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Regioni.it

n. 3344 - giovedì 15 marzo 2018

Sommario
- Nuovo frecciarossa: in treno da Genova a Venezia in meno di 4 ore
- Femminicidio: i dati regione per regione
- Comparto sanità: Garavaglia, nel contratto valorizzato il coordinatore
- Terremoto centro Italia: 48 milioni per le imprese
- Funzioni locali: seminario sul nuovo contratto il 20 marzo
- Presentata la Carta Nazionale del Paesaggio

+T -T
Femminicidio: i dati regione per regione

(Regioni.it 3344 - 15/03/2018) Dopo pubblicazione della Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, l’Ufficio valutazione impatto del Senato ha elaborato e diffuso due focus (disponibili anche in lingua inglese) di approfondimento sul tema (Focus 1 e 2).
In base ai dati dell’ultima indagine sulla sicurezza delle donne (2014), nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), riferiscono di aver subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi (come la molestia) a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro.
Confermata nei focus una tendenza che le cronache ci propongono con sempore maggiore e preoccuoante ferquenza: Gli autori delle violenze più gravi (violenza fisica o sessuale) sono prevalentemente i partner attuali o gli ex partner: due milioni e 800 mila donne ne sono state vittime. Il 10,6 % delle donne dichiara di aver subìto una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni. Più di una donna su tre, tra le vittime della violenza del partner, ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni (37,6%).  Circa il 20 % è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite riportate.
Più di un quinto di coloro che sono state ricoverate ha riportato danni permanenti.
I dati acquisiti dalla Commissione evidenziano, negli ultimi 6 anni, una graduale riduzione (con una lieve risalita nel 2012) del numero dei delitti di violenza sessuale de-nunciati: sono passati dai 4.617 episodi del 2011 ai 4.046 del 2016 (- 12% circa).
Nei primi nove mesi del 2017 si è registrato un lievissimo, ulteriore calo (-0,2%) del totale del numero di reati di violenza sessuale denun-iata, rispetto al medesimo periodo del 2016: da 3.095 a 3.035.
A prescindere dalle variazioni numeriche, una costante è rappresentata dall’elevata incidenza delle donne come vittime e degli uomini come autori di reato in oltre il 90% dei casi registrati dal 2011 al 2016.
Per quanto riguarda il reato di atti persecutori1, il cosiddetto stalking (introdotto nel codice penale ita-liano all’articolo 612-bis nel 2009 ed è stato modificato dal decreto-legge anti-femminicidio nel 2013) i dati riferiti dal Ministro dell’interno mostrano una crescente tendenza (in termini assoluti) alla denuncia: si è passati infatti dai 9.027 atti persecutori denunciati nel 2011 ai 13.177 del 2016, con un aumento del 45%.  Nei primi nove mesi del 2017 c’è stato invece un calo del 15,7%: le denunce per stalking sono scese da 10.067 a 8.480.  
Quanto alla perseguibilità del reato di stalking, a partire dalla sua introduzione si rileva un significativo aumento delle condanne: 35 sentenze nel 2009, 1.601 nel 2016.
Tornando al femminicidio i dati statistici mostrano lievi riduzioni alternate ad aumenti degli omicidi con vittime di sesso femminile: nell’ultimo quadriennio questi rappresentano oltre un quarto degli omicidi complessivamente commessi. Si tratta di un andamento non in linea con quello degli omicidi volontari, i quali risultano invece in forte diminuzione. Il numero totale degli omicidi si è infatti ridotto dal 2011 al 2016 di circa il 39%, mentre gli omicidi con vittime di sesso femminile sono diminuiti solo del 14%. Le prostitute sono una percentuale significativa di vittime: oltre l'11% nel 2012 secondo i soli casi registrati dalla stampa. I numeri reali sono probabilmente mag-giori.
Il maggior numero di vittime - una su tre - ha più di 64 anni. Il 19% delle donne assassinate ha tra i 35 e 44 anni, il 18% è tra i 45 e i 54.
In rapporto alla popolazione femminile residente, il maggior numero di omicidi avviene in Umbria (7,8%), in Calabria (6,8) e in Campania (6,5).

Distribuzione territoriale delle donne uccise (percentuale). Anni 2012 – 2016  

Regione

Donne assassinate

Basilicata

4,1

Molise

3,8

Valle D'Aosta

0

Abruzzo

5,9

Calabria

6,8

Campania

6,5

Emilia Romagna

5,1

Friuli Venezia G.

6,4

Lazio

4,2

Liguria

5,6

Lombardia

4,3

Marche

4

Piemonte

5,8

Puglia

4,1

Sardegna

4,7

Sicilia

5,3

Toscana

6,1

Trentino-Alto Adige

3

Veneto

3,5

Umbria

7,8

 Ufficio valutazione impatto del Senato:
- Focus 1
. Focus 2
- English Focus 1
- English Focus 2
- Relazione



( sm / 15.03.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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