dell’occupazione. È necessario istituire anche una Cabina di regia sui fondi Por per velocizzare le procedura e spendere le risorse e spenderle bene. Sulla stagionalità – ha concluso la Bianchi -  propongo di emanare  ‘il bando lungo estate’, così come ha già fatto la Sardegna, con l’obiettivo di aiutare le imprese ad ammortizzare i costi. Il turismo è fattore di economia e sviluppo e merita l’interesse delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini”.
Nel 2016 i comuni dell'area Po in Emilia-Romagna hanno totalizzato oltre 3 milioni di presenze e quasi 800 mila arrivi. Insomma il Grande Fiume richiama sempre più appassionati fra addetti ai lavori e vacanzieri slow, con numeri incoraggianti per gli arrivi che crescono dell’8% per il mercato italiano e del 6% per quello straniero. Per questo la VIII Borsa del turismo fluviale e del fiume Po, che si è tenuta a Guastalla e Gualtieri in provincia di Reggio Emilia (dal 28 settembre al 1 ottobre)si è rivelata un appuntamento di grande rilievo anche per i flussi da oltre confine: lo testimoniano anche i quattro operatori dall’Europa dell’Est (Ungheria, Repubblica Ceca, Lituania e Russia) tra i 25 provenienti da 16 Paesi europei che per la prima volta hanno partecipato all’evento. La Borsa ha rappresentato "un'opportunità concreta di promozione e valorizzazione dei territori d’area vasta, come disciplina la nuova legge regionale sul turismo 4/2016–  ha detto l’assessore al turismo regionale Andrea Corsini, commentando l’iniziativa–, sia per quanto riguarda il mercato interno che quello internazionale, come attestano i numeri delle precedenti edizioni. Un’iniziativa, dunque, rilevante in termini di flussi turistici e significativa per l’impatto economico che produce sull’economia delle località coinvolte".Due i convegni di particolare interesse: "Cammini, borghi, cibo nelle terre del Po", sulle strategie di valorizzazione turistica nazionali e regionali del Grande Fiume (venerdì 29 settembre, ore 10, Palazzo Bentivoglio, Gualtieri), con la presenza di rappresentanti di Mibact e Regione Emilia-Romagna, e "Navigando da Locarno a Venezia". Molti gli appuntamenti per il pubblico: da Viaggio a Gualtieri con spettacoli, visite guidate e aperture straordinarie, enogastronomia tipica e percorsi naturalistici (www.viaggioagualtieri.it) a Novellara Balsamica, la grande festa dedicata all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (www.comunedinovellara.it). come si è detto oltre 3 milioni di presenze e arrivi in crescita Secondo le stime del Cst (Centro Studi Turistici) di Firenze, nel 2016 i Comuni dell’area Po dell’Emilia-Romagna hanno realizzato, nei loro 725 esercizi (141 alberghi e 584 strutture extralberghiere), 3,089 milioni di presenze. Ammontano invece a 779.000 gli arrivi con una durata media dei soggiorni rispettivamente di 3,6 per il mercato italiano e 4,7 notti per quello estero. Nei Comuni emiliano-romagnoli bagnati dal Po si concentra il 31.4% degli esercizi e il 60,8% dei posti letto totali delle quattro province (Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara). Se il 60% della capacità ricettiva extralberghiera è offerta dai campeggi, oltre la metà dei posti letto alberghieri è costituita da hotel a 3 stelle, mentre i 4 stelle sono a quota 25,3%. A livello nazionale, il movimento turistico nei Comuni italiani che si affacciano sul Po ha totalizzato 9,9 milioni di presenze e 3 milioni di arrivi, con una durata media del soggiorno di 3,3 notti.
