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Regioni.it

n. 3338 - mercoledì 7 marzo 2018

Sommario
- Bonaccini convoca la Conferenza delle Regioni per l'8 marzo
- 8 marzo: dal Rapporto Eurispes alle numerose iniziative delle Regioni
- Elezioni e prospettive: le analisi dei presidenti di Regione
- Sanità: Osservatorio Cittadinanzattiva sulla professione di infermiere
- Newsletter delle Regioni: l'informazione a domicilio...email
- Istat: economia mantiene un profilo espansivo

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8 marzo: dal Rapporto Eurispes alle numerose iniziative delle Regioni

(Regioni.it 3338 - 07/03/2018) //

In occasione dell'8 marzo, l'Eurispes ha voluto realizzare un'indagine declinata al femminile, soffermandosi su alcune tematiche specifiche: i consumi, la bellezza, la tecnologia e il fenomeno della violenza di genere. In particolare, è stata analizzata una forma di violenza che negli ultimi ha trovato ampio spazio sui media anche a causa dei numerosi casi di cronaca registrati, lo stalking. I "ritratti" dell'Eurispes propongono le donne come motore dell'economia e della speranza, moderne, tecnologiche, connesse alla rete e appassionate di social, attente al proprio aspetto fisico e sempre più propense a inseguire la bellezza anche a costo di ricorrere al bisturi.  Dopo un lungo e difficilissimo periodo di crisi, le abitudini di consumo delle donne hanno contribuito comunque a ridare fiducia ad un'economia rimasta per molto tempo in difficoltà.
Rispetto agli anni passati è il carrello della spesa del supermercato a pesare di più sul bilancio familiare: il 45% delle donne ha dichiarato infatti di aver impiegato maggiori risorse finanziarie per comprare cibo e quello di qualità è in vetta alla classifica dei prodotti e servizi di cui le donne non sono disposte a fare a meno. Un'altra voce rilevante riguarda le spese mediche: oltre il 38% delle donne ha dedicato alle cure per la salute maggiori risorse, con una percentuale più alta, come era prevedibile, tra le over 65 e le 45-64enni. Più di tre su dieci hanno dichiarato di aver usato maggiormente l'automobile. Il 27,8% delle donne nell’ultimo anno ha assaporato più spesso del buon cibo fuori casa, il 25,7% ha dedicato più risorse finanziarie al tempo libero, il 22,3% si è concessa più viaggi e vacanze. A trainare questo tipo di spesa sono soprattutto le fasce giovani tra i 18 e i 24 anni e tra i 25 e i 34 anni. Oltre un quarto delle italiane ha poi confessato di aver investito di più nella bellezza e nella cura, tra estetista, parrucchiere, profumeria. Il dato interessante è che a spendere di meno e a dover affrontare maggior difficoltà economiche sono le donne che lavorano con partita Iva: solo il 16% infatti si è concesso questo tipo di investimento, rispetto al 35,3% di chi ha un contratto a tempo determinato e al 34,3% delle donne che hanno un contratto di lavoro atipico. Quella per i vestiti rimane una passione tutta femminile: una su quattro ha speso di più per l'outfit rispetto agli scorsi anni; la classe delle 18-24enni è quella che più delle altre ha incrementato il budget da destinare a questo tipo di shopping. Così come le donne non possono a fare a meno dei loro amici a quattro zampe, considerati sempre di più parte integrante della famiglia: una donna su cinque ha incrementato la spesa per il proprio pet. C'è poi il capitolo dedicato ai figli: oltre tre donne su dieci hanno scelto di spendere di più per l'istruzione privata scolastica e universitaria dei figli, mentre solo il 15% ha aumentato il budget per le baby sitter. Salta agli occhi il dato che riguarda le donne che lavorano con partita Iva: il 100% di loro non ha speso neanche un euro in più per affidare le cure dei figli ad altri. È invece molto alta la percentuale di chi ha dovuto sostenere maggiori costi per la badante (30%), segno anche questo di una popolazione che invecchia.
Diciassette donne italiane su 100 hanno modificato il loro corpo con la chirurgia estetica, di queste due su cento lo ha fatto più di una volta. Il risultato sorprendente è che sono soprattutto le giovanissime fra i 18 e i 24 anni a cedere al “ritocchino”: più di una ragazza su cinque (21,4%) si è rivolta alla chirurgia estetica almeno una volta nella vita, il 3,6% più di una. Per quanto riguarda i trattamenti estetici non chirurgici, sono stati utilizzati dal 27,1% delle donne intervistate, poco più di una donna su cinque si è tatuata, il 18,1% ha fatto un piercing.
