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n. 3280 - giovedì 30 novembre 2017

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Istat: ultimi dati su inflazione, disoccupazione e migrazione residenti

(Regioni.it 3280 - 30/11/2017) L’Istat ha pubblicato i dati sia sulla disoccupazione e sull’inflazione. In questi ultimi mesi sono stabili in entrambi i casi. Sono stati pubblicati anche i dati sulla migrazione dei residenti in Italia.
In particolare il tasso di disoccupazione a ottobre è rimasto stabile rispetto a settembre all'11,1%, ma ha segnato un calo dello 0,6% sullo stesso mese del 2016.
A ottobre gli occupati in Italia erano 23.082.000 in calo di 5.000 unità su settembre e in aumento di 246.000 unità su ottobre 2016.
Rispetto a ottobre 2016 il tasso di occupazione è cresciuto di 0,7 punti percentuali. Il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni è stabile al 34,5% rispetto a settembre e in calo di 0,3 punti rispetto a ottobre 2016.
Mentre i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, sono
aumentati a novembre dello 0,2% su base mensile e dell'1,5% su base annua (da +1,7% a ottobre).
L'Istat rileva anche la crescita del prezzo della benzina: a novembre i prezzi della benzina sono cresciuti dell'1% rispetto a ottobre e del 4,2% rispetto a novembre 2016 (a ottobre era +3,6% annuo). I prezzi dei beni energetici nel complesso sono cresciuti dello 0,7% su ottobre e del 4,4% sull'anno. La crescita è dovuta soprattutto ai prezzi degli energetici non regolamentati che hanno segnato una crescita mensile dell'1,3% e una annuale del 5,0%.
Su base annua si registra un aumento per gli alimentari dell'1,9% e dei prezzi dell'abitazione del 2% (+0,1% di questi prezzi sul mese). I servizi recettivi e di ristorazione segnano un +1,1% su novembre 2016 mentre si registra un calo dei prezzi dell'istruzione su novembre 2016 del 16,2% dovuto alle misure contenute nella legge di Bilancio per il 2017 che ha previsto una no tax area fino a redditi di 13.000 euro per l'Isee familiare.
Per quanto riguarda invece la stabilità dell’occupazione nell’ultimo mese, l’Istat spiega che “è frutto di un calo tra i 25-49enni e di un aumento tra gli ultracinquantenni. L’occupazione è stabile per entrambe le componenti di genere. Risultano in aumento i dipendenti a tempo determinato, stabili i permanenti, in calo gli indipendenti”.
Nel periodo agosto-ottobre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +73 mila) che interessa uomini e donne e si concentra soprattutto tra gli over50, in misura più lieve anche tra i 15-34enni, mentre i 35-49enni sono ancora in calo. L’aumento è determinato esclusivamente dai dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e gli indipendenti.
Gli emigrati di cittadinanza italiana nati all'estero ammontano a circa 28mila (+19% rispetto all'anno precedente): il 50% torna nel Paese di nascita, il 43% emigra in un Paese dell'Unione europea, il restante 7% si dirige verso un Paese terzo non Ue.
Le principali mete di destinazione per gli emigrati di cittadinanza italiana si confermano il Regno Unito (21,6%), la Germania (16,5%), la Svizzera (9,9%) e la Francia (9,5%).
In aumento i laureati italiani che lasciano il Paese, sono quasi 25mila nel 2016 (+9% sul 2015) anche se tra chi emigra restano più numerosi quelli con un titolo di studio medio-basso (56mila, +11%).
"Dopo tre anni di calo - spiega l'Istat - tornano a crescere i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale, che nel 2016 hanno coinvolto 1 milione 331mila individui (+4% sul 2015), con trasferimenti per lo più di breve e medio raggio. Nel 76% dei casi avvengono tra Comuni della stessa regione (1 milione 6mila).
All'aumento dei trasferimenti di residenza interni contribuiscono anche i cittadini stranieri: i loro spostamenti sono stati in tutto 230mila, circa 27mila in più rispetto al 2015.



( gs / 30.11.17 )
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