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n. 3278 - martedì 28 novembre 2017

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Istat: dal 2008 al 2016 nascite diminuite di oltre 100mila unità

(Regioni.it 3278 - 28/11/2017) Diminuiscono le nascite nel nostro Paese. Dal 2008 al 2016 sono diminuite di oltre 100 mila unità. Lo rileva l’Istat, nel rapporto natalità e fecondità, indicando come nel 2016 in Italia siano nati 473.438 bambini. Sono oltre 12mila in meno rispetto al 2015.
Il calo interessa soprattutto le nascite da coppie di genitori entrambi italiani. Tra i fattori indicati dagli esperti in merito al calo dovuto alle donne italiane in età riproduttiva c’è il fatto che sono sempre meno numerose ed hanno anche una propensione decrescente ad avere figli. A questo si aggiunge che continua a calare la fecondità delle donne in Italia: 1,34 figli in media. Ma nel contempo scende anche quella delle donne straniere: “La riduzione del numero medio di primi figli per donna tra il 2010 e il 2016 è responsabile per il 57% del calo complessivo della fecondità delle donne italiane e per il 70% di quello delle donne straniere”.
“Nel 2016 – evidenzia ancora l’Istat - si conferma la tendenza alla diminuzione della fecondità in atto dal 2010. Il numero medio di figli per donna scende a 1,34 (1,46 nel 2010). Le donne italiane hanno in media 1,26 figli (1,34 nel 2010), le cittadine straniere residenti 1,97 (2,43 nel 2010)”.
Si osserva uno spiccato aumento della quota di donne senza figli: “nella generazione del 1950 tale quota è stata dell'11,1%, nella generazione del 1960 del 13% e in quella del 1976 si stima che raggiungerà (a fine del ciclo di vita riproduttiva) il 21,8%”.
La quota più elevata di nati da genitori non coniugati si osserva nel Centro (35,6%), seguito dal Nord-est (33,7%). Tra le regioni del Centro spicca la Toscana (37,1%), mentre tra le regioni del Nord la proporzione più alta di nati fuori dal matrimonio si registra nella Provincia autonoma di Bolzano (47,3%, il valore più alto a livello nazionale). Sud e Isole presentano incidenze di nati fuori dal matrimonio molto più contenute, con le percentuali più basse in Basilicata (18,4%) e Calabria (18,8%). Il valore della Sardegna (37,4%) supera invece la media del Centro-Nord. “Se consideriamo solo i nati da genitori entrambi italiani, quasi un nato su tre ha genitori non coniugati, con una distribuzione territoriale sostanzialmente analoga a quella del totale dei residenti”.

Con il 53,6% sono quattro le comunità che rappresentano il totale dei nati stranieri: “Al primo posto per numero di nati stranieri iscritti in anagrafe si confermano i bambini rumeni (15.417 nati nel 2016), seguiti dai marocchini (9.373), dagli albanesi (7.798) e dai cinesi (4.602)”.
L’incidenza delle nascite da genitori entrambi stranieri è notoriamente molto più elevata nelle regioni del Nord (circa 20,8%), dove la presenza straniera è più stabile e radicata e, in misura minore, in quelle del Centro (16,9%); nel Mezzogiorno l’incidenza è molto inferiore rispetto al resto d’Italia (5,7% al Sud e 5,1% nelle Isole). Nel 2016 è di cittadinanza straniera circa un nato su quattro in Emilia-Romagna, quasi il 22% in Lombardia, circa un nato su cinque in Piemonte, Veneto, Liguria e Toscana. La percentuale di nati stranieri è decisamente più contenuta in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno, con l’eccezione dell’Abruzzo dove supera il 10%.
Si avvicinano i livelli di fecondità tra le ripartizioni geografiche, in particolare tra il Centro (1,31 figli per donna) e il Mezzogiorno (1,29 circa nel 2016). L’indicatore di fecondità è più elevato per le residenti nelle Province Autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 1,76 e 1,52 figli per donna), seguite dalla Lombardia (1,42).
I tassi di fecondità delle donne italiane mostrano invece una minore variabilità sul territorio: “il più elevato numero medio di figli per donna si registra nella Provincia autonoma di Bolzano (1,67) tra le regioni del Nord, nel Lazio (1,29) tra quelle del Centro e in Campania (1,33) e Sicilia (1,30) tra quelle del Mezzogiorno. Si tratta comunque di livelli bassissimi. Ad eccezione dell’Abruzzo, in tutte le regioni del Mezzogiorno la fecondità delle donne italiane è anche inferiore ai valori osservati nel 1995, anno di minimo assoluto della fecondità per il nostro Paese (1,19 figli per donna)”.




( gs / 28.11.17 )
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