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Regioni.it

n. 3338 - mercoledì 7 marzo 2018

Sommario
- Bonaccini convoca la Conferenza delle Regioni per l'8 marzo
- 8 marzo: dal Rapporto Eurispes alle numerose iniziative delle Regioni
- Elezioni e prospettive: le analisi dei presidenti di Regione
- Sanità: Osservatorio Cittadinanzattiva sulla professione di infermiere
- Newsletter delle Regioni: l'informazione a domicilio...email
- Istat: economia mantiene un profilo espansivo

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Sanità: Osservatorio Cittadinanzattiva sulla professione di infermiere

Melazzini (Aifa) apre alla 'prescrizione' dei farmaci da parte degli infermieri

(Regioni.it 3338 - 07/03/2018) L’Osservatorio Cittadinanzattiva sulla professione indica che il 78% dei cittadini vorrebbe scegliere di disporre di un infermiere di famiglia, evidenziando come in alcune regioni questo servizio sia in una fase di sperimentazione.
Sono i risultati dell'Osservatorio civico sulla professione infermieristica, promosso da Cittadinanzattiva insieme alla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), e presentati oggi in occasione del primo congresso Fnopi.
Oltre l’istituzione degli infermieri di famiglia, il sondaggio rileva anche la richiesta della loro presenza all’interno delle scuole. Nel contempo i cittadini sono meno informati del ruolo dell’infermiere nell’educazione su stili di vita e gestione delle patologie.
In 4 casi su 5 i cittadini riconoscono facilmente gli infermieri tramite elementi identificativi e vedono tutelata la propria privacy nel 70% delle situazioni. Gentilezza e cortesia durante l’assistenza viene riferita nell’88% dei casi, mentre valori più bassi si riscontrano su “empatia” e disponibilità all’ascolto che comunque si riscontrano nel 72%  dei casi.
Solo 1 infermiere su 5 non ha dedicato il tempo necessario per informare e rispondere ad eventuali domande del cittadino/paziente contro l’80% degli infermieri che ha fornito informazioni chiare e comprensibili.
Secondo l'indagine dell'Osservatorio di Cittadinanzattiva, i cittadini sono infine consapevoli della carenza di organico, per il 52% sono infatti troppo pochi: "Il taglio di 12mila infermieri in 7 anni è il frutto della riduzione della spesa e del blocco del turnover". Il presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli spiega che “ad oggi rapporto medici-infermieri è pari a 2,5 infermieri per ogni medico, e sono troppo pochi. Secondo standard internazionali, ne servono almeno 3 infermieri per ogni medico”.
Fuori dall’ospedale, circa 3 cittadini su 5 affermano di essere stati supportati dall’infermiere a gestire la patologia ed i trattamenti, riferendo inoltre, in almeno 1 caso su 2, come il professionista abbia organizzato il calendario delle visite e dei successivi esami (55%). C’è ancora da lavorare sulla formulazione del piano di assistenza mirato alla persona e ai suoi bisogni che, in quasi 2 casi su 5 (39%), non vede protagonista attivo l’infermiere.
Non solo in ospedale. Più infermieri sul territorio: 3 cittadini su 5, ovvero il 78% riterrebbe utile poter scegliere e disporre di un infermiere di famiglia come si fa con il medico, in particolar modo (80%) per poterlo consultare in caso di lesioni da decubito. Infine, l’84% accoglierebbe volentieri un infermiere nei plessi scolastici.
Il direttore generale dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) Mario Melazzini apre alla possibilità di 'prescrizione' dei farmaci da parte degli infermieri, indicando la possibilità di avviare un percorso "che possa garantire una risposta più funzionale ai pazienti". Melazzini ha premesso di essere favorevole alla prescrizione dei farmaci innovativi da parte dei medici di famiglia; in questo solco la 'prescrizione' di medicinali da parte degli infermieri (con modalità e forme tutte da approfondire) è un aspetto su cui si può lavorare.
Melazzini precisa che "tutte le professionalità devono lavorare insieme, medici, operatori sanitari e soprattutto farmacisti". La farmacia dei servizi secondo il dg di Aifa, può avvalersi della figura dell'infermiere: "Chi meglio di questi professionisti può essere trait d'union tra le diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prescrizione?".
Ma per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la prescrizione agli infermieri “in questo momento non è nell'agenda”.



( gs / 07.03.18 )
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