La tecnologia è donna: non esiste alcun gap tra maschi e femmine in tema di tecnologia legata alle abitudini quotidiane. L'88,7% delle donne italiane possiede un cellulare, la percentuale raggiunge la quasi totalità nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 44 anni. Oltre sette donne su dieci, secondo la rilevazione Eurispes, cambiano apparecchio solo quando quello vecchio non funziona più, il 12,6% quando il modello e le funzionalità sono superati, solo una su dieci lo sostituisce quando ne esce uno che le piace di più e il 6,9% appena ne ha la possibilità. Il 78,5% crede che i Social network siano di aiuto per restare in contatto con i propri amici, il 71,8% che consentano di essere informati sull'attualità; per il 63,4% aiutano a fare nuove conoscenze e per il 62,5% sono uno strumento utile di lavoro. La grande maggioranza è comunque cosciente anche degli aspetti negativi.
Violenza sulle donne: la percezione diffusa nell'opinione pubblica femminile è che il fenomeno sia aumentato negli ultimi due anni. L'indagine realizzata dall’Eurispes sullo stalking, rivela che la situazione reale sarebbe meno drammatica di quella percepita e il fenomeno più contenuto. Secondo la rilevazione, effettuata su un campione di sole donne dai 18 anni in su, il 12,6% delle intervistate ha subito nel corso della vita condotte vessatorie reiterate nel tempo. Di queste, quattro su dieci hanno tra i 18 e i 34 anni, oltre un quarto sono separate o divorziate e due su dieci sono conviventi.  Il 17,7% vive nelle Isole, e il 17% nel Nord-Est, zone geografiche dove il fenomeno sembra più grave. Ed ecco l'identikit dello stalker: nel 34,3% dei casi si tratta dell'ex partner, nel 17% è un conoscente e il 14,3% delle volte “l'orco” è un collega. Solo il 4,3% delle donne indica come stalker il proprio attuale marito, compagno o fidanzato. Ad essere prese di mira dall'ex partner sono nella maggioranza dei casi le donne che vivono in coppia e non hanno figli (57%), seguite dalle donne che vivono sole (38,5%) e poi da quelle che vivono in coppia ed hanno prole (25,8%). Sette volte su dieci l'atteggiamento persecutorio ha la forma di un messaggio o di telefonate ripetute, nel 58,5% dei casi si esplica attraverso insulti, il 48,6% delle intervistate parla di diffusione di affermazioni diffamatorie e oltraggiose, quattro su dieci sono state costrette a subire appostamenti, pedinamenti e minacce, il 23% danni a cose di proprietà. Ha subìto aggressioni fisiche il 17% delle vittime di stalker e una identica percentuale molestie rivolte alla famiglia o agli animali della vittima. In particolare, le vittime più frequenti di aggressioni fisiche sono le donne più anziane: la percentuale più alta si registra tra le over 6 e si attesta al 28,6%. Un altro dato interessante riguarda le testimonianza indirette: il 32,5% delle intervistate ha dichiarato di aver conosciuto altre vittime di stalking, una percentuale pari quasi al triplo di quella di coloro che hanno avuto esperienza in prima persona. Tra le ragazze più giovani, questo dato arriva al 46,4%.
In ooccasione dell'8 marzo, la Svimez rende noti i primi risultati di uno studio sulla condizione delle donne nel Sud. Il tasso di disoccupazione femminile nel 2017 è pari al 21,9% al Sud e il 9,1% al Centro Nord. Ma se si guarda alle giovani donne, tra 15 e 24 anni, il divario e' ben piu' ampio: addirittura 55,3% nel Mezzogiorno e 27,7% nelle regioni centrali e settentrionali. Più i  generale oltre una donna su cinque al Sud, precisamente il 21,9%, non lavora. E una laureata da quattro anni che lavora al Sud ha un reddito medio mensile netto di 300 euro inferiore a quello di un uomo (1000 euro contro 1300). A quattro anni dalla laurea il divario di reddito tra maschi e femmine, pur rimanendo, tende comunque a ridursi. Delle donne
meridionali occupate, una su tre lavora al Nord, circa il 62%, e la componente femminile meridionale e' molto piu' mobile
rispetto a quello maschile. 
