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Regioni.it

n. 3286 - martedì 12 dicembre 2017

Sommario
- Corecom: accordo Regioni-Agcom
- Sciopero medici: Saitta, Rossi e Ceriscioli
- Istat: bene l'export delle regioni
- "Connettere l’Italia": il piano strategico per la mobilità del Paese
- Conferenza Unificata il 14 dicembre
- Conferenza Stato-Regioni il 14 dicembre

+T -T
"Connettere l’Italia": il piano strategico per la mobilità del Paese

Bonaccini: siglato patto sul trasporto sostenibile per la Regione Emilia-Romagna

(Regioni.it 3286 - 12/12/2017) "Connettere l’Italia" è il nuovo piano strategico per la mobilità del Paese presentato per far fronte al ritardo rispetto agli altri paesi europei sulla mobilità urbana e locale.  Si tratta di un Piano per le linee Metro, Tram e Ferrovie che in 3 anni ha stanziato per nuove linee 10 miliardi, dopo che nei 20 anni precedenti gli investimenti di tutti i Governi messi insieme sono ammontanti ad appena 12 miliardi complessivi.  Gli ingenti investimenti di questi ultimi tre anni hanno portato dal 2014 ad oggi 27,4 Km di nuove metropolitane con 35 nuove stazioni e 31,8 Km di nuove tramvie con 67 nuove fermate. E sono in corso di realizzazione 63 Km di nuove metropolitane per 74 nuove stazioni e 27,3 Km nuove tramvie/filobus con 117 nuove fermate.
Ancora più impegnativo il piano mezzi pubblici: negli ultimi 3 anni, invece, sono stati messi a disposizione dal Governo, circa 8 miliardi per il rinnovo del 50% del parco autobus circolante. Nei prossimi 18 mesi entreranno in servizio 5/6.000 autobus a cui faranno seguito dal 2019 al 2033 2.000 autobus/anno, a cui si aggiungono 250 treni entro il 2022 e 300 milioni per nuovi mezzi navali destinati al trasporto pubblico locale.
Molte sono le misure adottate dal Mit in questi tre anni, dalle gare come metodo abituale degli affidamenti, alle misure per disservizi e per contrastare il mancato pagamento del biglietto, ai nuovi criteri per il riparto del Fondo per il trasporto pubblico alle Regioni, con nuovi criteri di riparto che guarderanno anche alla qualità dei servizi superando la spesa storica. Da ultimo la Legge di Bilancio 2018 in corso di approvazione prevede un cambiamento significativo: per la prima volta sono previste agevolazioni fiscali per utenti del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento alle grandi aree urbane: detraibilità al 19% dall’imposta lorda delle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di TPL, regionale e interregionale su un costo annuale complessivo sino a 250 euro; introduzione del “buono TPL”, stabilendo che le somme rimborsate dal datore di lavoro o direttamente sostenute da quest’ultimo per l’acquisto di abbonamenti del dipendente e dei familiari, per effetto della contrattazione integrativa aziendale di imprese e organizzazioni pubbliche, non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente.
Le nuove regole, dopo vent’anni dall’ultima riforma, consentono e stimolano una transizione verso una vera concorrenza fra gli operatori dei servizi su gomma e su ferro ed una gestione finalmente industriale della filiera. Le detrazioni fiscali alle famiglie e ai datori di lavoro sugli abbonamenti spingono ad un uso più intenso e più conveniente del trasporto pubblico. Ma il successo di queste politiche, la svolta definitiva della mobilità quotidiana, non sarà possibile senza il ruolo attivo e centrale di Regioni, Città metropolitane e Comuni ai quali è affidata la responsabilità del trasporto pubblico locale. È per questo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con Anci, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Bologna Città Metropolitana e Ram, ha voluto questi Stati Generali: per informare del lavoro di questi tre anni ma soprattutto per affidare il testimone di queste politiche alle regioni e agli enti locali, alle imprese e ai lavoratori.
E proprio nel corso degli Stati generali del trasporto pubblico sono state presenattre importanti novità per l'Emilia-Romagna. Dal gennaio 2019 si arrivera' poi ad un'azienda unica per il trasporto ferroviario dell'Emilia-Romagna, che riunira' i due gestori del servizio di trasporto su ferro, Trenitalia e Tper. Mentre per quanto riguarda la gestione delle infrastrutture, e' stata firmata un'intesa tra Regione, Fer (attuale gestore regionale) e Rfi (gestore della rete nazionale) per avviare il percorso di trasferimento a Rfi della gestione di tutti i 1.400 chilometri di rete ferroviaria dell'Emilia-Romagna. In prospettiva, l'obiettivoè  quello di trasferire allo Stato l'intera rete ferroviaria, "per adeguarla dal punto di vista tecnologico e innalzarne il livello di sicurezza attraverso un piano decennale di investimenti da oltre un miliardo di euro contenuti nel masterplan allegato all'intesa".
Il prossimo passaggio sara' nel 2018 la riclassificazione da parte del Governo, d'intesa con le Regioni, delle tratte regionali a ferrovie d'interesse nazionale (che qui potrebbe riguardare la Parma-Suzzara-Ferrara; la Bologna-Portomaggiore; la Casalecchio-Vignola; la Reggio Emilia-Sassuolo; la Reggio Emilia-Guastalla), per giungere nel 2019 al subentro da parte di Rfi nella gestione di tutte le linee regionali ed entro il 2020 al trasferimento allo Stato, con un risparmio da parte della Regione dei relativi costi. "Abbiamo approvato un piano di investimenti da quasi 2 miliardi di euro- spiega il presidente della Regione Stefano Bonaccini - e abbiamo una riforma globale definita attraverso un percorso virtuoso di concertazione tra pubblico e privato, che garantisce il 27% del servizio. È un'assunzione collettiva di responsabilita' attraverso la definizione di obiettivi e tappe comuni, per promuovere e rafforzare il sistema dei trasporti pubblici e la cultura della mobilità sostenibile".

Le slide presentate presentate a Boiogna(cliccare per visulaizzare i contenuti)








 


( red / 12.12.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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