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n. 3319 - giovedì 8 febbraio 2018

Sommario

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Lavoratori socialmente utili: più di 5500 verso stabilizzazione

50 milioni di euro per Basilicata, Campania e Puglia

(Regioni.it 3319 - 08/02/2018) ​50 milioni di euro, per la stabilizzazione di 5.518 Lavoratori Socialmente Utili. Hanno infatti superato positivamente i controlli di legge le convenzioni stipulate tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le Regioni Basilicata (siglata il18 dicembre 2017, per l'importo di 915.186,66 euro), Campania (siglata il 18 dicembre 2017, per l'importo di 38.392.533,53 euro) e Puglia (siglata il 17 ottobre 2017, per l'importo di 8.454.150,05 euro).
Le convenzioni completano il percorso del Decreto direttoriale n. 166 del 28 giugno 2017, a firma del Direttore Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione, finalizzato a incentivare l'assunzione a tempo indeterminato dei Lavoratori Socialmente Utili, mediante le risorse statali del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (secondo quanto previsto dall'art. 78, commi 2 e 3 della L. 388/2000) è autorizzato a stipulare annualmente apposite convenzioni con le Regioni finalizzate a garantire il pagamento dei sussidi (assegno per le attività socialmente utili, ASU, e per il nucleo familiare, ANF) nonché l'attuazione di misure di politiche attive per il lavoro in favore dei lavoratori socialmente utili appartenenti alla platea storica.
La Legge Finanziaria 2007 (art. 1, comma 1156, lett. g-bis L.296/2006) ha disposto, a decorrere dall'esercizio finanziario 2008, uno stanziamento annuo di 50 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale per Occupazione e Formazione proprio per incentivare l'assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili (art. 2, comma 1 D. Lgs. ecreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, in favore delle Regioni che rientrano nell'obiettivo "convergenza" dei Fondi strutturali dell'Unione Europea, attraverso la stipula di convenzioni con il Ministero del Lavoro.
Con il Decreto del Direttore Generale degli Ammortizzatori Sociali e della Formazione n. 166 del 28 giugno 2017 è stato ripartito lo stanziamento di 50milioni di euro, relativo all'annualità 2010, tra le regioni interessate, in proporzione al numero dei lavoratori socialmente utili compresi nei rispettivi bacini.
Ora apposite convenzioni assegnano alle regioni Basilicata, Campania e Puglia la quota parte del predetto stanziamento.
Anche in Sardegna e i Calabria si registrano importanti azioni per il settore. Primi interventi per LavoRas, il Programma integrato plurifondo approvato con la Legge di stabilità 2018: la Giunta della Regione Sardegna, su proposta dell’assessora del Lavoro Virginia Mura ha stanziato 14,3 milioni per l’attuazione dei Cantieri occupazionali destinati ai lavoratori già in utilizzo, e per le Politiche di stabilizzazione ed esodo dei lavoratori socialmente utili. L’intervento, essendo rivolto a categorie di lavoratori particolarmente fragili, anticipa l’approvazione complessiva del Programma “LavoRas”, di cui resta comunque parte integrante e consentirà agli uffici di impiegare subito 7,5 milioni per l’attuazione nel 2018 dei cantieri occupazionali, e di 6,8 milioni per favorire la stabilizzazione degli ex Lavoratori Socialmente Utili rimasti nel bacino regionale, che potranno comunque anche essere coinvolti negli stessi cantieri occupazionali.
Al via nell'isola i "cantieri occupazionali" rivolti a lavoratori che hanno perso il sostegno economico degli ammortizzatori sociali in conseguenza delle modifiche legislative intervenute in materia (ai sensi della legge regionale 5 del 2015), i cantieri impiegano 374 addetti in 77 Comuni (nei cosiddetti “cantieri verdi” per la prevenzione di incendi, dissesto idrogeologico e discariche abusive) e nelle Aziende Sanitarie Locali di Carbonia, Oristano e Sanluri. Questi lavoratori hanno come unico sostegno economico l’impiego nei cantieri occupazionali, i quali costituiscono un’azione positiva di inserimento nel contesto del mondo del lavoro, con l’impegno in attività che, in molti casi, preservano il loro patrimonio di competenze professionali, e in altri casi contribuiscono ad un accrescimento di conoscenze. Non solo: data l’età anagrafica di diversi dei lavoratori utilizzati, il loro inserimento nei cantieri occupazionali permette il conseguimento di contributi utili al raggiungimento del traguardo pensionistico: l’intervento, dunque, almeno in questi casi, può anche essere considerato un utile strumento di accompagnamento attivo alla pensione.
