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Regioni.it

n. 3350 - venerdì 23 marzo 2018

Sommario
- Elezioni Presidenti Camera e Senato: prima giornata di scrutini
- Regione Lazio: Zingaretti presenta la nuova Giunta
- P.A.: osservazioni per accordo su linee di indirizzo per concorsi
- Pittella su deposito nucleare in Basilicata
- Istat: Rapporto sulla competitività dei settori produttivi
- Fesr post 2020: il 27 marzo laboratorio Cinsedo sugli indicatori
- Agricoltura: Di Gioia, nuovo Governo presti attenzione a xylella

+T -T
Elezioni Presidenti Camera e Senato: prima giornata di scrutini

Gli interventi di Napolitano e Giachetti

(Regioni.it 3350 - 23/03/2018) Il primo scrutinio in aula alla Camera non ha portato a nessun risultato. Nell'elezione del nuovo presidente, infatti, hanno prevalso le schede bianche, così come indicato dalle varie forze politiche prima dell'inizio della seduta. Nessun candidato ha raggiunto la maggioranza dei due terzi dei componenti dell'assemblea, ossia 420 voti. Per il secondo e terzo scrutinio il regolamento abbassa il quorum ai 2/3 dei votanti, contando anche le schede bianche. Il presidente provvisorio della Camera, Roberto Giachetti, ha annunciato il risultato ufficiale del primo scrutinio per l'elezione del presidente di Montecitorio: nessuno ha ottenuto la maggioranza richiesta, ovvero 420 voti. I presenti sono 620, i votanti 620, nessun astenuto, 18 schede nulle e 592 schede bianche. Analogo esito al Senato dove sono state 312 le schede bianche depositate nell'urna alla prima votazione per la presidenza del Senato. Hanno ottenuto un voto Fabio Di Micco, Giorgio Napolitano, Roberto Calderoli, Paolo Romani e Emma Bonino.
Fumata nera - nei due rami del Parlamento - anche al secondo scrutinio, ma al Senato è emersa una novità: Annamaria Bernini di Forza Italia ha ottenuto 57 voti dai senatori della Lega. Le schede bianche sono state 255. Hanno ottenuto un voto a testa anche Giorgio Napolitano e Roberto Calderoli. Due preferenze per Emma Bonino.
Alle 18.08 del 23 marzo è iniziato il terzo scrutinio. Anche in questa votazione e' richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche e le schede nulle.
La sedute nei due rami del Parlamento hanno avuto inizio con l'intervento dei due Presidenti "temporanei" Giorgio Napolitano al Senato e Roberto Giachetti alla Camera.
Sul voto del 4 marzo “ha pesato il senso di un cronico, intollerabile squilibrio tra Nord e Sud tale da generare una dilagante ribellione nelle regioni meridionali. Sono stati condannati in blocco - anche per i troppi esempi da essi dati di clientelismo e corruzione – i circoli dirigenti e i gruppi da tempo stancamente governanti in quelle Regioni”, è uno dei passaggi “chiave” dell’intervento di Giorgio Napolitano che ha presieduto la prima seduta del Senato della nuova legislatura. “Queste reazioni - ha sottolineato - hanno mostrato quanto poco avesse convinto l'auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza” e “Il voto del 4 marzo ha rispecchiato un forte mutamento nel rapporto tra gli italiani e la politica quale si era venuta caratterizzando da non pochi anni a questa parte" ha aggiunto Giorgio Napolitano. “Si è trattato di un voto che non solo ha travolto certezze e aspettative di forze politiche radicate da tempo nell'assetto istituzionale e di governo del Paese -ha aggiunto il presidente emerito-. Esso ha messo in questione tradizioni, visioni, sensibilità, che erano a lungo prevalse. Gli elettori hanno premiato straordinariamente le formazioni politiche che hanno espresso le posizioni di più radicale contestazione, di vera e propria rottura rispetto al passato”.
Nel suo intervento come presidente provvisorio di Montecitorio, Roberto Giachetti, ha sottolineato che “Il Parlamento è il cuore della democrazia. E' il luogo d'incrocio di quegli antagonismi politici che hanno il dovere di trovare la giusta dialettica per concorrere compiutamente all'interesse generale. La campagna elettorale è finita. Si apre oggi un'altra fase. Nella naturale diversità di fede politica, nella distanza delle opinioni e anche nella più aspra divergenza delle posizioni, l'urgenza che più fortemente dobbiamo avvertire è quella di onorare il mandato che i cittadini ci hanno conferito, accordandoci la loro fiducia. La prima azione da compiere per non tradire questa fiducia, è parlare - dentro e fuori queste aule - una lingua di verità". Ed una "prima verita' che dobbiamo avere il coraggio di rivelarci, senza reticenze e senza ambiguità - ha cocnluso - riguarda la complicita' di parte di noi, classe politica, nella mortificazione delle istituzioni", ha sottolineato. 


 


( red / 23.03.18 )
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