L'8 marzo non è solo l'occasione per riflettere, per analisi sociologiche o per riflessioni economiche, ma anche la data in cui le istituzioni e la politica ripropongono in modo interventi, azioni ed eventi per quella che resta “La sfida irrinunciabile che abbiamo di fronte - sottolinea la Presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini- è quella di raggiungere l’uguaglianza sostanziale, sia dal punto di vista sociale che di genere, perché nonostante quanto è stato raggiunto con il lavoro tenace di questi anni c’è ancora strada da fare per la quale servono politiche e azioni che dobbiamo costruire tutti insieme”. La Marini è intervenuta all’incontro “I talenti delle donne. Impegno, conquiste, creatività, speranze” organizzato, alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale della Donna, da Fnp Cisl pensionati Umbria, Fnp Cisl Pensionati Umbria Coordinamento Donne e Anteas (Associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà) Umbria che si è svolto a Perugia. “Uguaglianza è la parola che contraddistingue le nostre politiche e il nostro impegno – ha detto – ed è quello che vogliamo garantire, così come vogliamo far crescere la consapevolezza che c’è assoluto bisogno dei talenti delle donne nella società, dalle istituzioni alla politica, dal sindacato alle imprese, alle professioni. Per esprimere il loro talento, le donne hanno bisogno di una rete di ‘welfare’ che funzioni e le sostenga con politiche familiari, per la non autosufficienza, asili e servizi scolastici, servizi sociosanitari, terzo settore. Un sistema forte che è tanto più necessario in una società in cui aumenta l’età media della popolazione”. La presidente Marini, che ha ringraziato gli organizzatori per aver promosso un’occasione di confronto su queste tematiche allargandolo anche ai giovani (presenti, tra gli altri, studentesse e studenti del Liceo Classico “Mariotti” di Perugia), nel ricordare come siano storia recente alcune conquiste formali raggiunte dalle donne in campo lavorativo e dei diritti, si è soffermata su uno dei temi cruciali, quello del lavoro. “Assistiamo a una grande trasformazione – ha rilevato – in cui alla crescita dell’innovazione, delle tecnologie, della competitività non corrisponde un aumento diffuso dei posti di lavoro. A rischiare di più sono ancora le donne, lavoratrici spesso precarie, con livelli di retribuzione salariale inferiori agli uomini non solo nell’impresa privata, ma anche nella pubblica amministrazione. Un quadro – ha proseguito – che ci impone ‘ricette’ nuove, politiche e azioni di governo, condivise con imprese e sindacati. E dobbiamo anche lavorare per abbattere quelle barriere all’ingresso nel mondo del lavoro che impediscono ai nostri giovani talenti, a giovani donne che eccellono per la loro formazione, di entrare facendoci perdere le competenze migliori”. La presidente della Regione Umbria ha voluto richiamare l’attenzione sul tema della violenza contro le donne: “è un tema che ci spaventa, non solo per le dimensioni che ha raggiunto, ma perché genera problemi serissimi sul funzionamento della società. È un problema diffuso e trasversale, non della marginalità sociale”. La presidente Marini ha ricordato le azioni messe in campo, dal Telefono Rosa ai percorsi dedicati nei Pronto soccorso fino al recente Protocollo per la realizzazione del sistema regionale di contrasto alla violenza di genere, invitando a intensificare l’impegno di tutti per “aggredire il problema della violenza sul versante culturale e sociale”. Regione Lombardia ospiterà, giovedi' 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della donna, un seminario di aggiornamento per docenti sul tema 'Punti di luce: le donne nella Shoah' organizzato dall'Associazione Figli della Shoah in collaborazione con l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme. Sarà presente la neo senatrice Liliana Segre Presidente dell'Associazione Figli della Shoah. Nel corso della mattinata verrà comunicata la ratifica della Dichiarazione d'Intenti appena firmata tra Regione Lombardia, Associazione Figli della Shoah e Istituto Yad Vashem da cui nascerà una stretta collaborazione tesa a creare nuovi progetti dedicati al mondo della scuola sul tema della Shoah.
