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n. 3283 - mercoledì 6 dicembre 2017

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ZES: Oliverio su zone economiche speciali

Interventi di De Vincenti e Mazzarano

(Regioni.it 3283 - 06/12/2017) La Conferenza delle Regioni ha espresso – nel corso della Conferenza Unificata del 6 dicembre - un parere con raccomandazioni in merito allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sull’istituzione di zone economiche speciali (ZES). Sul tema è intervenuto il presidente della regione Calabria, Mario Oliverio, spiegando che sono state accolte le proposte della Giunta regionale.
Oliverio esprime così soddisfazione “per l'approvazione, da parte della Conferenza Unificata della proposta del DPCM relativo alla istituzione delle ZES. La Conferenza ha accolto ed approvato nostre proposte migliorative del testo presentato dal Governo che ci consentono di definire una proposta di Zes piu' rispondente agli obiettivi di crescita e di sviluppo della nostra regione.
Infatti, nel rispetto della norma vigente, che vincola la istituzione della Zes alla presenza di una infrastruttura portuale classificata TEN-T, abbiamo proposto ed ottenuto di inserire nel DPCM che "la Zes e' di norma composta da territori quali aree portuali, retroportuali, anche di carattere produttivo ed aeroportuali. Abbiamo anche proposto e ottenuto che la superficie da destinare ad ogni Zes sia determinata da due criteri: popolazione ed estensione territoriale delle singole regioni interessate, modificando cosi la proposta iniziale che prevedeva il solo criterio della densità di popolazione”.
“Sono questi importanti risultati migliorativi – afferma Oliverio - che ci consentiranno di lavorare per definire una proposta di Zes che, assumendo come centrale Gioia Tauro, potrà essere articolata anche ad altre aree portuali e retroportuali oltre che aeroportuali della nostra regione, nell'ambito della superficie complessiva che sara' determinata dai criteri prima richiamati”.
"Soddisfatto" anche il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti per il via libera all'istituzione delle Zes, zone economiche speciali: “Ringrazio Regioni, Comuni e Province per il lavoro costruttivo fatto insieme e per gli utili suggerimenti di correzione e miglioramento del testo che hanno formulato. Dopo questo prezioso contributo, l'iter del provvedimento potrà essere completato e quindi le Regioni saranno nelle condizioni di avanzare le loro proposte”.
Le Zone Economiche Speciali vanno intese "come aree geograficamente limitate e chiaramente identificate, nelle quali le imprese potranno beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo territoriale (credito d'imposta per investimenti fino a 50 milioni di euro e semplificazioni amministrative per favorire gli investimenti). Potranno così ricoprire un ruolo centrale nel processo di ripresa delle economie del Mezzogiorno, attraverso un rafforzamento della rete portuale presente nelle regioni meridionali”.
Sulla base delle esperienze internazionali e nazionali, "sono state previste misure incentivanti per investimenti strategici in grado di attrarre grandi imprese nazionali e multinazionali nelle aree portuali e retro-portuali del Mezzogiorno, aumentare il livello di occupazione, incrementare l'attrattività nelle regioni interessate, creare nuovi modelli di produzione e diversificazione economica".
Al fine di attuare le misure per lo sviluppo industriale, ogni singola proposta di ZES avrà un proprio Piano Strategico per consentire alle imprese già esistenti ed alle nuove che si insedieranno, l'avvio del programma di investimenti. Le proposte, in base a quanto prevede il DPCM, potranno essere formulate dalle Regioni interessate dal provvedimento: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Ma la regione Puglia si dice pronta per la realizzazione del Piano Strategico delle Zes, puntualizzando però che per la Puglia “30 chilometri quadrati non sono sufficienti, perchè siamo l'unica regione italiana insieme con la Sicilia, ad avere due porti Core, e cioe' porti strategici nella rete trans europea”, dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano.
“I criteri adottati dal governo – spiega Mazzarano - per individuare la dimensione delle superfici delle aree da destinare a Zone Economiche Speciali rischiano di non soddisfare le attese della Puglia che dovra' dividere tra due porti gli stessi ettari ottenuti dalle altre Regioni con un solo porto. Per meglio comprendere le nostre ragioni, basti pensare che il solo sito industriale di Brindisi ha uno sviluppo costiero di 30 chilometri quadrati”.






( gs / 06.12.17 )
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