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Regioni.it

n. 3318 - mercoledì 7 febbraio 2018

Sommario
- Istat: Italia in crescita, ma non troppo
- Emilia-Romagna: Bonaccini, 35 milioni per il reddito di solidarietà
- Rossi: sono contrario all'autonomia
- Finanza pubblica: il contributo delle istituzioni regionali
- Zaia su autonomia: si firmi pre-intesa e non un'intesa subito
- La performance e il ruolo degli Organismi indipendenti di valutazione

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La performance e il ruolo degli Organismi indipendenti di valutazione

Pubblicati gli atti del II Forum nazionale degli Oiv

(Regioni.it 3318 - 07/02/2018) Il 29 maggio 2017 si è tenuto  il II Forum nazionale degli Organismi indipendenti di valutazione (Oiv) delle Regioni e delle Province autonome: al centro del confronto i risultati e le prospettive per i sistemi di valutazione della performance. Gli atti del convegno che si è tenuto alla “Sala della Regina” della Camera dei Deputati sono stati raccolti in un volume pubblicato da Wolters Kluver e Cedam. L’alta partecipazione all’evento, che segue quello tenutosi a Catanzaro nel 2016 e organizzato dalla Regione Calabria (i cui atti sono stati anch’essi pubblicati) segnala - secondo gli organizzatori - l’esigenza di momenti stabili e strutturati di confronto sui diversi aspetti che coinvolgono il ruolo degli organismi e dei nuclei di valutazione delle pubbliche amministrazioni: Un ruolo ulteriormente potenziato dalla legge delega n. 124/2015 e dal decreto legislativo 74/2017 (che ha modificato il d.lgs. 150/2009).
Al seminario hanno partecipato dirigenti, funzionari e componenti di Oiv di 12 amministrazioni statali, di 19 Regioni, di diverse province, comuni e aziende sanitarie: un'ampia platea che dimostra come il Forum rappresenti un momento annuale qualificante nel quale fare il punto sulle problematiche applicative che il tema della valutazione pone all’attenzione dei diversi operatori. Un confronto costruttivo, puntuale, concreto, che abbraccia la complessità e l’evoluzione normativa, dal 2009 al 2017, e le esigenze, pragmatiche e quotidiane, dell’operatività che i tecnici affrontano nella gestione del ciclo della performance, e delle sue declinazioni metodologiche, negli enti regionali e provinciali in cui operano.
Il volume "2009-2017. La performance in evoluzione. Oltre la performance. Contributi allo sviluppo e all'innovazione nelle prassi evolutive delle Regioni e Province Autonome", è stato presentato, il 12 dicemmbre, a Palazzo Lombardia. Durante la presentazione - tra alcuni dei curatori della pubblicazione: Angelo Maria Savazzi, Bruno Susio e Pietro Bevilacqua - è intervenuto l'assessore all'Economia, Crescita e Semplificazione della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, in un passaggio del suo intervento nel volume (che è stato anche relatore al convegno di Roma) sottiolinea che "In un mondo veloce e flessibile, in continua evoluzione non lineare, l'organizzazione rigida e rassicurante può essere un vincolo, un ostacolo, un'inefficienza. In questo schema si inquadra ovviamente anche il ruolo del controllo e quindi degli Organismi e Nuclei di Valutazione-OIV", ma  "se tanti controllano - domanda provocatoriamente l'assessore lombardo-  chi lavora?".
"Quando si parla di valutazione dietro c'e' un mondo enorme di temi - ha detto l'assessore, intervenendo durante la presentazione del volume -. Non esiste una organizzazione giusta o sbagliata a priori: è giusta se è coerente al suo interno. Lo stesso vale per i sistemi di valutazione". "Il tema vero è se il sistema di valutazione è una sovrastruttura, e quindi si riduce a un adempimento formale, oppure se invece sta in squadra con il resto della struttura - ha sottolineato -. E' come un collegio dei revisori in un cda: può non fare nulla e limitarsi a punire se si sbaglia, oppure può essere un consulente, che costantemente aiuta nello svolgimento dell'attività. L'importante è che il sistema sia nell'organizzazione, nella squadra".
