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Regioni.it

n. 3343 - mercoledì 14 marzo 2018

Sommario
- Dirigenza medica: Garavaglia, clausola di esclusività nel monte salari
- Regioni: gli obiettivi di finanza pubblica e le sentenze della Consulta
- Agricoltura: Di Gioia ringrazia Martina per il lavoro svolto
- Emilia-Romagna: legge su sviluppo settore musicale
- Idrocarburi in Adriatico: Consiglio di Stato boccia ricorsi contro trivelle
- Resto al Sud: le Banche di Credito Cooperativo per l'impresa giovanile
- Ordigno bellico ed evacuazione a Fano: il ringraziamento di Ceriscioli

14 marzo (sala "Marcello Mochi Onori"): seminario a Roma

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Regioni: gli obiettivi di finanza pubblica e le sentenze della Consulta

Relazioni introduttive degli assessori Massimo Garavaglia e Alessandra Sartore

(Regioni.it 3343 - 14/03/2018) Si è tenuto a Roma il 14 marzo un seminario, voluto e organizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sugli "Obiettivi di finanza pubblica delle Regioni nelle sentenze della Corte Costituzionale".
Marina Principe, segretario generale della Conferenza delle Regioni e direttore del Cinsedo (centro interregionale studi e documentazione) ha sottolineato l'utilità di un "confronto fuori dalle sedi istituzionali per uno scambio di opinioni che mi auguro costruttivo. La diversa provenienza settoriale dei relatori che sono stati invitati - dalla Corte dei Conti al Ministero dell’Economia e delle Finanze , all’ufficio Parlamentare di Bilancio per citarne alcuni ma per ringraziare tutti - è di auspicio per poter inquadrare il tema con un approccio che veda coinvolti tutti i soggetti interessati nell’intento di rendere realizzabili gli investimenti nel rispetto delle regole di finanza pubblica. In particolare, ed a solo titolo esemplificativo, tra i temi da approfondire vorrei ricordare la Sentenza n. 235 del 2017. La disposizione impugnata rinvia ad una legge ordinaria la definizione delle modalità secondo le quali lo Stato concorre al finanziamento dei livelli essenziali e delle funzioni fondamentali inerenti ai diritti civili e sociali: assente qualsiasi coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome nella forma di una previa intesa o quantomeno di un parere. Tenuto conto anche degli aspetti connessi alla copertura dei fabbisogni standard in relazione a questa sentenza, appare necessaria una riformulazione condivisa con le Regioni dell’art. 11 della Legge n.243 del 2012. Le sentenze che esaminiamo oggi sono state precedute da un’importante Sentenza della Corte Costituzionale la n. 251 del 2016, di estrema rilevanza per il mondo regionale, che ha inteso chiarire come la stessa iniziativa legislativa del Governo e, più complessivamente, il procedimento legislativo statale incontrino un limite: quello della necessaria consultazione, nella forma del più ampio coinvolgimento delle Regioni da ricercare attraverso l’Intesa, “nei casi in cui le materie su cui si va ad intervenire siano caratterizzare da un’inestricabile intreccio di competenze legislative statale e regionali, laddove è impossibile definirne la prevalenza”. La sentenza ha elevato il tema della “leale collaborazione” anche a livello di legislazione primaria. L’intento forse più generale e complessivo del dibattito - ha proseguito il segretario generale della Conferenza delle Regioni - è anche quello di rendere il tema sotteso degli investimenti più comprensibile. Tutti siamo consapevoli che gli investimenti sono indispensabili per la crescita del Paese e le Regioni sono un anello fondamentale di questo processo affidato in ultimo agli Enti territoriali. Altro tema più generale è quello della crescita del nostro Paese. Proprio su questi argomenti è in via di definizione nella nostra Conferenza un documento complessivo da presentare al prossimo Governo relativo ad un “Patto per la crescita”.  Un cenno infine ai prossimi appuntamenti: il 20 marzo si terrà un ulteriore seminario sul Nuovo Contratto collettivo di lavoro 2016-2018 Regioni Enti locali in collaborazione con Anci e un altro momento di approfondimento sui temi economico-finanziari è previsto nel prossimo mese di maggio a Bologna. "Naturalmente ne daremo ampia informazione quando verrà definito il programma".
Particolarmente significativa anche l'introduzione del Capo di gabinetto della Corte dei conti, Presidente di Sezione, Mauro Orefice, che ha portato ai partecipanti i saluti del Presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema che, a causa di improrogabili impegni istituzionali, non è potuto intervenire. Dopo aver sottolineato la necessità di  "una piena condivisione delle procedure" per "attivare le necessarie sinergie sul territorio" e "rendere efficace l’intervento pubblico a favore della comunità amministrata", Orefice si è soffermato sulla normativa più recente che, innovando i principi sui quali impostare il rapporto tra procedure contabili e scelte programmatiche, "ha impegnato non poco gli attori del sistema delle Regioni in uno sforzo di aggiornamento continuo nella ricerca di equilibri sostenibili. Il legislatore d’altro canto, ben consapevole del delicato rapporto tra stabilità delle regole e rispetto degli equilibri, ha inteso facilitare l’attività di programmazione, nel rispetto dell’autonomia degli enti territoriali. La Corte dei conti, attraverso la funzione nomofilattica - ha ricordato Orefice -  fornisce interpretazioni concrete della normativa al fine di evitare comportamenti contrastanti tra le diverse realtà territoriali. La tutela del rispetto delle regole contabili e degli equilibri