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Regioni.it

n. 3345 - venerdì 16 marzo 2018

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 21 marzo
- La Conferenza Unificata il 21 marzo
- La Conferenza Stato-Regioni il 21 marzo
- Autonomia: Marche e Umbria avviano percorso comune
- Consiglio dei Ministri: Decreto di attuazione Statuto Friuli Venezia Giulia
- Le "Giornate del Fondo Ambiente Italiano di primavera" il 24 e 25 marzo
- Ambiente: 20 marzo, presentazione "Rapporto di sistema" e "Annuario dati"

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Le "Giornate del Fondo Ambiente Italiano di primavera" il 24 e 25 marzo

(Regioni.it 3345 - 16/03/2018) l Palazzo della Marina, con la sua incredibile biblioteca, e, sempre a Roma, Palazzo Giustianini, dove de Nicola firmò la Costituzione repubblicana. L'Isola Bisentina sul lago di Bolsena, paradiso dei Farnese generalmente inaccessibile al pubblico, con il suo trionfo di giardini e la Chiesa del Vignola. E poi a Venezia, Casa Bortoli affacciata sul Canal Grande e Ca' Vendramin Calergi dove morì Richard Wagner, il parco delle Colonie bergamasche a Cagliari, lo Stadio Meazza, spogliatoi dell'Inter e del Milan compresi. E ancora castelli, i 'palazzi del cinema' a Lecce, siti archeologici, borghi dalle antiche tradizioni, stanze della politica solitamente blindate: saranno oltre 1000 i luoghi eccezionalmente aperti al pubblico nella 26° edizione delle Giornate Fai di primavera, che tornano il 24 e 25 marzo con oltre 50 mila volontari a far da ciceroni e la campagna di raccolta fondi Insieme cambiamo l'Italia, seguita anche dalla Rai. "Vogliamo divertirci e divertire gli italiani", racconta il vicepresidente esecutivo del Fondo Ambiente Italiano, Marco Magnfico. "Un'occasione anche per i giovani - aggiunge il presidente Andrea Carandini - per imparare come dare valore ai luoghi e come comunicarli a tutti".
Le Giornate FAI in Valle d'Aosta consentiranno di accedere ad una sorta di “cantiere-evento” entrando in via del tutto straordinaria in un luogo denso di storia e di suggestione che sicuramente non lascerà indifferenti. Oltre all’aspetto esterno raffinato ed elegante e all’affaccio panoramico sul fondovalle, gli interni susciteranno meraviglia grazie alla ricercatezza degli apparati decorativi che stanno progressivamente tornando a vista grazie al paziente lavoro di restauro ancora in corso. Divenuto di proprietà regionale a partire dal 1970, il castello di Aymavilles è destinato ad ospitare la ricca collezione dell’Accademia di Sant’Anselmo di Aosta, stabilendo in questo modo un emblematico fil rouge tra questa raccolta e la collezione del conte Vittorio Cacherano Osasco della Rocca-Challant, ultimo discendente della famiglia Challant ad abitare il castello a metà del XIX secolo e autore, a sua volta, di una pregevole raccolta di dipinti e oggetti d’arte di vario genere oggi quasi del tutto dispersi. Sebbene i sondaggi lo lasciassero intuire, non era possibile immaginare nel 2006, in occasione delle prime indagini stratigrafiche condotte sulle finiture murarie degli ambienti interni, la quantità, e per certi versi, la qualità degli apparati decorativi che i recenti restauri hanno fatto riaffiorare dalle pareti del castello. Gli interventi di restauro delle decorazioni, intrapresi a partire dall’autunno 2013 e tuttora in corso, hanno lentamente restituito un’immagine inedita e pregevole dell’edificio, che si era perduta nel tempo al di sotto di pesanti strati di tinteggiature o di variopinte carte da parati disposte su più livelli, talvolta molto tenaci e difficili da rimuovere, da collegare perlopiù ai diversi giri di proprietà. Il paziente lavoro dei restauratori ha quindi reso apprezzabili la vivacità cromatica e la varietà dei soggetti che ornavano le numerose sale del castello, selezionati verosimilmente dal committente, sebbene con qualche accostamento bizzarro, anche in rapporto alle diverse funzioni residenziali degli ambienti. Nel programma di radicale ammodernamento pittorico vengono similmente comprese le superfici delle porte interne, decorate con motivi animali, vegetali e geometrici.  Le visite, allietate dal Quartetto di clarinetti Ebony dell’Istituto Musicale pareggiato, saranno condotte dal personale interno della Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e dai “Giovani Ciceroni” del Liceo classico di Aosta.