"Il ruolo degli Oiv deve essere di supporto a organizzazioni flessibili e veloci, coerenti in un contesto mutato radicalmente - ha spiegato Garavaglia nel suo intervento pubblicato nel volume -, chiarendo bene cosa controllo, che tipo di controllo va esercitato e quali siano le risposte non contrattuali e gli obiettivi da dare all'organizzazione". "Il controllo oggi è prevalentemente rivolto all'anticorruzione - ha chiarito -. In Lombardia il presidente Roberto Maroni ha voluto e sottoscritto un protocollo con la Guardia di Finanza, in virtù del quale la stessa ha accesso in tempo reale non solo agli atti ma anche a procedure e sistemi informativi. E' una risposta di sistema e un deterrente radicale e preventivo. Purtroppo oggi il controllo è spesso orientato, anche e soprattutto dalle norme, al formalismo - ha concluso Garavaglia -. Occorrerebbe, invece, dedicare tempo ed energie al controllo di gestione, con un focus forte su obiettivi e risultati".
Secondo Antonio Viscomi, Vicepresidente Regione Calabria, il cui intervento è pubblicato negli atti del Convegno, "E' opportuno partire dalla constatazione di quanto i documenti rappresentativi della performance, che costituiscono il momento di avvio e di chiusura del ciclo, ci restituiscono: la rappresentazione spesso non è conforme a quello che è stato l'indirizzo politico e a quelli che sono i risultati che il vertice politico considera rappresentativi della condizione di miglioramento sottesa. Ancor di più non esplicitano in modo chiaro agli interlocutori esterni e, in particolare, ai componenti della comunità amministrata se nel periodo di riferimento è cresciuto il valore pubblico generato dall'azione amministrativa."
Per questo il decreto legioslativo 74/2017 prevede "in modo esplicito che la Relazione sulla performance, deputata a sancire i livelli di performance delle strutture amministrative e in generale dell'Ente, non possa essere validata dall'Organismo indipendente di valutazione se non sia redatta "in forma sintetica, chiara e di immediata comprensione ai cittadini e agli altri utenti finali''  Troppo spesso - ha sottolineato Viscomi - "le strutture amministrative tendono a costruire perimetri di operatività autoreferenziali con lo scopo di perseguire in modo “strategico" un esito valutativo eccellente" e "il contributo al raggiungimento degli obiettivi è visto in una chiave solamente “adempimentale-burocratica", rispetto al perimetro delle proprie competenze e non riguardo al risultato finale".
Ecco perché assume rilievo, nella prospettiva che stiamo esaminando, il coinvolgimento dell'organo di indirizzo politico, nelle diverse fasi in cui si articola il ciclo di gestione della performance, coinvolgimento che è una necessità imprescindibile affinché il vertice dell'albero della performance sia effettivamente costituito da obiettivi strategici chiari, rappresentativi dell'indirizzo politico, degli impegni assunti verso la comunità amministrata, oltre che verso i diversi livelli istituzionali (nazionali e comunitari) e di ciò che il vertice politico considera indice di pe1formance positiva". Solo "In questa prospettiva la leva valutativa può diventare effettivamente uno strumento da un lato per l'attuazione delle politiche e dall'altro per il miglioramento organizzativo su basi condivise.". "In regione Calabria abbiamo recentemente operato una importante riorganizzazione della struttura organizzativa che ha previsto una riduzione della catena di responsabilità (da tre livelli, dipartimenti- settori-servizi, siamo passati a due livelli, dipartimenti settori), una riduzione delle posizioni dirigenziali e una rotazione degli incarichi dirigenziali che ha interessato circa il 50% delle posizioni". 
"L'importante percentuale di rotazione degli incarichi va vista nella logica della rimozione delle incrostazioni che rallentavano l'azione amministrativa, impedivano la crescita delle competenze, non valorizzavano le abilità e le competenze individuali e, appunto, rischiavano di mantenere vecchie logiche di rivendicazione delle sfere di competenze burocratiche sedimentate nel tempo". Il Piano della performance è definito dall'organo di indirizzo politico-amministrativo in collaborazione con i vertici dell'amministrazione (art. 10). Gli obiettivi strategici ed operativi sono parte del Piano della performance e sono programmati, in base all'art. 5, comma I, lettera b), su base triennale e definiti, prima dell'inizio del rispettivo esercizio, dagli