Sempre l'8 marzo, la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale sarà a Palazzo Ducale (ore 10.30, Sala del Maggior Consiglio) per la firma del nuovo Protocollo regionale per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti di donne, minori e soggetti deboli - inRete contro la violenza” frutto della collaborazione tra Prefettura di Genova, Procura della Repubblica e Regione Liguria. Oltre che da Regione Liguria, l’accordo sarà siglato anche dai Prefetti di Genova, Imperia, La Spezia, Savona, dal Sindaco di Genova e della Città Metropolitana, dai Sindaci di La Spezia, di Savona, di Sanremo, di Chiavari, quali capofila della Conferenza dei Sindaci, da Anci Liguria, dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Genova, dai Procuratori presso i Tribunali di Genova, Imperia, Savona, La Spezia, dal Procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Genova, dai Comandanti Regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dai Questori di Genova, Imperia, Savona, La Spezia, dal Rettore dell’Università degli Studi di Genova, dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, dai Direttori Generali di Alisa e delle aziende ospedaliere Evangelico Internazionale, Galliera, Gaslini, San Martino. Inoltre la Regione Liguria va incontro alle donne in gravidanza che studiano per diventare medico di medicina generale con un provvedimento che garantisce loro di non dover perdere fino ad un anno per potersi iscrivere alla graduatoria regionale, grazie alla possibilità di ‘ammissione con riserva’ anche prima di aver sostenuto l’esame finale. È l’oggetto della circolare di immediata applicazione varata da Regione Liguria per rispondere alle esigenze delle donne che frequentano i corsi triennali di formazione specifica in Medicina Generale, evitando che, a seguito della maternità, siano costrette, dopo aver conseguito il titolo abilitativo, ad attendere fino ad un anno prima di potersi iscrivere alla graduatoria regionale utile per la Medicina generale. “Questa circolare – aggiunge l’assessore Viale - pone rimedio a questa situazione, consentendo alle donne in maternità, che abbiano dovuto sospendere la frequenza del corso triennale, di presentare la domanda di “ammissione con riserva” alla graduatoria: l’iscrizione sarà definitiva solo se l’esito del successivo esame finale sarà positivo. Rendiamo davvero effettivo e pieno il diritto alla maternità, garantendo che questo non abbia ripercussioni negative sulla formazione e sul lavoro di queste donne”. Il 7 marzo, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e la vicepresidente Viale incontreranno le 6 donne, che grazie a questo provvedimento, potranno iscriversi con riserva alla prossima graduatoria. L’incontro si svolgerà alle ore 18 presso la Sala della Trasparenza (piazza De Ferrari 1, piano terra).
In Veneto per celebrare la giornata della donna l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Elena Donazzan, ha scelto il Coespu di Vicenza, centro di eccellenza dell’Arma dei Carabinieri per la formazione e l’addestramento delle unità di polizia di stabilità. L'8 marzo, alle 10, nel complesso militare di via Medici, è in programma la cerimonia inaugurale dell’ottavo corso specializzato per la protezione di genere, che coinvolge ufficiali di polizia provenienti da 17 paesi diversi: Bangladesh, Benin. Burkina Faso, Gabon, Ghana, Giordania, Kenya, Indonesia, Malesia, Mauritania, Nepal, Pakistan, Romania, Ruanda, Togo Ucraina e Uganda. “Ho accolto con gioia e convinzione l’invito rivoltomi" perché “La promozione della dignità delle donne – afferma l’assessore – è il requisito base per la convivenza civile e per una società fondata sul rispetto. La tutela dei diritti delle donne, alla vita, alla loro identità, alla libertà e alla sicurezza, è una vera operazione di ‘peace keeping’: proteggere le donne, significa difendere diritti e sicurezza di ogni nazione, promuovere società capaci di essere inclusive”.
L’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato ha invece sottolineatro “Un’ulteriore disponibilità di quasi due milioni di euro" che "permetterà di finanziare la gran parte delle imprese al femminile che nel 2017 sono rimaste escluse per esaurimento delle risorse dal contributo assegnato dalla giunta regionale con uno specifico bando. E’ questo l’”8 marzo” che vogliamo dedicare alle donne imprenditrici venete”.  Il bando prevede la concessione di contributi a fondo perduto, in misura pari al 30% della spesa rendicontata, per la realizzazione di interventi di importo non inferiore a 20.000 e non superiore a 150.000 euro. “Abbiamo rimpinguato la dotazione – conclude l’assessore – con risorse aggiuntive, pari ad 1.960.714,29 euro, consentendo così di finanziare scorrendo la graduatoria la maggior parte delle “imprese in rosa” che nel 2017 sono rimaste escluse dal contributo per esaurimento delle risorse a disposizione”. Il percorso per rendere operativo il provvedimento prevede l’acquisizione del parere della terza Commissione consiliare che, a termini di legge, è chiamata ad esprimersi sulla ripartizione delle risorse del Fondo Unico regionale.
