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n. 3301 - lunedì 15 gennaio 2018

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Concessioni balneari: Governo impugna due leggi regionali della Liguria

Sotto giudizio anche un provvedimento della Regione Basilicata sul riconoscimento della lingua dei segni italiana

(Regioni.it 3301 - 15/01/2018) Il Consiglio dei Ministri che si è riunito il 12 gennaio 2018, alle ore 12.15 a Palazzo Chigi,  ha deciso di impugnare tre leggi regionali: due della Liguria ed una della Basilicata. La legge della Regione Liguria n. 25 del 10/11/2017, recante “Qualificazione e tutela dell’impresa balneare”, è stata impugnata perché alcune norme che riguardano l’assegnazione delle concessioni balneari marittime alle imprese balneari liguri si pongono in contrasto con la disciplina europea, pregiudicando altresì la libera concorrenza. E secondo il Governo ne conseguirebbe la violazione dell’art. 117, primo comma e secondo comma, lettera e), della Costituzione. Impugnata anche la legge della Regione Liguria n. 26 del 10/11/2017, recante “Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative”. Secondo quanto rioportato dal comunicato di Palazzo Chigi alcune norme del provvedimentoi regionale configurerebbero un regime di preferenza per i soggetti titolari di concessioni in atto e si porrebbero in contrasto con il diritto europeo e con la disciplina nazionale in materia di concessioni, in violazione dell’art. 117, primo comma e secondo comma, lettera e), della Costituzione.
La legge della Regione Basilicata n. 30 del 20/11/2017, recante “Disposizioni per il riconoscimento della lingua dei segni italiana e la piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva” è stata invece impugnata  in quanto diverse norme previste "definiscono e disciplinano una nuova figura professionale" e quindi finiscono per invadere "la competenza statale in materia di professioni, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione. Inoltre, secondo Palazzo Chigi, le disposizioni della legge regionale non rispettano i principi dell’ordinamento dell’Unione europea, in violazione dell’art. 117, primo comma, della Costituzione perché di fatto limitano la libertà di circolazione dei lavoratori e l'attività di prestazione di servizi.
Dura la reazione del Presidente della Liguria, Giovanni Toti. “C’è un Paese che va a fondo e il Consiglio dei Ministri si riunisce solo per discutere e impugnare alcune leggi regionali, con tutti i problemi da risolvere Gentiloni e il Governo Italiano preferiscono mettere sotto giudizio il lavoro di tante regioni. Per quanto ci riguarda l’impugnativa è arrivata in extremis perché fra tre giorni sarebbero scaduti i termini per poter impugnare le nostre leggi. Vogliono stroncare il lavoro di mesi e mesi fatto da tecnici e amministratori, tenuto conto che più comuni di vario colore politico e tutte le Associazioni di categoria avevano espresso parere favorevole. Il dato politico è la responsabilità che si assume il Governo di non aver lavorato in questi anni a una legge che desse garanzie alle aziende balneari, motivo in più che ci ha indotto, come Regione Liguria, a procedere autonomamente”.
La reazione è dovuita anche al fatto che le due leggi della Regione Liguria sono state approvate lo scorso novembre in consiglio regionale con i voti anche di parte dell’opposizione dopo un luingo lavoro di confronto. “La cosa assurda di questa vicenda – aggiunge l’assessore regionale al Demanio Marco Scajola - è che di fronte ad un vuoto legislativo che il Governo avrebbe dovuto colmare entro il 2017, l’esecutivo ha preferito intervenire, in modo assurdo, contro una regione che ha cercato di tutelare le sue imprese”. “A nostro favore – continua Scajola – si è espresso anche il Parlamento Europeo con uno studio che invita l’Italia a seguire l’esempio di altri Paesi UE, come Spagna, Portogallo e Croazia che hanno emanato proprie leggi garantendo ai concessionari periodi fino a 75 anni. A questo punto non ci faremo intimidire, ci costituiremo presso la Corte Costituzionale, convinti della bontà del nostro lavoro e della necessità che leggi come le nostre vadano avanti nell’interesse delle imprese e di tutti i cittadini”.
“Questa vicenda rende sempre più importante – conclude Toti - il percorso di autonomia che abbiamo intrapreso, insieme ad altre regioni di vario segno politico, la cui efficacia rispetto a determinate materie tra cui il demanio marittimo ci è stata riconosciuta dallo stesso sottosegretario Bressa proprio ieri durante l’incontro romano. Regione Liguria continuerà ad essere a fianco delle imprese, dei balneari e dei liguri che chiedono certezze per le proprie aziende e le proprie famiglie”.





( sm / 15.01.18 )
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