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Regioni.it

n. 3292 - mercoledì 20 dicembre 2017

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 21 dicembre
- Stato-Regioni e Unificata: integrati gli ordini del giorno del 21 dicembre
- Istat: rapporto sui conti economici regionali 2016
- Ilva: confronto serrato tra Calenda ed Emiliano
- Corte costituzionale su corretti bilanci regionali
- Protezione civile: parere del Consiglio di Stato sulla riforma
- Sanità: Marche, ottimi risultati su erogazione Lea
- Autonomia: Zaia, confronto positivo con il Governo

+T -T
Ilva: confronto serrato tra Calenda ed Emiliano

(Regioni.it 3292 - 20/12/2017) Continuano le polemiche sull’Ilva. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ritorna sul tema dopo un tavolo istituzionale di confronto, sottolineando che se permane la misura sospensiva presentata al Tar insieme al ricorso da Comune di Taranto e regione Puglia “e il 9 gennaio venisse accolta, inizia il processo di spegnimento dell'Ilva”.
Calenda aggiunge che se il Comune e la regione Puglia non ritirano il ricorso al Tar “il tavolo è concluso”.
“Abbiamo chiarito, una volta per tutte - aggiunge Calenda - che l'accettazione della misura cautelare presentata da Comune e Regione determina la chiusura dell'impianto Ilva perché scadono i termini Aia, su questo il ministero dell'Ambiente è stato tassativo”.
Secondo Calenda se il ricorso venisse accolto "anche con il ritiro della misura cautelare, la presenza di un giudizio di merito dei giudici che può arrivare anche dopo 2-3 anni, determina la sospensione degli investimenti dell'investitore che perderebbe tutti i soldi che ha investito”.  
Ergo - spiega il ministro, “l'investitore dice: io rimango se non si ritira ricorso, ma lo Stato mi deve garantire che se il Dpcm viene invalidato da ricorso, mi ridà uno per uno tutti i soldi spesi”.
Per Calenda “non si può accettare che la valutazione del danno sanitario venga fatta sulla base di una legge regionale quando la corte costituzionale ha detto che va fatta su una legge nazionale" e nemmeno "che si dica - come è stato fatto da Emiliano - "intanto ritiro la misura cautelare, ma ricorso al Tar lo lascio in piedi", perché questo comporta un costo per stato di 2,2 miliardi di euro”.
Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, risponde che il tavolo può proseguire anche senza Calenda. Al tavolo istituzionale per l'Ilva di Taranto – spiega Emiliano - "il clima era positivo da parte di tutti, tutti interventi positivi, poi a un certo punto c'è stato uno scambio di messaggi, non so bene, tra De Vincenti e Calenda e Calenda ha avuto una crisi isterica, si è alzato ha fatto un intervento durissimo ed è andato via. Cosa sia accaduto lo spiegherà lui”.
Emiliano quindi aggiunge: "noi abbiamo anticipato che avremmo revocato le richieste cautelari e presentato i punti su cui non eravamo d'accordo”.
"Resta ferma la richiesta di tutta la documentazione che ad oggi non è stata ancora integralmente consegnata all’Amministrazione regionale - dichiara Emiliano - Fino a quando non verranno ripristinate le condizioni di fiducia istituzionale tra Regione e Governo, il ritiro del ricorso sarebbe una grave imprudenza in quanto la Regione perderebbe l’unico mezzo che, allo stato, le consente di esercitare le prerogative costituzionalmente garantite.
Pertanto, la sola pendenza del ricorso non può assolutamente provocare la chiusura dell’Ilva annunciata dal Ministro".
Per Emiliano: “Si tratta di puro allarmismo quello di chi utilizza tale argomento non potendo superare nel merito le ragioni poste al tavolo odierno dalla Regione Puglia”. 
“Grazie alla presentazione del ricorso siamo finalmente riusciti a ottenere un tavolo unico dove il sindacato, il Governo, la Regione Puglia, il Comune di Taranto e l’azienda discutono del piano industriale e del piano ambientale -  aveva detto il presidente Emiliano arrivando al Mise, prima dell’inizio dell’incontro – con l'auspicio di avere i documenti che ancora non abbiamo, che ci consentano di discutere in modo costruttivo”.
“Il percorso iniziato e verbalizzato era assolutamente positivo. Noi abbiamo anticipato che avremmo revocato le richieste cautelari – dichiara Emiliano– che è la fase più urgente del procedimento. Resta in piedi il ricorso, che non blocca alcunché. Dire il contrario è senza senso, non è vero che Mittal se ne va. Ho salutato i rappresentati di Mittal all'uscita, ho stretto loro la mano uscendo dal tavolo, dopo la crisi isterica del ministro, e ci siamo riproposti di vederci al più presto. Quello che dice il ministro dal mio punto di vista non è vero". 
"Il ricorso resta in piedi per garantire alla Regione Puglia l’effettiva volontà dei soggetti del tavolo di proseguire con profitto la trattativa, anche al fine di proteggere le legittime istanze regionali da possibili colpi di testa o mutamenti di umore come quelli che si sono verificati oggi.
Sia a tutti ben chiaro che il primo soggetto interessato alla chiusura positiva del tavolo è proprio la Regione Puglia in quanto garante in prima linea del diritto al lavoro, della sicurezza industriale, della tenuta economica della Regione e, soprattutto, della tutela dell’ambiente e del diritto alla salute dei cittadini".



( gs / 20.12.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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