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Regioni.it

n. 3328 - mercoledì 21 febbraio 2018

Sommario
- Bonaccini convoca la Conferenza delle Regioni per il 22 febbraio
- Funzioni locali: siglato il contratto del comparto
- Al via il VI ciclo di formazione in materia europea del Cinsedo
- Tasse automobilistiche: via libera al nuovo centro di interoperabilità
- Giochi Olimpici in Corea: commenti dalle Regioni alle medaglie italiane
- Piante officinali: emendamenti a decreto per coltivazione e raccolta

Documento della Conferenza delle Regioni del 15 febbraio

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Piante officinali: emendamenti a decreto per coltivazione e raccolta

(Regioni.it 3328 - 21/02/2018) Nel corso della Conferenza Unificata del 15 febbraio le Regioni hanno espresso un parere favorevole sul decreto che disciplina la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali. Un via libera che è stato però condizionato all'accoglimento di alcune proposte emendative contenute in un documento che è stato consegnato al Governo. Peraltro già in una riunione tecnica precedente diversi emendamenti delle Regioni erano stati accolti dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, poi nella riunione della Conferenza Unificata il Governo ha dato il proprio assenso a recepire le ulteriori modifiche proposte dalle Regioni.
Si riporta di seguito il documento della Conferenza delle Regioni (pubblicato integralmente sul portale www.regioni.it, sezione "Conferenze") con l'alegato (privo però della premessa).
Posizione sullo schema di decreto legislativo recante disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali
Parere, ai sensi dell'art. 5, comma 3, della Legge 154/2016
Punto 6) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condiziona l’espressione del parere favorevole all’accoglimento delle proposte di modifica evidenziate nel testo allegato.
Roma, 15 febbraio 2018
ALLEGATO
[... ] Il Presidente della Repubblica [...]
SU PROPOSTA del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, il Ministro dell’economia e finanze, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute e il Ministro dello sviluppo economico;
EMANA il seguente decreto legislativo:
ART. 1 (Definizioni e ambito di applicazione)
1. Il presente decreto disciplina la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali.
2. Ai fini del presente decreto, per piante officinali si intendono le piante cosiddette medicinali, aromatiche e da profumo, nonché le alghe, i funghi macroscopici e i licheni destinati ai medesimi usi. Le piante officinali comprendono altresì alcune specie vegetali che in considerazione delle loro proprietà e delle loro caratteristiche funzionali possono essere impiegate, anche in seguito a trasformazione, nelle categorie di prodotti per le quali ciò è consentito dalla normativa di settore, previa verifica del rispetto dei requisiti di conformità richiesti.
3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è definito l’elenco delle specie di piante officinali coltivate ai fini del presente decreto.
4.3 Il risultato dell’attività di coltivazione o di raccolta delle singole specie di piante officinali può essere impiegato direttamente, oppure essere sottoposto a operazioni di prima trasformazione, consistenti prevalentemente nelle attività di lavaggio, defoliazione, cernita, essiccazione, taglio e estrazione di olii essenziali da piante fresche direttamente in azienda agricola, nel caso in cui quest’ultima attività necessiti di essere effettuata con piante e parti di piante fresche appena raccolte.
5 4 La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali, sono considerate attività agricole, ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile.
6 5 Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente decreto la coltivazione e la lavorazione delle piante di cui al comma 2 disciplinate dal testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
7. È altresì esclusa dall’ambito di applicazione del presente decreto la vendita delle piante officinali.
8.6 Il presente decreto costituisce testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali, ai sensi dell’articolo 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154.
9. 7 Ai sensi dell’articolo 13-bis della legge 23 agosto 1988, n. 400, ogni intervento normativo incidente sul presente testo unico o sulle materie dallo stesso disciplinate va attuato mediante esplicita modifica, integrazione, deroga o sospensione delle specifiche disposizioni in esso contenute.
ART. 2 (Coltivazione, raccolta e prima trasformazione)
1. La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione in azienda delle piante officinali sono consentite all’imprenditore agricolo senza necessità di autorizzazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 6 5, e dal comma 2 del presente articolo.
2. La coltivazione e la raccolta delle piante officinali a scopo medicinale è da effettuarsi in accordo alle “Good Agricultural and Collection Practice (GACP)” senza necessità di specifica autorizzazione; le GACP sono richiamate dall’allegato 7, punto 7, delle Good Manufacturing Practice (GMP) dell’Unione europea che sono obbligatorie sia per la produzione di sostanze attive vegetali che per i medicinali, come previsto dal titolo IV del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219.
3. Il presente decreto reca principi fondamentali in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali, ai quali le regioni e le province autonome si conformano nell’ambito della rispettiva autonomia normativa. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. In relazione alle medesime materie, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano altresì la formazione, l’aggiornamento professionale dell’imprenditore agricolo e l’attività di consulenza aziendale anche attraverso l’utilizzo degli strumenti di cui al regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo del Consiglio del 17 dicembre 2013.
ART. 3 (Raccolta, prelievo, moltiplicazione e prima trasformazione di piante officinali spontanee)
1. In conformità a quanto disposto dal regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996, dalla legge 1 dicembre 2015, n. 194, dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 nonché dal decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 ed in particolare gli artt.9, 10 e 11 di quest’ultimo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, disciplinano l’attività di prelievo delle specie di piante officinali che crescono spontaneamente sui rispettivi territori, coerentemente con le esigenze di conservazione della biodiversità locale.
