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Regioni.it

n. 3371 - venerdì 4 maggio 2018

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 10 maggio
- Conferenza Unificata il 10 maggio
- Conferenza Stato-Regioni il 10 maggio
- Rifiuti: le direttive europee, le Regioni e lo scambio di buone pratiche
- Bilanci Regioni: primi dati Istat sui consuntivi
- Agricoltura: Odg su risorse per controlli Organizzazione mercati
- Atti Conferenza Unificata del 19 aprile
- Atti Conferenza Stato-Regioni del 19 aprile

Documento della Conferenza delle Regioni del 19 aprile

+T -T
Agricoltura: Odg su risorse per controlli Organizzazione mercati

(Regioni.it 3371 - 04/05/2018) La Conferenza delle Regioni del 19 aprile ha approvato un Ordine del giorno che interessa una parte del sistema dei controlli in agricoltura. L'Odg è stato presentato e consegnato al Governo, lo stesso giorno, in sede di Conferenza Stato-Regioni. Nel testo si chiede al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di assicurare, per le attività di controllo sull’OCM Ortofrutta, un incremento della copertura nazionale per le maggiori spese derivanti dalle nuove procedure di controllo introdotte dal primo gennaio 2018. 
Le risorse sono necessarie al fine di assicurare un corretto svolgimento delle attività di controllo sul territorio nei tempi previsti per il pagamento e per scongiurare un blocco dei pagamenti degli aiuti per l’OCM Ortofrutta con le conseguenze immaginabili a carico di uno dei comparti produttivi di maggior importanza dell’agroalimentare nazionale.
Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno (già pubblicato sul portale www.regioni.it , sezione "Conferenze").
Ordine del giorno su Ocm e ortofrutta – urgente necessita’ di supporto per i controlli
 
