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Regioni.it

n. 3349 - giovedì 22 marzo 2018

Sommario
- Mobilità sanitaria: Saitta, tema ancora in discussione
- Inps: a gennaio crescono contratti di lavoro stabili
- Trasporto pubblico e abbattimento rumore: parere sul decreto
- Consiglio dei Ministri del 21 marzo su riforma terzo settore
- Politica di coesione: Marini, fondamentale per autonomie locali Ue
- Zingaretti: atto disgustoso scritta su lapide via Fani

+T -T
Consiglio dei Ministri del 21 marzo su riforma terzo settore

Attuazione Statuto Friuli Venezia Giulia

(Regioni.it 3349 - 22/03/2018) La riforma del terzo settore è tra i provvedimenti affrontati dal Consiglio dei Ministri del 21 marzo. Riforma che è stata approvata in esame preliminare con due decreti legislativi che introducono norme integrative e correttive del decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112) nonché del Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117).
Viene così integrato l’elenco delle attività di interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore. In materia fiscale, si prevedono integrazioni e correzioni concernenti, tra l’altro, la definizione della platea degli enti destinatari delle misure agevolative, anche con riferimento agli Enti filantropici.
Inoltre il Consiglio dei ministri ha esaminato l’attuazione dello Statuto della regione Friuli Venezia Giulia, in particolare le modifiche al decreto legislativo 25 maggio 2001, n. 265, in materia di trasferimento di beni del demanio idrico e delle relative funzioni (decreto legislativo)
E’ stato quindi approvato un decreto legislativo di attuazione dello statuto speciale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia in materia di trasferimento di beni del demanio idrico e delle relative funzioni.
Il decreto prevede, in particolare, il trasferimento alla Regione di alcuni tratti dei fiumi Tagliamento e Livenza, nelle parti che segnano il confine con la regione Veneto, nonché del fiume Judrio, nella parte che delimita il confine di Stato tra Italia e Slovenia. Alla Regione vengono anche trasferite le relative funzioni amministrative, finora esercitate dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche “Veneto-Trentino Alto Adige-Friuli Venezia Giulia”, al fine di garantire, attraverso un’uniforme e coordinata attività di programmazione e di esecuzione delle attività e degli interventi, l’efficiente difesa e preservazione del territorio e delle risorse idriche, nonché la salvaguardia della sicurezza della popolazione.
A tal fine, si prevede che la Regione, conformemente all’articolo 117 della Costituzione, possa concludere accordi con la Repubblica di Slovenia ai fini dell’esercizio delle funzioni relative al fiume Judrio nella sezione che delimita il confine di Stato con l’Italia, e che le funzioni relative alle sezioni dei fiumi Tagliamento e Livenza nelle quali ricade il confine con la Regione Veneto siano esercitate d’intesa tra le due Regioni.
Infine è stato il porto di Monfalcone nell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale. “Tale decisione, - spiega il Governo - adottata su richiesta motivata dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, risponde all’esigenza di perseguire una efficiente razionalizzazione e uno sviluppo del sistema portuale della Regione con importanti ricadute sul territorio e sul tessuto sociale ed economico.
Il testo tiene conto dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari”.
Il Consiglio dei Ministri ha poi deliberato di autorizzare la Ministra Madia ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto istruzione e ricerca per il triennio 2016-2018, sottoscritta dall’ARAN e dalle confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria lo scorso 8 febbraio.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha anche esaminato alcune leggi regionali e ha quindi deliberato di impugnare:
- la legge della Regione Molise n. 2 del 30/01/2018, recante la “Legge di stabilità regionale 2018”, in quanto una norma, disponendo il rifinanziamento di un livello di assistenza sanitaria supplementare, si pone in contrasto con le previsioni del Piano di rientro dal disavanzo sanitario cui è soggetta la Regione, in violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione. Un’altra norma, riguardante i beni demaniali marittimi, invade invece le competenze statali concernenti gli aspetti dominicali di tali beni e viola l’art. 117, secondo comma, lett. l) della Costituzione.
ha invece deciso di non impugnare:
- la legge della Regione Toscana n. 4 del 23/01/2018, recante “Prevenzione e contrasto delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico. Modifiche alla l.r. 57/2013”;
- la legge della Regione Piemonte n. 2 del 05/02/2018, recante “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”;
- la legge della Regione Trentino Alto Adige n. 1 del 05/02/2018, recante “Modifiche alle leggi regionali 21 ottobre 1963, n. 29 e successive modificazioni e 30 novembre 1994, n. 3 “Astensione dalle deliberazioni, cause di ineleggibilità alla carica di sindaco, casi di incompatibilità alla carica di sindaco e di assessore””;
- la legge della Regione Marche n. 2 del 09/02/2018, recante “Disposizioni urgenti di aggiornamento della normativa regionale”;
- la legge della Regione Puglia n. 3 del 07/02/2018, recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno pubblico al pluralismo e all’innovazione dell’informazione e della comunicazione regionale”;
la legge della Regione Puglia n. 4 del 07/02/2018, recante “Legge di riordino dell’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione (ARTI)”;
- la legge della Regione Puglia n. 5 del 07/02/2018, recante “Modifiche agli articoli 3, titolo II, capo I, e 9, titolo II, capo III, della legge regionale 24 luglio 2017, n. 29 (Istituzione dell’Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale - A.Re.S.S.)”;
- la legge della Regione Veneto n. 3 del 07/02/2018, recante “Interventi per il contenimento della spesa pubblica inerente gli assegni vitalizi”;
- la legge della Regione Veneto n. 4 del 08/02/2018, recante “Rideterminazione del termine di validità del piano faunistico-venatorio regionale approvato con legge regionale 5 gennaio 2007, n. 1”;
- la legge della Regione Veneto n. 2 del 07/02/2018, recante “Disposizioni in materia di documentazione amministrativa”.
Infine, il Consiglio dei Ministri ha deliberato:
- di sollevare conflitto di attribuzione innanzi alla Corte costituzionale avverso la deliberazione della Giunta regionale del Veneto n. 306/DRG del 13 marzo 2018, recante “Indizione di referendum consultivo sul progetto di legge n. 8 di iniziativa popolare relativo a «Suddivisione del comune di Venezia nei due comuni autonomi di Venezia e Mestre». Indizione della consultazione referendaria per domenica 30 settembre 2018 ed approvazione del quesito referendario”;
- la determinazione d’intervento nei giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle Regioni Veneto, Toscana, Sardegna, Valle d’Aosta, dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione Siciliana, avverso taluni articoli della legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”.



( red / 22.03.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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