Tra i tanti appuntamenti e inviti per la Giornata internazionale della donna l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin ha scelto quello del circolo Acli Colf di Verona: domani, giovedì 8 marzo, alle ore 14.30, nella sala civica Elisabetta Lodi di via San Giovanni in Valle, a Verona, la responsabile delle politiche sociali della Regione Veneto si confronterà con il presidente provinciale delle Acli scaligere Italo Sandrini, la presidente dell’Associazione donne moldave Tatiana Nogailic, il presidente dell’impresa sociale Michele Orlando e Gloria Albertini, del Centro studi immigrazione di Verona, su condizione e prospettive del ruolo delle ‘assistenti familiari’. “La presenza delle ‘badanti’ nelle nostre case diventa un servizio sempre più indispensabile alle famiglie, soprattutto per la cura delle persone anziane e non più autosufficienti, ma anche per affiancare i genitori nella crescita dei figli – commenta l’assessore – Si tratta in prevalenza di donne, che aiutano altre donne, a conciliare tempi di vita e di lavoro, in una logica di redistribuzione dei carichi assistenziali e di condivisione di risorse”. Per sostenere questa forma sussidiaria e spontanea di welfare familiare la Regione Veneto ha promosso nell’autunno scorso una legge di regolamentazione e qualificazione delle assistenti familiari: “La legge 38 del 17 ottobre scorso è uno strumento in più per dare dignità e rilievo al loro lavoro, per facilitare l’incontro tra famiglie e assistenti competenti, per creare alleanze preziose tra donne – aggiunge l’assessore - Credo sia doveroso mettere la figura delle decine di migliaia di assistenti familiari attive nel territorio regionale al centro delle riflessioni per l’8 marzo".
Alla vigilia dell’8 marzo la Commissione regionale per le pari opportunità del Veneto ha fatto il punto sulle pari opportunità nelle istituzioni elettive. L’organismo consultivo, presente l’assessore regionale alle pari opportunità Elena Donazzan, ha messo sotto la lente - in particolare - l’esito del voto politico del 4 marzo, prima prova di applicazione del cosiddetto ‘Rosatellum’ “Nonostante le riserve sul metodo di scelta della candidature e le preoccupazioni per un utilizzo penalizzante della presenza femminile nel meccanismo delle pluricandidature – dichiara la presidente della commissione Elena Traverso – constatiamo che in Veneto la nuova legge elettorale ha garantito una percentuale di elette superiore al 40 per cento nei collegi uninominali e di poco più del 30 per cento nei collegi plurinominale. Al termine dei conteggi, il Veneto può contare, tra Camera e Senato, su una rappresentanza di 26 donne su un totale di 74 parlamentari. Un risultato che appare ancora lontano dall’effettiva composizione del corpo elettorale – annota Traverso, in sintonia con le consigliere della commissione - ma certo più rispondente al principio di rappresentanza di genere rispetto a quanto prodotto dalla legge elettorale regionale”.
In Emilia-Romagna l'assessore Simona Caselli sottolinea l'importanza "del progetto di collaborazione tra mondo produttivo, del no-profit e delle istituzioni" per sostenere le donne mozambicane nella produzione e vendita del latte, creare reddito per la propria famiglia, sconfiggere la malnutrizione e investire nell’istruzione per le nuove generazioni. L’idea è del Cefa, onlus bolognese da 45 anni nel mondo per vincere fame e povertà, che in occasione della giornata dell’8 marzo invita tutti, privati e soggetti pubblici, profit e no profit a partecipare alla campagna per questa particolare adozione a distanza che si traduce nell’aiuto a un’intera comunità. Africa Hand project è partito nel 2016 a livello locale dotando le comunità rurali di bestiame e insegnando ai futuri allevatori le tecniche per dar vita a una zootecnia sostenibile. Il secondo passo è la fornitura di mezzi agricoli e la formazione agli agricoltori per aumentare le rese, diversificare le colture e favorire l'accesso al mercato.
