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n. 3316 - lunedì 5 febbraio 2018

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Rinnovo contratto sanità-enti locali: impegni del Governo e delle Regioni

La mobilitazione dei sindacati a Roma e nei territori

(Regioni.it 3316 - 05/02/2018) “Ora basta, vogliamo il rinnovo del contratto per sanità ed enti locali”: con queste parole il 5 febbraio Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno promosso una giornata di mobilitazione nazionale per sollecitare, dopo l’intesa raggiunta per le Funzioni centrali lo scorso 23 dicembre, il rinnovo dei contratti nazionali degli Enti locali e della Sanità.
La scorsa settimana i segretari generali delle tre categorie di Cgil, Cisl e Uil, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, avevano inviato una lettera alla ministra Marianna Madia, per denunciare lo stallo ingiustificato delle trattative per i due contratti citati e per sollecitarne il rinnovo.
I sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil in presidio sotto il ministero della P.a chiedono "certezza" sulle risorse necessarie a garantire il rinnovo dei contratti negli enti locali e soprattutto nella sanità, dopo quasi dieci anni di blocco. Una delegazione sindacale ha incontrato il sottosegretario Angelo Rughetti per parlare della questione. "Abbiamo visto un rallentamento nelle trattative" e "ci preoccupa la situazione nella sanità", dove , come negli altri settori, "l'aumento a regime deve essere di 85 euro medi", spiega la leader della Fp Cgil. Per i dipendenti delle autonomie territoriali invece si sarebbero fatti passi avanti: "sono in corso già le verifiche", dice Sorrentino. Sulla stessa linea il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli: "per la conferenza delle Regioni le risorse per il rinnovo nella sanità mancano, ce ne sarebbero meno della metà arrivare, 42 euro invece di 85. Dobbiamo uscire dallo stallo, occorrono risposte da Governo e Regioni che si rimpallano le responsabilità". Il segretario della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, definisce la situazione "paradossale: il Governo dice che i finanziamenti ci sono ma l'Aran - l'Agenzia che tratta ai tavoli - dice che senza l'atto integrativo - il documento sulle risorse - non può andare avanti".
"Abbiamo ricevuto la rassicurazione che il governo contiuerà ad operare affinché vengano rispettati gli impegni assunti il 30 novembre" per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Lo ha riferito la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo un incontro tenuto con il sottosegretario alla Pa Angelo Rughetti. Il governo ha assicurato che utilizzera' "il suo ruolo nel rapporto con le Regioni - ha detto Camusso - in particolare per quel che riguarda il contratto della Sanita'". I sindacati avevano organizzato un presidio sotto al ministero proprio per chiedere certezze sulle risorse in modo da procedere rapidamente al rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego. "Abbiamo registrato l'impegno del governo e sollecitato affinche' vengano rinnovati i contratti molto rapidamente. Abbiamo detto esplicitamente - ha concluso Camusso - che per tutti i contratti vale il perimetro degli accordi del 30 novembre. "Il governo ci ha detto che condivide la nostra volonta' di rinnovare i contratti in fretta e bene - ha affermato la segretaria generale della funzione pubblica Cgil, Serena Sorrentino".
"Assoluta determinazione a chiudere e firmare tutti i contratti in corso di negoziazione". E' questo il messaggio trasmesso dal sottosegretario di Stato, Angelo Rughetti, ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil incontrati a Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica. "Il Parlamento ha approvato la legge di bilancio a dicembre e al 5 febbraio abbiamo già firmato il contratto per le funzioni centrali e quello del comparto sicurezza", ha aggiunto Rughetti. L'Aran, ha proseguito Rughetti, "sta lavorando costantemente per definire le intese negli altri comparti con l'obiettivo di dare a breve una giusta risposta a tutti i 
lavoratori ed a tutte le lavoratrici. Sul comparto Sanità si sta lavorando insieme alle regioni per trovare soluzioni tecniche che consentano di andare avanti e mettere l'Aran in condizione di procedere. E possiamo dire che siamo vicini".
"Sul comparto della conoscenza", ha aggiunto a margine della riunione il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, "comparto come noto molto complesso al suo interno, il lavoro è a uno stato piu' avanzato. Cosi' come per gli enti locali, dopo il via libera all'atto integrativo, si puo' andare avanti con meno ostacoli. Anche per i lavoratori non contrattualizzati il lavoro procede; mercoledi' abbiamo convocato le delegazioni rappresentative dei vigili del fuoco per cercare di arrivare alla firma in breve tempo". "Abbiamo lavorato in questi anni - ha conclsuo Rughetti - per poter dare un contratto giusto a tutti i dipendenti pubblici. Prima con l'accordo del 30 novembre 2016, poi con l'approvazione di nuove disposizioni di legge e infine con gli stanziamenti finanziari necessari. E' nostro interesse finire questo lavoro, bene e presto".
Lungo la giornata si sono tenuti presidi in tutti i territori davanti alle sedi delle Regioni mentre a Roma si è tenuto un sit-in nei pressi di Palazzo Vidoni, sede del ministero della Pubblica amministrazione.
In Lombardia “sono circa 190 mila i dipendenti pubblici che da 9 anni attendono il rinnovo del contratto". Ed è stato proprio questo, insieme anche al nodo precariato, uno dei temi protagonisti in occasione del presidio promosso davanti a Palazzo Lombardia dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl regionali. Un'iniziativa di protesta alla quale hann partecipato, secondo gli esponenti sindacali, "oltre 300 lavoratori della sanità lombarda e degli enti locali".
A Milano alle 10.30 del 5 febbraio una delegazione ha incontrato l'assessore regionale all'Economia, Massimo Garavaglia. E al termine Regione Lombardia e sindacati hanno siglato un protocollo d'intesa che "impegna Palazzo Lombardia, da subito, a sostenere e facilitare il percorso di rinnovo contrattuale e della produttività regionale, nonostante il mancato finanziamento da parte del Governo richiesto dagli enti locali e dalle Regioni”. Sindacati e Regione, si legge in una nota congiunta di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Lombardia, hanno condiviso la necessità di superare il blocco delle procedure affinché il costo complessivo del personale sia pienamente finanziato, "così da consentire - è scritto nell'accordo - una piena contrattazione di secondo livello che si intende valorizzare e garantire. Si tratta di togliere i vincoli in merito al costo complessivo del personale vigente in materia di sanità facendo prevalere l'equilibrio economico finanziario del sistema sanitario regionale".
