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n. 3309 - giovedì 25 gennaio 2018

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Le imprese italiane nel 2017: dati Unioncamere

Zingaretti: Regione Lazio locomotiva d'Italia

(Regioni.it 3309 - 25/01/2018) Le nuove attività economiche hanno superato quelle che hanno chiuso i battenti. Nel 2017 sono infatti 46mila in più le imprese iscritte nei registri delle Camere di commercio, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2016. Merito soprattutto della spinta che viene dalle regioni del Mezzogiorno, cui si deve quasi il 60% dell’aumento complessivo, una quota record nella storia del saldo nazionale.
Come mostrano i dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel corso del 2017, elaborati da Unioncamere– InfoCamere, sono due i fenomeni che spiegano questo risultato: l’ulteriore rallentamento della nascita di nuove imprese (quasi 357mila a livello nazionale, l’1,8% in meno del 2016) e una più consistente frenata delle chiusure (poco più di 311mila, il dato più contenuto degli ultimi dodici anni), in calo del -3,4% rispetto all’anno precedente.
Al netto di Piemonte (-965), Emilia-Romagna (-636), Friuli Venezia Giulia (-431) tutte le altre regioni hanno chiuso il 2017 con un bilancio anagrafico positivo, con il Lazio a fare da battistrada (10.648 imprese in più), seguito da Campania (+9.472) e Sicilia (+7.518). Quanto ai settori, a livello complessivo quelli che nel 2017 hanno fatto registrare gli aumenti maggiori nel numero di imprese registrate sono stati il turismo (+10.335), i servizi alle imprese (+7.206 ) e le attività professionali scientifiche e tecniche (+5.494). A chiudere in rosso, invece, sono state le attività manifatturiere (-2.648), le costruzioni (-1.913) e l’agricoltura (-447).
Se però si guarda all’andamento dei settori nel Mezzogiorno, il quadro si presenta in parte in controtendenza e mostra soprattutto una forte concentrazione del saldo attivo nel turismo (sempre in testa tra le vocazioni imprenditoriali più scelte) e nell’agricoltura (+2.810). Bilanci più che positivi al sud anche nel commercio (+1.970) e nelle costruzioni (+1.284).
“I dati sulle aperture e chiusure delle imprese nel corso del 2017 mostrano che gli italiani continuano a credere nel fare impresa”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “E anche il Sud del nostro Paese mostra segnali di miglioramento. Per questo - aggiunge Lo Bello - occorre aiutare gli imprenditori a tenere il passo con i cambiamenti che sempre più rapidamente investono il mondo dell’economia. 46mila imprese in più rispetto al 2016 - conclude - sono un segnale che l’Italia sta riprendendo la via della crescita”.
Unioncamere ha confermato che il Lazio è locomotiva d'Italia per nascita di nuove aziende - ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine della presentazione all'universita' Roma Tre, dei vincitori dei primi quattro bandi per la reindustrializzazione nel Lazio - c'è un altro passaggio importante, le prime 141 imprese vincitrici del bando per la reindustrializzazione. Sono 51 milioni di investimento che ne genereranno oltre 80 su tutti i comparti produttivi dal nord al sud del Lazio, che sono una boccata d'ossigeno per il sistema produttivo. Noi per fortuna esportiamo di piu', produciamo di piu', creiamo piu' lavoro: sono primi segnali di controtendenza sui quali dobbiamo continuare a battere e che dimostrano che si puo' fare. Eravamo ultimi ma su molti campi stiamo diventando leader e non dobbiamo ora mollare la presa, perche' c'e' una grande aspettativa che va onorata con cose concrete".
L'associazioen che riunisce le camer di commercio ha anche siglato u
n accordo per favorire l'individuazione delle
competenze e sostenere la formazione dei titolari di protezione internazionale nel mercato del lavoro. Il tersro ès tato siglato il 25 gennaio al Viminale dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti e dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.
A questo scopo e' prevista l'attivazione di percorsi di tirocinio nelle imprese finalizzati a promuovere l'incontro fra le competenze professionali dei titolari di protezione internazionale e quelle richieste dalle aziende. Obiettivo principale dell'Accordo Quadro e' quello di promuovere, attraverso la collaborazione interistituzionale tra le parti firmatarie, l'integrazione socio-lavorativa dei titolari di protezione internazionale accolti nel sistema di accoglienza nazionale. Le principali linee di azione fanno riferimento, innanzitutto, alla formazione on the job, quale strumento di politica attiva che favorisce l'accesso al mercato del lavoro e promuove l'inserimento lavorativo.
Nell'ambito dell'Accordo Quadro si prevede, anche attraverso il sistema delle Camere di commercio, l'individuazione e la valorizzazione delle competenze dei titolari di protezione internazionale, con l'obiettivo di promuovere la loro occupabilita' a fronte degli attuali fabbisogni occupazionali espressi dal mercato del lavoro e dell'impresa.
L'Accordo viene reso operativo attraverso l'istituzione di un Comitato Tecnico di cui ciascuna amministrazione sottoscrivente fara' parte attraverso la designazione di propri rappresentanti. L'iniziativa, pienamente in linea con il Piano Nazionale d'Integrazione per i titolari di protezione internazionale adottato nel mese di settembre 2017, risponde allo scopo di realizzare il loro effettivo inserimento sociale nel sistema territoriale, promuovendo le opportunita' offerte dai progetti e sensibilizzando l'adesione delle imprese.



( red / 25.01.18 )
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