finanziari viene garantita non solo attraverso le attività di controllo e monitoraggio, ma anche grazie ad una attività consultiva e collaborativa che interessa principalmente la Sezione delle autonomie e le Sezioni regionali di controllo".Da qui l'appello ad "intensificare il lavoro già intrapreso per favorire, con sempre maggiore enfasi, il processo di supporto agli operatori del sistema territoriale delle Regioni affinchè le regole contabili facilitino e non ostacolino i processi decisionali. Per questo obiettivo la Corte dei conti continuerà a garantire un supporto costante". Orefice ha sottolineato che proprio recentemente  la Corte costituzionale ha affermato (sentenza n. 275/2016) che “Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. Per il capo di gabinetto della Corte dei conti è  "un’affermazione che, di tutta evidenza, lascia sullo sfondo il problema dei problemi: qual è il rapporto oggi fra il concetto di equilibrio di bilancio e l’esigenza di assicurare fonti di finanziamento adeguate a sopperire almeno i cosiddetti diritti incomprimibili? Criterio di ragionevolezza, garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni, sussidiarietà orizzontale: quale strada seguire al fine di garantire i diritti sociali e in ciò quali le esigenze di intervenire sulla struttura e sulle previsioni della legge n. 243/2012 oltre quanto già fatto dalla legislazione vigente?". Tutte domande che il rappresentante della magistraura contabile ha voluto affidare alle riflessioni dei relatori e  dei partecipanti.
Nella sua relazione l'assessore della Lombardia, Massimo Garavaglia (che coordina la commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni) ha toccato (avvalendosi di alcune slide) diversi argomenti. Prima di tutto le necessità di un utilizzo dell'avanzo e del fondo pluriennale vincolato nella definizione degli equilibri di bilancio. Poi il tema della illeggitimità delle norme sulle modalità del concorso statale al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni. Centrale (come è stato sottolineato in diversi documenti della Conferenza delle Regioni in occasione del varo delle diverse leggi di bilancio) il concorso e il coinvolgimento degli enti territoriali nella riduzione del debito pubblico. Un macigno che spesso comporta un impatto fortissimo sulla loro autonomia finanziaria. Garavaglia ha puntato il dito contro un'asimmetria nel calcolo dell'equilibrio di bilancio: per Regioni ed enti locali c'è l'equilibrio quando c'è un saldo non negativo, in termini di competenza, fra le entrate finali e le spese finali. Ma su tutto ciò pesa una differenza con gli enti non territoriali: per questi ultimi, ai fini delal deteminazione del saldo, l'avanzo di amministrazione può esser utilizzato.  Ultimo tema: la disciplina dell'indebitamento e il potere sostitutivo dello Stato. Tutte le amministrazioni territoriali - ha speigato Garavaglia - concorrono alla riduzione del debito in baselle entrate proprie indipendentemente dall'entità del debito dell'ente. Una norma che diventa un paradosso punitivo per gli enti più virtuosi. L'indebitamento per le Regioni e gli enti locali è consentito solo per investimenti, ma questi ultimi devono comunque essere coperti da un corrispondente avanzo di risorse nell'anno, il cui piano di ammortamento non sia superiore alla vita utile dell'investimento.
Temi ribaditi anche dalla relazione di Alessandra Sartore (assessore della Regione Lazio e coordinatore vicario della commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni) che si è soffermata sulla centralità della sentenza 247/2017 della Corte Costituzionale che inibisce alla legislazione statale di acquisire in modo improrio risorse dagli enti territoriali chiarendo che l'avanzo dia mminustrazion è nella disponibilità dell'ente cje lo realizza  e non può essere oggetto di un prelievo forzoso.
L'assessore della Regione Lazio si è soffernata anche sul debito autorizzato e non contratto indicando anche un percorso graduale  e possibili soluzioni per un'applicazione puntuale del disposiotovo della sentenza . Toccate in modo puntuale anche le criticità legate all'applicazione e all'utilizzo dell'avanzo vincolato per enti in disavanzo, con particolare riferimento al parere n.238/2017 della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Campania che ha avuto come conseguenza il fatto che nel caso in cui il risultato di amministrazione di un Ente sia negativo, l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione non può costituire copertura effettiva alle spese correlate che, per essere effettuate, necessitano quindi di una nuova copertura.
Nel corso del seminario sono poi intervenuti: Francesca Dimita (sezione di controllo del Veneto della Corte dei Conti), Francesco Sucameli  (sezione di controllo della Campania della Corte dei Conti), Massimo Valero (sezione di controllo del Piemonte della Corte dei Conti), Francesco Belsanti (sezione di controllo della Liguria della Corte dei Conti), Salvatore Bilardo (Ispettore generale capo dell'ispettorato per la finanza delle pubbiche amministrazioni), Luciano Cimbolini (Ispettorato generale di finanza), Chiara Goretti (consigliere dell'Ufficio paralmentare di Bilancio).
Hanno partecipato la vicepresidente della Regione Basilicata, Flavia Franconi, l'assessore della Regione Sicilia, Gaetano Armao, l'assessore dell'Umbria, Antonio Bartolini, l'assessore della Regione Piemonte, Aldo Reschigna e l'assessore della Regione Campania, Lidia D'Alessio.

Foto del seminario



( sm / 14.03.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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