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n. 3293 - giovedì 21 dicembre 2017

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Reddito di inclusione (REI): Poletti incontra le Regioni sull'attuazione

Emilia-Romagna e Puglia in prima fila

(Regioni.it 3293 - 21/12/2017) Il 20 dicembre Regioni e Anci hanno discusso presso la sede del ministero del Lavoro e politiche sociali con il ministro Giuliano Poletti dei provvedimenti legati al Rei (Reddito di inclusione), presenti gli assessori  Flavia Franconi (Basilicata), Rita Visini (Lazio), Sonia Palmeri (Campania) e  il presidente dell'Inps Tito Boeri.  
Il Reddito di inclusione è una misura di contrasto alla povertà voluta dal Governo che ora entra nella sua fase di attuazione. Nella riunione si è così fatto il punto sullo stato di avvio sul territorio. E' previsto
accanto al contributo economico anche l'impegno dei servizi sociali e una risposta attiva da parte delle persone coinvolte.
Nella regione Emilia Romagna si parla di "Reddito di solidarietà", con un aiuto per chi è alle prese con pesanti difficoltà economiche. E ci sono già i primi risultati concreti: in due mesi delle 6mila richieste arrivate, 1.700 sono quelle già accolte. La media è di 800 domande alla settimana.
I dati provengono dall’elaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha esaminato il periodo d’avvio del Res, 18 settembre-28 novembre, prendendo in considerazione le domande ricevute dai servizi sociali dei Comuni e l’esito dei controlli effettuati dall’Inps, a cui spetta l’ultima parola per l’assegnazione del sussidio. 
Le misure sono state varate con l’approvazione della legge regionale sulle “Misure di contrasto alla povertà e sostegno al reddito” (da un minimo di 80 euro fino a un massimo di 400 euro al mese per i nuclei familiari composti da 5 o più membri e con un Isee inferiore ai 3 mila euro).
Il presidente e il vicepresidente Stefano Bonaccini ed Elisabetta Gualmini, hanno sottolineato come "nessuno deve restare indietro, Res nuovo pilastro del welfare regionale”
“Si tratta di una misura di civiltà, che va dritta al cuore di chi ha bisogno- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. In questi anni abbiamo lavorato per non lasciare indietro nessuno, per coniugare la crescita con la coesione sociale. Oggi che il Reddito di solidarietà è realtà, non solo abbiamo accompagnato e in gran parte anticipato l’impegno del Governo sulla lotta alle diseguaglianze, ma siamo di fronte a un fatto decisivo e cruciale per quei nuclei familiari, e pensiamo di raggiungerne circa 30 mila nel giro di un anno, che nella nostra regione vivono la quotidianità alle prese con difficoltà che dobbiamo fare di tutto per alleviare. Questo strumento vuole dare una risposta concreta a chi si trova davvero in situazioni di disagio, favorendone al contempo l’inserimento lavorativo. Il Res, infatti, va oltre il contributo economico, pur importante, perché impegna chi lo riceve a stringere con noi un ‘patto’ per ritrovare l’autonomia e reinserirsi nella società. Non siamo di fronte all’elargizione di un mero contributo economico- chiude il presidente della Regione- ma a una opportunità che va data a chi ha bisogno, al tentativo vero di non lasciare indietro nessuno”.
Anche la regione Puglia intende attivivare delle politiche di contrasto alla povertà, il presidente Michele Emiliano, evidenzia come “il Rei  ha a disposizione poco denaro, quindi ha bisogno di misure come il Red – il Reddito di dignità pugliese - per essere rinforzato.
Il Rei ha solo 1,7 miliardi euro a livello nazionale, quindi riuscirà a coprire una piccola parte del necessario e per questo serve l’integrazione. Il Red è il modello al quale il Rei si è ispirato. Al Ministero hanno lavorato molto con i tecnici della Regione Puglia, dove siamo stati i primi a costruire una misura che non è una pura assistenza, non è una distribuzione di soldi, ma è un modello attraverso il quale chi non ha un lavoro sarà riavviato a nuove professionalità”.
“Le famiglie in difficoltà – spiega Emiliano - con il Red e poi anche con il Rei vengono seguite da un sistema misto tra lavoro e assistenza sociale dei Comuni: è una struttura molto complessa, più importante di un semplice reddito di cittadinanza con una erogazione di denaro”.
“L'Italia – afferma Emiliano  - era l’ultimo paese della Unione Europea a non avere una misura universale di contrasto alla povertà. Ringrazio per questo il ministro Poletti per aver portato oggi al successo questa operazione".



( gs / 21.12.17 )
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