2. Il decreto di cui all’articolo 1, comma 3 2, è disciplinata l’attività di raccolta, moltiplicazione e prima trasformazione delle specie di piante officinali spontanee, anche in riferimento al Reg.to (CE) n.834/2007 del Consiglio ed in particolare l’art.12 comma 2, nonché delle specie e delle varietà da conservazione o in via di estinzione di cui alla legge 1 dicembre 2015, n.194.
2. Per le specie e le varietà da conservazione o in via di estinzione delle piante officinali, si applicano le disposizioni della legge 1 dicembre 2015, n. 194.
3. 2. La raccolta spontanea di piante, alghe, funghi macroscopici e licheni cresciuti spontaneamente e destinati ad essere impiegati come ingredienti di un medicinale è effettuata in accordo alle Good Agricultural and Collection Practice (GACP) di cui all’articolo 2, comma 2.
ART. 4  (Piano di settore della filiera delle piante officinali) 
1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali è adottato il Piano di settore della filiera delle piante officinali, di seguito denominato “Piano di settore”, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il Piano di settore individua gli interventi prioritari volti a migliorare le condizioni di coltivazione, di raccolta e di prima trasformazione delle piante officinali, a incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, a definire forme di aggregazione professionale e interprofessionale capaci di creare condizioni di redditività per l’impresa agricola, nonché a realizzare un coordinamento della ricerca nel settore. Prevede, altresì, specifiche modalità di conversione per la coltivazione delle specie officinali di aree demaniali incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate, anche attraverso l’affidamento a titolo gratuito della conduzione dei terreni.
3. Il Piano di settore è lo strumento programmatico strategico del settore destinato a fornire alle regioni un indirizzo sulle misure di interesse da inserire nei singoli Piani di sviluppo rurale.
4. All’attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART.5 (Tavolo tecnico del settore delle piante officinali)
1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali è istituito il tavolo tecnico del settore delle piante officinali, con compiti consultivi e di monitoraggio in materia di piante officinali. I componenti del tavolo durano in carica tre anni.
2. Il tavolo tecnico del settore delle piante officinali è composto dai rappresentanti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del Ministero della salute, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero dell’economia e delle finanze, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, delle regioni e province autonome, delle organizzazioni professionali agricole, delle organizzazioni dei produttori, degli importatori e dei trasformatori di piante officinali, delle Unioni e Federazioni del commercio e della distribuzione delle piante officinali, dei collegi e degli ordini professionali, dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) nonché da una rappresentanza delle Università competenti, della Società botanica italiana, della Società di Ortoflorofrutticoltura italiana e della Società Italiana di Fitochimica e delle Scienze delle Piante Medicinali, Alimentari e da Profumo.
3. Ai partecipanti al tavolo tecnico non spettano compensi, gettoni di presenza, indennità, emolumenti né rimborsi spese comunque denominati. L’istituzione del tavolo tecnico non deve determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica
4. Nell’ambito del tavolo tecnico è costituito l’Osservatorio economico e di mercato permanente, con il compito di raccogliere e di analizzare le informazioni derivanti dal monitoraggio dei dati economici del settore delle piante officinali al fine di aggiornare le indicazioni economiche, i prezzi e l’andamento del mercato.
5. Gli esperti dell’Osservatorio economico e di mercato permanente sono scelti tra i componenti del tavolo tecnico ed agli stessi non spettano compensi, gettoni di presenza, indennità, emolumenti né rimborsi spese comunque denominati.
6. Le funzioni di supporto e di segreteria saranno assicurate dagli uffici competenti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attraverso le risorse umane assegnate a legislazione vigente.
ART. 6 (Piano di settore della filiera delle piante officinali)
1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono istituiti i registri varietali delle specie di piante officinali di cui all’articolo 1, comma 2, allo scopo di valorizzare le caratteristiche varietali del materiale riproduttivo o di propagazione delle singole specie.
2. Le specie di cui al comma 1 sono classificate in funzione delle caratteristiche riproduttive delle sementi e del materiale di propagazione, in modo da definire le categorie ammesse alla commercializzazione.
3. Il decreto di cui al comma 1 definisce la procedura di certificazione delle sementi, conformemente a quanto previsto dalla legge 25 novembre 1971, n. 1096, individua gli adempimenti richiesti per garantire la tracciabilità del materiale sementiero e di propagazione delle piante officinali e definisce le caratteristiche tecnologiche del materiale ammesso alla commercializzazione. 
4. Gli oneri derivanti dalle attività finalizzate all’iscrizione delle varietà nei registri delle varietà vegetali, determinati con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in misura corrispondente al costo del servizio, sono a carico del richiedente. All’attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
ART. 7 (Marchi collettivi di identificazione delle piante officinali prodotte in Italia)
1. Le Regioni, anche d’intesa con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, possono istituire, nel rispetto della normativa dell’Unione europea, marchi finalizzati a certificare il rispetto di standard di qualità nella filiera delle piante officinali.
2. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha facoltà di proporre un marchio unico di qualità nazionale che le regioni possono adottare a livello regionale, interregionale o di distretto. 
3. Al fine di fornire migliori garanzie sulla qualità della pianta coltivata e sugli standard qualitativi e di sicurezza del prodotto finito, sono incentivate la diffusione e l’applicazione nelle diverse fasi della filiera delle piante officinali delle Good Agricultural and Collection Practice (GACP).
ART. 8 (Abrogazioni)
1. Sono abrogati:
a) la legge 6 gennaio 1931, n. 99, ad esclusione dell’articolo 6;
b) il regio decreto 19 novembre 1931, n. 1793;
c) la legge 30 ottobre 1940, n. 1724;
d) la legge 9 ottobre 1942, n. 1421.  
2. Il regio decreto 26 maggio 1932, n. 772, è abrogato a decorrere dall’entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 1, comma 3 2.
ART. 9 (Neutralità finanziaria)
1.Dall’attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato.


( red / 21.02.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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