La Politica Agricola Comunitaria (PAC) prevede, tra gli strumenti applicativi, il Reg (UE) n. 1308/2013 recante “Organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli” che si pone l’obiettivo di definire una serie di regole generali per uniformare le condizioni all’interno del mercato unico europeo per quanto riguarda i prodotti agricoli e agroalimentari, stabilendo specifiche condizioni per alcuni settori produttivi di particolare rilevanza.
Tra questi si segnala, in particolare, la possibilità per i produttori agricoli di organizzarsi in Organizzazioni di Produttori (OP) e in Associazioni di Organizzazioni di Produttori (AOP), allo scopo di favorire l’aggregazione dell’offerta dei prodotti del comparto ortofrutticolo, strutturalmente molto frammentata, e favorire condizioni di equilibrio all’interno della catena alimentare, particolarmente critiche per prodotti ad alta deperibilità.
L'OCM Ortofrutta prevede che le strutture organizzative – OP ed AOP – oggetto di riconoscimento e di controllo, possano realizzare Programmi Operativi (PO) che prevedono, in un’ottica di filiera, investimenti, assistenza tecnica e marketing, misure agroambientali, promozione nonché ritiri dal mercato per prevenzione crisi.
I Programmi Operativi usufruiscono di un sostegno comunitario pari al 4,1% (elevabile, con le misure di gestione e prevenzione delle crisi, al 4,6%) calcolato sul Valore della Produzione Commercializzata (VPC), attraverso l’utilizzo dei fondi FEAGA, gestiti per l’Emilia – Romagna da AGREA, Organismo pagatore regionale.
Un recente studio del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali evidenzia che, nel 2015, la spesa comunitaria per la realizzazione dei programmi operativi è stata di oltre 800 milioni di euro; il 28% di questo importo, pari a circa 225 milioni di euro, è stato attribuito a 228 programmi operativi presentati da OP ed AOP italiane mentre Spagna e Francia hanno potuto beneficiare, rispettivamente, del 25% e del 9% della spesa totale.
Al 1° gennaio 2018, risultano riconosciute nel nostro Paese, sulla base dei dati forniti dal Ministero, 305 OP e 13 Associazioni di Organizzazioni di produttori (AOP) 6 delle quali operanti in Emilia – Romagna, 2 in Lombardia ed una rispettivamente nella Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Piemonte, Lazio e Marche.
Il sistema organizzato delle OP/AOP ha contribuito a migliorare il grado di aggregazione del settore agricolo, offrendo soluzioni organizzative e commerciali attrattive, aggregando % variabili che in alcune regioni raggiungono e superano il 50% della produzione.
Si sono inoltre determinati importanti fenomeni di aggregazione tra diverse Regioni, in particolare attraverso la costituzione di AOP, al fine soprattutto di controllare una gamma di prodotti la più ampia e rispondente alle esigenze di mercato.
Questa dimensione interregionale ha comportato uno scambio di attività di controllo tra Organismi Pagatori che sono stati gestiti nell’ambito di un “accordo quadro di reciprocità” siglato nel 2004.
In analogia con quanto si è verificato in alti settori anche per l’Organizzazione Comune di Mercato del settore ortofrutticolo si è verificata una progressiva crescita del carico amministrativo e delle esigenze di controllo, che hanno subito una vera e propria impennata a seguito di:
- Audit Comunitari che hanno prescritto modifiche nelle procedure di controllo e maggiore dettaglio nelle attività istruttorie, al fine di “garantire” maggiormente il Fondo comunitario (FEAGA);
- Evoluzione della regolamentazione comunitaria (Regg UE 2017/891 e 2017/892, con entrata in vigore dal 1 gennaio 2018) che ha modificato sostanzialmente le condizioni di controllo sia in fase preventiva (congruità analitica della spesa prevista) che consuntiva (100% controllo amministrativo sulla spesa rendicontata, 30% di controllo in loco sulle spese realizzate dalle OP), a cui si aggiunge il controllo del VPC;
- Obbligo tassativo di concludere i controlli entro la fine del mese di settembre per consentire i pagamenti entro la chiusura del bilancio comunitario al 15 ottobre.
In questo contesto si rende praticamente “obbligatorio” un rafforzamento dell’attività di controllo sia per consentire la corretta liquidazione dell’aiuto comunitario sia per prevenire significative azioni sanzionatorie da parte della Commissione Europea.
A questo proposito AGEA ha segnalato la sostanziale impossibilità di soddisfare ulteriori richieste di controllo per carenza di risorse e per i rischi connessi alla sottrazione di proprio personale da altre attività non comprimibili facendo venire meno il citato “accordo quadro di reciprocità” del 2004.  
In considerazione:
-
delle condizioni descritte e soprattutto della necessità di un’importante attività di controllo sul territorio, necessariamente da affrontare su una dimensione nazionale;
- della mancanza, diversamente da quanto è previsto per FEASR e FEAMP, di risorse finanziarie proprie dell’OCM per supportare l’applicazione da parte degli Stati membri;
- del fatto che la possibilità di svolgere i controlli in altre regioni e quindi pagare gli aiuti comunitari non rappresenta un vantaggio per la Regione che gestisce il procedimento amministrativo legato al Programma Operativo dell’OP bensì un fondamentale aiuto per le imprese agricole e le OP che ne beneficiano e per le realtà territoriali nell’ambito delle quale vengono realizzate le attività oggetto di contributo comunitario;
- dell’eventualità che non sia possibile completare correttamente l’attività di controllo in loco nei tempi previsti per il pagamento con conseguente blocco dei pagamenti degli aiuti per l’OCM Ortofrutta con le conseguenze immaginabili a carico di uno dei comparti produttivi di maggior importanza dell’agroalimentare nazionale;
si chiede
al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di assicurare, per le attività di controllo sull’OCM Ortofrutta, un incremento della copertura nazionale per le maggiori spese derivanti dalle nuove procedure di controllo introdotte dal 1° gennaio 2018.
19 aprile 2018


( gs / 04.05.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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