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n. 3366 - mercoledì 18 aprile 2018

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Bolkestein: le concessioni demaniali sono beni e non servizi

Gli interventi degli assessori Scajola, Corsini e Lolli

(Regioni.it 3366 - 18/04/2018) Da Frederik 'Frits' Bolkestein, il politico olandese, commissario Ue per il Mercato interno, la tassazione e l'unione doganale nella Commissione Prodi dal 1999 al 2004, arriva una dichiarazione che farà clamore per molti operatori: "Le concessioni demaniali sono beni e non servizi", di conseguenza non possono essere soggette alla direttiva Ue Servizi" e subito nell'Aula dei gruppi parlamentari alla Camera risuona l'eco degli applausi. A entusiasmarsi sono i balneari di tutta Italia convenuti ad ascoltare l'oratore da cui prende il nome la direttiva sulla libera circolazione dei servizi nella Ue, quella la cui interpretazione in Italia vorrebbe che le concessioni demaniali vengano messe all'asta. ipotesi che da anni agita gli oltre 30mila titolari di concessioni balneari in Italia, spesso da decenni sulla stessa spiaggia. "In virtu' della concessione i concessionari demaniali possiedono suolo e strutture, quindi la concessione è un bene, non è un servizio", scandisce Bolkestein, "non vedo come le concessioni demaniali non debbano essere considerate beni ma servizi", ribadisce, "non capisco come una concessione demaniale possa essere considerata un servizio".  Il fatto e' che "parliamo di concessionari demaniali delle spiagge, sono oltre 30mila e rappresentano una categoria economica molto importante sono piccole e medie imprese e molta occupazione arriva dalle Pmi: economicamente parlando sono molto importanti, e non vedo come possano essere considerati servizi". Insomma, "anche se i concessionari aiutano i turisti penso che non dovrebbero essere considerati servizi perché quello non è il loro campo principale", precisa.  In Spagna i concessionari possono avere una proroga di 75 anni, "se si possa fare altrettanto in Italia non so, dipende dal governo italiano", sottolinea Bolkestein.
"I concessionari sono Pmi, sono importanti per l'occupazione- prosegue Frits Bolkestein- e il governo italiano farebbe bene a essere d'accordo nel fare quello che il ministro dell'Economia e Finanze mi ha detto tempo fa, siamo d'accordo che non sono servizi che vengono forniti ma beni di cui si e' in possesso".
“L’incontro con Mister Bolkestein - ha dichiarato l’assessore al Demanio di Regione Liguria, Marco Scajola, intervenendo alla Camera dei Deputati nel corso dell’incontro - è servito a chiarire i dubbi, se ancora ce ne fossero stati, circa il fatto che le nostre imprese balneari, essendo dei beni e non dei servizi, non devono rientrare nella direttiva che porta il suo nome. Quello che è stato affermato oggi a chiare lettere da colui che ha scritto la direttiva conferma quanto noi ribadiamo da anni, anche attraverso le leggi regionali approvate a tutela dei balneari che l’ultimo Governo non ha mai preso in considerazione, dimostrando così, non solo di non conoscere la direttiva, ma di avere la chiara volontà politica di portare a gara le nostre imprese balneari. Adesso con un nuovo Parlamento e alla vigilia della costituzione di un nuovo Governo – ha continuato l’assessore Scajola - chiediamo fermamente che non si facciano più gli errori del passato, ma che si attuino tutte quelle azioni legislative e amministrative per fare in modo che venga confermata definitivamente la non applicabilità della direttiva europea alle concessioni demaniali marittime italiane”. “La palla passa dunque al Governo – ha concluso Scajola - che deve confrontarsi con gli organi europei e compiere tutti gli atti necessari per dare garanzie alle 30.000 imprese italiane e stabilità a un settore economico strategico che assicura migliaia di posti di lavoro sia in Liguria che in Italia”.
Se anche la Commissione Europea condivide quello che ha detto oggi a Roma Frederik Bolkestein, ex commissario Ue, conosciuto come il padre della direttiva la cui interpretazione in Italia prevede che le concessioni demaniali vengano messe a gara, “siamo assolutamente soddisfatti, ma l’Europa lo deve fare in modo formale, per iscritto”. E’ quanto hanno detto Andrea Corsini, assessore regionale al turismo dell’Emilia-Romagna e Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo con delega al turismo, commentando le parole dell’ex Commissario europeo, secondo cui "In virtu' della concessione, i concessionari demaniali possiedono suolo e strutture, quindi la concessione è un bene, non è un servizio". Quindi, secondo il pensiero di Bolkestein, le concessioni per le spiagge non sarebbero soggette a gare. “Le considerazioni espresse da Bolkestein sono assolutamente importanti ed autorevoli – concludono Corsini e Lolli – ma le Istituzioni si esprimono per atti formali. Quindi la cosa giusta ora sarebbe una indicazione espressa e formale da parte della Commissione Europea”.

[Emilia - Romagna] Turismo. Bolkestein oggi a Roma: "Le concessioni sono beni, non servizi".


( red / 18.04.18 )
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