Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3339 - giovedì 8 marzo 2018

Sommario
- Dirigenza medica: Garavaglia, attendiamo chiarimenti dal Governo
- 8 marzo: l'impegno delle Regioni
- Saitta: incrementate borse di studio medicina generale
- Innovazione: Lombardia leader italiana per richieste brevetti Ue
- La Valle d'Aosta al voto il 20 maggio
- Caregiving familiare: un ulteriore e gravoso impegno delle donne

+T -T
8 marzo: l'impegno delle Regioni

Ma nelle istituzioni ancora poche le donne

(Regioni.it 3339 - 08/03/2018) Li chiamano "millenials", oppure più semplicemente "generazione Z": sono i primi nativi digitali, cresciuti a pane, smartphone e touchscreen. 14 studentesse (e uno studente) del liceo Maria-Hueber di Bolzano hanno curato la realizzazione del nuovo numero di ëres, il foglio informativo della Commissione pari opportunità che è stato presentato l'8 marzo a Bolzano, in occasione della giornata internazionale della donna. Le ragazze si sono confrontate su alcune delle tematiche di riferimento per tutte coloro che sono nate dal 2000 in poi, e che sempre più spesso riguardano il rapporto tra la propria vita reale e quella online. Nel nuovo numero di ëres, ad esempio, c'è spazio per un sondaggio, dal quale emerge che le ragazze sono mediamente soddisfatte del proprio ruolo all'interno della società, ma si sentono più sotto pressione del dovuto da parte della scuola. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, l'assessora alle pari opportunità, Martha Stocker, ha lodato l'impegno delle ragazze del liceo Maria-Hueber, ricordando che "noi donne abbiamo la tendenza a voler cercare la perfezione a tutti i costi. Il nuovo numero della pubblicazione trilingue ëres è a disposizione per il download sulla pagina web della Provincia di Bolzano dedicata alle pari opportunità.
24 progetti avviati per circa 1500 donne coinvolte in più di 30 comuni della Campania. Sono i principali numeri dei risultati finora raggiunti con gli “Accordi territoriali di genere”, la misura messa in campo dalla Regione Campania per agevolare l’accesso al lavoro delle donne. “I risultati degli Accordi Territoriali di genere rappresentano un modo concreto per celebrare la ricorrenza dell’8 marzo, dando evidenza a quelle azioni che favoriscono l’accesso reale al mondo del lavoro e una virtuosa conciliazione tra l’impegno professionale e la vita privata”. È quanto afferma Chiara Marciani, assessore alla Formazione e Pari opportunità, nella giornata internazionale della Donna.  “Nonostante i dati positivi divulgati dall’Istat nei giorni scorsi, che parlano di un record storico per l’occupazione femminile in Italia salita a gennaio scorso al 49,3%, c’è ancora tanto da fare per colmare il gap tra uomini e donne, in termini di inclusione nel mercato del lavoro e di parità di trattamento. Non è tollerabile il fatto che anche una sola donna sia posta di fronte all'alternativa drammatica tra la professione e la maternità o la cura dei figli”. E gli Accordi territoriali di genere vanno in questa direzione. “Un’iniziativa – aggiunge l’assessore Marciani - che sta portando ottimi risultati, poiché offre la possibilità di poter usufruire di attività come ludoteche o campi estivi, ma anche di portare avanti percorsi lavorativi più agili, come il telelavoro o la creazione di postazioni di lavoro con accanto asili nido”.
