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n. 3284 - giovedì 7 dicembre 2017

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Rossi discute con Juncker sul futuro delle politiche di coesione

Manifestazione a Bruxelles con tutte le regioni dell'Europa, per l'Europa

(Regioni.it 3284 - 07/12/2017) “Una manifestazione a Bruxelles con tutte le regioni dell'Europa, per l'Europa”. Sulle politiche di coesione europee serve una mobilitazione delle regioni. Lo sostiene Enrico Rossi, presidente della regione Toscana dopo aver incontrato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, insieme a una delegazione della Conferenza delle regioni periferiche e marittime (Crpm), di cui Rossi è vicepresidente.
Rossi ha dibattuto in particolare il tema del contributo della politica di coesione “per un'Europa sociale e l'importanza del mantenimento del Fondo Sociale Europeo (FSE) all'interno dei fondi strutturali" e ha portato l'esempio del Progetto Giovanisì, finanziato in gran parte dal FSE, che è stato un buon esempio di sinergia tra fondi (FSE+FESR+FEASR) e che ha ispirato Garanzia Giovani, come più volte riconosciuto dalla Commissione europea.
La mobilitazione deve servire pertanto a difendere le politiche di coesione europea.
“E’ importantissimo essere stati ricevuti. – spiega Rossi - Juncker ha detto di essere a favore delle politiche di coesione, tuttavia è evidente che in questa situazione non può garantirle”.
Così Rossi afferma di credere che “il punto fondamentale sia che l'Europa si rafforzi anche attraverso entrate proprie nel bilancio".
L'Europa è come una bicicletta con due ruote: "La metafora più efficace per riassumere l'incontro di oggi - aggiunge Rossi - è quella di una bicicletta, con una ruota che rappresenta il mercato, la concorrenza e la competizione, e con l'altra ruota che corrisponde alle politiche di coesione che hanno il ruolo di bilanciare gli squilibri naturali che il mercato unico comporta. Se una delle due ruote viene meno, si cade e ci si fa male".
La forte preoccupazione quindi è dei possibili tagli ai fondi strutturali dopo il 2020, perché “se viene meno la politica di coesione, rimane solo l'Europa dei mercati e a noi questa Europa non può piacere”.
Si evidenzia così come nel periodo 2021-2027 l'Italia, secondo le prime simulazioni fatte dai servizi della Commissione Ue, potrebbe perdere rispetto a oggi tra i 12 e i 42 miliardi di fondi strutturali. A cui si potrebbe aggiungere, secondo analoghe simulazioni, una riduzione tra i 3,4 ai 9,7 miliardi dei fondi Ue destinati all'agricoltura nazionale.
“L'Europa – rileva Rossi - dovrebbe avere il coraggio di prevedere un bilancio post 2020 più ambizioso e con la quota destinata alla politica di coesione almeno uguale a quello attuale. Mario Monti ha più volte suggerito che le risorse supplementari potrebbero essere trovate con una tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax) o sulle emissioni di C02”.



( gs / 07.12.17 )
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