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Regioni.it

n. 3369 - mercoledì 2 maggio 2018

Sommario
- Istat: dati su Pil, occupazione e povertà
- Fedriga: non voglio una Regione che detiene tutto il potere
- Presidente Friuli Venezia Giulia: Massimiliano Fedriga, scheda biografica
- Toma: prima di tutto agevolare imprese e lavoratori
- Presidente Molise: Donato Toma, scheda biografica
- Associazionismo comunale: risorse regionali 2017
- Edilizia: odg per chiarimenti su classificazione sismica

+T -T
Istat: dati su Pil, occupazione e povertà

(Regioni.it 3369 - 02/05/2018) Nel primo trimestre del 2018 si stima che il Pil sia aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% in termini tendenziali. Lo rileva l’Istat rendendo noti gli ultimi dati sul nostro prodotto interno lordo e quelli su occupazione e povertà.
“L’incremento congiunturale del Pil – spiega l’Istat - è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi, mentre il valore aggiunto dell’industria ha segnato una variazione pressochè nulla. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%.
Sul fronte del lavoro “A marzo 2018 la stima degli occupati continua a crescere (+0,3% rispetto a febbraio, pari a +62 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente)" ed è il livello più alto da ottobre del 2008, sottolinea l’Istat negli ultimi dati pubblicati sull’andamento dell’occupazione e della disoccupazione nel nostro Paese. A marzo 2018 la quota di persone che non hanno un lavoro né lo cercano, scende al 34,3%, segnando il minimo dall'inizio delle serie storiche del 1977. Il loro numero si riduce di oltre 100 mila unità in un solo mese.
Il numero degli occupati si attesta così a 23 milioni 134 mila, il massimo da luglio sempre del 2008. Il tasso di disoccupazione a marzo rimane stabile all'11,0% (continuando a viaggiare ai livelli più bassi da settembre del 2012), quella giovanile, tra i 15 e i 24 anni, scende al 31,7%, calando di 0,9 punti percentuali rispetto a febbraio. Si tratta del tasso più basso da dicembre 2011.
La crescita dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento maggiore si stima per i giovani 25-34enni (+0,9 punti percentuali). La crescita è dovuta interamente alla componente maschile mentre per le donne, dopo l’aumento dei mesi precedenti, si registra un calo.
A marzo la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,8% (-104 mila). Il calo riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età ad eccezione dei 15-24enni. Il tasso di inattività scende al 34,3% (-0,3 punti percentuali rispetto a febbraio).
Nell’arco del primo trimestre 2018 si stima una crescita degli occupati dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (+21 mila). L’aumento interessa gli uomini e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Crescono i dipendenti a termine (+66 mila), mentre diminuiscono lievemente i permanenti (-8 mila) e in misura più consistente gli indipendenti (-37 mila).
Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna un lieve aumento dei disoccupati (+0,1%) e un calo degli inattivi (-0,3%, -34 mila).
Su base annua continua l’aumento degli occupati (+0,8%, +190 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda esclusivamente i lavoratori a termine (+323 mila), mentre calano i permanenti (-51 mila) e gli indipendenti (-81 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+391 mila) e, in misura minore, i 15-34enni (+46 mila) mentre calano i 35-49enni (-246 mila). Nell’arco di un anno diminuiscono sia i disoccupati (-4,0%, -118 mila) sia gli inattivi (-1,1%, -150 mila).
L’Istat ha anche diffuso i dati relativi alla povertà nel nostro Paese. In Italia sono 7,3 milioni le persone che vivono in condizioni di grave deprivazione e forte disagio economico.
Nel rapporto dell'Istat 'Noi Italia', con rilevamenti relati al 2016, si evidenzia la situazione di disagio sociale in alcune Regioni del Sud, come Sicilia (26,1%) e Campania (25,9%). La percentuale al Sud del livello di povertà ha un valore del 21,2%, pari a quasi 4,5 milioni di persone. E’ quasi il triplo di quello del Centro-Nord (7,3%, poco meno di 3 milioni). In media nel Mezzogiorno si vive un anno di meno: Trento (il valore più alto) stacca la Campania (più basso) di tre anni. Secondo l'Istat il Sud resta ancora indietro. Infine nel Mezzogiorno ci sono più poveri, ma l'intensità della povertà assoluta è più accentuata al Centro Nord.

 



( gs / 02.05.18 )
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