Nelle Marche 75 beni aperti, 3.600 Apprendisti Ciceroni, 600 volontari, 5 delegazioni, 5 gruppi FAI, 4 gruppi FAI Giovani. “La Regione dà grande merito al forte impegno del FAI e in particolare della  Delegazione Marche, insieme ai tantissimi volontari, per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale" ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo- Cultura , Moreno Pieroni alla conferenza stampa di presentazione, al Museo Archeologico nazionale delle Marche.  "Anche nella fase di emergenza del terremoto , in cui le Marche sono state colpite nel 67% del loro territorio, è stato assicurato un grande impegno da parte del Fai per il recupero e la promozione del sistema culturale. Sono sicuro che da un’economia culturale possa ripartire anche l’economia sociale e lo sviluppo  dei territori colpiti.  Un esempio concreto di come sta lavorando il Fai per riportare i beni culturali alla fruizione autentica e quindi a rivitalizzare i luoghi, sta nel progetto “ adottato” lo scorso anno per il recupero del il Colle dell’Infinito di Recanati. Ebbene il Fai ha preso in carico il progetto e in tempi rapidissimi è riuscito a consentire la fruizione degli Orti leopardiani già da quest’anno. Un risultato eccezionale! E nel 2019 , per le celebrazioni dei 200 anni dalla stesura dell’Infinito contiamo di vedere gran parte della realizzazione progettuale. Altro punto da sottolineare la capacità di coinvolgimento dei giovani per un’educazione al senso di appartenenza del bene culturale, per la ricerca propositiva sul patrimonio storico e la divulgazione della nostra identità culturale . Insomma - ha concluso Pieroni -  assicurando una costante vicinanza della Regione alle proposte,   il ringraziamento al Fai per il fermento che sa sempre coagulare attorno alla Cultura, perché diventa un valore aggiunto anche per il Turismo.”
Anche in Trentino, sabato 24 e domenica 25 marzo, tornano le 'Giornate Fai di primavera', con la possibilità di visitare luoghi storici, palazzi, chiese e castelli. La delegazione trentina del Fondo per l'ambiente italiano invita tutti nell'area del Garda trentino, a Tenno, per scoprire le maggiori testimonianze storiche e artistiche del borgo medievale, che presenta un nucleo murato intatto unico in tutto il Trentino. Il programma dell'iniziativa è stato presentato a Trento dal capo delegazione del Fai del Trentino, Luciana Colombo Manfroni De Pretis, dall'assessore comunale alla cultura, Andrea Robol, e dal vicesindaco di Tenno, Giuliano Marocchi. Il programma 'Di armi e di fede: Tenno, sul cielo del Garda', prevede visite al parco del Castello -
riservate per ragioni di sicurezza ai soli soci Fai - al borgo medievale di Frapporta, alla chiesa di San Lorenzo, alla
Parrocchiale dell'Immacolata e alla cappella dell'Addolorata. Ultimo nato tra i gruppi Fai del Trentino, quello di Rovereto
Vallagarina curerà invece l'apertura di palazzo Betta Grillo, residenza nobiliare settecentesca acquisita recentemente dal
Comune di Rovereto, che sarà aperta alle visite domenica 25 marzo. Il gruppo Fai della Valle di Sole proporrà invece una serie di visite nel paese di Croviana, sempre domenica 25 marzo. Si potranno visitare Casa Busetti, la chiesa di San Giorgio, palazzo Pezzen, Casa Taddei Vallorz e la mostra fotografica 'Occhinèri'. Per le Valli di Fiemme e Fassa, invece, le aperture riguarderanno il paese di Carano: sabato 24 marzo visite al Museo etnografico presso Casa Begna e la chiesa di San Nicolò. Domenica 25 marzo invece i volontari Fai propongono un trekking guidato con partenza alle 14.30 alla scoperta della linea di difesa austro-ungarica delle Trincee del Solombo. Tutte le visite guidate sono a contributo facoltativo (da 2 a 5 euro), che verrà richiesto all'accesso di ogni luogo aperto. I fondi raccolti saranno destinati per la manutenzione dei 30 beni Fai aperti al pubblico in tutta Italia, all'area naturalistica di Punta Mesco (Liguria) e all'Abbazia di Cerrate (Puglia).
