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Regioni.it

n. 3293 - giovedì 21 dicembre 2017

Sommario
- Toti su formazione guide turistiche
- Centri per l'impiego: Grieco, ora un quadro più chiaro e un rafforzamento
- Sanità: Saitta, via libera in Stato-Regioni a due accordi di programma
- Audizione sull'autonomia di Lombardia e Veneto
- Reddito di inclusione (REI): Poletti incontra le Regioni sull'attuazione
- Porto di Monfalcone nell'Autorità Mar Adriatico Orientale

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Audizione sull'autonomia di Lombardia e Veneto

Interventi di Bressa, Maroni e Bertolissi in Commissione parlamentare per le questioni regionali

(Regioni.it 3293 - 21/12/2017) La Commissione parlamentare per le questioni regionali ha svolto un'audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione che permette delle forme di maggiore autonomia, come l’acquisizione di nuove materie da parte delle regioni ordinarie. Si fa particolare riferimento alle recenti iniziative delle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna in tal senso.
“E’ la prima volta che si arriva a uno stato così avanzato di confronto – afferma Bressa - ma, ci tengo a ripeterlo, voler definire tutte e 23 le materie significa in realtà non affrontarne nessuna”.
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianclaudio Bressa ha quindi spiegato che “l'intesa deve essere approvata dal parlamento e tutti noi ci siamo dati appuntamento alla seconda metà di febbraio per fare il punto della situazione”.
“Tutto questo lavoro – aggiunge Bressa - in ogni caso non vogliamo che vada disperso quindi abbiamo messo a punto un meccanismo secondo il quale se nei prossimi mesi ci dovessero essere delle difficoltà ad affrontare questi temi, ebbene tutto ciò dovrà essere motivato. In questa prima fase affronteremo le materie legate a una maggiore autonomia e soltanto in seguito le questioni finanziarie. Do atto alle tre regioni - Veneto, Lombardia e Emilia-Romagna - di aver raggiunto un livello di collaborazione molto serio. L'obiettivo di realizzare uno Stato regionale è un compito difficile dopo la riforma del 2001”.
“Non si prevedono risorse aggiuntive rileva Bressa - rispetto a quelle che attualmente lo Stato spende per l'esercizio di quelle funzioni nei territori regionali. Le risorse restano dunque quelle date. Ma le regioni hanno la possibilità di dimostrare di poterle usarle meglio, magari facendo economie importanti a vantaggio del proprio territorio. Ci sarà, poi, una seconda fase in cui le risorse saranno definite con un parametro di riferimento preciso, che sarà quello dei fabbisogni standard, si badi bene, non dei costi standard. Sarà stabilito, infatti, qual è il valore di una determinata prestazione, da garantire secondo il principio dell'uguaglia su tutto il territorio nazionale. Anche a tutela futura delle regioni da eventuali esigenze di finanza pubblica ed al fine di rendere programmabili nel tempo l'esercizio delle funzioni attribuite, dunque a tutela della nuovo regionalismo in progetto, non ci saranno, trasferimenti di soldi alle regioni, perché il principio su cui si sta lavorando sarà quello della compartecipazione alla quota dei tributi prodotti nel territorio”.
Il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, in audizione alla Commissione parlamentare per le questioni regionali ha sottolineato il riferimento alla 'specialita'' della Lombardia, "che ci ha consentito di chiedere piu' autonomia su tutte le 23 materie previste dalla Costituzione" e quello all'unita' nazionale, che "ha distinto la nostra iniziativa, ad esempio, da quella catalana che si e' svolta pochi giorni prima della nostra consultazione".
Circa la prosecuzione del confronto, Maroni si è detto ottimista: “Sono convinto che da parte del sottosegretario Bressa, che rappresenta il Governo, ci sia la reale intenzione ad arrivare ad un accordo. Un obiettivo cui voglio raggiungere entro la fine di questa legislatura, ben sapendo che poi spettera' al prossimo Parlamento ratificarlo con una maggioranza qualificata”.
Entro la fine di dicembre si stabiliranno le materie, mentre entro la fine di febbraio si dovrebbe 'chiudere' sulla questione delle risorse: “noi - spiega Maroni - puntiamo ad ottenere almeno 14 delle 23 materie richieste. Poi si aprirà il capitolo delle risorse". Un aspetto dirimente, ha osservato, “perche' vogliamo evitare di avere piu' competenze e zero risorse. Non funzionerebbe. Durante la campagna referendaria abbiamo ricordato il dato del residuo fiscale, che in Lombardia è di 54 miliardi all'anno e abbiamo pensato di averne almeno la meta' per finanziare le nuove competenze”.
In commissione bicamerale per le questioni regionali il professor Mario Bertolissi, è intervenuto in rappresentanza della regione Veneto: “Il problema delle risorse è una questione che non riguarda i territori ma i cittadini. Dunque i ragionamenti sulle risorse aggiuntive sono assolutamente delicati perché non concernono il rapporto tra Stato e Regioni quanto invece una analisi degli equilibri generali”.
Secondo il costituzionalista Bertolissi “senza fiscalità autonoma non c'è responsabilità”, tuttavia il negoziato “sta andando molto bene, infatti non ci sono interferenze, quanto invece una leale collaborazione. Il fatto che la legislatura a breve si interrompa è questione di poco conto, perché bisogna vedere le cose al di là dei protagonismi dei territori. Quindi quello che stiamo vivendo è un momento di grande positività”.






( gs / 21.12.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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