organi di indirizzo politico-amministrativo, sentiti i vertici dell'amministrazione che, a loro volta, consultano i dirigenti o i responsabili delle unità organizzative". Quindi, pur nella titolarità dell'organo di vertice, è chiaro il coinvolgimento dei dirigenti e dei responsabili delle unità organizzative ed è prevista una specifica responsabilità amministrativa per coloro che concorrono alla mancata adozione del Piano e dispongano l'erogazione degli istituti premiali previsti dal medesimo decreto con una interessante precisazione che riguarda anche l'ipotesi in cui “la mancata adozione del Piano o della Relazione sulla performance dipenda da omissione o inerzia dell'organo di indirizzo" politico-amministrativo.  E se "al governo del ciclo della performance concorrono sia l'organo di vertice che tutta l'organizzazione è evidente la necessità di superare i modelli e i paradigmi interpretativi tradizionali, ragionando in chiave di sistemi aperti, cooperativi e dialoganti nei quali il confronto rappresenta una modalità di acquisizione di maggior consapevolezza delle priorità strategiche e della visione comune verso cui l'Ente tende, fermo restando i compiti e le responsabilità di ciascun attore". 
"Tutto ciò diventa ancora più significato se si tiene conto del ruolo che l'assetto normativo derivante dall'entrata in vigore dei decreti attuativi della L. 124/2015 ha assegnato ai cittadini ed agli utenti finali. Questi diventano attori della funzione di misurazione e valutazione, unitamente agli OIV e ai dirigenti e la esercitano Non a caso il nuovo art. 19-bis, comma I, prevede che "I cittadini, anche in forma associata, partecipano al processo di misurazione delle performance organizzative, anche comunicando direttamente all'Organismo indipendente di valutazione il proprio grado di soddisfazione per le attività e per i servizi erogati, secondo le modalità stabilite dallo stesso Organismo".
Da questa ulteriore norma discende da un lato che la partecipazione avviene anche direttamente attraverso una interlocuzione con l'Oiv (il quale dovrà definire, in autonomia, le modalità attraverso le quali tale interlocuzione potrà avvenire e l'amministrazione dovrà attrezzarsi perché ciò possa effettivamente realizzarsi) e sia attraverso modalità, generali e indipendenti da questa, che dovrebbero riguardare i servizi e le attività che prevedono l'interazione con interlocutori esterni. Ancora una volta è all'Oiv - aggiunge Viscomi - che viene affidato il compito di verificare l'effettiva adozione di sistemi di rilevazione adeguati e ciò lo dovrà fare anche nell'ambito della validazione della relazione sulla performance con gli effetti dirompenti, ampiamenti conosciuti, che la mancata validazione può produrre (l'art. 19-bis del d.lgs. 150/2009)".
Gli Oiv possono e devono svolgere un ruolo chiave nello sviluppo di organizzazioni flessibili e più coerenti con le mutate esigenze di rendicontazione e ancor prima di definizione degli obiettivi. Gli stimoli e le sollecitazioni provenienti da tali organismi devono essere visti come una opportunità per le amministrazioni, proprio perché si tratta di un punto di vista che va oltre i recinti delle amministrazioni ed esprimono una percezione indipendente e terza rispetto agli attori coinvolti nei processi valutativi. In questo quadro la valutazione della performance e gli organismi indipendenti di valutazione - conclude Viscomi - possono diventare componenti importanti per la generazione di quel cambiamento organizzativo che è alla base del raggiungimento e del mantenimento di elevati livelli di performance".

Dal catalogo Cedam:
- 2009-2017 La performance in evoluzione. Oltre la performance. Contributi allo sviluppo e all'innovazione nelle prassi valutative delle Regioni e Province Autonome
Atti del II Forum nazionale degli Organismi Indipendenti di Valutazione delle Regioni e delle Province autonome
- Risultati e prospettive per i sistemi di valutazione della performance: confronto tra gli Organismi Indipendenti di Valutazione delle Regioni e delle Province Autonome
Atti del seminario nazionale, Catanzaro, 18 marzo 2016
 


( sm / 07.02.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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