In Calabria dal borgo di Saracena a quello di Calopezzati e all'archeologia nel centro storico di Cosenza; dalle chiese e gli scorci di Santa Severina, al piccolo centro antico di Bovalino. E ancora dai tesori di Curinga (indicati come chicca nazionale), ai luoghi della storia di Vibo Valentia, per finire, a Reggio Calabria, con le testimonianze dell'antica Reghion e della Biblioteca comunale. E' un viaggio tra luoghi, storie, personaggi, tradizioni, cibo e musica la XXVI edizione delle Giornate di Primavera del Fondo per l'ambiente italiano. L'esercito dei volontari, costituito in Calabria da sei Delegazioni e due gruppi, con il coordinamento della presidente regionale, Anna Lia Paravati, ha organizzato, insieme a comuni, scuole, enti, associazioni, visite, spettacoli, degustazioni, mostre, allestimenti, punti di aggregazione per condividere le giornate di festa nel nome della bellezze. Il tutto in compagnia dei volontari e dagli Apprendisti Ciceroni. Dal Pollino allo Stretto si snoda, dal 24 al 25 marzo, una mappa di iniziative tra le tante eccellenze calabresi. A Saracena saranno più di cento i giovani "Ciceroni" preparati per guidare i visitatori nei luoghi più caratteristici e ricchi di storia. Si parte dalla Chiesa di Santa Maria del Gamio ricca di opere d'arte per passare alla Chiesa di Santa Maria delle Armi ubicata nel più antico quartiere del paese. Tappa alla Cantina Sociale, presidio Slow Food, "Moscato di Saracena", il famoso vino liquoroso che si ottiene dalla vinificazione di una varietà di particolari uve che si producono solo in loco. La Delegazione di Cosenza, dal canto suo, ha organizzato un itinerario di visite denominato "Le aree archeologiche nei palazzi del centro storico di Cosenza", dedicato a quattro siti poco noti per illustrare la storia di quella che è stata la metropoli dei Brettii dal IV sec. a.C. A Calopezzati, invece, sarà possibile scoprire il borgo e le chiese di San Marco, Madonna dell'Assunta, San Marco e il castello feudale. Spunti interessanti anche a Santa Severina, nel crotonese,
dove ci sarà un percorso dalla base del castello fino al museo diocesano per ammirare delle opere recentemente restaurate,
mentre nel catanzarese i visitatori saranno condotti "Alla scoperta dei tesori di Curinga" con le caratteristiche archeologiche, ambientali e paesaggistiche del centro antico che, collocato sulla sella istmica, si affaccia sul mar Tirreno. Ci anche sarà da visitare una mostra sulla malaria curata da Antonio Panzarella, studioso e ricercatore prematuramente scomparso.  Articolato il programma elaborato dalla Delegazione Fai della Locride e della Piana con i riflettori puntati sul borgo di Bovalino Superiore, tipico insediamento del X-XI secolo e la Chiesa Matrice di Santa Maria ad Nives e San Nicola di Bari. A Cittanova si potrà godere delle bellezze della dimora dei Rodinò di Miglione (oggi Villa Niglia), edificata intorno alla seconda
metà del XVIII secolo.  Di Grande Guerra si occuperà la Delegazione Fai di Vibo con l'apertura del Convitto Nazionale Filangieri da dove moltissimi giovani studenti partirono all'epoca per combattere e in pochissimi ritornarono a casa, e la visita al Parco delle Rimembranze.  Le Giornate Fai di Primavera, a Reggio, saranno invece l'occasione per "incontrare" l'antica città di Reghion e il nuovo Parco Archeologico della cinta muraria greca alla collina degli angeli assieme alla villa e alla biblioteca De Nava.
