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Regioni.it

n. 3323 - mercoledì 14 febbraio 2018

Sommario
- Bonaccini convoca la Conferenza delle Regioni per il 15 febbraio
- Ue: verso tagli a politica agricola e coesione
- Musumeci: al via Cabina di regia sul patto per la Sicilia e fondi UE
- Alla scoperta delle newsletter delle Regioni
- Difesa: Ue tuteli lavoro in aziende a capitale straniero
- Italia primo produttore di spumante

+T -T
Ue: verso tagli a politica agricola e coesione

Dopo il 2020 più attenzione alle nuove emergenze: immigrazione sicurezza e difesa

(Regioni.it 3323 - 14/02/2018) Tagli alle 'vecchie' priorità cioè politica agricola e di coesione, e aumenti alle nuove emergenze soprattutto immigrazione, sicurezza e difesa. Con un occhio al rilancio di ricerca, innovazione e digitale, per poter vincere la sfida della competitività.
Questa, seondo le prime anticipazioni riportate dalle agenzie di stampa, la proposta della Commissione Ue sul primo bilancio pluriennale delpost-Brexit, che partirà dal 2021.
Il documento di Bruxelles parte dalla considerazione che con l'uscita del Regno Unito si perderà un "significativo" contributo al finanziamento delle politiche Ue. Per questo è necessario "uno sguardo critico sui tagli e l'efficienza delle priorità". Che, rispetto a cinque anni fa quando fu negoziato l'attuale bilancio, sono cambiate. Ad esempio, ora "gli europei mettono la sicurezza tra le priorità top", spinti dall' "instabilità alle porte dell'Ue". Per questo, la spesa dedicata al controllo delle frontiere esterne deve cambiare. Tre gli scenari suggeriti dalla Commissione: raddoppiare l'attuale spesa di 4 miliardi di euro per sfruttare al massimo i sistemi di controllo già in campo; aumentarla a 20-25 miliardi per creare un vero sistema integrato di controllo delle frontiere esterne, raddoppiando il personale che salirebbe a 3000 unità; fare un deciso passo verso un sistema come Stati Uniti e Canada, con una spesa che sale a 150 miliardi e il personale che diventa di 110mila unità. Anche creare "una vera Unione della difesa", altra nuova priorità, necessita di "un investimento significativo". Di "almeno 3,5 miliardi" per la ricerca, e 7 per lo sviluppo industriale. Sull'Erasmus, programma di punta dell'Ue attualmente dotato di 14 miliardi, si deve investire 30 miliardi minimo per raddoppiare i numeri attuali di studenti che vanno all'estero, oppure arrivare ad un totale di 90 miliardi per dare la possibilità di muoversi ad uno studente su tre. Il digitale va raddoppiato, portando la spesa a 70 miliardi, così come i settori di ricerca e innovazione la cui spesa deve aumentare almeno del 50%, possibilmente raddoppiare a 160 miliardi. Inoltre, una linea del budget (25 miliardi) andrà ad aiutare i Paesi impegnati con le riforme, e altri fondi serviranno per aiutare quelli che vogliono entrare nell'euro.
Le uniche voci di spesa per le quali la Commissione propone scenari di tagli, sono le politiche di coesione e quelle agricole. Per le prime, Bruxelles propone tre scenari: mantenere lo status quo, con fondi che continuano a sostenere tutte le Regioni, tagliare di un quarto aiutando solo quelle meno sviluppate (in Italia solo il Mezzogiorno), oppure tagliare di un terzo e di fatto sostenere solo i Paesi dell'Est Europa. Anche sulla politica agricola si propone lo status quo, oppure un taglio del 15% o uno più pesante del 30%.
In Italia levata di scudi da parte di Coldiretti: "Non puo' essere l'agricoltura a pagare il conto della Brexit". E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell'incontro con il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani il quale si è schierato contro i tagli ai fondi per l'agricoltura che necessita invece di strumenti per la modernizzazione e l'occupazione. "Indebolire l'agricoltura che è l'unico settore realmente integrato dell'Unione significa minare - ha sottolineato Moncalvo - le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro. Le ipotesi di taglio dei fondi destinati all'agricoltura (Pac) nel bilancio per l'Unione Europea - ha continuato Moncalvo - sono insostenibili per le imprese e per i cittadini europei che per il 90% sostengono la politica agricola a livello comunitario per il ruolo determinante per l'ambiente, il territorio e salute, secondo la Consultazione pubblica promossa dalla stessa Commissione europea". "Garantire un equo tenore di vita per gli agricoltori - sottolinea la Coldiretti - e' un'esigenza fondamentale per la maggioranza dei cittadini (88%) che sottolineano come agli agricoltori ricevano solo una piccola quota del prezzo finale al consumo dei prodotti alimentari (97%)".  "Un indirizzo importante nelle scelte per il futuro della Politica Agricola Comune (Pac) dove occorre pero' cambiare  rafforzando tutte le misure che escludono la "rendita" e premiando chi vive di agricoltura per puntare su un'assegnazione degli aiuti che consideri anche il contributo alla sostenibilita' sociale e quindi all'occupazione, da parte delle imprese agricole", ha aggiunto il presidente della Coldiretti nel sottolineare l'esigenza di "valorizzare la distintivita' delle produzioni di cui la tracciabilità dell'origine e l'etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato".

 



( red / 14.02.18 )
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