“Questa giornata dell’8 marzo è dedicata a sensibilizzare su temi di salute che riguardano le donne”. Lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a Terni nel corso dell’inaugurazione della “Breast unit” al Centro Salute Donna al cui interno "è stato attivato il percorso senologico della Breast unit - ha detto la presidente – che rappresenta una modalità di servizio sanitario capace di riorganizzarsi e porsi nell’ottica della vicinanza alla donna per la fase della prevenzione prima e poi per la cura e l’assistenza. Spesso i modelli dei servizi sono pensati più per chi vi opera che per cittadini. La vostra sfida - ha aggiunto la presidente - è stata quella di costruire un modello all’interno del sistema sanitario regionale che ha rotto gli schemi tradizionali, mettendo insieme servizi sanitari flessibili che danno la risposta di salute più giusta alle donne che ne usufruiscono. Nella Breast unit inoltre, c’è una sfida alta per il futuro della sanità non solo umbra, visto che siamo stati chiamati a fare un salto di qualità sulla ricerca, sulle prestazioni e sulla dotazione tecnologica, screening di massa, monitoraggio delle cittadine a rischio”. La presidente Marini ha evidenziato che “ricomporre in un unico luogo le competenze evita, come accadeva in passato, di far compiere alle donne viaggi della speranza alla ricerca dei centri specializzati. La rete creata permette di dare risposte piene e complete per la cura e l’assistenza gestita con sicurezza all’interno del sistema sanitario con servizi dialoganti e integrati il più possibile”. Inaugurando il nuovo mammografo digitale con tomosintesi donato all’Azienda ospedaliera e alla città di Terni, la presidente ha voluto ringraziare “la Fondazione Carit e la Fondazione Aiutiamoli a vivere e le volontarie che con sensibilità si mettono a disposizione”. La presidente Marini ha inoltre ringraziato i professionisti che operano nell’Azienda ospedaliera, anche in occasione della visita al Centro Dialisi che è stato ristrutturato e ammodernato grazie agli investimenti della Regione che ha “fortemente investito sull’Azienda ospedaliera di Terni per potenziare gli investimenti tecnologici e confermarsi come un modello e punto di riferimento per la sanità in Umbria”.
attività e dati I dati 2017. Nel 2017 tra le numerose prestazioni eseguite al Centro Salute Donna si contano: 3301 mammografie, 304 ecografie, 669 agobiopsie, e più di 314 mammotome, le visite R.A.O. con esame clinico-strumentale della mammella sono state 1894, un migliaio di visite senologiche, cui si aggiungono 16 visite e 69 medicazioni di chirurgia plastica, con una casistica operatoria sempre in riferimento alla Breast Unit, di 290 interventi di cui 203 per carcinoma della mammella (prima diagnosi). Al di fuori del percorso senologico il Centro Salute Donna ha registrato: 728 ecografie tiroidee e 181 visite endocrinologiche di cui 16 chirurgiche, 107 visite neuro radiologiche, 164 visite urologiche, 1047 MOC, 198 visite per disfunzioni del pavimento pelvico, 1086 visite ginecologiche, 2196 e ecografie Articolare-Muscoloscheletriche e 81 infiltrazioni articolari.
“8 marzo e oltre” è il titolo del programma di iniziative promosse o partecipate dal Centro per le pari opportunità della Regione Umbria in occasione dell’8 marzo che si terranno in Umbria nel mese di Marzo, e non solo. Il 16 marzo partirà, al Cinema Zenith (ore 21), la Rassegna cinematografica “A proposito di donne” che, giunta alla X Edizione, proseguirà con altri quattro appuntamenti settimanali (di lunedì) fino al 16 Aprile. L’iniziativa, che si colloca tra le attività della Biblioteca delle Donne ‘Laura Cipollone’, Servizio del Centro per le pari opportunità, ha riscosso negli anni un grande successo di pubblico proponendo, attraverso il mezzo cinematografico, riflessioni a tutto campo sulla identità/differenza femminile, sia dando voce a numerose registe italiane e internazionali, sia presentando film e storie che, tale differenza, la raccontano. Saranno quindi proposti film e incontri con registe, ospiti e testimonianze. Per informazioni www.centropariopportunita.regione.umbria.it.
Sempre nell’ambito del programma è stata operata la pubblicazione in formato E-Book delle tesi di laurea vincitrici e di quelle ritenute meritevoli del Premio Laura Cipollone rivolto alle laureate e ai laureati residenti in Umbria che discutono la tesi su personaggi femminili o su problematiche attinenti la realtà femminile, con particolare riferimento al contesto regionale. Le tesi sono scaricabili nella sezione “Premio per tesi di laurea”, nell’area della Biblioteca delle donne presente sul sito del Centro pari opportunità (http://www.regione.umbria.it/la-regione/premio-per-tesi-di-laurea).