L'Emilia-Romagna è una Regione che vuole essere a misura di donna. Una terra dove sono centrali, e in costante aumento, le politiche per la salute fondate su sistemi di prevenzione e programmi di screening, ma anche su interventi per l’accompagnamento in tutto il percorso della gravidanza con consultori e pediatrie di comunità. Dove la conciliazione tra tempo di lavoro e tempi vita, soprattutto di cura, rappresenta un pezzo di welfare regionale che, cercando di crescere sempre di più, si affianca allo storico impegno sui servizi educativi per la prima infanzia. Una terra dove il lavoro parla sempre di più al femminile, con un tasso di occupazione secondo in Italia solo al Trentino Alto Adige e con una impresa su cinque guidata da una donna. In un’Emilia-Romagna che conta quasi 2,3 milioni di donne residenti, in vista della ricorrenza dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, la Regione traccia un bilancio su quanto fatto e su ciò che è stato messo in campo. E sempre giovedì 8 marzo, si svolgerà a Bologna il convegno “L’ortofrutta è donna!” (Aula Magna della Regione, viale Aldo Moro 30, dalle ore 9,45 alle 13), iniziativa dedicata alle donne che hanno fatto impresa nel settore dell’ortofrutta tra qualità, innovazione e tecnologie. “Dall’approvazione, nel giugno 2014 della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere- afferma l’assessora regionale alle Pari opportunità, Emma Petitti - sono già state realizzate due edizioni del Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna, uno strumento che ha permesso di monitorare i programmi e le attività messi in campo dalla nostra Amministrazione. Ora l’obiettivo è di condividere questo approccio con tutti i 331 Comuni della regione: a breve verranno presentate le Linee guida per l’implementazione del bilancio di genere nei Comuni, con l’auspicio di un’ampia adesione al progetto”. Sei le macro aree in cui la regione ha riassunto le politiche regionali che direttamente o indirettamente hanno significative ricadute sulla vita delle donne: lavoro, welfare, partecipazione delle donne alla vita pubblica, salute, promozione di una cultura di genere e contrasto alla violenza.
In Toscana sono 3.142 i casi di maltrattamenti e abusi approdati nel 2017 al Codice rosa nei pronto soccorso della Toscana: 2.592 sono maltrattamenti, abusi e stalking su adulti (nella stragrande maggioranza donne); 550 sono maltrattamenti e abusi su minori. E dal 2012 sono in tutto 17.363: 14.940 su adulti, 2.423 su minori. Questi i dati sul Codice Rosa resi noti dalla Regione Toscana alla vigilia dell'8 marzo, giornata internazionale della donna. "Il progetto del Codice rosa, nato nel 2010 a Grosseto e poi progressivamente esteso a tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, è ormai una realtà consolidata - dice l'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi - L'esperienza toscana ha fatto da apripista, diffondendosi poi in tante altre regioni. Dal 2014 è diventato un protocollo nazionale e sta ora riscuotendo grande attenzione anche in Europa. In ogni pronto soccorso degli ospedali toscani c'è una corsia riservata e un team multidisciplinare che si prende cura delle persone vittime di violenza e abusi. E il Codice Rosa - sottolinea Saccardi - è diventato sempre di più un percorso di tipo sociosanitario: perché una donna non venga poi abbandonata una volta uscita dal pronto soccorso, abbiamo voluto una forte integrazione tra politiche sanitarie e sociali, per assistere anche sul piano sociale e psicologico le persone vittime di viole nza che si sono presentate al pronto soccorso. La Rete regionale Codice Rosa collega e coordina tutte le forze che all'interno del servizio sanitario toscano lavorano per offrire alle vittime di violenza e abusi un aiuto pronto e tempestivo, articolato e complesso" (le pagine del sito della Regione dedicate al Codice rosa, la campagna della Regione: La violenza anche se non si vede si sente; l’'ebook: La violenza anche se non si ede si sente.
Anche musica contro la violenza sulle donne. Il progetto "Mai in silenzio" prosegue e al laboratorio in sei scuole superiori toscane, con sei canzoni presentate a dicembre e il cd stampato a gennaio, si affianca adesso un concorso aperto a tutti i musicisti toscani under 35: una sorta di rock contest, ma a tema, con la scrittura e interpretazione di un brano che dovrà parlare appunto della violenza e del corretto rapporto tra i generi. Un'idea che prosegue l'iniziativa "Toscana 100 band". Il progetto è dell'emittente Controradio, realizzato con il sostegno della Regione Toscana e il contributo di Siae e Unipol. In giuria ci saranno i musicisti Irene Grandi, Dario Brunori, Diana Winter, Tommaso Novi e Francesco Guasti. Il concorso sarà presentato nel corso di una conferenza stampa domani, giovedì 8 marzo alle 12, a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo a Firenze, sede della presidenza della Regione. Interverranno la vicepresidente della giunta regionale Toscana Monica Barni, il direttore di Controradio Marco Imponente, la responsabile sostenibilità del Gruppo Unipol Marisa Parmigiani e i cantanti Irene Grandi e Francesco Guasti.
“La ricorrenza dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, impone delle riflessioni, specie in un momento storico in cui, lungi dall’affermazione di una raggiunta parità, si assiste alla preoccupante crescita di fenomeni quali violenza, sopraffazione e segregazione delle donne”, ad affermarlo è la Consigliera regionale di Parità della Basilicata, Ivana Enrica Pipponzi. La violenza contro le donne è un problema strutturale della società e che, per sua radice, rientra nell’alveo delle discriminazioni di genere presenti nei vari ambiti della vita quotidiana di moltissime donne, anche in ambito lavorativo.
