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Regioni.it

n. 3325 - venerdì 16 febbraio 2018

Sommario
- Partecipate: avviato percorso comune Regioni, enti locali e sindacati su esuberi
- Locazioni turistiche: ordine del giorno su aspetti problematici
- Parma capitale italiana della cultura per il 2020
- Sanità: Basilicata, Calabria, Liguria e Umbria su riparto Fondo 2018
- Accordo Regioni- AgID su digitalizzazione servizi pubblici
- Guide turistiche: assessori Regioni chiedono una legge organica
- Piste ciclabili e incentivi per auto ibride: mobilità più sostenibile

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Sanità: Basilicata, Calabria, Liguria e Umbria su riparto Fondo 2018

(Regioni.it 3325 - 16/02/2018) La Conferenza delle Regioni del 15 febbraio ha deciso il riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2018. A riguardo il presidente della regione Basilicata, Marcello Pittella, interviene spiegando che la regione ha ottenuto un ottimo risultato, riuscendo da un lato a recuperare il gap iniziale connesso alla quota di accesso in base alla popolazione (17,020 milioni) e dall'altro ad avere riconosciuti ulteriori 1,734 milioni di euro rispetto all'anno 2017 quale premialita' per il superamento del tavolo nazionale Lea (Livelli Essenziali di Assistenza anno 2015) per un totale complessivo superiore a 1,054 miliardi di euro.
Pittella quindi aggiunge che “il riparto dell'anno 2018 ottenuto dalla Regione deve servire per potenziare l'offerta dei servizi sull'intero territorio regionale in un rinnovato spirito di rete delle diverse articolazioni del sistema medesimo e deve essere di sprone per continuare, fattivamente con tale spirito, nell'azione di contrasto alla migrazione sanitaria che continua ad essere obiettivo primario della sanità lucana”.
Anche la regione Calabria fa un po' di conti: rispetto all’anno precedente riceverà poco più di 24 milioni di euro passando da 3 miliardi 501 milioni a 3 miliardi 525 milioni. Ciò avviene – spiega sempre la regione Calabria - in un quadro in cui anche quest’anno nella quasi totalità delle regioni, solo tre: Lombardia, Emilia Romagna e Lazio crescono in popolazione. La Calabria perde 5.393 abitanti in un saldo negativo per l’Italia di 76.106. Quindi nonostante la diminuzione della popolazione il fondo sanitario regionale cresce.
L’assessore della regione Calabria alle infrastrutture, Roberto Musmanno, sottolinea come “la discussione sul riparto del fondo sanitario come spesso avviene si incrocia con i dati sulla mobilità sanitaria” e il delegato alla sanità, Franco Pacenza, dichiara che “nei prossimi giorni un nucleo specifico sarà insediato al Dipartimento salute dedicato esclusivamente alla mobilità sanitaria. Sempre oggi – ha aggiunto -, sempre con l’obiettivo di monitorare i flussi di mobilità sanitaria, si è deciso una riduzione del 60% sulle attività inappropriate e non riguardanti l’alta specialità. La mobilità sanitaria che negli ultimi anni si è stabilizzata nella sanità pubblica trova negli erogatori accreditati spesso attività inappropriate. Perciò – afferma Pacenza - prima di tutto bisogna migliorare e potenziare la nostra offerta sanitaria ma vanno anche perfezionate tutte le nostra attività di controllo anche in collaborazione con le Regioni che producono mobilità attiva”.
Il Vice Presidente della regione Liguria, Sonia Viale, spiega che la Liguria è riuscita ad ottenere non solo il mantenimento dei fondi del 2017 ma anche ulteriori risorse, grazie ad un meccanismo di premialità legato al contenimento della spesa farmaceutica convenzionata: in questo ambito la Liguria risulta tra le otto Regioni che sono riuscite a contenere l’incremento entro il limite dell’11,38%. La Liguria si è inoltre posizionata tra le 11 regioni che hanno erogato servizi applicando i Lea-Livelli essenziali di assistenza. Tra i parametri tenuti in considerazione in sede di riparto, anche l’indice di vecchiaia della popolazione, che in Liguria risulta il più elevato a livello nazionale insieme alla Campania.
Per Luca Barberini, assessore alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare della regione Umbria, “il riparto del Fondo sanitario nazionale ha assegnato all’Umbria oltre 1 miliardo 647 milioni di euro per il 2018, circa 7,5 milioni di euro in più rispetto al 2017, un incremento significativo dovuto alla capacità di mantenere i conti in equilibrio, di garantire tutti i livelli essenziali di assistenza e di assicurare servizi e prestazioni di qualità”.
“Si tratta di un grande risultato per la nostra Regione – spiega Barberini – che consentirà di potenziare il servizio sanitario regionale, di portare avanti la programmazione definita, di sviluppare ulteriormente le cure primarie e le prestazioni al livello territoriale per realizzare una sanità sempre più vicina ai bisogni di salute dei cittadini. Il positivo accordo raggiunto è frutto di un’attenzione sempre maggiore ai temi della sanità, con più risorse messe a disposizione dal Governo in continuità con quanto fatto negli ultimi anni, oltre che dell’elevata qualità del sistema sanitario umbro. L’Umbria, infatti, da anni è Regione benchmark ai fini della determinazione dei risultati”.
“Per il terzo anno consecutivo – rileva l’ assessore alla Salute della regione Umbria – le Regioni hanno raggiunto un accordo entro il mese di febbraio, fatto non secondario perché consentirà alle stesse di poter contare sulla certezza delle risorse assegnate, permettendo alle Aziende sanitarie di poter attuare un’adeguata programmazione economico-finanziaria”.



( gs / 16.02.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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