Nel corso dell'incontro i sindacati hanno posto anche il tema del precariato, sottolineando la necessità di intervenire quanto prima a stabilizzare i contratti. Un'esigenza "irrinunciabile per i 3.000 lavoratori coinvolti a livello lombardo e per il funzionamento dei servizi all'utenza", concludono i rappresentanti sindacali.
Il Presidente della Liguria, Giovanni Toti, rappresentato dalla vicepresidente e assessore alla sanità Sonia Viale, si è assunto l'impegno “a sostenere l'accelerazione della trattativa sui rinnovi contrattuali, chiedendo al Comitato delle Regioni di produrre il massimo sforzo affinché si arrivi al più presto alla chiusura del contratto della Sanità e degli Enti locali in coerenza con quanto definito nell'accordo del 30 novembre 2016". Lo comunica Regione Liguria con una nota. Viale ha firmato il documento d'impegno insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. L'incontro si è svolto a margine del presidio organizzato a Genova e presso tutte le sedi regionali, oltre che la sede del ministero della Funzione Pubblica, con i lavoratori della funzione pubblica e della sanità che protestano per chiedere il rinnovo del contratto collettivo nazionale delle funzioni locali.
Il rinnovo del contratto nazionale degli enti locali e della sanità pubblica, atteso da oltre un milione di dipendenti, è stato anche al centro dell'incontro che si è tenuto in Regione Campania tra il Presidente campano, Vincenzo De Luca e i segretari regionali di Cgil (Giuseppe Spadaro), Cisl (Doriana Buonavita), Uil (Giovanni Sgambati) e le segreterie di FP Cgil Campania (Alfredo Garzi), Cisl Fp Campania (Lorenzo Medici) e Uil Fpl Campania (Vincenzo Martone).
De Luca - si legge in una nota della Regione – raccogliendo le istanze rappresentate dai sindacati, e sottolineando il ruolo fondamentale e il senso civico dei lavoratori e delle lavoratrici degli enti locali e della sanità, si è impegnato a sostenere l'accelerazione della trattativa, chiedendo al Comitato delle Regioni di produrre il massimo sforzo affinché si arrivi al più presto alla chiusura del contratto.
Le parti - si sottolinea in una nota diffusa dai sindacati - hanno condiviso la necessità di concordare misure e strategie concrete e 'calendarizzare' una serie di incontri specifici per condividere soluzioni alle vertenze individuate ed il monitoraggio dell'avanzamento delle iniziative istituzionali che saranno messe in campo. Cgil, Cisl e Uil Campania apprezzano la decisione del presidente De Luca di sostenere la richiesta al Governo di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl del rinnovo del contratto di lavoro delle funzioni locali e della Sanità. I rappresentanti sindacali di categoria - si legge – hanno espresso al presidente tutta la loro preoccupazione per lo stallo delle trattative, i ritardi nello svolgimento del confronto tecnico sui testi normativi, l'assenza di indicazioni puntuali sulla parte economica. “L'accordo di aprile che dà piena attuazione ai contenuti del Patto per la Campania sottoscritto tra Regione e il Governo - ricordano i sindacati - prevede una serie di interventi sul territorio che significano occupazione e crescita e individua precise priorità quali aree di crisi e di sviluppo produttivo, iniziative per la crescita degli investimenti e della competitività del sistema economico; occupazione e misure di politiche per il lavoro; ambiente, territorio, infrastrutture e trasporti, sanità". E si comincerà - conclude la nota dei sindacati - proprio il 13 febbraio con la sanità e le linee guida per il reclutamento del personale. Regione e sindacati hanno deciso poi di proseguire il confronto dividendo i tanti argomenti contenuti nel Protocollo, in altrettanti tavoli di lavoro, a cominciare da Trasporti, Ambiente e Territorio, Politiche industriali e Mercato del lavoro ed infine Welfare.
Anche a Potenza i sindacati hanno organizzat, davanti alla sede della Regione, un presidio per "sollecitare il governo alla ripresa urgente del confronto per il rinnovo del contratto nazionale del comparto Sanità ed Enti Locali bloccato dal 2009". Una delegazione è stata poi ricevuta dai dirigenti della Regione per esaminare la vicenda. In Basilicata sono circa 12 mila i lavoratori nel settore della sanità e delle autonomie locali il cui contratto è scaduto nel 2009. Per il settore delle Funzioni centrali la trattativa è stata invece chiusa a dicembre, con un aumento di circa 80 euro lordi. I sindacati, in particolare, hanno chiesto “un intervento della Regione, che contribuisce con fondi propri alla sanità, per facilitare il percorso che deve portare al più presto alla chiusura delle trattative”.
Anche ad Ancona è stato siglato un accordo per una celere definizione delle intese per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro. La Giunta regionale, attraverso il presidente, si impegna a farsi parte attiva nei confronti della presidenza dell’Aran e dei Comitati di settore nell’ambito della Conferenza delle Regioni, dell’Anci, dell’Upi e di Unioncamere. Nella Regione Marche il rinnovo del contratto nazionale del comparto Funzioni locali riguarda 14.120 lavoratrici e lavoratori mentre nel comparto Sanità sono 19.393. Il documento sottoscritto dal presidente Luca Ceriscioli, con i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Alessandro Pertoldi, Luca Talevi, Rossano Moscatelli, rileva che, con il rinnovo dei contratti, va perseguito convintamente l’obiettivo generale di miglioramento dei sistema dei servizi ai cittadini e del lavoro che quei servizi garantisce, i cui punti fondamentali devono essere la riforma organica delle pubbliche amministrazioni e la ripresa di una contrattazione collettiva nazionale di lavoro che ne sostenga i presupposti. Allo stesso tempo, al Contratto collettivo nazionale va riconosciuto valore insostituibile e deve svolgere un ruolo di promozione di un livello integrativo partecipativo e contrattuale in grado di recuperare risorse economiche per finanziare programmi di produttività collegati a riconoscimenti retributivi e di riqualificare il lavoro.