Il 21 settembre ha preso il via stamani ad Assisi la prima edizione di “Wonder ways in Assisi – Cammini in fiera”, la quattro giorni dedicata ai cammini religiosi e naturalistici che si svolge nella città di San Francesco che ha consentito di"fare un salto di qualità per puntare ad una vera e propria strutturazione dei cammini in prodotto turistico” - ha detto il vicepresidente della Regione Umbria con delega al Turismo, Fabio Paparelli, durante la tavola rotonda dal titolo “Sviluppo della rete dei cammini: quale ruolo per gli enti pubblici?” alla quale hanno preso parte tra gli altri, il dottor Paolo Piacentini del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il vescovo ausiliare di Perugia e presidente del Consorzio Umbria & Francesco's Ways, monsignor Paolo Giulietti, e l’assessore al Turismo del Comune di Assisi, Eugenio Guarducci. A seguire subito dopo la tavola rotonda, si è tenuta la cerimonia del taglio del nastro. Nel corso dell’incontro Paparelli ha ricordato che già lo scorso anno 5 cammini del centro Italia (Via di Francesco, Cammino Francescano della Marca, Cammino di San Benedetto, Via Francigena e Via Amerina) sono stati percorsi da giornalisti e bloggers provenienti da tutto il mondo per 412 km complessivi. Tutto questo è stato “Italian wonder ways” con le regioni Umbria, Lazio, Toscana e Marche “artefici e protagoniste di quello che sicuramente ha rappresentato, su scala nazionale, l’evento più importante dell’anno nazionale dei Cammini indetto dal Mibact nel 2016, grazie ad una manifestazione che è risultata estremamente significativa nel far conoscere e promuovere l’importantissima rete degli itinerari del Centro Italia”. Quest’anno, sulla base della precedente “proficua esperienza”, la città di Assisi si è impegnata pertanto ad organizzare la seconda edizione dell’evento, questa volta con protagonisti “36 tour operator arrivati da tutti e 5 i continenti che hanno percorso nei giorni scorsi – ha ricordato l’assessore Paparelli – i cammini per iniziare a testarli e per essere poi in grado di promuoverli e di ‘venderli’, perché l’obiettivo che dobbiamo perseguire è quello di strutturare sempre di più questo prodotto turistico e farlo conoscere per renderlo quindi commerciabile”.
“Wonder ways in Assisi – Cammini in fiera”, alla sua prima edizione, ha avuto come obiettivo quello di promuovere i cammini italiani: sia quelli religiosi e spirituali rivolti ai pellegrini sia quelli di carattere ambientale da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo. Per quattro giorni Assisi sarà quindi la “capitale italiana dei cammini” con “Wonder ways in Assisi” che si caratterizza pertanto come il primo salone dedicato a questo segmento turistico accendendo i riflettori sul settore - che sempre più sta assumendo una valenza nazionale perché di grande impatto dal punto di vista turistico, tanto da aver registrato nel 2016 la celebrazione dell’anno nazionale dei Cammini - con iniziative, escursioni ed esperienze per pellegrini, trekkers, cicloturisti e famiglie. Il format dell’evento ha previsto una prima parte dedicata per incontri tra gli operatori italiani ed internazionali presenti (oggi e domani) e una seconda con l’apertura del salone al pubblico (23 e 24 settembre).
“Wonder ways in Assisi” è un’iniziativa che vede coinvolti diversi soggetti pubblici (Comune, Regione, Cei), oltre che privati (associazioni e operatori) che compongono il mosaico di figure che alimentano, intorno ai cammini, una sempre più ricca offerta culturale e turistica, oltre che spirituale. Si tratta in pratica di un contenitore definito come “la prima fiera nazionale dei cammini”, con dibattiti, momenti di approfondimento, appuntamenti espositivi e operativi, come workshop, oltre che di conoscenza e comunicazione. Nel corso dell’incontro sono stati forniti i dati sull’andamento del turismo dei cammini: per quanto riguarda solo la Via di Francesco ad Assisi, il primo luogo nato su un cammino italiano dove si raccolgono dati quantitativi e qualitativi relativi alle presenze dei soli pellegrini (senza considerare quindi chi si mette in cammino senza una motivazione strettamente religiosa), si è passati dai 1.600 del 2015 ai 3.160 del 2016, con numeri per il 2017 che già evidenziano un incremento di presenze.
 
 


( sm / 15.11.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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