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n. 3284 - giovedì 7 dicembre 2017

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Istat: disoccupazione stabile, cresce il numero dei lavoratori a termine

Zingaretti: aumento dell'occupazione nel Lazio, è il doppio rispetto al dato nazionale

(Regioni.it 3284 - 07/12/2017) L’Istat ha pubblicato di recente diversi dati sull’andamento economico della nostra economia. Per ultimo quello sulla disoccupazione nel terzo trimestre dell’anno, riscontrando che il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all'11,2%, lo stesso livello del trimestre precedente. Tale tasso risulta stazionario dopo due cali consecutivi. Le persone al lavoro sono aumentate di 79mila unità rispetto ai tre mesi precedenti (+0,3%) e 303mila sul 2016 (+1,3%). La percentuale di occupazione (58,1%) è la più alta dal primo trimestre del 2009. Nuovo record storico per i dipendenti a tempo determinato che sono 2.784.000 (+3,9% su base congiunturale e +13,4% annuo). In un anno gli 'scoraggiati' sono 100mila in meno ma il loro numero resta ancora elevato, pari a 1 milione 651 mila.
“La dinamica tra il terzo trimestre del 2017 e lo stesso periodo dell'anno precedente porta a una crescita di 303 mila occupati (+1,3%) circoscritta ai dipendenti (+2,3%), soprattutto a termine, a fronte di una nuova diminuzione degli indipendenti (-1,8%). L'incremento in termini assoluti è più consistente per gli occupati a tempo pieno. Il tempo parziale aumenta soprattutto nella componente volontaria. La crescita dell'occupazione riguarda entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Mezzogiorno”.
C’è comunque un maggiore ingresso nell'occupazione dei disoccupati, soprattutto tra i giovani, di individui con elevato livello di istruzione, e tra i residenti nel Nord.
“Dal lato delle imprese – spiega l’Istat - si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti pari all'1% sul trimestre precedente, sintesi della crescita sia dell'industria sia dei servizi. Del medesimo segno sono le variazioni delle ore lavorate per dipendente, che crescono rispetto al trimestre precedente (+0,4%) e su base annua (+0,1%), mentre continua la flessione del ricorso alla Cassa integrazione. Proseguono, inoltre, i segnali di crescita nel tasso dei posti vacanti, che aumenta di 0,1 punti percentuali sul trimestre precedente. In termini congiunturali si registra un aumento dello 0,3% delle retribuzioni e dello 0,7% degli oneri sociali e, quale loro sintesi, una crescita dello 0,4% del costo del lavoro”.
Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, commenta che per la sua regione “è una bella giornata dedicata a tutti coloro che cercano lavoro e che a volte lo fanno rischiando di perdere la speranza. I dati usciti dimostrano che c'è un aumento dell'occupazione nel Lazio il doppio rispetto al dato nazionale”, e aggiunge che questo dato “segue quello degli incassi sul turismo che sono il triplo di quelli italiani e i dati dell'export che sono il doppio rispetto al dato nazionale. È un terzo segnale positivo che ci deve far rimanere molto calmi e fermi nel continuare perché c'è molto da fare ma è il segno che ci dice che non dobbiamo mollare”.
Tra i dati pubblicati dall’Istat c’è anche quello sulla povertà. Nel 2016 in Italia l'Istat stima che oltre 18 milioni le persone sono a rischio povertà o esclusione sociale, stiamo parlando di circa il 30% della popolazione. Ma si registra anche una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d'acquisto delle famiglie, ma aumenta anche la disuguaglianza economica.
L’Istat vede anche un rafforzamento della crescita economica: “L'elevata diffusione della fase espansiva tra i settori produttivi, le aspettative positive sia sull'evoluzione del mercato del lavoro sia sugli ordini, trovano riscontro nell'evoluzione dell'indicatore anticipatore”, 'spia' l'andamento futuro, “che continua ad aumentare confermando il rafforzamento delle prospettive di crescita a breve termine".
Quindi "si consolida la crescita dell'economia", sostenuta dalla ripresa dell'"accumulazione del capitale": gli investimenti fissi lordi "hanno segnato una forte accelerazione".

 



( gs / 07.12.17 )
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