Ancora troppe poche donne lucane trovano il coraggio di formalizzare la denuncia per le molestie sessuali subite sul luogo di lavoro per paura di ritorsioni da parte del datore di lavoro. I dati ISTAT riportano che l’8,9 delle dipendenti è vittima di ricatti sessuali in cambio di assunzioni o promozioni. Una donna su cinque ne parla e solo lo 0,1 % dei casi finisce in Tribunale. “La via maestra per tutelare e migliorare la condizione femminile”, conclude la Consigliera regionale di parità, “deve essere l’applicazione della Risoluzione Europea sulla “Creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all’equilibrio tra vita privata e vita professionale” (approvata nel settembre 2016) e della Convenzione di Istanbul, ancora poco conosciuta ed applicata.
In Valle d’Aosta giovedì 8 marzo 2018, nella sala M.I. Viglino di Palazzo regionale, alle ore 21, la Presidenza della Regione, la Presidenza del Consiglio regionale e l’Assessorato della Sanità, salute e politiche sociali, in collaborazione con LILT Valle d’Aosta e l’Associazione Viola, presentano, in occasione della Festa della Donna, il Due motori per la vita, i miei primi anni di lotta contro il cancro di Barbara Biasia, edito dalla tipografia Pesando di Aosta.Il libro è il diario di Barbara e della lotta che sta portando avanti contro il cancro. Alla serata, moderata dal Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta, Tiziano Trevisan, interverranno il Presidente della Regione, Laurent Viérin, il Presidente del Consiglio, Joël Farcoz e l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Luigi Bertschy. Il giornalista Giacomo Sado mostrerà inoltre alcuni brevi video, tratti da un'intervista a Barbara, che racconteranno il suo percorso di cura.
Sarà intitolata a Dina Dore la sede della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, a ricordo delle donne vittime di violenza di genere. L'ha deciso la Giunta della regione Sardegna approvando la proposta avanzata dalla stessa Commissione e fatta propria dal Presidente Francesco Pigliaru. La cerimonia, a cui sono invitati gli organi di stampa, avrà luogo giovedì 8 marzo alle ore 11 nella sala Ex Crel, di Cagliari, in via Roma, 253. Interverrà lo stesso presidente della Regione Francesco Pigliaru con la presidente della Commissione pari opportunità, Gabriella Murgia e la giornalista Maria Francesca Chiappe. Saranno presenti gli assessori Luigi Arru, Cristiano Erriu e i familiari di Dina Dore.
Gli appuntamenti messi in campo dalla Provincia autonoma di Trento, Assessorato alle Pari opportunità, e Agenzia del Lavoro, Ufficio Pari opportunità, sono quattro: domani, 7 marzo dalle 9 alle 17.30 presso Sala Depero nel Palazzo di Piazza Dante, è in programma il convegno internazionale "(Dis)occupazione femminile & conciliazione vita-lavoro", per riflettere sulle attuali tendenze europee e regionali in tema di promozione dell'occupazione femminile e conciliazione vita-lavoro. L'8 marzo l'inaugurazione della nuova sede della biblioteca delle pari opportunità unita alla presentazione dei dati sulla situazione delle pari opportunità in Trentino (pubblicazione "Verso la parità di genere in Trentino"); alla sera, ore 20.30 presso il Teatro Cuminetti di Trento, lo spettacolo teatrale "Cercasi Ulisse disperatamente", ad ingresso gratuito. Sul sito: www.pariopportunita.provincia.tn.it sono presenti anche tutte le iniziative organizzate dagli altri enti.
L’8 marzo dalle 9 alle 17 in Sala Depero, al piano terra del Palazzo provinciale di piazza Dante Nell'ambito delle iniziative promosse dalla Provincia autonoma di Trento, Assessorato alle Pari opportunità e Agenzia del Lavoro, Ufficio Pari opportunità in occasione della Giornata internazionale della donna rientra anche il convegno “Female (un)employment & Work-life balance” che si terrà domani, 7 marzo, dalle dalle 9 alle 17 nella Sala Depero del Palazzo della Provincia autonoma di Trento. I Paesi europei aderenti alla Rete transnazionale sull’occupazione (ETN), la Commissione europea, le principali istituzioni nazionali, internazionali e locali che si occupano di lavoro si incontreranno per confrontarsi sul tema della (non) occupazione femminile, e su quello speculare della conciliazione possibile tra tempi di vita e tempi di lavoro. Il convegno è organizzato dall’Autorità di gestione FSE della Provincia autonoma di Trento e dall’Agenzia del lavoro di Trento, insieme alla Rete tematica europea TN Employment ed alla Commissione europea. L'obiettivo generale è quello di stimolare un confronto sulle politiche per lo sviluppo di un’occupazione di qualità, sulle misure di sostegno alle imprese - con particolare riferimento alla valorizzazione dei talenti già presenti nella propria organizzazione - sullo scambio di buone pratiche già realizzate nei diversi Paesi. Per partecipare è necessaria l'iscrizione.