Il Centro pari opportunità è inoltre tra i partner dell’edizione 2018 del Perugia Social Photo Fest, che si terrà a Perugia dal 10 marzo all’8 aprile. In questo ambito è sttaop realizzato “SPAZIOFF - Uno sguardo femminile alla fotografia contemporanea” che sarà inaugurato il 10 Marzo. alle ore 21, presso le officine Fratti – Creative Space, in via Fratti, Perugia: un contenitore dei più innovativi e significativi progetti fotografici di fotografe italiane emergenti. L’edizione 2018 del Perugia Social Photo Fest sarà inoltre ricca di numerosi eventi collaterali. Per saperne di più: www.perugiasocialphotofest.org.
Lo spettacolo dal titolo “Di seta e di juta: una storia del Novecento”, già messo in scena a Terni, sarà replicato Domenica 18 marzo alle ore 08.30 presso il Teatro Secci - CAOS – Terni. L’iniziativa è dedicata ai ragazzi delle scuole medie superiori della città di Terni. Il CPO ha collaborato alla realizzazione del progetto nato dall’incontro di donne di due diverse generazioni, la storica Carla Arconte e la giovane artista Silvia Imperi, che hanno proposto l’idea di una performance teatrale per riflettere e comunicare con linguaggi multipli sul percorso, articolato e difficile compiuto dalle donne nel corso del Novecento.  Il CPO ha infine collaborato alla realizzazione dello spettacolo teatrale, proposto dall’associazione Terni Donne, “Mi sa che fuori è primavera” di Concita De Gregorio, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, interpretato da Gaia Saitta. Lo spettacolo, che andrà in scena mercoledì 28 marzo alle ore Presso il Teatro Secci - CAOS di Terni, racconta la storia di Irina Lucidi, tristemente nota alla cronaca: Irina è una donna alla quale un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni, l’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate.
Un fermo “no” alla violenza di genere ed in particolare contro le donne, è stato poi pronunciato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo al convegno organizzato dalla Sezione Umbra dell’Associazione degli avvocati per la famiglia ed i minori sul tema “8 marzo: prospettive del sistema per arginare la violenza di genere. L’esperienza umbra”, che si è tenuto nella Sala consiliare della Provincia di Perugia. La presidente Marini ha ricordato tra l’altro il Protocollo siglato nel gennaio scorso tra la Regione Umbria e un autorevole numero di soggetti coinvolti, a vario titolo, nella rete antiviolenza - tra i quali le Prefetture, le Questure, i Tribunali, le Forze dell’Ordine, le Aziende sanitarie, i Comuni, le Associazioni - per dare vita a una rete regionale e realizzare un sistema di contrasto alla violenza di genere.
"Questo è il modo per stare dentro la giornata dell'8 marzo non in maniera ipocrita ma attiva. Raccontare questa collaborazione con le procure per offrire alle donne che hanno paura o sono vittime di violenza una reale vicinanza e presa in carico dallo Stato con una grande alleanza tra procure, avvocati e forze dell'ordine, Asl, assistenti sociali che l Regione sostiene e finanzia per questo progetto di collaborazione e per i centri antiviolenza"". Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che ad Ariccia ha illustrato i contenuti del ""Protocollo operativo per il contrasto alle varie forme di violenza di genere e sui minori"", diretta conseguenza dell'accordo siglato a febbraio tra Regione Lazio e Procura Generale presso la Corte d'Appello di Roma con il quale erano previsti nuovi strumenti (operativi e finanziari) per la realizzazione di strutture da integrare nella Rete sociosanitaria e giudiziaria utile al contrasto della violenza su donne e minori.Il progetto, elaborato dalla Procura della Repubblica di Velletri e dalla Asl Roma 6, vede coinvolti il Tribunale di Velletri, il Tribunale e la Procura per i minorenni di Roma, la Regione Lazio attraverso la Asl competente, il Questore di Roma, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Dirigente Regionale scolastico di Roma e i Sindaci del circondario di Velletri. E' prevista la formazione di tutti gli operatori dei diversi settori impegnati nel presente protocollo, con l'obiettivo di migliorare il sistema di accesso delle vittime alla giustizia e garantire la loro protezione in ogni fase del procedimento penale. Parte significativa è quella svolta