“Per non minare ancora di più questo eccellente patrimonio di persone, di cittadini, di risorse umane che manifesterà in Veneto, Le chiedo di favorire un procedere celere nella sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro” delle funzioni locali e della sanità", è questol’appello che il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha rivolto al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Maria Anna Madia, in una lettera inviata in relazione allo sciopero indetto in tutta Italia per il rinnovo del contratto di lavoro in questione. “I manifestanti di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl – scrive il Presidente al Ministro - ci hanno espresso tutta la loro preoccupazione e indignazione per lo stallo delle trattative, i ritardi nello svolgimento del confronto tecnico sui testi normativi, l’assenza di indicazioni puntuali sulla parte economica, reclamando l’insostenibilità della mancanza di rispetto a cui vengono sottoposti dal “proprio datore di lavoro” (di cui anche noi siamo parte) vista la delusione delle aspettative più che legittime dopo quasi nove anni di blocco contrattuale”.
“Come Presidente della Regione Veneto – aggiunge - non posso esimermi dal riconoscere l’importanza delle rimostranze rappresentate con la mobilitazione odierna, soprattutto perché le istanze economiche sono in realtà istanze di riconoscimento di quel prestigio di lavoratore pubblico che in questa Regione i lavoratori manifestano giorno per giorno, operando da anni in assenza di contratto, ma confermando abnegazione, impegno, senso civico nell’espletare il prezioso e prestigioso servizio pubblico ai cittadini, spesso i più bisognosi del Veneto. “Tutti i lavoratori, infatti – conclude Zaia - hanno pari dignità e tutti devono avere rinnovato il proprio contratto di lavoro. Innanzitutto, perché tutti i soggetti deputati hanno sottoscritto l’intesa del 30 novembre 2016 che fa da cornice al confronto e ne traccia le linee di intervento ed obiettivi”.






( sm / 05.02.18 )
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