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Regioni.it

n. 3295 - venerdì 29 dicembre 2017

Sommario
- Si vota il 4 marzo
- Autonomia: si muovono anche Liguria, Piemonte e Campania
- Le politiche europee e il ruolo delle Regioni: dalla teoria alla pratica
- Fiere internazionali: il sito del calendario 2018
- Proposte per l'intesa sui farmaci innovativi e oncologici
- Agricoltura: fondo di solidarietà nazionale, sì ad intesa
- Investimenti: via libera all'osservatorio sulle intese regionali
- Anziani: fine anno con iniziative sociali
- Calendario delle Conferenze Unificata e Stato-Regioni

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Autonomia: si muovono anche Liguria, Piemonte e Campania

Avvio della trattativa, ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione

(Regioni.it 3295 - 29/12/2017) La Liguria scende in campo per chiedere al governo maggiore autonomia e le risorse per esercitarla. La Giunta regionale, su proposta del presidente Giovanni Toti e della vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale, ha dato mandato al presidente stesso di richiedere formalmente all’Esecutivo di avviare la trattativa, ai sensi dell’articolo 116 (terzo comma) della Costituzione, “per il riconoscimento alla Regione Liguria di forme e condizioni particolari di autonomia”. Le materie individuate quale oggetto della contrattazione sono, in primis, porti e aeroporti, grandi reti di trasporto e di navigazione, commercio con l’estero, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, tutela dell’ambiente. A queste, ritenute irrinunciabili, si aggiungono: sostegno all’innovazione per i settori produttivi, tutela della salute, ricerca scientifica e tecnologica, protezione civile, governo del territorio, ordinamento della comunicazione, previdenza complementare e integrativa.
A seguito del mandato ricevuto dalla Giunta, il presidente Toti ha inviato il 28 diecmbre una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Gentiloni affinché anche la Liguria possa sedersi al tavolo già aperto con Lombardia ed Emilia Romagna. L’obiettivo è arrivare ad una prima intesa con il governo in carica, prima del termine della legislatura. “Credo sia doveroso procedere in questa direzione - spiega il presidente Toti - per chiedere una maggiore autonomia, a vantaggio dei liguri. Il nostro obiettivo è unirci già a gennaio al tavolo della trattativa avviata dal governo con alcune regioni. Su questo tema vogliamo avviare un percorso il più condiviso possibile: questa ‘risoluzione’ sarà sottoposta al voto del Consiglio regionale, auspicando un’approvazione unanime, perché la richiesta di maggiore autonomia va nell’interesse del nostro territorio”. “La Liguria - afferma la vicepresidente Viale - è una realtà matura per sperimentare forme e condizioni particolari di autonomia: in una regione come la nostra, con caratteristiche proprie e peculiari, l’ottenimento di spazi più ampi di intervento, come consentito dalla Costituzione, permetterebbe di rafforzare il nostro ruolo nevralgico in ambito socio-economico, nell’ottica di un ‘federalismo dell’efficienza’ volto a migliorare la capacità di risposta della pubblica amministrazione alle esigenze dei cittadini”. E sulla portualità interviene l’assessore allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi: “Il sistema portuale ligure è il primo d’Italia e garantisce ogni anno un incasso per lo Stato di circa 8 miliardi di euro tra Iva e accise. Ciò che chiediamo – conclude - è una quota di quelle risorse da reinvestire sul territorio e sulla nostra logistica”.