dall'Ufficio Scolastico Regionale, che si impegna a divulgare alle Istituzioni scolastiche l'esistenza del protocollo operativo e a coltivare la cultura dell'ascolto da parte degli insegnanti su eventuali segnali di violenza. L'ufficio scolastico si impegna inoltre a incentivare l'elaborazione di programmi di informazione e sensibilizzazione negli Istituti scolastici sul tema della violenza di genere. L'accordo prevede anche l'adozione di prassi operative condivise tra Procura della Repubblica di Velletri, il Tribunale di Velletri, la Azienda Sanitaria Locale Roma 6, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma, il Tribunale per i minorenni di Roma, le Forze dell'Ordine, l'Ufficio Scolastico Regionale, i Comuni firmatari al fine di sviluppare nuovi modelli di intervento che consentano di intervenire con professionalità e tempestività nell'ascolto e nell'acquisizione della prova, assicurando al contempo protezione, sostegno e cura alle vittime di violenza. E' previsto l'allestimento di spazi di ascolto e accoglienza delle vittime, di spazi di informazione e implementazione e/o il potenziamento delle strutture e degli strumenti atti a ridurre il rischio di vittimizzazione secondaria.""Dobbiamo essere contenti non solo di aver salvato i 14 centri antiviolenza esistenti ma saranno 34 in futuro, ne stanno aprendo molti e finalmente c'è una rete è anche oggi a Roma si aprirà un nuovo centro antiviolenza finanziato dalla Regione. Ripeto su questo temi così delicati più che le parole occorre la coerenza e passare da 14 a 34 centri è una bellissima sfida che stiamo vincendo"" ha rocordato Zingaretti.
Su Facebook il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, ha pubblicato il  messaggio inviato in occasione dell'8 Marzo. "Auguri a voi che siete indispensabili nella nostra vita, esempio di coraggio determinazione e costanza nelle piccole e nelle grandi cose. Auguri a voi che avete rinnovato la vostra straordinaria forza per dire basta a chiunque tenti di prevalere con la violenza e l'arroganza. Auguri a voi che ci dimostrate che per vincere una battaglia non occorre fare la guerra e, con sorrisi e lacrime, con voglia di giustizia e riscatto, date forma e senso a parole fondamentali come solidarietà e unità, senza lasciare mai nessuna da sola. Auguri a voi che siete sempre la parte migliore di noi".
Su facebook anche il presidente della Toscana, Enrico Rossi: "8 Marzo, continua la lotta delle donne. La realta' del mondo femminile e' fatta ancora di discriminazioni, violenze, femminicidi, mancanza di lavoro. Anche in Italia. Se ne parla molto e non si fa abbastanza". Lo scrive ), presidente regione Toscana. "Poco si e' trattato di questi problemi con proposte concrete in questa brutta campagna elettorale- aggiunge- Anche noi potevamo impegnarci di piu' per proporre programmi, finanziamenti, tutele. Ma le donne non si arrendono e oggi scendono in piazza. Ringraziamole per tutto quello che fanno per dare senso e dignita' alla vita di tutti. Ascoltiamole e stiamo al loro fianco".
Cinque casi di tumore della mammella in altrettante donne lavoratrici (dottoresse) dell'ospedale San Paolo di Bari. E' questo il dato che ha dato il via ad un progetto sperimentale, presentato davanti al presidente della Regione Puglia e assessore alla Sanita' Michele Emiliano che ha l'obiettivo di sottoporre tutte le lavoratrici che effettuano lavoro notturno, senza limiti di eta', ad uno screening "obbligatorio" mammogradico ed ecografico. "La differenza con lo screening gia' previsto dalla normativa nazionale - ha detto Francesco Polemio,  responsabile del servizio di Sorveglianza dei lavoratori dell'Asl Bari, sta proprio nella obbligatorieta', essendo esso stato inserito nel protocollo di sorveglianza sanitaria al fine dell'accertamento all'idoneita' lavorativa. Chi non si si sottoporra' - ha concluso - non potra' ricevere l'idoneita' professionale e dunque rischia l'allontanato dal lavoro". Il progetto, primo in Italia, per ora riguardante solo il San Paolo ma presto sara' esteso a tutta la Asl, ha preso le mosse dal rigetto da parte dell'Inail della richiesta di malattia professionale fatta dalle cinque dottoresse colpite da neoplasia mammaria. Nella motivazione dell'Inail  l' assenza di correlazione tra attivita' lavorativa e patologia.