In occasione della Festa della donna, l'Asrem in Molise ha organizzato per il prossimo giovedì 8 marzo, dalle 10 alle 18, una serie di attività di prevenzione rivolte alle donne molisane. In allegato il Quaderno della donna con tutti i servizi che saranno attivati in maniera totalmente gratuita e a cui si potrà accedere liberamente, previa prenotazione telefonica.
In Piemonte giovedì 8 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Rene, iniziativa promossa dalla Società Italiana di Nefrologia e dalla Fondazione Italiana del Rene per sensibilizzare i cittadini su diversi aspetti delle malattie renali. Le strutture della Rete nefrologica danno vita ad una serie di iniziative con punti informativi, “Porte aperte in nefrologia”, visite gratuite con la misurazione della pressione arteriosa e l’esame delle urine, momenti informativi nelle scuole, progetti camper e un convegno interregionale “Il benessere dei tuoi reni migliora la qualità della tua vita”che si terrà giovedì 8 marzo, con inizio alle ore 9 al teatro Maggiore di Verbania. Quest'anno è stato posto l’accento sull’impatto delle malattie renali sulla salute della donna. Le malattie renali croniche colpiscono le donne in tutto il mondo: 195 milioni soffrono di Malattia Renale Cronica, ottava causa principale di morte nelle donne (600 mila decessi ogni anno). Il rischio di sviluppare malattie renali croniche è almeno equivalente nelle donne e negli uomini, ma potrebbe essere addirittura più elevato. Secondo alcuni studi, la probabilità di sviluppare una malattia renale cronica è più elevata nel sesso femminile, con una prevalenza media del 14% per le donne e 12% per gli uomini. Tuttavia, il numero di donne sottoposte a dialisi è inferiore rispetto al numero di uomini, e questo perché la progressione della malattia renale cronica è più lenta nelle donne rispetto agli uomini. Il rapporto maschi/femmine era nel 2016 di 1.9: circa il 18% di questi pazienti viene messo in lista attiva per trapianto renale. Le donne affette da malattia renale cronica corrono un rischio più elevato di sviluppare problemi in gravidanza, con complicazioni sia per la madre che per il bambino; il rischio aumenta con l'aumentare della gravità della malattia renale, e questo comporta una elevata probabilità di sviluppare ipertensione, preeclampsia ed un parto pre-termine. A fronteggiare questa situazione in Piemonte da quarant’anni è attiva la Rete Nefrologica: rappresenta un esempio di trattamento integrato della malattia renale che ha sviluppato ottimi risultati dal punto di vista clinico. L’elevato numero di trapianti eseguiti in Piemonte, l’attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce della Rete nefrologica e l’affacciarsi di nuovi farmaci nel trattamento delle glomerulopatie hanno ridotto la tendenza all’incremento del numero delle persone in dialisi (che in Piemonte sono circa 3300 all’ultima rilevazione del 2017) rispetto al contesto nazionale in questi ultimi anni. Il 2017 ha visto una crescita del numero dei trapianti rispetto all’anno precedente e Torino Molinette si è riconfermato il centro che ha effettuato più trapianti da donatore deceduto in Italia anche nel 2017. In particolare, si registra l’incremento dei trapianti di rene da donatore vivente, saliti sia nei Centri Trapianto renale di Torino che di Novara del 50% rispetto allo scorso anno.
Gli ospedali delle Marche si sono attivati per realizzare una serie di iniziative e incontri con l’obiettivo di informare il pubblico femminile sulla prevenzione e la cura delle patologie a cui sono esposte. Promossi negli ospedali che da anni lavorano nella promozione della medicina di genere e che hanno ottenuto il riconoscimento dei bollini rosa, sono stati attivati gli eventi pubblicati sul sito: http://www.bollinirosa.it/onda_iniziative/ricerca/index/d04




8 marzo: Eurispes, 12,6% donne sono state vittime stalking 

Salute: Eurispes, 17% donne fa ricorso a chirurgia estetica
 
 
 
 


( sm / 07.03.18 )
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