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Regioni.it

n. 3318 - mercoledì 7 febbraio 2018

Sommario
- Istat: Italia in crescita, ma non troppo
- Emilia-Romagna: Bonaccini, 35 milioni per il reddito di solidarietà
- Rossi: sono contrario all'autonomia
- Finanza pubblica: il contributo delle istituzioni regionali
- Zaia su autonomia: si firmi pre-intesa e non un'intesa subito
- La performance e il ruolo degli Organismi indipendenti di valutazione

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Emilia-Romagna: Bonaccini, 35 milioni per il reddito di solidarietà

Fondi destinati a coloro che si trovano in una condizione particolarmente difficile

(Regioni.it 3318 - 07/02/2018) "Secondo le ultime previsioni, l'Emilia-Romagna staccherà persino la Lombardia, sarebbe il quarto anno che cresciamo più di tutti nel Paese, con una disoccupazione che cala. Tuttavia sappiamo che negli anni della crisi la disoccupazione è triplicata e sono raddoppiate le persone in stato di povertà assoluta. Sono numeri, paragonati ad altre regioni italiane ed europee, che ci hanno sempre messi nella condizione di dire 'stiamo meglio degli altri', ma a chi ha perso il lavoro o è andato in povertà non gliela puoi raccontare con le statistiche. Per questo abbiamo messo, da quest'anno e per la prima volta, con la legge sul reddito di solidarietà, 35 milioni di euro a disposizione di coloro che si trovano in una condizione particolarmente difficile". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, a margine di un incontro con la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, ha commentato il boom di richieste per il reddito di solidarietà avanzate dalle famiglie emiliano-romagnole. "Se queste persone sono in età lavorativa - continua Bonaccini - vogliamo il percorso parallelo del reinserimento, e abbiamo affiancato una cifra di pari importo rispetto a quella messa dal governo riguardo alla povertà minorile". Ma, sottolinea Bonaccini, "noi ci vogliamo occupare non solo di chi ha figli, ma anche di chi non ne ha, per non creare poveri di serie A o di serie B. C'è un numero importante di richieste che arriva ogni giorno, ma credo che il fondo che abbiamo previsto sarà sufficiente per fare fronte a tutte queste richieste. E mi auguro per i prossimi anni, se l'economia riparte, come sta già ripartendo, ve ne sia meno bisogno perché è evidente che per chiunque trova un posto di lavoro vuol dire che c'è una famiglia che è un po' meno in difficoltà di prima".
Ad oggi, in quattro mesi e mezzo di applicazione (dal 18 settembre 2017), sono 11mila le domande presentate per avere il Res, il Reddito di solidarietà introdotto dalla Regione Emilia-Romagna. Con una media di 93 per ogni giorno lavorativo, si conferma l’efficacia della misura regionale destinata alle persone che vivono in situazione di grave povertà, con un aiuto fino a 400 euro mensili per un anno per nuclei famigliari fino a 5 persone. Lo ha reso noto la vicepresidente e assessore al welfare, Elisabetta Gualmini, intervenuta in Commissione assembleare, dove ha fornito i dati sull’andamento del Res, ribadendo come la misura regionale, che affianca e integra quella nazionale (Reddito di inclusione), di fatto ne allarga la platea dei destinatari, includendo anche i nuclei senza minori, i lavoratori precari, quelli con basso o bassissimo reddito – i cosiddetti “working poor -  o con figlio con disabilità. Infatti, già in dicembre sulle 2mila famiglie ammesse al Res dopo il via libera dall’Inps, circa la metà era composta da una sola persona e oltre i due terzi (69%) non aveva minori a carico.
Riguardo al numero delle famiglie che sinora hanno inoltrato domanda ai servizi sociali della regione, secondo la stima aggiornata dall’Università di Modena e Reggio-Emilia (periodo 18 settembre scorso-18 gennaio di quest’anno), esse rappresentano lo 0,47% del totale di quelle residenti in Emilia-Romagna (1.997.372 in totale). A livello territoriale, il maggior numero di domande si registra nella provincia di Bologna (2.346 domande su 482.861 famiglie residenti), segue l’ambito provinciale di Modena (1.533 domande su 300.584 famiglie), mentre le province “meno bisognose”, o partite con l’accettazione delle domande in tempi successivi alla data formale di avvio, sono Piacenza con 484 domande (129.581 famiglie residenti) e Forlì- Cesena, da cui provengono 714 domande (170.042 famiglie residenti). Queste le cifre nelle altre province: Ravenna con 931 domande (178.069 famiglie residenti); Reggio Emilia (875 su 226.354 famiglie residenti); Ferrara (848 su 161.528 famiglie);Rimini (838 su 144.903 famiglie residenti); Parma (784 per 203.450 famiglie residenti).
Riguardo al profilo di coloro che richiedono il Res, le informazioni di dettaglio restano per ora quelle relative a due mesi fa. I richiedenti si dividono pressoché alla pari fra uomini (50,6%) e donne (49,4%), persone con più di 45 anni (65,7%) e nella gran parte dei casi (69%) senza minori a carico. E’ la fotografia di chi è stato ammesso al Res, persone che vivono in situazione di grave povertà, che faticano ad arrivare a fine mese, spesso con in comune il dramma della disoccupazione.
Sono due le misure di contrasto alla povertà previste: il Reddito di inclusione sociale (Rei), attiva su tutto il territorio nazionale da dicembre 2017, e il Res, voluto dalla Regione Emilia-Romagna. Poiché il Rei si rivolge ad una platea di beneficiari non esaustiva rispetto alle caratteristiche del fenomeno povertà in Emilia-Romagna, la scelta della Regione è stata quella di ampliarla in un’ottica universalista, includendo anche i nuclei senza minori o con figlio disabile. Una decisione assunta anche per ottimizzare l’utilizzo delle risorse nazionali e regionali disponibili: infatti, il Reddito di solidarietà è pensato in modo tale da collocare sui provvedimenti nazionali (Rei) tutti i beneficiari attribuibili a questa misura, così da non “sovraccaricare” le risorse del Res. E in merito alle risorse totalmente erogate dalla Regione, si tratta di 35 milioni di euro l’anno fino al 2020. 


 



( red / 07.02.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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