"Oggi festeggiamo con atti concreti - ha detto il presidente della Puglia, Michele Emiliano - la giornata della donna. Questo e' un esempio di medicina di genere legata anche al rischio professionale. Ma non c'e' solo questo, la Asl a Monopoli oggi ha organizzato uno screening gratuito di massa per tutte le donne che vogliono fare prevenzione di tumori dell'apparato riproduttivo. La festa della donna oggi - ha precisato Emiliano - e' dedicata in particolare alla medicina di genere che deve fare progressi anche nel sistema sanitario regionale". L'evento di oggi e' servito anche a ribadire l'importanza della prevenzione, in particolare del carcinoma mammario che rappresenta il 25% delle neoplasie che affliggono le donne (22% di tutti i decessi oncologici). "Prevenzione - ha detto Paola D'Aprile, direttore dell'UOC di Radiodiagnostica, RMN e Senologia dell'Ospedale San Paolo - vuol dire diagnosi precoce, trattamenti mirati meno invasivi, con un alto tasso di guarigione che puo' superare anche il 90%".
"Senza retorica, buon 8 marzo a tutte le donne ma ricordiamoci anche domani, dopodomani, sempre, del cammino ancora da fare per dare a tutte loro i diritti e il riconoscimento che meritano". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, via Fb, ricorda la Giornata internazionale delle donne. Toti pubblica uno scatto che lo ritrae a Genova in piazza De Ferrari con un mazzo di mimosa insieme alle due donne della sua giunta, il vicepresidente della Regione e assessore alla Sanità Sonia Viale e l'assessore regionale alla Comunicazione Ilaria Cavo.
“Le disuguaglianze di genere non sono un destino ineluttabile, ma possono essere contrastate ed attenuate attraverso una precisa assunzione di responsabilità che investe sia la sfera pubblica che quella individuale. In Trentino molto è stato fatto e si sta facendo, ma il percorso è ancora lungo, perché i dati ci dicono che uomini e donne non hanno ancora le stesse opportunità”. Queste le parole dell’assessora provinciale alle pari opportunità Sara Ferrari, intervenuta  alla presentazione della pubblicazione "Verso la parità di genere in Trentino. Indicatori e analisi". Un volume, curato dall'Osservatorio provinciale per le pari opportunità, in collaborazione con il Centro Interdisciplinare Studi di Genere dell'Università di Trento, che affronta il tema sotto diversi punti di vista, dall'istruzione alla formazione, dalla salute alla cittadinanza, dalla partecipazione politica, all’economia e al lavoro, dalla conciliazione alla violenza di genere. “Ognuno deve fare la sua parte – ha detto ancora l’assessora Ferrari – ed è fondamentale lavorare soprattutto con le nuove generazioni, affinché possano crescere instaurando relazioni che vadano oltre i luoghi comuni ed i cliché, che spesso condizionano le loro scelte lavorative o di vita. Si tratta di una sfida culturale, – ha detto Sara Ferrari – dobbiamo capire che valorizzare il portato femminile nella società rappresenta un vantaggio collettivo che porta benessere e maggior ricchezza a tutta la comunità”. 
Fra le molte iniziative previste per il 2018, anche un progetto di collaborazione fra le biblioteche del Trentino, realizzato attraverso il Servizio attività culturali della Provincia e finalizzato alla sensibilizzazione sul tema delle pari opportunità attraverso il teatro. Dopo una prima collaborazione con le biblioteche realizzata nell’autunno 2017, è stato avviato un secondo progetto al quale hanno aderito 27 Biblioteche comunali. Nel corso del 2018 verranno messi in scena 30 spettacoli realizzati da 6 compagnie teatrali. 