Giornate Fai, in Campania: aperti oltre 80 siti. Palazzi storici solitamente inaccessibili, aree archeologiche, musei, chiese e monumenti che svelano spazi. I visitatori potranno avvalersi nella visita della guida di Apprendisti Ciceroni, giovani volontari
Fai. Saranno oltre 8000 in tutta la regione i giovani studenti pronti a illustrare gli aspetti storico-artistici dei monumenti e oltre
300 volontari guideranno per tutto il weekend il pubblico di visitatori. A Napoli i visitatori potranno visitare il Real museo mineralogico nella biblioteca del Collegio massimo dei Gesuiti; Palazzo Reale con l'apertura straordinaria riservata gli scritti degli appartamenti privati di Re Ferdinando II. Ô ancora Il chiostro di Sant'Agostino alla zecca a palazzo Ascarelli, la Galleria Umberto I con i suoi piani di calpestio e quello sconosciuto ai più della crociera inferiore con il salone Margherita; il palazzo della borsa, sede della Camera di Commercio di Napoli; il museo e archivio storico del teatro di San Carlo me mousse; il circolo artistico politecnico con il museo dedicato al principe Caravita di Sirignano. Sarà aperta, anche quest'anno, villa Rosebery.
A  Bacoli gli apprendisti ciceroni mi daranno il pubblico al parco archeologico di Cuma; a Pozzuoli si potrà visitare l'Accademia areonautica militare. Ancora in provincia di Napoli, luoghi saranno aperti a Massa Lubrense dove oltre alla chiesa
del Santissimo Salvatore e il borgo di scherzano sarà possibile percorrere il sentiero escursionistico della baia di Ieranto. A
Na il gruppo Fai apre la eccezionalmente le porte del palazzo Orsini, sede del tribunale normalmente chiuso al pubblico, oltre
al complesso di Santa Chiara e alla chiesa di San Biagio. Ad Avellino si potranno riscoprire le bellezze della sorgente di
Cassano irpino e i luoghi storici dell'Irpinia nella località di Quindici e Lauro. In provincia di Benevento con oltre 20 siti
saranno in festa per le giornate fai Sant'Agata dei Goti con le aperture palazzo museo palazzo San Francesco e guardia
Sanframondi. A Caserta sarà possibile visitare il palazzo della prefettura. A Santa Maria Capua Vetere i visitatori potranno
beneficiare del percorso "Da Spartacus a Garibaldi", con l'apertura di 13 siti. Il nuovo gruppo Fai di Aversa renderà
percorribili percorsi dei palazzi palazzi dei cardinali, della musica, dell'accoglienza e del liberty. Le aperture straordinarie dell'edizione 2018 sono rese possibile grandezze al contributo fondamentale di importanti aziende come
verrà nel prezioso sostenitore dell'evento da sette anni.
Il programma delle Giornate Fai in Emilia-Romagna sarà invece illustrato nel corso di una conferenza stampa martedì 20 marzo, alle ore 12.30 nella Sala stampa della Regione (viale Aldo Moro 52, Bologna – 13° piano). Saranno presenti l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, Marina Senin Forni presidente regionale Fai Emilia-Romagna, Vincenzo Vandelli referente culturale Fai Emilia-Romagna e Barbara Rossi, referente Fai Emilia-Romagna.



( red / 16.03.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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