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Regioni.it

n. 3343 - mercoledì 14 marzo 2018

Sommario
- Dirigenza medica: Garavaglia, clausola di esclusività nel monte salari
- Regioni: gli obiettivi di finanza pubblica e le sentenze della Consulta
- Agricoltura: Di Gioia ringrazia Martina per il lavoro svolto
- Emilia-Romagna: legge su sviluppo settore musicale
- Idrocarburi in Adriatico: Consiglio di Stato boccia ricorsi contro trivelle
- Resto al Sud: le Banche di Credito Cooperativo per l'impresa giovanile
- Ordigno bellico ed evacuazione a Fano: il ringraziamento di Ceriscioli

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Idrocarburi in Adriatico: Consiglio di Stato boccia ricorsi contro trivelle

Emiliano: la partita non è chiusa; D'Alfonso: riprendere la battaglia istituzionale

(Regioni.it 3343 - 14/03/2018) Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi contro le trivelle, e cioè verso l’attività di estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico, dall'Emilia Romagna alla Puglia.
Sono stati così respinti i ricorsi presentati dalla regione Abruzzo. Si apre quindi la strada alle attività di trivellazione, cioè alla ricerca in particolare di gas e petrolio al largo della costa adriatica. Le sentenze del Consiglio di Stato sono state pubblicate tra il 28 febbraio e l'8 marzo.
La metodica di estrazione viene denominata “air gun” e consente di utilizzare la pressione dell'aria per creare piccoli sommovimenti nel sottosuolo marino e captare segnali per capire se ci sia gas o petrolio.
Secondo i ricorrenti, invece, questa metodologia estrattiva può causare danni.
In particolare il progetto riguardava l'effettuazione di prospezioni geofisiche con acquisizione di linee sismiche a riflessione 2D con singolo passaggio e uso della tecnologia Air gun, per uno sviluppo complessivo di 8.134 km, e l'area interessata è al di fuori della fascia di tutela delle 12 miglia.
“Molte delle censure", afferma il Consiglio di Stato, “appaiono generiche, pertanto inammissibili”, ad esempio “si osserva l'assenza di deduzioni specifiche sia in relazione alla esatta delimitazione dell'area da prendere in considerazione ai fini della valutazione degli impatti che in merito alla presenza di aree tutelate”.
“Tutte le censure che contrastano il contenuto del compendio delle valutazioni discrezionali poste a base del positivo provvedimento definitivo di VIA sono inammissibili", quindi si aggiunge che “la Regione ricorrente, in buona sostanza, attacca l'opportunità delle scelte, tecniche e amministrative, rimesse all'autorità preposta alla cura di tutti gli interessi pubblici e privati coinvolti, sostituendo alle contestate valutazioni, che non superano mai la soglia dell'abnormita' o della manifesta illogicita', le proprie soluzioni (valoristiche, progettuali, istituzionali, economiche)". Inoltre, "tutte le censure dirette a contestare l'omessa valutazione degli impatti cumulativi delle attivita' autorizzate sono anche infondate, in considerazione della sufficienza ed idoneita' delle prescrizioni imposte dalla Commissione, secondo il principio di massima precauzione".
Inoltre "risulta impossibile, e non corretto, procedere alla valutazione cumulativa degli effetti della fase della prospezione, riguardante la sola acquisizione di dati geofisici della ricerca di idrocarburi, con quelli generati nella successiva fase di coltivazione degli idrocarburi, non attinente quindi con il progetto presentato”.
Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, commenta che “la partita non è chiusa, non è finita. Siccome grazie a Dio questo governo ha chiuso la sua storia, noi apriremo" un fronte anti-trivelle "con chiunque voglia, con qualunque forza politica che si impegni a modificare queste norme e a vietare l'uso dell'air gun”.
“Adesso assumeremo tutti gli elementi”, afferma il presidente della regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che aggiunge: “ho chiamato a raccolta il sottosegretario Mario Mazzocca, il più raffinato conoscitore e battagliero in Abruzzo, e anche gli ambientalisti che hanno il senso delle cose. Con loro cercherò di rintracciare il bandolo della matassa per riprendere la battaglia istituzionale”. “Farò pesare - aggiunge D'Alfonso - anche questo nuovo patrimonio di rapporti che abbiamo a Roma e con le istituzioni, per cercare di riprendere una battaglia. Non da soli, ma con altri e poi vediamo cosa si può aggiungere. Non sono meravigliato del pronunciamento del Consiglio di Stato, ma mi voglio meravigliare del lavoro che faranno le istituzioni attive, Parlamento e ministeri, perché noi siamo nella condizione di potere rieducare la condotta giusta di ministeri e Parlamento”.




( gs / 14.03.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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