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Regioni.it

n. 3321 - lunedì 12 febbraio 2018

Sommario
- Nel nord gran parte del popolo delle nuove partite Iva
- Turismo: le Regioni alla Bit 2018
- Autonomia: Zaia e Maroni preparano controproposta al Governo
- Autonomia: Emilia-Romagna pronta a firmare intesa
- Consumi turistici in Italia nel 2016 pari a 93,9 miliardi di euro
- Strade: 1,6 miliardi per la manutenzione

Alla Bit il XXI Rapporto sul turismo italiano curato da Iriss-Cnr

+T -T
Consumi turistici in Italia nel 2016 pari a 93,9 miliardi di euro

(Regioni.it 3321 - 12/02/2018) I consumi turistici in Italia sono stati nel 2016 pari a 93,9 miliardi di euro, di cui 36,4 miliardi riconducibili alla domanda straniera (38,7% del totale) e 57,6 miliardi a quella interna (61,3%). Il valore aggiunto generato si e' attestato su 103,6 miliardi di euro, oltre tre volte quello prodotto nel settore agro-alimentare e oltre quattro volte la ricchezza generata da tessile e abbigliamento. Il numero degli occupati ha superato i 3,2 milioni, pari a circa il 13,2% dell'occupazione nazionale.  Sono questi alcuni dei dati che emergono dal XXI Rapporto sul turismo italiano curato da Iriss-Cnr e che sarà presentato il 13 febbario alla Bit a Milano, la borsa internazionale del turismo a cui molte Regioni stanno partecipando con importanti contributi (cfr. notizia precedente).
Nel 2016 si è registrata la cifra record di 117 milioni di arrivi (3,5 milioni in più rispetto al 2015). Si tratta di dati che confermano la fase di sviluppo del settore in Italia, primo paese al mondo per disponibilità di patrimonio artistico-culturale (53 siti Unesco) e risulta tra i primi tre migliori paesi dove si consiglia viaggiare nel 2018.
Il 2016 per gli esercizi ricettivi boom di arrivi con un incremento del 3,1% rispetto al 2015 e circa 403 milioni di presenze - 10 milioni di presenze in più, pari a +2,6%. 
Un trend positivo confermato anche dai dati provvisori del primo semestre 2017 che ha registrato incrementi di arrivi e presenze rispettivamente pari al 5,5% ed al 7% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, variazioni che si sono attestate nei primi dieci mesi dello scorso anno al 3,5% per gli arrivi ed al 5% per le presenze. Su una tendenza analoga si collocano le previsioni per il 2018, che indicano un ulteriore progresso degli arrivi del 4%. 
Le presenze straniere mostrano un trend positivo costante con un tasso medio annuo nel quinquennio 2011-2016 pari a +2,5% (tra 2015 e 2016 +3,5%). In particolare, i tedeschi, con circa 56 milioni di presenze detengono la quota più rilevante (28,4%),
seguiti da francesi e turisti provenienti dal Regno Unito che con circa 13 milioni di presenze si attestano su 6,7% e 6,5%.
Da sottolineare che circa il 70% delle presenze straniere si concentra in sei regioni: Veneto (22%), Toscana (12%), Lombardia (11,2%), Provincia di Bolzano (10,8%), Lazio (9,8%) ed Emilia-Romagna (5%). La crescita del turismo domestico, dal picco delle presenze registrato nel biennio 2014-2015 (+4,5%), è passata tra il 2015 ed il 2016 a un incremento molto più contenuto, pari al 1,6%.

La crescita del turismo domestico, dal picco delle presenze registrato nel biennio 2014-2015 (+4,5%), e' passata tra il 2015 ed il 2016 a un incremento molto più contenuto, pari al 1,6%. "Queste dinamiche rappresentano la risultante dell'effetto congiunto di fattori esogeni, legati alle crisi economiche, alle catastrofi naturali o agli attentati terroristici, e dei cambiamenti strutturali del settore- sostiene il Direttore del Iriss-Cnr, Alfonso Morvillo, curatore del rapporto insieme ad Emilio Becheri e Roberto Micera - Tra questi ultimi si registrano l'affermazione di nuove forme di ricettivita' nel mercato turistico come riflesso della diffusione della sharing economy; l'affermazione della reintermediazione attraverso le Online Travel Agency; l'implementazione di strategie a supporto dei borghi per la valorizzazione delle aree interne e per la ripresa delle aree colpite dal terremoto; l'emergere di nuovi segmenti, sia come evoluzione di mercati tradizionali (turismo dei paesaggi e turismo fandom), sia come fenomeni di nicchia, in via di sviluppo (turismo dei nuovi gruppi familiari, shopping tourism, Lgbt e turismo di lusso). Infine, il
consolidarsi del ruolo delle istituzioni e delle politiche pubbliche per orientare l'attivita' degli operatori".
La XXI edizione del Rapporto sul turismo italiano raccoglie 51 contributi alla cui redazione hanno partecipazione circa settanta autori, tra i maggiori esperti di turismo. "Il Rapporto si configura quale strumento di supporto per le scelte strategiche di tutti gli attori, pubblici e privati, che direttamente o indirettamente sono coinvolti nel settore del turismo italiano- sottolinea inoltre Morvillo- E pone il 'dato' al centro dell'analisi, fornendo informazioni che si caratterizzano per essere autorevoli, confrontabili e agevoli da leggere; esso, inoltre, adempie ad una funzione educativa/didattica, proponendosi come guida all'accesso e alla lettura dei fenomeni piu' significativi che investono il turismo italiano; riporta, altresi', riflessioni e spunti per intraprendere nuovi progetti e/o approfondimenti sul settore e, infine, fornisce un ampio ventaglio di indicazioni di policy".

 



( sm / 12.02.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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