In Sardegna passi avanti per gli ex lavorarori socialmente utili che negli ultimi anni si sono ridotti da alcune migliaia a poche decine e che sono destinati a esaurirsi (in base alla normativa nazionale). Il bacino degli ex Lsu della Sardegna nel corso del 2017 si è ulteriormente assottigliato, passando da 52 a 32 unità grazie proprio alle azioni messe in campo dalla Giunta. Esse agiscono, attraverso un corposo piano di incentivi, tanto per favorire la stabilizzazione dei lavoratori presso le pubbliche amministrative, quanto per stimolare l’esodo volontario dei lavoratori. Proprio in forza dei progressi ottenuti, e con un risultato finale che è ormai a portata di mano, la Regione ha potuto ottenere dal Ministero del Lavoro la prosecuzione delle attività socialmente utili anche nel 2018. In attesa dunque di giungere ad una soluzione definitiva della loro situazione, potranno avere un altro anno di attività garantito.
In Calabria- ha sottolineato  il Presidente, Mario Oliverio - “il problema del lavoro è la questione centrale che ci vede impegnati incessantemente per individuare strumenti, percorsi e soluzioni finalizzate ad alleviare lo stato di sofferenza in cui vivono migliaia di calabresi e le loro famiglie”. All’indomani dei lavori dell’ultima riunione del Consiglio regionale nel corso della quale è stato approvato un importante ordine del giorno sottoscritto da diversi consiglieri regionali ed apprezzato dallo stesso Presidente della Regione, sulla situazione dei lavoratori ex percettori di indennità di mobilità in deroga. Oliverio ha ricordato che “Nel corso dell’ultimo Tavolo operativo che ho presieduto nei giorni scorsi presso la Cittadella regionale, abbiamo definito, di concerto con le parti sociali e facendo seguito ad un precedente accordo dello scorso 7 dicembre 2016, l'individuazione di un nuovo bando di 12 mesi rivolto agli enti pubblici e ai privati per i tirocinanti calabresi (per quei lavoratori inquadrati nell'accordo del 7 dicembre 2016) da emanare nei prossimi giorni. A questa misura abbiamo deciso di affiancare un altro bando che prevede un “bonus” annuo di cinque-seimila euro (la cifra precisa la definiremo in base alle risorse a nostra disposizione), come incentivo alle imprese che assumono per tre anni e che, alla fine dei tre anni, si impegnano a stabilizzare i lavoratori. In queste ore si sta lavorando alla stesura del bando che, entro pochissimi giorni, sarà pubblicato.
Anche per quanto riguarda la definizione della Banca Dati regionale abbiamo lavorato in questi mesi per ricostruire tutte le situazioni di intervento che riguardano i percettori di mobilità dal 2009 ad oggi. Abbiamo affrontato il problema dei 4600 lavoratori che fanno parte del bacino degli Lsu-Lpu per i quali abbiamo avviato la contrattazione il 1° gennaio 2015, fuoriuscendo da una impostazione che era quella del bacino, attraverso una integrazione dell’intervento dello Stato che ammonta a 50 milioni di euro con 39 milioni di euro del bilancio regionale per consentire la contrattazione a 26 ore settimanali e ciò ha consentito a questi lavoratori di maturare il diritto alla stabilizzazione. il 31 dicembre 2017, infatti, gran parte di essi hanno maturato 36 mesi di lavoro dipendente che consente loro di acquisire il diritto alla stabilizzazione ed altri la stanno maturando in queste settimane, Proprio ieri l’altro abbiamo avuto l’ok anche da parte della Direzione Generale del Ministero dell’Interno relativamente ai comuni che sono in dissesto finanziario a contrattualizzare. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità, la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà assumere un DPCM per regolare ulteriormente le procedure di stabilizzazione. Non appena il DPCM sarà emanato proporremo al Consiglio regionale di approvare una legge per incentivare la stabilizzazione e, nello stesso tempo, per consentire la mobilità nelle procedure di stabilizzazione. Predisporremo, quindi, uno strumento che dovrà aiutarci ad accompagnare un percorso che è iniziato nel gennaio del 2015 e che noi intendiamo portare a conclusione”.
“Il nostro unico obiettivo - ha concluso Oliverio- è quello di creare lavoro vero e di individuare, nella realizzazione di tale obiettivo, un percorso che consenta alle istituzioni, così come è doveroso, di farsi carico delle gravi situazioni di sofferenza sociale e di completa assenza di reddito da parte di cittadini e delle loro famiglie. Abbiamo la chiara consapevolezza che tutto questo non basta e che occorrerà fare molto di più ma, nelle condizioni date, stiamo profondendo ogni sforzo e tutte le nostre energie, con grande determinazione e profonda convinzione, per affrontare e alleviare, per quanto è nelle nostre possibilità, le condizioni di grave sofferenza in cui vivono migliaia di nostri corregionali. In questa direzione proseguiremo il nostro impegno senta tentennamenti e incertezze”.


( red / 08.02.18 )
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