"Noi ci auguriamo che quasi tutto o tutto il consiglio regionale approvi questo iter, l'articolo 116 è inserito nella riforma del titolo V della Costituzione votata dal Pd. L'Emilia-Romagna e il Piemonte che avviano percorsi identici ai nostri sono regioni governate dal Pd, il sottosegretario Bressa da cui il percorso dipende è del Partito Democratico e ha accolto con favore le  richieste di Lombardia e Emilia", ha spiegato Toti, sottolineando più volte la necessità di un percorso condiviso con la delibera che verrà portata in consiglio regionale entro fine gennaio per il voto. "Il M5S addirittura chiedeva un referendum per consultare i liguri su questo - ha proseguito il presidente, parlando con i cronisti - un referendum che io non escludo ma che preferirei evitare perché costa dei soldi e se il risultato fosse lo stesso preferirei risparmiarli. In tutto questo immagino ci possa essere un'ampia condivisione. Il Pd portava avanti una riforma iper-centralista, quella di Renzi, sconfitta giusto un anno e qualche giorno fa e oggi mi pare che un ravvedimento operoso da parte sua sia opportuno, giusto e mi auguro che arrivi". Per quanto riguarda i tempi in caso si trovi un'intesa si dovrà attendere il voto del Parlamento ormai nella prossima legislatura. "Indubbiamente si dovrà attendere il prossimo Parlamento - ha aggiunto Toti - ma nulla vieta di cominciare una trattativa con questo governo che si è dimostrato disponibile e sensibile al tema de lregionalismo e dell'autonomia diversificata con Lombardia e Emilia Romagna. Quindi noi siamo nel gruppo di testa, è un motivo di orgoglio per la Liguria troppo spesso considerata una regione assistita del Nord. La Liguria in questi due anni ha recuperato la propria indipendenza, la propria consapevolezza di sé e siamo orgogliosi in questa nuova fase in cui le Regioni - ha concluso toti - tornano nell'agenda politica italiana di essere tra le prime quattro che si sono svegliate e chiedono un sistema migliore a questo governo".
Anche il Piemonte è pronto a negoziare con il governo su materie che potrebbero essere di competenza regionale e su cui è stato avviato un approfondimento. Lo ha annunciato il 27 dicembre il presidente Sergio Chiamparino, nella conferenza stampa di fine anno.Sul presupposto che non vi sarà  a breve una ripresa del dibattito politico sulla riforma del titolo V della Costituzione, Chiamparino ha detto di credere in un possibile tavolo di negoziazione con il governo su alcune materie. Chiamparino ha detto  di continuare "a rifiutare le logiche del referendum alla Maroni e alla Zaia. Sono operazioni legittime - ha aggiunto - ma non hanno il mio profilo politico. Diverso invece è cercare, come hanno cominciato a fare anche altre Regioni, se, una volta raggiunta una ragionevole stabilità di bilancio, vi possano essere competenze, da discutere, negoziare e trasferire integralmente alle Regioni con le risorse connesse in alcuni campi particolarmente importanti, come la formazione professionale o i beni culturali. Ho chiesto al vicepresidente Aldo Reschigna di fare un approfondimento. Presto ci saranno le condizioni per tornarci sopra", ha concluso Chiamparino.
Conferenza stampa di fine anno anche per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che annuncia "a gennaio approveremo in consiglio regionale la richiesta al Governo dell'autonomia, primi al Sud, per un riequilibrio dei poteri e per lanciare sfida a Lombardia e Veneto. Specie sui costi standard. Abbiamo un bilancio importante, straordinario. La Campania è nel pieno di una svolta storica e strutturale che dobbiamo stabilizzare. Abbiamo avuto possibilità di rateizzare debito in venti anni. Abbiamo avviato anche un'iniziativa radicale sul versante entrate. Abbiamo messo mano a questione dei canoni idrici creando una struttura apposita. Una grande operazione di risanamento. Potevamo spendere e lasciare ad altri i problemi. Siamo ad una svolta sui dati economici, avere Pil in crescita è un miracolo cui contribuisce la scelta di politica economica fatta dalla Campania. Poi è cresciuta un'identità campana che prima non c'era. Essendo uno che gira nei territori sento fierezza della propria identità. Abbiamo rifiutato la logica della clientela politica. E' un'istituzione che garantisce i diritti di tutti. Dobbiamo proseguire il lavoro senza distrazioni", ha concluso De Luca.


( sm / 29.12.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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