"Il lavoro di ricostruzione della memoria delle donne - ha detto l'assessora al Lavoro, Istruzione, Pari Opportunità e Politiche giovanili della Regione Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti  - ci rafforza nelle nostre battaglie e ci deve permettere di rompere quel soffitto di vetro che impedisce alle donne di volare", rivolgendosi alle studentesse e agli studenti della III C dell'Istituto statale di istruzione superiore "G. Carducci" di Trieste impegnati nel progetto speciale, finanziato dalla Regione, "Storia delle donne in Europa". Il progetto, avviato alla fine di gennaio, coinvolge, oltre al Carducci, capofila, i Licei scientifici triestini "G. Galilei" e "G. Oberdan" e gli Istituti statali di istruzione superiore "A. Malignani" e "C. Percoto" di Udine. Le ricerche di allieve e allievi si tradurranno nella pubblicazione di un volume e nella realizzazione di installazioni cartacee nelle scuole sui temi e sulle figure delle donne militanti che si sono battute per ottenere maggiori diritti, delle artiste e delle scienziate, esploratrici e sportive.
“Il futuro al quale tutti dobbiamo puntare è una società civile e matura che abbia saputo sconfiggere ogni tipo di prevaricazione e violenza di genere”. Lo sottolinea il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, in occasione della Festa della Donna che si celebra domani. “La storia di questa ricorrenza – ricorda il Governatore – trae le sue origini dai primi del ‘900 e dai soprusi che le donne subivano nel mondo del lavoro ma oggi, e la cronaca ce lo ricorda tristemente quasi ogni giorno, siamo di fronte ad una vera e propria emergenza, la violenza di genere che si materializza in delitti atroci, spesso commessi da mariti e compagni, in molestie sessuali come quelle che hanno messo a rumore il mondo del cinema, in prevaricazioni nel mondo del lavoro e nella vita sociale”. “Sono quindi prima di tutto gli uomini, noi uomini, – dice Zaia – che devono riflettere, non solo domani ma ogni giorno dell’anno, e fare di tutto perché la donna ottenga il rispetto e la valorizzazione che le sono dovuti”. “Prima di tutto le Istituzioni – prosegue Zaia – non devono limitarsi alle parole e alle celebrazioni e, in questo senso, sono orgoglioso di presiedere una Regione che da anni lavora in concreto per l’universo femminile, con iniziative e investimenti, una legge per l’imprenditoria, sostegni agli Organismi di parità, azioni di educazione alla parità in tutte le scuole, attenzioni particolarissime e altamente qualificate in sanità”. “Proprio la sanità veneta, anche per l’attenzione alle donne considerata tra le migliori d’Europa – fa notare il Governatore – è la cartina tornasole di una Regione che guarda a tutte le sue donne con attenzione e rispetto. Penso ai 35 ospedali (record di sempre) insigniti a livello nazionale del bollino rosa assegnato alle strutture che pongono particolari attenzioni ai bisogni di salute della donna; alle Breast Unit che per primi abbiamo creato per curare il tumore alla mammella dalla prima diagnosi all’auspicata guarigione con un percorso clinico multidisciplinare; agli screening per la prevenzione; all’offerta gratuita del vaccino contro il papilloma virus”. “La donna – conclude Zaia – sta nel cuore di tutto il Veneto e dell’Istituzione regionale domani, ma anche in tutti gli altri giorni dell’anno. Buon 8 marzo a tutte le donne del Veneto, con gratitudine, orgoglio e rispetto”.
"La lotta per avere pari diritti e uguale dignita' e' ancora lunga e dura, perche' pregiudizi e discriminazioni non si rimuovono per legge o a forza di quote: dobbiamo crederci noi donne per prime". Ad affermarloè  la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, sempre in occasione della Festa internazionale della donna. "Non dobbiamo rivendicare una piatta uguaglianza ma - indica Serracchiani - la nostra differenza e la nostra specificità, altrimenti continueremo a giudicare noi stesse con il metro degli uomini. I progressi nei diritti sono acquisiti quando diventano modo di pensare condiviso". Per la presidente servono dunque "piu' servizi e sostegno alle donne che vogliono lavorare, magari fare carriera ed essere madri, protezione dalle violenze fisiche e psicologiche, diffusione capillare di una cultura di parita'. E' fondamentale per tutte le donne e, in modo particolare, per quelle che vivono in famiglie di recente immigrazione, e che- conclude- possono fare la differenza tra emarginazione e integrazione".
"Il fatto che in Parlamento siano state elette meno del 30% delle donne purtroppo non e' una novità. L'altra volta con un sistema elettorale diverso si era riusciti ad eleggere piu' donne. Questa volta a briglie sciolte la donna non e' la prima scelta e non e' neanche per le donne che le votano". ha poi detto la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e dimissionaria della segreteria del Pd, Debora Serracchiani, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. "Non ho mai trovato - ha aggiunto la Serracchiani - una grande solidarietà nel voto delle donne. Qualche anno fa avrei detto di essere assolutamente contraria a sistemi come le quote rosa, oggi dico che abbiamo bisogno di un aiutino da casa".
Se è vero che numerose sono le iniziative e gli eventi e le azioni messe in campo dalle istrituzioni regionali lungo il difficuile cammino della parità di genere, è altrettamto vero che sul piano della rappresentanza politica sono ancora molti i passi da compiere. Uno studio dell'Ufficio di Valutazione e Impatto delle politiche pubbliche del Senato uscito proprio in occasione della Giornata della donna dimostra che su un totale di 272 presidenti delle Regioni, eletti nella storia delle 20 regioni italiane prima del 4 marzo 2018, le donne sono state solo 9 (più 2 facenti funzione): poco più del 3%. Ne hanno elette 2 ciascuna l'Umbria (entrambe le governatrici sono state confermate per un secondo mandato) e il Friuli-Venezia Giulia, seguite da Abruzzo, Lazio, Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige con una. Su 20 regioni, 13 non sono mai state guidate da una donna.
I vertici di tre regioni sono andati in scadenza quest'anno 2018: Lombardia, Lazio e Molise. Per Lazio e Lombardia si è votato il 4 marzo, insieme alle politiche; l'appuntamento per il Molise è il 22 aprile. Nel Lazio e Lombardia, prima del voto, la presenza femminile era intorno al 20% tra i consiglieri (10 donne su 50 in Lazio, 15 su 80 la Lombardia), mentre la percentuale saliva al 40% tra i componenti della Giunta nel Lazio (4 donne su 10 assessori) e al 43% in Lombardia (6 su 14).
Il consiglio regionale del Molise può contare su 3 donne e 17 uomini (15 per cento). In Giunta non ci sono donne. E alla guida della regione Lazio il 4 marzo è stato riconfermato un uomo.
Passando ai comuni, lo studio del Senato evidenzia come le donne sindaco in carica ad oggi sono 1086, di cui 1004 alla guida di comuni inferiori ai 15.000 abitanti. La percentuale più alta è in Emilia R., la più bassa in Campania e Sicilia.
Nel 1946, alla fine delle varie tornate di elezioni comunali, 10 donne ricoprivano la carica di sindaco e circa 2.000 quella di consigliera comunale. Quarant'anni dopo, nel 1986, le prime cittadine erano salite a 145. Tra il 1986 e il 2016 il loro numero è aumentato di oltre 7 volte: da 145 a 1.097. Sono aumentate anche le assessore, passando da 1.459 nel 1986 a 6.834 del 2016.
Nel Parlamento europeo (eletto a suffragio popolare diretto per la prima volta nel 1979) la percentuale di donne italiane è stata nelle prime cinque legislature meno del 15% della nostra rappresentanza. Nel 2004, con l'introduzione delle quote di lista, la presenza femminile ha avuto un incremento. Nelle scorse elezioni del 2014, per le quali è stata introdotta la cosiddetta doppia o tripla preferenza di genere, il numero delle europarlamentari italiane risulta quasi raddoppiato (29 donne su 73), pari al 39,7%. Questa valore supera, per la prima volta, la media delle donne al Parlamento europeo (37%).

Dal sito del Senato: Parità vo cercando. 1948-2018, settant'anni di elezioni in Italia: a che punto siamo con il potere delle donne?













( sm / 08.03.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top